Isola d’Elba in bicicletta: pochi chilometri, grandi emozioni.
La settimana trascorsa all’Isola d’Elba in bicicletta è stata una di quelle esperienze che rimangono impresse nella memoria molto più per le emozioni vissute che per i numeri segnati sul ciclocomputer. I chilometri percorsi non sono stati particolarmente tanti, ma il dislivello accumulato giorno dopo giorno si è fatto sentire nelle gambe. All’Elba, infatti, non esistono quasi tratti pianeggianti: ogni discesa è il preludio a una nuova salita, spesso accompagnata da panorami che ripagano ampiamente della fatica.
Il primo giorno ci siamo diretti verso il promontorio di Pomonte. La giornata sembrava scorrere senza intoppi finché ci siamo trovati davanti a una strada chiusa. Per qualche istante abbiamo temuto di dover rinunciare al percorso programmato, ma con un po’di pazienza e spirito di adattamento siamo riusciti a trovare il modo di superare l’ostacolo. Quando finalmente abbiamo ripreso la marcia, il senso di soddisfazione è stato ancora maggiore, come se quel tratto conquistato valesse il doppio.
Il giorno seguente ci siamo trasferiti a Lacona, base ideale per esplorare il territorio di Campo nell’Elba. La salita verso i paesi di San Piero e Sant’Ilario ha richiesto un certo impegno, ma arrivare nei piccoli borghi arroccati sulla collina è stata una delle esperienze più belle del viaggio. Le stradine silenziose, le case in pietra e i panorami che spaziavano dal Monte Capanne al mare azzurro hanno regalato momenti di autentica serenità. In quei luoghi il tempo sembra rallentare e la fatica delle salite lascia spazio alla meraviglia.
Nei giorni successivi abbiamo percorso il giro del promontorio di Capoliveri, probabilmente uno degli itinerari più suggestivi dell’isola. Le strade si snodavano tra macchia mediterranea, miniere dismesse e scorci sul mare che comparivano all’improvviso dietro ogni curva. È stato uno di quei percorsi in cui ci si ferma spesso, non perché si è stanchi, ma perché si sente il bisogno di ammirare il paesaggio.
L’esplorazione è poi proseguita verso la parte orientale dell’isola, raggiungendo Cavo e affrontando
la salita al Volterraio. Qui la fatica si è fatta sentire più che altrove, ma lo spettacolo offerto dalla fortezza e dalla vista sulla rada di Portoferraio ha reso ogni pedalata degna dello sforzo.
L’ultimo giorno è arrivato con quella malinconia tipica della fine delle vacanze. Mentre ci dirigevamo verso Portoferraio per prendere il traghetto per Piombino, si è verificato l’unico vero incidente del viaggio: una caduta in bicicletta. Per fortuna le conseguenze sono state limitate più allo spavento che altro. Dopo un rapido controllo e qualche minuto per riprendersi, siamo riusciti a rimetterci in marcia e a raggiungere il porto in tempo per l’imbarco.
Ripensando a questi giorni, resteranno soprattutto i continui saliscendi, il profumo della macchia mediterranea, il mare che compariva sotto di noi dopo ogni salita e la soddisfazione di aver superato
piccoli imprevisti e grandi dislivelli. L’Elba ci ha ricordato che il cicloturismo non si misura soltanto in chilometri percorsi, ma nelle emozioni vissute lungo la strada e nei ricordi che ogni curva lascia con sé.
Cesare
