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	<title>TRENO &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<title>TRENO &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<item>
		<title>CICLOFERROVIA IN VALMOREA, IDEA VINCENTE ?</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2023/08/02/velorail-in-valmorea-idea-vincente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2023 17:48:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo nel varesotto]]></category>
		<category><![CDATA[Cantello]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; notizia di luglio 2023 ( VARESENEWS il 29.07.23 ) che si intende realizzare sui binari della ferrovia della Valmorea una Cicloferrovia, o Velorail, sul modello di&#160;&#160;&#160;esperienze presenti in Francia , ma non ancora in Italia. . Inizialmente nel tratto da Molino del Trotto a Malnate per circa 4 km nel territorio dei Comuni di Cantello e di Malnate,&#160; e...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>E&#8217; notizia di luglio 2023 <span style="color: #993300;"><strong>( <a style="color: #993300;" href="https://www.varesenews.it/2023/07/la-prima-cicloferrovia-ditalia-sara-quella-della-valmorea/1680806/">VARESENEWS </a></strong><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.varesenews.it/2023/07/la-prima-cicloferrovia-ditalia-sara-quella-della-valmorea/1680806/">il</a></span><strong><a style="color: #993300;" href="https://www.varesenews.it/2023/07/la-prima-cicloferrovia-ditalia-sara-quella-della-valmorea/1680806/"> 29.07.23 )</a></strong></span> che si intende realizzare sui <strong>binari della ferrovia della Valmorea</strong> una <strong>Cicloferrovia,</strong> o Velorail, sul modello di&nbsp;&nbsp;<strong>&nbsp;<span style="color: #993300;"><a style="color: #993300;" href="https://veloraildefrance.com/">esperienze presenti in Francia</a> </span></strong>, ma non ancora in Italia.</div>
<div>.</div>
<div>Inizialmente nel tratto da Molino del Trotto a Malnate per <strong>circa 4 km</strong> nel territorio dei Comuni di Cantello e di Malnate,&nbsp; e a valere su <strong>10 mln di euro</strong> stanziati dalla Regione Lombardia, per mantenere viva la memoria della ferrovia storica e creare un indotto turistico.</div>
<div>&nbsp;.</div>
<div>I promotori di tale progetto non dicono nulla circa la compatibilità di questo nuovo progetto col percorso ciclopedonale esistente e con quello, ancora da realizzare, di collegamento tra Molino del Trotto e S.Margherita al confine svizzero.</div>
<div>Potranno coesistere <strong>Ciclopedonale </strong>e<strong> Cicloferrovia</strong> ? A quali condizioni ?</div>
<div>&nbsp;.</div>
<div>La loro natura è ben diversa: la <strong>Ciclopedonale</strong> è una struttura per la mobilità turistica, ludica, quotidiana ,&nbsp; mentre la <strong>Cicloferrovia</strong> è una struttura essenzialmente ludica.</div>
<div>&nbsp;.</div>
<div>Facciamo dunque un confronto schematico (<em>in attesa di visionare il piano finanziario</em>),&nbsp; nell&#8217;ipotesi che i due utilizzi dello spazio dato siano <strong>alternativi</strong> e non compatibili:</div>
<div>&nbsp;.</div>
<div><img decoding="async" fetchpriority="high" class="alignnone wp-image-4310" src="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2023/08/CICLOPEDONALE-E-VELORAIL-1-300x194.jpg" alt="CICLOPEDONALE E VELORAIL" width="492" height="318" srcset="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2023/08/CICLOPEDONALE-E-VELORAIL-1-300x194.jpg 300w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2023/08/CICLOPEDONALE-E-VELORAIL-1-150x97.jpg 150w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2023/08/CICLOPEDONALE-E-VELORAIL-1-330x213.jpg 330w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2023/08/CICLOPEDONALE-E-VELORAIL-1.jpg 587w" sizes="(max-width: 492px) 100vw, 492px" /></div>
<div>
<p><strong>ACCESSIBILITA&#8217;</strong>:<b>&nbsp;</b> <em>da portatori di handicap, bambini molto piccoli, etc.</em>;</p>
<p><b>UTILIZZI ALTERNATIVI: &nbsp;</b> <em>da parte di veicoli vari, etc.</em></p>
<p>.</p>
</div>
<div>Lo schema suggerisce che la <strong>Ciclopedonale sia più vantaggiosa</strong>, e siamo indotti a sostenere, da parte nostra, quanto segue.</div>
<div>&nbsp;.</div>
<div>
<div class="gmail_default">La conservazione e la valorizzazione delle <strong>testimonianze della ferrovia storica</strong> sono importanti, ma non devono pregiudicare lo sviluppo della Ciclovia di fondovalle se si vuole ottenere un successo di utenza (ricreativa, sportiva, quotidiana, ecc) come già verificatosi nel tratto Castellanza-Castiglione Olona.</div>
<div class="gmail_default">&nbsp;.</div>
<div class="gmail_default">E&#8217; strategica la connessione della Valle Olona alla <strong>rete ciclabile della Svizzera</strong> e quindi a quella europea, nel modo più accessibile e attrattivo con sicuro beneficio economico-turistico.</div>
<div class="gmail_default">Infatti lo sviluppo di &#8220;greenways&#8221; &#8211; innervato sul recupero ciclistico di ferrovie dismesse &#8211; è una pratica ormai consolidata&nbsp; in molti Paesi (e anche in Italia: FIAB ne parla <strong><span style="color: #993300;"><a style="color: #993300;" href="https://fiabitalia.it/ferrovie-dismesse-in-italia-oltre-mille-km-su-5mila-sono-ciclabili/">QUI</a> </span></strong>) ed assicura la frequentazione e&nbsp; valorizzazione più sostenibile <em>(socialmente e ambientalmente)</em>&nbsp; dei territori.</div>
<div class="gmail_default">La piena realizzazione della Ciclopedonale giustificherebbe l&#8217;<strong>impegno finanziario pubblico</strong> (a valere sulle tasse dei cittadini lombardi)&nbsp; in un&#8217;opera con costi di realizzazione e gestione&nbsp; quantificabile senza troppe incertezze.</div>
<div class="gmail_default">&nbsp;.</div>
<div class="gmail_default"><em>(Si noti per inciso che nell&#8217;esperienza francese si è rinunciato in certi casi ad attivare il Velorail (o Cicloferrovia) quando l&#8217;alternativa era realizzare una Ciclopedonale oppure riattivare la linea per il trasporto passeggeri).</em></div>
</div>
<div class="gmail_default">&nbsp;.</div>
<div>
<div class="gmail_default">Pertanto auspichiamo che la <strong>Provincia di Varese</strong> mantenga l&#8217;impegno enunciato dal presidente Magrini di sviluppare l&#8217;alternativa di fondovalle della ciclovia nella Valle del Lanza, che le <strong>comunità locali</strong> interessate sostengano tale priorità, che la<strong> Regione Lombardia</strong> si attivi &#8211; in collaborazione con le istituzioni svizzere &#8211; per la realizzazione della <strong>ciclovia internazionale</strong> come ipotizzata nel Piano Regionale della Mobilità Ciclistica del 2014.</div>
</div>
<div>&nbsp;.</div>
<div>&nbsp;PS: eravamo già intervenuti pubblicamente nel gennaio 2023 sulla questione &#8220;ex ferrovia della Valmorea&#8221;: &nbsp; <span style="color: #993300;"><strong><a style="color: #993300;" href="https://fiabciclocittavarese.it/2023/01/23/treno-o-ciclabile-valmorea-valle-olona-e-la-politica/">QUI</a></strong></span></div>
<div>&nbsp;.</div>
<p><em>NOTA: disegno di &#8220;ciclista-treno&#8221; di Ugo Furlan</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SVIZZERA, CICLABILE n.3</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2022/09/01/svizzera-ciclabile-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2022 19:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Basilea]]></category>
		<category><![CDATA[bikepacing]]></category>
		<category><![CDATA[cicloviaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Friburgo]]></category>
		<category><![CDATA[S.Gottardo]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[TRENO]]></category>
