DA VARESE A MILANO, PEDALANDO LUNGO IL NAVIGLIO GRANDE

L’escursione che abbiamo fatto nei giorni 1.2.3 maggio 2015 ci è talmente piaciuta che la replicheremo, nel prossimo mese di maggio.
Non proprio  alla stessa maniera, vista anche la facilità con cui abbiamo pedalato nelle tre tappe di circa 30 km al giorno.
Certamente sarà un viaggio che ci consentirà ancora di scoprire cose nuove, come è stato quello dello scorso anno.

Alla partenza del Primo Maggio 2015 eravamo un gruppo piccolo ma ben composto: Fabrizio e Rosa con le figlie Lara e Clelia, l’amico Enzo, il sottoscritto con la figlia Laura. Affiatate soprattutto le tre bimbe, che pedalando pedalando hanno anche ideato il “ciclismo sincronizzato” che consiste nel cambiare nello stesso istante la medesima corona e/o il medesimo pignone.

La prima tappa – da Gavirate a Golasecca – si è svolta sulle ciclabili del Lago di Varese e Lago di Comabbio, poi da Mercallo a Sesto Calende su strade secondarie ed infine lungo il primo pezzo di ciclabile del Ticino. Nonostante una leggera pioggia è stata una bellissima pedalata con lo sguardo sulle verdi colline moreniche e i laghi in assoluta sicurezza visto che praticamente tutto il percorso era su ciclabile.
L’unica salita – di tutto il viaggio – è stata quella per raggiungere la Tenuta Tovaglieri a Golasecca, ma ne è valsa la pena perchè il luogo è davvero bello ed organizzato come fattoria didattica, interessante per grandi e piccini.
Per evitare la salita lungo la strada principale abbiamo utilizato un sentiero che sale direttamente dalla ciclabile lungo il ticino al centro di Golasecca, non era proprio agevole per tutti ma ha dato un pizzico d’avventura al viaggio dopo tutti i km fatti su strada comoda e pianeggiante.
Lì abbiamo cenato, pernottato, e fatto colazione la mattina dopo.

vm5Il 2 maggio è stato tutto su ciclabile lungo il Ticino prima ed il Naviglio Grande poi. Alla partenza abbiamo notato nel fiume un gommone con bandiera svizzera e con circa 10 persone a bordo, lo stesso che poi avremmo rivisto navigare sul Naviglio alle porte di Milano.
Questa seconda tappa è stata senza pendenze, in pieno parco del Ticino, incontrando i tanti ciclisti e pedoni che abitualmente sfruttano la tranquillità della ciclabile, anche se certamente la presenza dell’aereoporto di Malpensa non lo rende un luogo “incontaminato”.
Molto gradevole l’area di sosta di cui fa parte il Binda Bar, vicino alla chiesetta di origine longobarda della Madonna del Binda (Nosate) dove una targa ricorda il passaggio nel XVI secolo del primo contingente di guardie svizzere dirette al Vaticano.
Da lì pochi in pochi chilometri si raggiunge Boffalora, e questo “pezzetto di tappa” è stato per noi, per dirla all’inglese, “from cake to cake”, perchè alla colazione fatta al Binda Bar abbiamo aggiunto un gelato made in Boffalora. Un noto vantaggio delle escursioni in bici: nessun senso di colpa alimentare, perchè il cibo è il carburante necessario per pedalare …
A proposito di cibo abbiamo notato, attraversando i paesi di quella zona, la densa presenza di Kebab nelle diverse versioni (Pizza, Turkish, etc.) segno di una evidente affermazione di questa economica formula di ristorazione in terre padane.vm6

vm7La nostra meta però era la cascina Salazzara di Pontevecchio di Magenta, dove un arrivo nel primo pomeriggio ha consentito: alle bambine di visitare la stalla (anche qui organizzata in versione didattica) e familiarizzare con capre, pecore, mucche, galline, asini, conigli; a me di cambiare i tamponi dei freni nella grande aia in mezzo ai tre edifici adibiti a camere per la notte, ristorante, bar con tavolini all’aperto; a tutti noi adulti un giro di birra e un rilassato chiaccherare. Aggiungo, come pensiero a margine, che il trinomio bici-birra-chiaccherata tra amici sarebbe meritevole di una iniziativa ufficiale di Ciclocittà, dove abbondano i pedalatori-gastronauti.

Al mattino del 3 maggio, ricomposto il gruppo che per la notte si era diviso nella più classica delle modalità (ovvero: maschi / femmine) per ragioni di logistica alberghiera, si riparte, muniti anche di panini per il pranzo.

vm9Il tratto ciclabile di avvicinamento a Milano non è stato sempre idilliaco, causa tratti di fondo dissestato e panorama a volte monotono; in senso opposto, cioè da Milano, viaggiavano gruppi compatti e organizzati, nel nostro senso ciclisti solitari più veloci di noi.
Ma il passaggio lento dalla periferia verso il centro è interessante per l’ osservazione dell’assetto urbanistico e per i singoli edifici. Tra questi si fa notare il centro culturale Ikeda di Corsico, il più grande edificio buddista d’Europa voluto dall’istituto Soka Gokkai: è un maestoso “kaikan” (castello) con sala da mille posti, ricoperto di rame, che si dice sia costato 15 mln di euro, costruito dove prima sorgeva una antico borgo rurale dei tempi degli Sforza e dei Visconti.vm11

Il tratto urbano vicino alla Darsena, nostra meta finale, pieno di locali e di gente a spasso, ricorda un po’ Venezia. Sulle banchine del ritrovato porto di Milano pranziamo e condividiamo le riflessioni finali di un viaggio piacevole ed intrigante, una mini vacanza in bicicletta alla portata di tutti, che, come dicevo all’inizio, vogliamo ripetere nel prossimo maggio, con qualche variante.

Aspettiamo con piacere altri compagni di viaggio, e magari utili suggerimenti ed indicazioni storiche e geografiche.
leonardo savelli