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	<title>VIAGGIO &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<title>VIAGGIO &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>Carretera Austral, Cile: racconto di viaggio</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2022/02/19/carretera-austral-cile-racconto-di-viaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Feb 2022 09:49:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
		<category><![CDATA[Cortese]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Se ce l&#8217;abbiamo fatta noi, tutti possono farlo&#8221;.   Si presentano con modestia Fernando Galasso e Ferdinando Cortese, dopo il viaggio nel continente americano lungo il Cile seguendo la Carretera Austral dal 3 novembre  al 20 dicembre 2021. Eppure ci è voluto lo spirito giusto, quello dei veri viaggiatori desiderosi di nuovi mondi,  per sognare il viaggio, prepararlo, decidere di partire...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Se ce l&#8217;abbiamo fatta noi, tutti possono farlo&#8221;</em>.   Si presentano con modestia <strong>Fernando Galasso</strong> e <strong>Ferdinando Cortese</strong>, dopo il viaggio nel continente americano lungo il <strong>Cile</strong> seguendo la <strong>Carretera Austral</strong> dal 3 novembre  al 20 dicembre 2021.</p>
<p>Eppure ci è voluto lo spirito giusto, quello dei veri viaggiatori desiderosi di nuovi mondi,  per sognare il viaggio, prepararlo, decidere di partire in tempi di pandemia non ancora definitivamente conclusa, prendersi il tempo necessario per esplorare con lentezza territori di grande bellezza naturalistica  non totalmente disabitati. E dicono di aver imparato non poche cose, e ci crediamo, sia dal punto di vista tecnico, sia naturalistico, sia riguardo le persone incontrate e da loro descritte. Non solo il proverbio<em> &#8220;In Patagonia chi ha fretta rischia di perdere tempo&#8221;</em> perchè c&#8217;è un contesto storico, politico, economico che non riesci ad ignorare anche se la contemplazione di montagne, oceani, foreste ha un potetente effetto benefico per l&#8217;anima.</p>
<p>Percò vi consigliamo la lettura del diario di Ferdinando che trovate in PdF al link qui sotto, che è una riflessione durante il viaggio <em>(tramite Facebook gli amici lontani potevano seguire le avventure dei due amici, &#8220;i due Nandi&#8221; come li chiamava qualcuno)</em> rivista con calma nel dopo. E&#8217; una testimonianza in parole e foto che affianca il video girato da Fernando che sarà occasione di incontri pubblici, perchè il viaggio, soprattutto nella versione lenta, non può fare a meno del racconto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2022/02/Patagonia-Note-di-viaggio.pdf">Patagonia, note di Viaggio di Ferdinando Cortese</a></p>
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		<title>VOLA SOLO CHI OSA FARLO</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2020/05/23/jova-il-ciclo-filosofo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2020 18:10:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedalo&Penso]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[CICLOTURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
		<category><![CDATA[Jovanotti]]></category>
		<category><![CDATA[Neruda]]></category>
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		<category><![CDATA[VIAGGIO]]></category>
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					<description><![CDATA[Il viaggio di Jovanotti nel febbraio 2020 tra Cile ed Argentina è stato da lui stesso raccontato in un video diviso in 16 puntate di 15 minuti ciascuna su    Raiplay  .  Per noi cicloviaggiatori, o anche solo ciclosognatori, è stato un racconto molto piacevole da seguire. Jovanotti spiega che il desiderio di attraversare in solitaria il deserto in altura...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il viaggio di <strong>Jovanotti</strong> nel febbraio 2020 tra Cile ed Argentina è stato da lui stesso raccontato in un video diviso in 16 puntate di 15 minuti ciascuna su   <strong><span style="color: #993366;"> <a style="color: #993366;" href="https://www.raiplay.it/video/2020/04/Non-Voglio-Cambiare-Pianeta---Km-0---Lunedi-48b5a6d2-d5b6-4094-a495-8b9da2dcd345.html">Raiplay</a>  </span></strong>.  Per noi cicloviaggiatori, o anche solo ciclosognatori, è stato un racconto molto piacevole da seguire. Jovanotti spiega che il desiderio di attraversare in solitaria il deserto in altura tra le <strong>Ande</strong> gli è venuto durante il suo tour tra le spiagge del 2019, il  <strong><span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="https://www.jovanottitour.com/jova-beach-party">Jova-Beach-Party.</a></span></strong></p>