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					<description><![CDATA[La ciclabile  no. 3, che taglia la Svizzera da Sud a Nord (da Chiasso a Basilea, una delle nove di carattere nazionale ): dal 13 al 16 agosto 2022 l&#8217;ho utilizzata per fare un viaggio treno+bici+bus da Varese a Friburgo in Germania e ritorno. Esperienza molto positiva. Non ho impostato il Gps per farmi da guida, affidandomi alla segnaletica, e consultando la...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: large;">La ciclabile  no. 3, che taglia la Svizzera da Sud a Nord (da Chiasso a Basilea, <span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="https://www.schweizmobil.ch/it/svizzera-in-bici.html">una delle nove di carattere nazionale</a></span> ): dal 13 al 16 agosto 2022 l&#8217;ho utilizzata per fare un viaggio treno+bici+bus da Varese a Friburgo in Germania e ritorno.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Esperienza <span style="font-size: large;">molto positiva.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Non ho impostato il Gps per farmi da guida, affidandomi alla segnaletica, e consultando la traccia sullo smartphone solo per ritornare nel percorso giusto in occasione dei (pochissimi) errori. Ho registrato i tre tragitti su Wikiloc.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;">E&#8217; andata così:</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;"><b>13 agosto, sabato</b>.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="https://it.wikiloc.com/percorsi-ciclismo/airolo-lucerna-110531972">Airolo &#8211; Lucerna, km 127</a></span><br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Partenza da Varese in modalità bikepacking e in spalla uno zaino da montagna, leggero. Prendo il treno delle 5:00 Varese-Biasca (CH). Poi cambio treno: Biasca &#8211; Airolo, che distano solo 40 km, ma con 1000 mt di salita che ho preferito &#8220;risparmiarmi&#8221;, per prudenza. Su questo secondo treno, un interregionale, salgono 5 ragazzi e una ragazza, con divisa militare e zaini, ed è il primo approccio con la svizzera <span style="font-size: large;">&#8220;nazione&#8221; </span>. Notoriamente neutrale, pacifica, ma che appare anche preparata, organizzata, pronta ad attivarsi all&#8217;occorrenza. Il tema guerra-pace farà parte del mio viaggio, come capirò in vetta al S.Gottardo e poi nelle città svizzere, dove spesso troverò le bandiere della pace appese alle finestre.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Ad Airolo scendo alla stazione, il tempo di uno sguardo intorno a me per ambientarmi e comincio la salita al Passo del Gottardo, che significa raggiungere 2106 m slm dai 1175 di Airolo. La &#8220;Tremola&#8221;, così è chiamata la salita perchè in alcuni tratti ha il pavè che scuote i veicoli, bici comprese. E&#8217; il percorso originario per il passo, che sale da sud a nord. Oggi esiste il tunnel ferroviario, quello autostradale, la strada alternativa, per cui è utilizzata solo per il divertimento dei ciclisti, dei motociclisti,  degli amanti del paesaggio.Salgo al mio ritmo, per un po&#8217; sono fianco a fianco di una ragazza del luogo, in uscita di allenamento. Verso la vetta, ai lati della strada, ci sono camperisti accampati, a godersi il mattino sorseggiando una bevanda. Ci salutiamo con un cenno della mano. Man mano che si sale si gode la visione dei numerosi tornanti, e dall&#8217; alto, vedo un ciclista salire a ritmo più veloce del mio.  Dico a me stesso  &#8220;però sarò io il primo ad arrivare al passo&#8221; , e così va.  Soddisfatto, mi concedo la prima colazione consumando uno dei paninetti miele e formaggio e una delle mini Coca in lattina da 150 cc, che rappresentano la mia scorta alimentare per oggi.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Leggo da cartelli turistici che qui gli svizzeri hanno dismesso strutture militari difensive solo da pochi anni. Erano infatti pronti a chiudersi rispetto ad eventuali aggressioni dall&#8217;Italia, temute in particolare ai tempi del regime fascista. Il canton Ticino per un periodo fu sotto il controllo dei Visconti e degli Sforza, poi territorio svizzero dal 1515.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Il valico segna anche la fine del tratto &#8220;tranquillo&#8221;. La discesa, che entra nel Cantone Uri di lingua tedesca,  coincide in gran parte con la strada per le auto, ma è molto apprezzabile la segnaletica dedicata ai ciclisti. Si vedono segnalati anche percorsi locali, per MtB, ma il 3 &#8220;nazionale&#8221; è comunque indicato ad ogni svolta e incrocio. Andermatt la raggiungo senza fatica, e incontro la carrozza trainata da 4 cavalli, ad uso turistico che sale al Gottardo. Più avanti si pedala vicino al fiume Reuss, di un particolare colore grigio-celestino, e all&#8217;autostrada. Qui trovo un curioso auto-bici-grill: dal lato autostrada serve gli automobilisti, dal lato ciclabile accoglie i ciclisti !<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Passando da Erstfel si arriva facilmente a Fluelen sul lago dei 4 cantoni (<i>Vierwaldstättersee). </i>Qui il clima è estivo, molto piacevole, il lungolago è frequentato e accogliente. La ciclabile prosegue offrendo bei panorami, ma alcuni tratti sono in galleria in corsia bidirezionale, rialzata rispetto alla sede stradale ma non protetta da cordoli. Chi va verso nord, come me, si trova vicino alle auto che arrivano in senso contrario. Un brivido mi passa per la schiena, ma mi dico<em> &#8220;siamo in Svizzera, se hanno deciso così funziona sicuramente, vai tranquillo&#8221;</em>.  Ovviamente accendo le mie luci, fronte e retro, e sto con occhi, e orecchie, in massima allerta.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Quando trovo il cartello &#8220;strada pericolosa per i ciclisti, si consiglia treno o traghetto per il tratto Sisikon-Brunnen&#8221;  accetto volentieri il consiglio. Mi dico: <em> &#8220;siamo in Svizzera, se dicono così un buon motivo ci deve essere&#8221;</em>. Anche perché è l&#8217;ora di pranzo, il treno <span style="font-size: large;">alla stazione di Sisikon</span> è previsto in arrivo a breve, ho già pagato il biglietto giornaliero per la bici  e acquisto al totem quello per la persona. Così attendo, faccio fuori altro paninetto e una mini Coca, poi in pochi minuti di treno raggiungo Brunnen. Qui riprendo il piacevole percorso lungolago, alla ruota di una biondina svizzera con bici da città ma buona gamba, sino all&#8217;attracco del traghetto che da Gersau porta ad Oberdorf, sulla sponda opposta del lago.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Sul molo fila ordinata di ciclisti e automobilisti. Il biglietto costa una banconota di 10 euro, accettata al posto dei franchi, è venduto a bordo, durante la traversata da un ragazzo con ricevutario e cappellino di ordinanza. Passeggeri una trentina, di vario tipo ma tutti all&#8217;apparenza in giro per turismo.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Si sbarca ordinatamente (ovvio) ad Oberdorf e da qui mancano una quarantina di km a Lucerna: il gruppo di ciclisti si allunga e si disperde lungo la N3.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Alla periferia di Lucerna arrivo verso le 17, piuttosto stanco. Mi fermo presso un parco lungolago, con porticciolo, dove alcuni prendono il sole, altri vanno in sup. Mi sdraio su una panchina e attingo alla mia dotazione di scorta alimentare.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">L&#8217;ingresso in città è facile e il lungolago molto piacevole, ma il mio ostello è in un quartiere di periferia, più interno, e ci metto un po&#8217; a trovarlo. E&#8217; un piccolo youth-hostel, gestito da una famiglia orientale, tutti gentili,  mi spiegano come funziona l&#8217;ospitalità e mi mettono a disposizione un locale chiuso per parcheggiare la bici. Ho un posto in una stanza con due letti a castello. Al mio arrivo  tutti i posti letto sono liberi: ne scelgo uno &#8220;sotto&#8221;,  doccia e poi sono pronto per il centro, che raggiungo in pochi minuti di lieve discesa. A Lucerna sono già stato, ma una vita fa, in una  fugace visita dell&#8217;estate del 1982. Cerco e percorro il famoso ponte in legno, all&#8217;inizio lo confondo con l&#8217;altro ponte, meno bello, non distante. In giro tanti turisti, tanti indiani e/o pakistani. Lungo la via un tizio è fermo in un angolo a cantare &#8220;Svalutation&#8221; di Celentano (canzone degli anni 70) e poi anche Bella Ciao. Ci sono molti negozi, auto di lusso sgommano ai semafori, non so dove cenare, poi opto per un locale vicino ad una chiesa, molto affollata per un meraviglioso concerto di organo, e mi limito ad una zuppa di legumi, birra e un dolce. <em>&#8220;Soltanto questo ?</em>&#8221; indaga la cameriera. Ha intuito che voglio tenere un equilibrio tra budget e necessità di calorie ? E comunque:  <em>&#8220;My secret ? Panini formaggio di capra e miele varesini  con CocaCola !&#8221;</em> .  Mica thè senza zucchero  &#8230;<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Poi a letto presto ma la stanza alle 22 è al completo: una giovane coppia se va alle 3 di notte, con gran baccano; resta un ragazzo di Cardiff dai capelli rossi con il quale scambierò al mattino dopo qualche parola: è lì per fare camminate in alta quota, è uno sportivo, apprezza molto il sistema dei trasporti svizzero ma finiamo a parlare dei costi delle case a Lucerna; non so bene perchè, visto che l&#8217;argomento non mi interessa per niente &#8230;<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;"> <span style="font-size: large;"><b>14 agosto, domenica.<br />
