ITALIANI E MOBILITA’

E’ uscito il 27 novembre 2023 il 20esimo Rapporto sulla Mobilità degli italiani dell’ISFORT (*), con sottotitolo “Passato, Presente e Futuro” 

Ha tre sezioni: la prima è un’ampia analisi della domanda di mobilità e dei dati statistici, basati su 16.000 interviste a persone di età tra 14 e 84 anni; la seconda indaga i comparti: mobilità privata motorizzata, mobilità dolce e micromobilità mobilità collettiva, sharing mobility; la terza la sicurezza stradale, il tema energetico e le infrastrutture (soprattutto con focus sul PNRR). 

E’ una lettura necessaria, per chi si occupa di mobilità.

Proviamo qui a cogliere alcune notizie e riflessioni particolarmente interessanti, come ad esempio quel giudizio riassuntivo circa la resistenza delle abitudini che caratterizza la domanda di mobilità in Italia, anche in un momento storico che vede un dibattito diffuso su nuovi modelli comportamentali necessari per affrontare il futuro. 

Le statistiche storiche (su 24 anni, sino al 2022) indicano una evidente cesura causata dalla pandemia “Covid”, ma alcune tendenze non sono da essa influenzate. 

Ad esempio la riduzione del numero degli spostamenti, che può trovare una delle spiegazioni nella demografia italiana (invecchiamento), ma anche della lunghezza media degli spostamenti e della relativa durata (nel 2022 si posiziona a circa 60 minuti). 

Poi c’è un dato particolarmente interessante, dal nostro punto di vista: l’80% del numero degli spostamenti è sotto i 10 km e il 28% addirittura inferiore ai 2 km. 

Per contro oltre il 75% degli spostamenti avviene in automobile (GRAFICO) . L’intermodalità (uso di più di un mezzo per uno spostamento) è al 3%, in ripresa ma inferiore ai livelli di pre-pandemia. 

Poi i passaggi che ci dispiacciono, che riportiamo in modo esatto: 

(…) la quota di domanda assorbita da spostamenti a piedi e in bicicletta viaggia oggi poco sopra il 20%, qualche punto in meno rispetto all’inizio del nuovo millennio (Graf. 7); l’andamento è stato declinante fino al minimo raggiunto nel 2013 (17,2%) per poi risalire fino al picco del 2020 (32,8%) chiaramente collegato alle dinamiche Covid; nell’ultimo triennio tuttavia le promesse suscitate dal forte impulso alla pedonalità durante l’emergenza sanitaria non sono state mantenute ed anzi è oggi evidente, e pronunciato, l’arretramento complessivo della mobilità attiva; (…) (GRAFICO)

e ancora 

(…) Il “tasso di mobilità sostenibile”, misurato da “Audimob” come percentuale di spostamenti effettuati con mezzi a basso impatto (trasporto pubblico, bicicletta, pedonalità) sul totale, è sceso nel 2022 sotto il 30%, dopo la punta del 2020 (38,2%) per effetto dell’esplosione della mobilità pedonale, oltre 4 punti meno del valore registrato nel 2000 (Graf. 9) (…)

(…) La mobilità dolce e “leggera” (piedi, bici, micromobilità) non è riuscita a decollare dopo gli inneschi positivi attivati durante la pandemia, complice un’evidente timidezza delle politiche pubbliche locali nel rafforzare gli strumenti di dissuasione della circolazione motorizzata e nell’incentivare le soluzioni di trasporto ecologiche attraverso infrastrutture e regole dedicate. (…)

Poi troviamo i dati che già conosciamo bene: il Nord-Est è al’9% per quota modale dell’uso della bici, il doppio del Nord-Ovest e più del triplo del Centro-Sud. 

Nel 2022 il numero di auto possedute dagli italiani ha superato i 40 mln, con un incremento del 19% negli ultimi 20 anni (e un quadruplicamento negli ultimi 50 anni) ed un tasso di motorizzazione passato dal 58% al 68%. 

Nello stesso anno gli incidenti stradali sono stati 165.889, con 3.159 morti e 223.475 feriti. Si noti un dato: il 50% dei pedoni morti (ed il 68% dei feriti) è avvenuto sulle strisce di attraversamento a causa del mancato rispetto della precedenza da parte degli automobilisti (Art.191 CdS)

Ma chiudiamo questa sintesi con un dato qualitativo di speranza che riguarda le intenzioni per il futuro: 

Alla domanda “rispetto all’attuale utilizzo lei vorrebbe aumentare l’uso di …..” hanno risposto : per l’auto il 13%, per la bici il 37%, per i mezzi pubblici il 27%. 

Alla domanda “rispetto all’attuale utilizzo lei vorrebbe diminuire l’uso di …..” hanno risposto : per l’auto il 29%, per la bici il 4%, per i mezzi pubblici il 10%.  ( GRAFICO )

In questa classifica delle buone intenzioni vince con grande distacco distacco la bicicletta ! Magra consolazione o spunto utile di riflessione per i nostri rappresentanti politici ? 

LS

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

(*) ISFORT = Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti

Il Rapporto si trova QUI nel Testo integrale di 155 pagine, la Sintesi di 38 pagine e la Presentazione

Sintesi da leggere sono ovviamente quelle di:

BIKEITALIA

e di

FIAB ITALIA