<p>Il video-racconto a puntate merita di essere visto per intero ma qui voglio parlare solo della <strong>puntata n°16</strong>, l&#8217;ultima, intitolata &#8220;Km Extra&#8221;, dove Lorenzo Cherubini è a casa sua a Cortona (AR) in pieno <em>lockdown</em> e racconta alcuni fatti e pensieri legati al viaggio da poco concluso. E lo fa, secondo me, da vero <strong>ciclo-filosofo</strong>. Perchè in pochi minuti parla di morte, amore, felicità, coraggio,</p>
<p>Comincia con il dire che il <strong>viaggiatore</strong> non è la stessa cosa del turista, perchè accetta e cerca anche l&#8217;imprevisto. Ha ragione quando dice che fare un viaggio insieme (per un tratto è stato in compagnia dell&#8217;amico Augusto di Forlì) cementa l&#8217;<strong>amicizia</strong> come fare il militare insieme. Questo paragone ha un senso solo per gli ultracinquantenni, visto che oggi i ragazzi non sono chiamati più dalla patria, e per inciso direi anche che il Jova in stile &#8220;adolescenziale-ma-riflessivo&#8221; è un po&#8217; di esempio per tutti noi di età simile alla sua ma non rassegnati alle pantofole.</p>
<p>Dice che viaggiare prendendosi qualche rischio ti fa venire il <strong>coraggio</strong> che pensavi di non avere. Che pedalare ti mette fame (abbiamo visto Jova mangiare banana con il burro &#8230;) e che il miglior condimento è la fame stessa, citando Don Chisciotte;  che le cellule conservano una memoria di quello che fai anche se nella mente non tutti i ricordi sono nitidi. Che la sedentarietà è un fatto recente nella storia umana e che il nostro corpo si adatta alla<strong> fatica</strong>. Che ha trovato<strong> bellezza</strong> nel freddo, nella pioggia, nel caldo (non ha citato comprensibimente la bestiale scottatura da sole dell&#8217;inizio del viaggio &#8230;)</p>
<p>Dice che quando <strong>muori</strong> è, forse, come quando sei stanco per il tanto pedalare ma anche fuso con l&#8217;ambiente intorno, e ti senti un elemento non più importante degli altri. Appare sincero quando dichiara di sentirsi <strong>animale</strong> tra gli animali, e perciò saluta i lama che incontra lungo la strada. E ancora: la <strong>felicità</strong> è difficile da descrivere, ma sicuramente non è statica, è una cosa dinamica, una promessa in divenire, una ricerca di una sensazione che avvicina all&#8217;amore. Non necessariamente devi realizzare una grande impresa, ma sono importanti anche le <strong>piccole imprese</strong> e i pezzi di strada quotidiani da fare, in senso stretto o in senso metaforico.</p>
<p>Il titolo del racconto è <strong>&#8220;Non voglio cambiare pianeta&#8221;</strong> che è un verso della  <span style="color: #993366;"><strong><a style="color: #993366;" href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/05/PABLO-NERUDA-il-pigro.pdf">poesia &#8220;Il pigro&#8221;</a></strong> </span>   di <strong>Pablo Neruda</strong>.</p>
<p>Nel finale  rende omaggio ad un altro cileno, lo scrittore <strong>Luis Sepulveda,</strong> citando da <em>“Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare“</em> :</p>
<p>&#8220;Bene, gatto. Ci siamo riusciti – disse sospirando<em> – Sì, sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante – miagolò – </em>Ah sì? E cosa ha capito? – chiese l’umano<em> – <strong>Che vola solo chi osa farlo</strong> – miagolò Zorba&#8221;. </em></p>
<p><em>Leonardo Savelli</em></p>
<p>NB: il disegno di Jovanotti by Gigio è tratto da: <strong><span style="color: #993366;">  <a style="color: #993366;" href="https://www.instagram.com/cicloviaggiatore_comics/">ilcicloviaggiatore_comics</a></span></strong></p>