</b></span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="https://it.wikiloc.com/percorsi-ciclismo/lucerna-basilea-110655504">Lucerna &#8211; Basilea, km 125</a></span><br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">La &#8220;nazionale 3&#8221; esce da Lucerna da quartieri residenziali, attraversa paesini del circondario e sfiora un piccolo aereoporto. Commetto qui uno dei pochi errori (sbaglio un bivio) del viaggio, ma l&#8217;altimetria non è un problema. Costeggio il Sempachersee, lago di scarsa bellezza, senza difficoltà. Sursee è una cittadina graziosa, si potrebbe piacevolmente sostare in un bar pasticceria. Percorso facile e un po&#8217; monotono, molto è &#8220;gravel&#8221; e all&#8217;ora giusta mi imbatto in un centro sportivo dove si svolge un torneo di calcio di ragazzi.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Così decido di guardare un po&#8217; di partite mentre faccio  colazione (bicchierone di latte, 3 grandi brioches, Coca-Cola). Vorrei pagare con la carta Maestro, ma la signora di mezza età del bar mi sibila, con sguardo torvo, un &#8220;nein&#8221; che mi obbliga a rovistare tra marsupio e tasche per recuperare il biglietto da 20 franchi prelevato a Lucerna la sera prima.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Dopo però mi concede un &#8220;danke&#8221; sorridente, quando riporto al banco il vassoio vuoto, ben attento a lasciare pulito il tavolo: siccome indosso una maglietta  con bandierina dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa, ci tengo a difendere la reputazione con gli svizzeri-tedeschi &#8230;.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Ad Aarau sosta interessante: passeggio per la città, trovo un locale di specialità italiane di nome &#8220;Al solito Posto&#8221;, una chiesa protestante dove un pannello didattico riporta lontane vicende di persecuzioni religiose e guerre civili ed emigrazioni forzate connesse, che coinvolsero anche i valdesi del Piemonte verso la fine del 1600. Riprendo la via non approfittando di una interessante piazza dedicata allo street-food, costeggio un canale che, a occhio, serve per il raffreddamento della una centrale nucleare li vicino: molti si lasciano trasportare dalla lieve corrente aggrappati a galleggianti di forme fantasiose.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Ancora non mi sono reso conto conto che per passare nel bacino idrografico del Reno mi aspetta una salita davvero impegnativa. Nel primo tratto sono in &#8220;competizione collaborativa&#8221; con un altro cicloturista direi coetaneo (poi lui ha mollato per mangiarsi un panino). La strada sale in una zona rurale, anche boschiva in alto ma prima incrocio una  stalla con bandiera svizzera e &#8211; per me &#8211; sorprendente ventilatore gigante per tenere fresche le mucche !<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Basilea non è lontana: mi piace attraversare la sua periferia, c&#8217;è anche una festa campestre con musica e grigliate. Mi fermo a riempire la borraccia ad una fontana dotata di vasca grande ma soprattutto lunga dove si potrebbe stare a bagno: e infatti alle porte di Basilea troverò un tizio in ammollo in costume da  bagno  dentro una fontana molto simile !<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">L&#8217;arrivo in città è in prossimità del polo sportivo di S.Jacob, lo stadio dove gioca il Basilea FC. Rimango sorpreso dalle bici parcheggiate fuori dallo stadio a centinaia, a dir poco.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Ma l&#8217;avventura urbana è solo all&#8217;inizio, perchè Google Maps non funziona e la mia meta è lo <span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="https://www.hyve.ch/en/">Hyve Hostal </a></span> vicino alla stazione dei treni. Solo che mi sbaglio perchè a Basilea ci sono 2 stazioni dei treni, la svizzera e la tedesca e naturalmente punto su quella sbagliata.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Mi oriento alla vecchia maniera, chiedendo in inglese in quest&#8217;ordine: netturbino tedescofono (mi manda in direzione sbagliata), autista del bus che parla in italiano ma dialetto meridionale (idem),  una coppia a passeggio col cane: lui simpaticissimo e fluente in tedesco come se lo capissi, la signora in italiano (accento francese) mi aiuta a rimettermi sulla retta via e nella breve conversazione dice di conoscere Varese perché il figlio pratica il canottaggio.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Poi ci saranno: mediorientale gestore di una tabaccheria  che mi suggerisce di seguire il bus 30 che sta passando in quel momento, italiana di Roma che interpello  in inglese (ma mi &#8220;sgama&#8221; subito), coppia del Bangladesh con borsa della spesa e lui finalmente mi dice, <em>&#8220;turn right and you are arrived&#8221;</em><br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Però alla fine si può ben dire che &#8220;niente di ciò che vale è facile da raggiungere &#8220;: l&#8217;ostello è un gioiellino di design, ed è anche cohousing, <a href="http://co.work" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://co.work&amp;source=gmail&amp;ust=1673111805353000&amp;usg=AOvVaw1zG-5di2A9FUBeUjY7TNgc">cowork</a>ing, ha locale per bici spazioso, un cortile all&#8217;aperto e una biblioteca al piano terra. Siamo sei in stanza, in tre letti a castello messi in modo da garantire una certa privacy. Nella serata vago per la città, incrocio un giovane cicloturista francese che fa la &#8220;ciclabile nazionale est-ovest&#8221; e mi chiede si scattargli una foto davanti alla Cattedrale.  Apprezzo l&#8217;eleganza delle vie, dei negozi degli edifici pubblici di Basilea. Ceno in un locale nella piazza adiacente alla stazione, e ci metto un po&#8217; a capire che è un self service e che è vegano. Si paga a peso: riempi il piatto che poi sarà pesato alla cassa. Si chiama <span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="http://www.tibits.ch/en/">Tibits</a> </span> ed anche questa, come l&#8217;ostello, si è rivelata davvero un&#8217;ottima scelta.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"><b>15 agosto luned</b>ì &#8211;<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="https://it.wikiloc.com/percorsi-ciclismo/basilea-friburgo-in-brisgovia-110738760">Basilea &#8211; Friburgo in Brisgovia, km 70</a></span><br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Colazione ottima e a prezzo ragionevole all&#8217;Ostello, partenza senza fretta perchè oggi la tappa è breve e pianeggiante. In strada, la Gempenstrasse,  una vera zona 30 svizzera, con diverse bandiere della pace alle finestre degli appartamenti &#8211; c&#8217;è una scuola elementare e si sta preparando una piccola cerimonia: bambini in corteo che portano ciascuno un girasole (Sonnenblumen). Mi fermo ad osservare e poi di ottimo umore &#8211; anche per questa imprevista manifestazione &#8211; torno in centro e passeggio nella piazza della Cattedrale, e ammiro le bici cargo che sfrecciano. Poi mi decido a salire sulla mia bici per prendere la ciclabile lungo il Reno, ma alla fine della breve discesa asfaltata che porta verso il fiume mi imbatto in due vigili, e il più giovane mi blocca, mi mostra il cartello che indica: &#8220;bici solo a mano&#8221; e in inglese mi dice sono nella situazione di prendere una multa ! Io, più che l&#8217;inglese, uso il linguaggio del corpo e la faccia contrita per dire quanto mi dispiace.<i> &#8220;Vabbè per questa volta chiuderò un occhio, ma il rispetto delle regole è importante&#8221;</i> dice lui in inglese. <i>&#8220;Thank you, I totally agree with you&#8221;</i>, e mi allontano alla svelta, seguendo la segnaletica verso nord.</span></span></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Il lungofiume è un luogo piacevole e silenzioso: alcuni corrono, una ragazza fa yoga. Su un ponte che prendo per andare sulla riva destra è segnalato il punto di confine tra ben tre nazioni: Svizzera, Francia, Germania. Si torna in area euro, finalmente.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Qualche incertezza ce l&#8217;ho, mi allontano un po&#8217; troppo dal fiume, ma il reticolo di ciclabili esistenti e la scarsità di traffico danno tranquillità.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Il paesaggio è agricolo, avvicinandosi a Friburgo ci sono colline coltivate a vigneti.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Faccio sosta a Bad Krozingen ma decido che mi concederò il pranzo principale a Friburgo, ormai vicina.</span></span></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Arrivo in città e attraversato il fiume mi trovo nei pressi dell&#8217;Università e della sua moderna bibilioteca: un poliedro irregolare tutto vetri di colore nero, chiamato appunto &#8220;il diamante nero&#8221;.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Nella piazza della cattedrale, individuo una locanda con tavoli all&#8217;aperto ma &#8230; come mi siedo arriva vento e poi pioggia, all&#8217;interno posto non c&#8217;è, quindi mi tocca alzarmi e &#8211; senza mangiare e trovare un riparo. Passato il temporale raggiungo l&#8217;ostello, un edificio vecchiotto e pittoresco.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Mi sistemo in una stanza grande, da 8, questa volta niente letti al castello e faccio la doccia in una sorta di piccolo silos metallico. Pratico ed igienico, penso.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">La pazienza di digiunare è ben ripagata, dopo, verso l&#8217;ora ormai di merenda. Infatti torno nella locanda di cui sopra e mi concedo un pasto completo e più che abbondante, e ho la comodità di scegliere da un menu scritto in italiano: la fatica del viaggio, l&#8217;attesa, l&#8217;entusiasmo di essere arrivato alla fine del breve viaggio e quello di trovarsi in una città-simbolo per i ciclisti urbani, sono tutti corroboranti per il mio appetito.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Poi mi dedico alla visita della città di Friburgo, sia per quel che resta di oggi 15 agosto sia la mattina dopo: le sue chiese (u<span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">na organista che prova dei pezzi nella St.Martin Kirche)</span></span>, le piazze, con la Rathausplatz presidiata dai Fridays For Future (ma gli insegnanti, non i ragazzi), le strade libere dalle automobili, il ricordo della Sinagoga attaccata e distrutta nel 1938 ovvero un modellino in scala nel luogo dove sorgeva,  <span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">i tipici canaletti lungo le strade ma privi di acqua (credo causa siccità)</span></span>. Ritrovo i Sonnenblumen dedicati alla Madonna Assunta nella cattedrale che, nella Munster Platz, è circondata da un delizioso mercatino di fiori e frutta e dove compro Bratwurst e Apfelschorle (panino con wurstel e succo di mela gassato) anche se inizialmente pensavo di far pranzo con mele e mirtilli.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Approfitto del libero accesso alla biblioteca dell&#8217;università per vedere dall&#8217;alto gli edifici vicini e lo spettacolo delle Fahradstrasse e fare delle foto.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Esploro il ponte sulla Ferrovia e il grande Parcheggio per bici a forma di mini-colosseo, con bar e locali nella parte superiore.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">E alla fine, alle 13:30 del 16 agosto anche il bus di Flixbus fa la sua parte in modo impeccabile: nel luogo e all&#8217;ora prevista, condotto da due autisti parlanti in stretto dialetto napoletano, si presenta con il portabici a tre posti nella parte posteriore, nel quale la mia Trek CX Crockett resterà saldamente appesa fino all&#8217;arrivo serale a Milano.</span></span></div>
<div></div>
<div><em>Leonardo Savelli</em></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>NEWSLETTER AI SOCI DEL 26 MAGGIO</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2022/06/01/newsletter-ai-soci-del-26-maggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2022 10:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclocittà]]></category>
		<category><![CDATA[automobili]]></category>
		<category><![CDATA[INSTAGRAM]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggio]]></category>
		<category><![CDATA[TRENO]]></category>
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					<description><![CDATA[La giornata mondiale della bicicletta sarà celebrata il prossimo 3 giugno. &#8220;Le Giornate Mondiali non servono a nulla&#8221;, dicono.  Ma sono almeno un utile promemoria per buoni pensieri e per piccole azioni benefiche. Diamo un suggerimento: rinnovate la tessera FIAB 2022. Oppure, se già rinnovata, regalate una tessera FIAB 2022 a una persona amica o ad un familiare. Ricordiamo, per...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>giornata mondiale della bicicletta</strong> sarà celebrata il prossimo<strong> 3 giugno</strong>.</p>
<p>&#8220;Le Giornate Mondiali non servono a nulla&#8221;, dicono.  Ma sono almeno un utile promemoria per buoni pensieri e per piccole azioni benefiche.</p>
<p>Diamo un suggerimento: <strong>rinnovate la tessera FIAB 2022</strong>. Oppure, se già rinnovata,<strong> regalate una tessera FIAB 2022</strong> a una persona amica o ad un familiare.</p>
<p>Ricordiamo, per inciso, che il costo della tessera per i giovani e i ragazzi è di euro 10 e di euro 5 rispettivamente,  molto vantaggioso considerando l&#8217;assicurazione RC sempre compresa nella tessera.</p>
<p>Portare  il nostro punto di vista nel dibattito pubblico è importante e <strong>conta in quanti siamo</strong> a chiedere in Italia il miglioramento della mobilità, del paesaggio, della vita in città. Conta anche che ci siano prese di posizione come  <a href="https://fiabitalia.it/dopo-la-tragedia-de-laquila-subito-divieto-di-transito-e-sosta-per-auto-e-moto-nei-pressi-di-tutte-le-scuole/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://fiabitalia.it/dopo-la-tragedia-de-laquila-subito-divieto-di-transito-e-sosta-per-auto-e-moto-nei-pressi-di-tutte-le-scuole/&amp;source=gmail&amp;ust=1654337673762000&amp;usg=AOvVaw3xApcXKkq9YsLCM0Xz6YzY">QUESTA</a>,  per quanto la morte per incidente di un bambino ci lasci più che altro senza parole.</p>
<p>Trovate nel nostro sito un nuovo post sul tema   <a href="https://fiabciclocittavarese.it/2022/05/10/bici-treno-una-storia-non-finita/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://fiabciclocittavarese.it/2022/05/10/bici-treno-una-storia-non-finita/&amp;source=gmail&amp;ust=1654337673762000&amp;usg=AOvVaw14R-B1pZ6i5xVtqu4bPKKp">bici + treno</a>  che prende spunto da un recente convegno in Regione Lombardia cui ha partecipato il neo presidente di Fiab Milano,  Andrea Scagni.</p>
<p>Tra <strong>bici e treno </strong>continua la storia di quello che si potrebbe definire “un amore tormentato”.  Trovate sul nostro sito anche gli esiti del  <a href="https://fiabciclocittavarese.it/2022/03/31/i-nostri-soci-dicono-che/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://fiabciclocittavarese.it/2022/03/31/i-nostri-soci-dicono-che/&amp;source=gmail&amp;ust=1654337673762000&amp;usg=AOvVaw0ptkUpd5ruCJM-A-oSMKD4">sondaggio</a>  realizzato a marzo tra i nostri soci.</p>
<p>Non è mancato in questi ultimi mesi il nostro impegno: siamo stati attivi con incontri pubblici e formativi a <strong>Vedano Olona</strong>, interlocutori propositivi con Amministrazione Comunale e Scuole a <strong>Busto Arsizio</strong>, abbiamo collaborato con insegnanti e genitori dell&#8217;I.C. Campo dei Fiori (scuole elementari e medie di <strong> Casciago Morosolo Comerio</strong>) per incontri in aula e una giornata di festa e gimkana  presso l’oratorio di Morosolo,  siamo stati invitati ad un incontro pubblico a <strong>Cassano Magnago</strong> nell&#8217;ambito della campagna elettorale per le elezioni comunali, presenti in piazza a Saronno per lezioni di scuola-guida-bici, e altro ancora.</p>
<p>Numerose sono anche le proposte di <a href="https://www.andiamoinbici.it/home/search?date_start=25%2F05%2F2022&amp;search_area=&amp;ass_id=128&amp;filters%5B%5D=&amp;filters%5B%5D=&amp;filters%5B%5D=&amp;filters%5B%5D=&amp;filters%5B%5D=&amp;filters%5B%5D=" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.andiamoinbici.it/home/search?date_start%3D25%252F05%252F2022%26search_area%3D%26ass_id%3D128%26filters%255B%255D%3D%26filters%255B%255D%3D%26filters%255B%255D%3D%26filters%255B%255D%3D%26filters%255B%255D%3D%26filters%255B%255D%3D&amp;source=gmail&amp;ust=1654337673762000&amp;usg=AOvVaw32SKCL_sVIK3hgW7DFGdxP">GITE</a> da parte delle nostre &#8211; e dei nostri &#8211; capogita.</p>