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		<title>Pedalare in Russia, direzione Nord</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2017/09/10/pedalare-in-russia-direzione-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Sep 2017 19:27:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gigio]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Terzani]]></category>
		<category><![CDATA[VIAGGIO]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2017, come sempre negli ultimi anni, Gigio è stato il socio di Ciclocittà che si è spinto più lontano in sella alla sua bici: oltre il circolo polare artico. Per l’occasione su una Gravel nuova di zecca, tedesca di costruzione, scelta con l’attenzione per quei dettagli che solo un viaggiatore con il gusto per l’avventura può avere.     Aereo...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel 2017, come sempre negli ultimi anni, Gigio è stato il socio di Ciclocittà che si è spinto più lontano in sella alla sua bici: oltre il circolo polare artico. Per l’occasione su una Gravel nuova di zecca, tedesca di costruzione, scelta con l’attenzione per quei dettagli che solo un viaggiatore con il gusto per l’avventura può avere.     </em><em>Aereo sino a S.Pietroburgo, poi sempre verso nord per quasi 2.000 km in 14 giorni sino a Teriberka (e poi ritorno in treno alla base di partenza).   Gigio ha iniziato anni fa ad esplorare la Russia, appassionato dalla lettura del libro &#8220;Buonanotte Signor Lenin&#8221; di Tiziano Terzani. D’inverno letture di viaggi e studio di mappe, in agosto bagaglio leggero ma completo da viaggiatore solitario, e via. Ogni volta è tornato contento dei luoghi visti e delle persone incontrate. Queste di seguito le sue note di viaggio e sue anche le foto di questo post. Grazie Gigio per gli orizzonti che ci permetti di intuire !</em></p>
<p><em>ls</em></p>
<p><strong>&#8221; San Pietroburgo &#8211; Teriberka 2017</strong><br />
Per me questo viaggio rappresenta l’ideale prosecuzione di quello dell’anno precedente<br />
da Danzica a San Pietroburgo. Il percorso attraversa due grandi regioni: a sud la Carelia e<br />
più a nord, la penisola di Gola. La prima, geograficamente, si estende tra la Russia e la</p>
<p>Finlandia ed è caratterizzata da numerosi laghi e fitte foreste, meta di cacciatori e soprattutto<br />
pescatori, attirati dall’abbondanza delle prede e da una legislazione meno rigida rispetto, ad<br />
esempio, alla vicina Finlandia. Più mi spostavo verso nord più la presenza dell’uomo si faceva<br />
rada ed i nuclei abitati (difficile anche solo chiamarli paesi) si facevano distanti e mi è capitato<br />
di pedalare anche per più di 170 km senza incontrare nulla che non fosse strada o<br />
vegetazione. Oltrepassato il circolo polare artico le foreste lasciano spazio alla tundra con<br />
piccoli arbusti, licheni, acquitrini e l’onnipresente mora artica e a volte si incontravano ai lati<br />
della strada signore o ragazzini che vendevano il proprio raccolto. Anche nella penisola di<br />
Kola il turismo, comunque scarso, è legato alla pesca. Questa è anche una regione fortemente<br />
militarizzata dove non sono rari i paesi “chiusi” agli stranieri e purtroppo anche una zone<br />
fortemente inquinata per la presenza sia di grandi industrie per la lavorazione di metalli<br />
(ferro, nichel, alluminio) e minerali (apatite) di cui è ricco il sottosuolo, sia di molti siti di<br />
stoccaggio di scorie nucleari. La meta finale, Teriberka, è un minuscolo ma caratteristico<br />
paese affacciato sul mare di Barents che ha conosciuto un po’ di notorietà grazie al film russo<br />
<em>&#8220;Leviathan&#8221;,</em> candidato all’Oscar come miglior film straniero nel 2015. Come già nelle volte<br />
precedenti, in Russia, ho trovato sempre un’ottima accoglienza da parte della popolazione<br />
locale e anzi, ma è solo una personalissima opinione, sembra che il fatto di essere italiano<br />
gioca assolutamente a tuo favore. Alla fine i dati del GPS dicono quasi 2000 km, circa 15.000<br />
metri D+ e 14 giorni effettivi di pedalata ma quello che non può misurare sono la soddisfazione e<br />