<p>Se seguite la stampa locale potete vedere con quanta fatica le nostre ragioni in tema di traffico e mobilità riescono a far capolino, tra appelli accorati per nuovi parcheggi auto e  paure di multe per gli autovelox annunciati.  Si nota interessanti sviluppi per le ciclabili provinciali dedicate al cicloturismo,  ma anche grande ritardo nelle città per la promozione del ciclismo urbano. Su questo  buone notizie da Saronno (unico <a href="http://www.comuniciclabili.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.comuniciclabili.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1654337673762000&amp;usg=AOvVaw33AXcbmxygrFi7vAmhpS4o">Comune-Ciclabile</a> della provincia)  e qualche raggio di sole da <strong>Busto Arsizio</strong>.</p>
<p>Sulla &#8220;<strong>questione Valmorea</strong>&#8220;, un insolito conflitto tra ciclabile e ferrovia (non)abbandonata, il nostro Beppe Ferrari ha potuto esprimere la posizione di Fiab Varese: <a href="https://fiabciclocittavarese.it/2022/05/24/valmorea-precedenza-al-treno-o-alla-bici/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://fiabciclocittavarese.it/2022/05/24/valmorea-precedenza-al-treno-o-alla-bici/&amp;source=gmail&amp;ust=1654337673762000&amp;usg=AOvVaw0IeGMy0CpSxmGMgb2MNqeE">QUI</a> .</p>
<p>Se seguite la stampa nazionale avrete letto della crisi di vendite della automobili e degli incentivi richiesti dai costruttori (e concessi dallo Stato). Meno auto vendute e al contempo aumento del tasso di motorizzazione: questa è la prova di una saturazione, di mercato e di spazio fisico, clamorosa. E la pubblicità promette auto sempre più &#8220;connesse&#8221;, che però significa, per chi le guida, essere sempre più &#8220;disconnessi&#8221; dall&#8217;ambiente naturale, urbano, sociale.</p>
<p>Se avete tempo e curiosità di approfondire suggeriamo, la lettura di   <a href="https://www.ilpost.it/2021/08/20/peak-car/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.ilpost.it/2021/08/20/peak-car/&amp;source=gmail&amp;ust=1654337673762000&amp;usg=AOvVaw3kBNqSUVNFBRgtz3RcX0Ch">&#8220;Ci saranno mai più auto di così ?&#8221;</a>  da Il Post oppure l&#8217;ascolto dell&#8217;intervista di Pinzuti al vicesindaco di <strong>Parigi</strong>:  <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ESq5843mBoE" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.youtube.com/watch?v%3DESq5843mBoE&amp;source=gmail&amp;ust=1654337673762000&amp;usg=AOvVaw1gfwnFIwa1qfdioBAgP3KA">QUI</a></p>
<p>E ancora: è notizia recente la decisione del governo della <strong>Germania</strong> di offrire <strong>abbonamenti al treno a prezzi ridottissimi: </strong>9 euro al mese senza limiti di percorso per pendolari e turisti per almeno i prossimi tre mesi, per contrastare il caro-benzina e le emissioni di gas serra.<br />
Infine, ma importante: abbiamo finalmente  raccolto l&#8217;invito di alcuni soci e Fiab Varese ha il suo account <a href="https://www.instagram.com/fiabvarese/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.instagram.com/fiabvarese/&amp;source=gmail&amp;ust=1654337673762000&amp;usg=AOvVaw1J0iR3om4aoCL7xIlwbke2">INSTAGRAM</a><strong> </strong> : ora ci servono: suggerimenti, critiche e  follower.</p>
<p>A presto !</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">                       <img decoding="async" class="an1" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/1f33b/72.png" alt="" data-emoji="" />    <img decoding="async" class="an1" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/1f682/72.png" alt="" data-emoji="" />    <img decoding="async" class="an1" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/1f6b2/72.png" alt="" data-emoji="" />    <img decoding="async" class="an1" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/1f6e4/72.png" alt="" data-emoji="" />   <img decoding="async" class="an1" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/1f6b2/72.png" alt="" data-emoji="" />   <img decoding="async" class="an1" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/1f6e3/72.png" alt="" data-emoji="" />   <img decoding="async" class="an1" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/1f6b2/72.png" alt="" data-emoji="" />   <img decoding="async" class="an1" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/1f686/72.png" alt="" data-emoji="" />    <img decoding="async" class="an1" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/1f6b2/72.png" alt="" data-emoji="" />   <img decoding="async" class="an1" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/1f683/72.png" alt="" data-emoji="" /><span style="color: #888888;">       <img decoding="async" class="an1" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/1f33b/72.png" alt="" data-emoji="" />                               <span style="color: #888888;">     </span><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BICI E TRENORD, UN RAPPORTO ANCORA DIFFICILE</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2022/05/10/bici-treno-una-storia-non-finita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2022 16:54:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Treno + Bici]]></category>
		<category><![CDATA[Caravaggio]]></category>
		<category><![CDATA[CICLOTURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[multimodalità]]></category>
		<category><![CDATA[Scagni]]></category>
		<category><![CDATA[Tilo]]></category>
		<category><![CDATA[Trenitalia]]></category>
		<category><![CDATA[TRENO]]></category>
		<category><![CDATA[TRENORD]]></category>
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					<description><![CDATA[La commissione consiliare della Regione Lombardia Territorio e Infrastrutture ha organizzato il 28 aprile scorso, il convegno “Mobilità dolce: scenari e opportunità”. Un&#8217;iniziativa volta più ad illustrare con autocompiacimento programmi e risultati dell&#8217;ente promotore, piuttosto che a confrontarsi sull&#8217;effettivo stato dell&#8217;arte e a ricercare i modi di superare carenze e disfunzioni. Nel caso del trasporto bici sui treni lombardi, in...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: large;">La commissione consiliare della <strong>Regione Lombardia</strong> Territorio e Infrastrutture ha organizzato il 28 aprile scorso<b>, </b>il convegno “<strong>Mobilità dolce: scenari e opportunità</strong>”. Un&#8217;iniziativa volta più ad illustrare con autocompiacimento programmi e risultati dell&#8217;ente promotore, piuttosto che a confrontarsi sull&#8217;effettivo stato dell&#8217;arte e a ricercare i modi di superare carenze e disfunzioni. Nel caso del trasporto bici sui treni lombardi, in particolare,<strong> Trenord</strong> è ancora lontana dal soddisfare la domanda dell&#8217;utenza e dei territori, nonostante alcune soluzioni sembrino a portata di mano.<br />
</span></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: large;">L&#8217;entrata in servizio di nuovi convogli sta migliorando la situazione su alcune linee, ma resta assolutamente carente l&#8217;offerta rispetto alla situazione precedente l&#8217;estate 2020.</span></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: large;"> Andrea Scagni, da poche settimane Presidente di Fiab Milano Ciclobby, ha partecipato al convegno con una dettagliata relazione sulla situazione e sui difficili rapporti con Regione Lombardia e Trenord. Nel varesotto i nuovi treni &#8220;Caravaggio&#8221; hanno recentemente risolto il problema sulla Milano-Porto Ceresio, ma resta del tutto  <span style="font-size: large;">scoperta</span> la linea Milano-Laveno, nonostante, tra l&#8217;altro, l&#8217;attrattiva cicloturistica del lago Maggiore e del lago di Varese. </span></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: large;">Si può visionare le slides dell&#8217;intervento di Andrea Scagni:</span>   <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2022/05/Presentazione-per-convegno-in-regione-28-4-2022-scagni-1.pdf">QUI</a> .</strong></span></div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Meraviglie in Valle Olona</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2022/01/20/meraviglie-in-valle-olona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2022 17:50:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo nel varesotto]]></category>
		<category><![CDATA[CALIMALI]]></category>
		<category><![CDATA[Castiglione Olona]]></category>
		<category><![CDATA[ciclabile]]></category>
		<category><![CDATA[Mendrisio]]></category>
		<category><![CDATA[TRENO]]></category>
		<category><![CDATA[Valle Olona]]></category>