la felicità di un viaggio in bici…almeno per ora!<br />
<em>Gigi Aliverti <strong>&#8220;</strong></em></p>
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		<title>IRLANDA TRA CIELO MARE TERRA</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2017/08/31/irlanda-tra-cielo-mare-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2017 13:19:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[DONATELLO STURA]]></category>
		<category><![CDATA[FIAB]]></category>
		<category><![CDATA[IRLANDA]]></category>
		<category><![CDATA[VIAGGIO]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra le mete dei viaggi estivi proposti da Fiab quest&#8217;anno era presente l&#8217;Irlanda, dal 28 luglio al 5 agosto. Da est a ovest per pedalare nelle isole Aran e nelle terre del Connemara, lungo la costa atlantica, una delle zone più selvagge e remote della verde Erin (nome della dea mitologica &#8220;madrina&#8221; della nazione). E’ l’Irlanda dalle mille tonalità e dai silenzi...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le mete dei viaggi estivi proposti da Fiab quest&#8217;anno era presente l&#8217;<strong>Irlanda</strong>, dal 28 luglio al 5 agosto. Da est a ovest per pedalare nelle isole Aran e nelle terre del Connemara, lungo la costa atlantica, una delle zone più selvagge e remote della verde Erin (nome della dea mitologica <em>&#8220;madrina&#8221;</em> della nazione). E’ l’Irlanda dalle mille tonalità e dai silenzi assordanti. Un percorso che, partendo da Dublino, ha attraversato l&#8217;isola fino a Galway e poi in traghetto alle isole Aran, poi il Connemara, infine a Westport e ancora a Dublino, in 450 km totali di strade quasi sempre rurali. A guidare il gruppo <strong>Renata Zorzanello</strong> e <strong>Antonio Dalla Venezia</strong> (*), tra i partecipanti il nostro socio <strong>Donatello Stura</strong> che ci ha portato le suggestive foto che vedete in questo post e queste impressioni di viaggio:</p>
<p><span style="color: #085e23;"><span style="text-decoration: underline;">3</span><em><span style="text-decoration: underline;">0 Luglio</span>, prima tappa di questo giro in bicicletta. Da Galway verso le isole Aran incontriamo dei cavalli bianchi. In questo momento la sensazione è di essere arrivato in un posto fiabesco&#8230;”      #     “<span style="text-decoration: underline;">31 Luglio</span>, Inis Mòr (Isole Aran). La sensazione del giorno prima è subito confermata: In questo posto FIABESCO il clima cambia almeno 10 volte al giorno, ti sembra di essere ai caraibi ma ci sono 12 gradi, le chiese sono senza tetti, le case sono progettate dai bambini, le strade sono percorse solo da strani carretti, piove ma c’è il sole, il prato ed il mare si fondono in un tutt’uno, si riesce a vedere attraverso i muri in pietra, i colori sono finti, c’è il teletrasporto che ti porta direttamente a New York, i cavalli sono “figli dei fiori”, i tori cantano, le rocce sono pettinate dal vento, le fortezze sono davvero inespugnabili in quanto più a picco sul mare di così si muore!..</em></span></p>
<p>Grazie Donatello, non possiamo fare a meno di pensare: <em>&#8220;il prossimo anno vogliamo esserci anche noi !!!&#8221;</em></p>
<p>ls</p>
<p><em>(*) Letture consigliate dagli organizzatori:</em><br />
<em><span style="color: #0000ff;"> &#8211; &#8220;L&#8217;isola che scompare” di Fabrizio Pasanisi &#8211; Nutrimenti Editore.</span> Un itinerario geografico e letterario, una vera guida, in una delle terre più affascinanti d&#8217;Europa: l&#8217;Irlanda. Luoghi, parole, emozioni, sulle tracce dei grandi scrittori e fino ai nostri giorni, in un percorso che, partendo dal Sud, da Cork, risale fino a Galway e Sligo, toccando le Cliffs of Moher, le isole Aran, il Connemara, per concludersi infine a Dublino, l&#8217;anima del paese.</em><br />
<em><span style="color: #0000ff;"> &#8211; “Racconti d’Irlanda &#8211; Impressioni di viaggio&#8221; di Vanessa Marengo &#8211; Polaris Editore.</span> L&#8217;Irlanda può cambiarti la vita. Non importa quanto tempo viaggerai sotto i suoi cieli immensi ed imprevedibili.</em></p>
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