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					<description><![CDATA[Egregio Direttore, il 27.12 scorso appariva su La Prealpina  la bella notizia del finanziamento da parte della  Fondazione Comunitaria del Varesotto del progetto dei Calimali di Fagnano Olona per la valorizzazione della Ciclovia della Valle Olona: la &#8220;ciclabile delle meraviglie&#8221;  che già da alcuni anni è infrastruttura di valorizzazione ambientale, culturale e sociale tra Castellanza e Castiglione Olona. Nelle medesime...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Direttore,</p>
<p>il 27.12 scorso appariva su La Prealpina  la bella notizia del finanziamento da parte della  Fondazione Comunitaria del Varesotto del <strong>progetto dei Calimali di Fagnano Olona per la valorizzazione della Ciclovia della Valle Olona</strong>: la &#8220;c<em>iclabile delle meraviglie&#8221;  </em>che già da alcuni anni è infrastruttura di valorizzazione ambientale, culturale e sociale tra Castellanza e Castiglione Olona.</p>
<p>Nelle medesime pagine veniva riproposta anche la suggestione del ripristino della linea ferroviaria che in un passato ormai lontano percorreva il medesimo corridoio; una “ferrovia delle meraviglie”, di rievocazione storica, che insieme alla ciclovia contribuisse alla rivitalizzazione e valorizzazione di questo territorio.</p>
<p>S<strong>ul sogno ferroviario però, dopo anni che se ne parla, è ora di fare chiarezza</strong> e di mettere sul tavolo numeri e studi concreti di fattibilità. A cominciare dallo studio della LIUC, richiamato nell’articolo, che va reso disponibile a tutti i soggetti portatori di interessi per valutarne l’attualità, i vantaggi e la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.</p>
<p>Alcune questioni in merito a tale ipotesi sono ineludibili, a cominciare dai seguenti tre punti.</p>
<p><strong>1)</strong> L&#8217;ipotesi di riattivazione del servizio ferroviario in Valle Olona è stata associata a <strong>progetti molto diversi</strong>: ferrovia storica-turistica, trasporto pubblico locale (tpl),  linea dedicata a servizio merci notturno. E’ evidente che alle diverse ipotesi corrispondono armamenti, materiale rotabile, servizi, impianti ed attrezzature molto diversi,  con differente impatto ambientale, economico e soprattutto con diverse possibilità di coesistenza con la ciclovia.</p>
<p>Infatti, se l&#8217;idea di una ferrovia storica evoca l&#8217;emozionante immagine del treno a vapore che per qualche anno ha percorso saltuariamente la tratta Mendrisio-Malnate, l&#8217;ipotesi del tpl potrebbe concretizzarsi in una soluzione leggera con tecnologie compatibili con la condivisione della sede con altri veicoli (biciclette), mentre quella del servizio merci probabilmente necessiterebbe oltre alla elettrificazione della linea, di opere  opere più pesanti ed invadenti, come rifacimento di massicciate, barriere antirumore, messa in sicurezza di attraversamenti stradali e sentieristici, ecc.</p>
<p>Alle diverse ipotesi corrisponderebbero anche diversi interessi e quindi risorse finanziarie mobilitabili per l&#8217;esecuzione delle opere e la gestione del servizio? <strong>Qual è dunque l&#8217;ipotesi in campo</strong>?</p>
<p><strong>2)</strong> Allo stato attuale la linea ferroviaria risulta interrotta dalla diga di laminazione di Mulini di Gurone e dall&#8217;intersezione con la nuova Pedemontana a Ponte di Vedano, che imporrebbero, in caso di riattivazione, variazioni planimetriche e altimetriche del piano dei binari. <strong>Sono già stati elaborati progetti di fattibilità tecnica della nuova ipotetica ferrovia</strong> ?</p>
<p><strong>3)</strong> Se il progetto ferroviario richiedesse, secondo il piano di fattibilità, lo <strong>spostamento del tracciato della pista ciclabile esistente</strong>,  per la quale la Provincia di Varese ha sostenuto in un quinquennio una spesa di circa 4 milioni di euro, a carico della nuova ferrovia dovrebbe essere posto anche l&#8217;onere della progettazione e realizzazione del nuovo percorso ciclabile. Con quale ipotesi di tracciato?</p>
<p>La questione è importante altrimenti l’ipotesi suggestiva di riattivazione della ferrovia rischia di mortificare lo sviluppo di sicuro successo della ciclovia già consolidata e in corso di completamento, come purtroppo già avvenuto.</p>
<p>Allo stato attuale, infatti, la mancata, formale, dismissione del tratto di ferrovia a nord della Folla di Malnate ha impedito la coesistenza, a livello progettuale, tra binari e ciclabile nel tratto di valico italo-elvetico, in località Santa Margherita, penalizzando di molto la fruibilità del (futuro) percorso ciclabile.</p>
<p>Il tracciato del progetto originario della pista ciclabile era adiacente ai binari, in piano, lungo il  torrente Lanza e senza interferenze con la viabilità ordinaria, e costituiva una valida proposta sia per il cicloturismo internazionale (connessione a Mendrisio con la rete ciclabile nazionale Svizzera) sia per la mobilità  casa-lavoro dei frontalieri che gravitano nella zona industriale di Stabio.</p>
<p>La soluzione di ripiego in corso di realizzazione, invece, prevede di deviare il percorso dal fondovalle (Mulino del Trotto) per risalire con pendenze impegnative a Ligurno di Cantello e ridiscendere all’attuale valico di Gaggiolo con pendenza altrettanto ripida. Al ciclista sarà anche inflitta, quindi, una sgradevole promiscuità con il traffico motorizzato di confine.</p>
<p>E’ del tutto evidente &#8211; a chi conosce i luoghi e le esigenze della pratica ciclistica &#8211; che si tratta di un ripiego fortemente peggiorativo, che depotenzia l&#8217;intera ciclovia rispetto alla possibilità di proporsi come offerta di eccellenza per la ciclabilità tra il Nord Milanese e la Svizzera, passando dal Varesotto.</p>
<p>Della vecchia ferrovia della Valmorea rimangono testimonianze (caselli, stazioni, opere d&#8217;ingegneria, tratti di armamento) <strong>che proprio la frequentazione a piedi e in bicicletta dell&#8217;ex percorso ferroviario ha consentito di far conoscere ai più.</strong> Questa si conferma, ad imitazione di quanto già realizzato in  altre situazioni simili in Italia e all&#8217;estero, la modalità più realistica per garantire la valorizzazione  del  patrimonio di archeologia industriale originale di questo territorio. L&#8217;iniziativa dei Calimali , con il loro approdo &#8220;Calipolis&#8221;, testimonia il successo e il generale gradimento di tale visione.</p>
<p>E’ necessario  che si faccia chiarezza e che  le Istituzioni competenti si attivino affinché analoghi intoppi non si presentino in sede di progettazione e realizzazione del tratto di ciclovia ancora mancante tra Castiglione Olona e Folla di Malnate.  Al contempo &#8211; sciolti i nodi tecnici e normativi, anche relativi alla formalizzazione del nuovo valico ciclopedonale – è importante sviluppare le condizioni per <strong>attuare nel futuro più prossimo anche il percorso ciclabile del progetto originario al confine di Santa Margherita</strong>.</p>
<p><em>Beppe Ferrari</em></p>
<p><em>per Fiab Varese Ciclocittà</em></p>
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		<title>FRANCIGENA: breve pellegrinaggio nell&#8217;anno del virus</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2020 17:07:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel mese di luglio, da sabato 25 a lunedì 27, in tre giorni, ho percorso in bici la Francigena. Ma solo un pezzettino dei 1.600 km dell&#8217;itinerario di Sigerico (Canterbury-Roma), e solo un pezzo dei 1.000  tra il passo S.Bernardo e Roma. E, a dirla tutta, nemmeno tutto il percorso da casa mia &#8211;  Varese, Lombardia &#8211; alla casa dei...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: large;">Nel mese di luglio, da sabato 25 a lunedì 27, in tre giorni, ho percorso in bici <strong>la Francigena</strong>. Ma solo un pezzettino dei 1.600 km dell&#8217;itinerario di Sigerico (Canterbury-Roma), e solo un pezzo dei 1.000  tra il passo S.Bernardo e Roma. E, a dirla tutta, nemmeno tutto il percorso da casa mia &#8211;  Varese, Lombardia &#8211; alla casa dei miei &#8211; Monteroni d&#8217;Arbia, Toscana.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Però quei <strong>350 km</strong> &#8211; pedalati sulla mia Trek Crockett 5 CX in modalità <em>backpacking</em> &#8211; mi sono comunque piaciuti parecchio.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;"><b>Varese &#8211; Parma, in treno</b>.  I cicloturisti amano il treno, ma non sempre sono ricambiati. La parte in treno del viaggio non è stata la più rilassante, causa nuove regole anti assembramento (Covid).<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Partenza alla <strong>5:15</strong> da Varese. Scendo a Milano Repubblica, sottosuolo di <strong>Milano</strong>, e ho 4 minuti (sulla carta dovevano essere 7) per prendere un <strong>6:38</strong> a Centrale, per <strong>Rimini</strong>: &#8220;<em>mission impossible</em>&#8220;,  infatti arrivo al binario alle 6:40 e lo trovo ormai deserto.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Attendo il <strong>7:20</strong>, in teoria non accessibile causa posti prenotabili esauriti. Ma sono tra i primi quando aprono le porte e ho l&#8217; Ok a salire da un ferroviere addetto;  mi prendo lo strapuntino per non separarmi dalla bici. Sembrava troppo bello ! Quando il treno si è ormai riempito di giovani ragazze e ragazzi e di famiglie litigiose con bambini, tutti desiderosi di mare, e di tante valigie,  il capotreno, un giovane inflessibile al limite dell&#8217;ottusità,  decide che siamo in troppi. <em>&#8220;Non si parte se ci sono persone in più rispetto alla metà dei posti a sedere&#8221;</em>. <em>&#8220;A non far partire un treno sono capaci tutti</em>&#8220;, gli dirò io con stizza quando capisco che davvero non si parte.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Terzo tentativo: <strong>8:15</strong> Milano-<strong>Piacenza</strong>. Va meglio, questo parte. Il controllore passa e butta lì con un lamentoso accento emiliano<em> &#8220;siamo troppi, prendete lo straordinario che parte dopo&#8221;</em> ma nessuno si fida, restiamo tutti. Però a Piacenza si cambia perchè la maggior parte è diretta verso la costa romagnola e si aspetta il Piacenza-<strong>Ancona.</strong> <em>&#8220;Ma dov&#8217;è Ancona ? Siamo sicure che questo treno passa da Rimini ?&#8221;</em>  ho sentito domandare da una ragazza alle amiche. E mi chiedo:  chissà se alla ministra che ha umiliato la geografia a scuola fischiano &#8211; ogni tanto &#8211; le orecchie.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;"><b>Parma &#8211; Pontremoli.</b> Scavalcando con qualche acrobazia giovani e valigie annesse a Parma riesco a scendere e a guadagnarmi la solitudine. In ritardo sul previsto, ma sollevato per la mèta (in realtà la partenza) raggiunta, mi concedo panino e bibita al bar della stazione, poi attraverso il centro elegante di <strong>Parma</strong>, che meriterebbe molto più che uno sguardo fugace. Quindi prendo la strada dritta per <strong>Collecchio</strong> e lì incontro la<strong> SS62</strong>, la strada per andare a La Spezia che passa per la <strong>Cisa</strong>. Vedo in lontananza gli Appennini e attraverso e i primi paesi della Francigena. Seguo le indicazioni della mia guida cartacea e per un tratto devio dalla SS per una SP. Il caldo è tanto, in una salita breve ma ripida in zona <strong>Pieve di Bardone</strong> vado in crisi, forse si sommano stanchezza, qualche negatività della giornata lavorativa precedente, scarsa condizione (menisco operato da un mese), anche una sottovalutazione degli Appennini.   Ma il mal di testa che mi assale non mi pare normale. Quindi mi fermo in uno spiazzo, all&#8217;ombra di un noce, e dò fondo alle barrette energetiche e alla borraccia; mi stendo a riposare, quanto basta.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">La sosta fa il suo buon effetto, riprendo la strada, cioè la salita verso il passo, ora di nuovo sulla <strong>SS62</strong>. La guida la definisce tranquilla e senza traffico: vero se parliamo di auto, pochissime, ma le moto sono tantissime, per lo più rombanti e il &#8220;Brum-Brum&#8221; dei motori mi entra nella testa e mi stanca più della salita.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Mi fermo ad un baretto in curva, parcheggio la mia bici tra decine di moto, chiedo torta e latte caldo, tra decine di boccali di birra. Prima del Passo mi fermo a guardare l&#8217;autostrada là sotto: l&#8217;ho percorsa tante volte in auto, in questi casi dicevo, arrivato in Toscana da amici e parenti,  <em>&#8220;ho fatto la Cisa&#8221;.</em> Ma ora che sto pedalando mi rendo davvero conto:  no, non è vero, io non ho mai fatto la Cisa prima d&#8217;ora, perchè un Passo non lo fai veramente se usi un comodo tunnel scavato sotto. Solo a piedi, in bici, in moto, apprezzi la soddisfazione di &#8220;fare il Passo&#8221;. E infatti altri motociclisti li ritrovo ancora  attorno al bar, lassù a 1.041 mt slm, dove la strada spiana per qualche metro prima della discesa che si lascia l&#8217;Emilia alle spalle. Tendo l&#8217;orecchio, fingendo indifferenza, sorseggiando una bibita: i <em>bikers a motore</em> parlano di questioni meccaniche e di strade belle, fatte o da fare.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Dopo il Passo la facile discesa porta in un attimo a <strong>Pontremoli.</strong> Qui trovo subito il <strong>convento S.Lorenzo</strong> dei frati cappuccini dove ho prenotato un letto per la notte. Una gentile signora mi dà chiavi e spiegazioni. Non ho più un soldo per l&#8217;offerta minima di 10 euro, ma mi concede di lasciarli in stanza il mattino dopo. La stanza è piccola e confortevole. Le 100 camere del convento, che non ha più frati, ora causa Covid sono disponibili per la metà,  ma pochissime sono occupate e non  incontro nessuno nei corridoi. Faccio due passi in città, che subito mi affascina con le strade antiche e i diversi ponti sul fiume che scorre diviso in rami. La fame è tanta ma non mi fermo alla prima possibilità e non mi scoraggio nemmeno per un ponte chiuso, pur di raggiungere l&#8217; <strong>Osteria san Francesco e il lupo,</strong> di cui ho preso un bigliettino da visita al convento. L&#8217;intuizione si rivela giusta ! Una cena più che abbondante, allietata da deliziosa birra artigianale in bottiglia da 75cc, tutto per soli 30 euro: basta questo per compensare la fatica del giorno.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Mentre mangio di gusto osservo i 4 commensali al tavolo di fronte: una giovane bionda tedesca insieme ad una ragazza adolescente, una bambina e un bambino. Capisco che il bimbo è suo figlio, gli altri, forse, nipoti. Sono sereni ed allegri, molto educati (la signora si scusa con il cameriere per il modo un po&#8217; spiccio con cui la ragazza lo ha chiamato al tavolo). Ripenso alla scritta che ho visto su un ponte li vicino poco  prima:  <em>&#8220;Ponte Cesare Battisti distrutto da cieco furore teutonico il 25.04.1945, ricostruito da geniale lavoro italiano nel luglio 1947&#8221;</em>.   Bene che l&#8217;acqua sia passata sotto i ponti, penso. La vista dell&#8217;allegra combriccola teutonica del tavolo di fronte mi dà una certa felicità (complice la birra ben luppolata, naturalmente !).<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">In convento notte tranquilla, riposo ottimo.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><b><span style="font-size: large;">Pontremoli &#8211; Lucca.</span></b></div>
<div><span style="font-size: large;"> Riparto al mattino sul presto, indugiando un po&#8217; nel centro storico per la prima di svariate colazioni. La <strong>SS2</strong> ora è discesa dolce fino al mare,  a <strong>La Spezia</strong>. Il clima è frescolino al punto giusto, il traffico di auto (e anche di moto) assente. Invece tanti i ciclisti, in solitaria e in gruppo, e con tutti ci salutiamo vicendevolmente. Mi fermo alla <strong>pieve di Sorano</strong> e le note storiche mi fanno riflettere sulla storia che ha visto alternarsi periodi buoni e meno buoni, abbandoni e restauri. Mi imbatto anche in un monumento dedicato al paradiso di <strong>Dante</strong>, che anche in queste zone fu ospite illustre. Preso dall&#8217;entusiasmo, dopo <strong>Aulla</strong>, non scelgo la via facile. Il tempo di notare un cartello che segnala la via per il <strong>valico del Cerreto </strong>verso<strong> Reggio nell&#8217; Emilia</strong>, (<em>interessante per un prossimo giro, penso &#8230;</em>), e poi prendo una deviazione che fu utilizzata dai pellegrini quando le vallate divennero impraticabili pantani. Strada minore, di bosco, si passa da <strong>Ponzanello</strong>, ma la pendenza non è banale ! Dopo, però, il panorama in cresta ripaga, con vista mare  sul <strong>golfo di La Spezia</strong>. Poi <strong>Fosdinovo</strong>, e dopo forte discesa. Ad un bivio ho duplice indicazione: a destra &#8220;itinerario ciclabile&#8221;  e a sinistra  &#8220;itinerario ciclabile&#8221;: prendo sinistra e poi scoprirò dopo qualche chilometro che la scelta è sbagliata, perchè taglia fuori <strong>Sarzana</strong>, che invece avrei voluto vedere. Passo però da <strong>Luni</strong>, con i resti della vecchia città romana che dà il nome a tutta la zona. Poi scelgo di tenermi vicino al mare: <strong>Marina di Carrara, Marina di Massa, Forte di Marmi, Pietrasanta</strong>. Zona di turismo di alto livello, auto di lusso, pinete ben tenute, con la coda dell&#8217;occhio vedo il <strong>Twiga</strong> di Briatore, mi fermo invece a guardare un colorato banchetto dell&#8217; <strong>ANPI,</strong> presidato da una giovane ed un anziano, e mi viene voglia di prendere la tessera. Inalo odori misti, di fritture, traffico, resina, e altri tipici delle località di mare molto antropizzate. A <strong>Marina di Pietrasanta</strong> una buona ciclabile porta verso l&#8217;interno, a <strong>Pietrasanta</strong>. Da qui in pochi chilometri si arriva a <strong>Camaiore</strong>, dove una salita dolce porta al <strong>passo di Montemagno</strong>, dove mi fermo in un bar che mi sembra attraente. Con le sete che ho (fa un gran caldo)  mi sarei fermato comunque, ma in effetti il bar ha sia un&#8217;interessante veranda esterna che una grande sala interna con cimeli ciclistici. In un angolo un tizio sta mangiando di gusto stinco di maiale con vino rosso (ma sono le 16:30 di una estiva domenica pomeriggio !). Io mi limito a scegliere una delle bevande in esposizione, del tipo specifiche per i ciclisti, colori fluo e scritte in tedesco. Azzardo una domanda alla gentile barista, ma mi rendo conto di averla messa in imbarazzo (in effetti perchè dovrebbe sapere il tedesco?) quindi mi affretto a pagare i 5 euro per i 33cc e bermi il liquido fluo al gusto di <em>&#8220;apfel&#8221;</em>.  Che &#8211; di fatto &#8211; disseta e chissenefrega degli ingredienti (Jovanotti docet). La discesa verso <strong>Lucca</strong> ha piacevoli tornanti, poi la ciclabile lungo il <strong>Serchio</strong> è una bellezza, vedo tanta gente che fa il bagno. Incrocio una coppia di giovani cicloturisti e ci scambio qualche parola. Si arriva a <strong>Lucca</strong> in un attimo e qui è piacevole sostare tra la gente che passeggia. Ma non ho prenotato nulla: le prime ricerche sono un buco nell&#8217;acqua perchè le strutture dell&#8217;ospitalità &#8220;spartana&#8221; sono chiuse, i B&amp;B mi sembrano un (bel) po&#8217; cari, alla fine trovo una stanza  <strong><a href="https://www.affittacamerecasaanita.com/anita.html">DA ANITA</a></strong>, molto gentile e che al telefono mi fa il prezzo base di 25 euro per una doppia usa singolo colazione compresa; poi vedendo la qualità del suo B&amp;B, che ha anche la piscina, devo riconoscere che mi è andata &#8220;di lusso&#8221;. Anita abita qualche chilometro fuori<strong> Lucca,</strong> al n°1775 (sono i metri da inizio strada !) di via Tempagnano . Qui ha ristrutturato la vecchia casa di famiglia per il B&amp;B e ora risiede poco distante in una casa nuova. Racconta volentieri della sua passione, è una artista che lavora i tessuti per creare immagini, e delle vicende della ristrutturazione del B&amp;B. Io la ascolto volentieri. Prima di congedarci (devo urgentemente fare cena e andrò nella pizzeria che lei mi consiglia) mi offre anche la &#8220;pasticchina&#8221; per il fornello anti zanzare.  Anche stasera cena abbondante, da ciclista (birra e pizza in quantità &#8230; ) e dopo non rinuncio ad un giro notturno a Lucca. Atmosfera magica, molti turisti stranieri e giovani nelle piazze, sulle mura passeggio di famigliole e gruppi di amici; cerco e trovo Piazza Anfiteatro, e la ammiro con calma e con piacere.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;"><strong>Lucca &#8211; Siena</strong> <em>(poi</em> <i>Monteroni d&#8217;Arbia,  11 km più a sud</i>)<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Il tratto in uscita da <strong>Lucca</strong> verso <strong>Altopascio</strong> è un po&#8217; caotico per il traffico e per lo più pianeggiante. <strong>Capannori, Altopascio, Fucecchio:</strong> seguo la strada principale perchè non mi trovo con la mappa, non uso il GpS, non ci sono i cartelli ufficiali della Francigena che servirebbero. A <strong>S.Miniato</strong> si sale in alto: è un borgo delizioso con edifici di grande interesse storico e architettonico. Qui trovo Farmacia (crema protettiva 50, ma ormai è tardi, sono già &#8220;bruciato&#8221;) e Bar (colazione doppia) affiancate nella via centrale. Incontro anche un altro ciclista e ripartiamo insieme. E&#8217; un giovane professore di italiano che lavora in francia e torna dalla sua famiglia, in Umbria, dopo il <em>confinement</em> dei lunghi mesi da marzo all&#8217;estate. Dopo un disguido con il biglietto aereo, ha deciso di realizzare un pensiero che aveva da tempo, quello di fare la Francigena. Ha comprato una bici d&#8217;occasione a Genova sulla quale sta pedalando. Uno di quegli incontri casuali e piacevoli, ma alle prime salite dopo Castelfiorentino ci salutiamo, perchè la sua bici d&#8217;occasione richiede un&#8217;andatura più tranquilla di quella giusta per me. E la salita che porta a <strong>Gambassi Terme</strong>, e passa dalla suggestiva <strong>Pieve a Chianni</strong>, non scherza, e non finisce a Gambassi Terme! Attraverso colline poco abitate e poco boscose, arrivo a <strong>S.Gimignano</strong> placidamente invasa da turisti e lì mi prendo tutto il tempo di una sosta in piazza con gelato (anche qui, come a Lucca, i cartelli dicono che si vende il gelato più buono del mondo &#8230;). Dopo ci sono le strade e i paesi che conosco bene:<strong> Colle Val d&#8217;Elsa, Monteriggioni</strong> (<em>altra sosta in piazza, altro appassionato di bici che mi approccia e mi rivolge qualche domanda sulla mia Trek &#8230;</em>). La strada per <strong>Siena</strong> ha curve e pendenze che affronto con animo combattuto tra nostalgia, senso di appartenenza e di estraneità al tempo stesso, cercando di non perdere contatto con un altro <em>bikepacker</em> che mi ha superato di volata approfittando del mio pedalare troppo meditabondo.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Al semaforo di fronte a <strong>Porta Camollia,</strong> ormai <strong>Siena</strong> città, siamo affiancati e gli rivolgo un saluto e qualche indicazione. Poi attraversare il centro, a piedi con calma, è una soddisfazione. Alla Costarella, entrando in Piazza, mi affianca un altro giovane <em>bikpacker</em> e stavolta lui parla a me e stiamo un po&#8217; a confrontarci su km percorsi, attrezzatura usata, mèta del giorno dopo. <em>&#8220;Ma io sono quasi arrivato, mi fermo a casa di mia madre a soli 11 km più a sud&#8221; </em>dico.  Esco da Siena da Porta S.Marco, la zona (contrada della Chiocciola) dove abitavo, andavo a scuola, giocavo all&#8217;aperto con gli amici, quando ero bambino, negli anni &#8217;70. Mi rivedo come in tanti flashback:  per un po&#8217; rimango a guardare questo film. Poi, con tanta calma, oggi ultimo lunedì di luglio dell&#8217;<em>anno covidico</em> 2020, faccio gli ultimi chilometri. Volendo potrei percorrerli ad occhi chiusi.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Questo breve viaggio mi ha ben chiarito che <em>(ma si sapeva già)</em>:<br />
</span></div>
<ul>
<li><span style="font-size: large;">meglio avere la traccia gpx, anche in territorio &#8220;amico&#8221;;</span></li>
<li><span style="font-size: large;">le indicazioni &#8220;itinerario ciclabile&#8221; non servono a chi viaggia, ma solo a chi porta a spasso il cane;<br />
</span></li>
<li><span style="font-size: large;">la mia Trek da Ciclocross non sarà bella, ma è un tipo sexy: tanti la guardano e fanno domande;<br />
</span></li>
<li><span style="font-size: large;">il <em>bikepacking</em> richiede un po&#8217; di esperienza: non basta attaccare una borsetta alla bici <em>&#8220;dove ci sta&#8221;;</em></span></li>
<li><span style="font-size: large;">viaggiare da soli stimola l&#8217;osservazione, ma parlare con gli sconosciuti ti apre mondi nuovi.<br />
</span></li>
</ul>
<div></div>
<div><em>Leonardo Savelli</em></div>
<div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>TRENORD: PORTE IN FACCIA AI CICLISTI</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2020/06/07/trenord-porte-in-faccia-ai-ciclisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 22:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Treno + Bici]]></category>
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					<description><![CDATA[Trenord celebra la giornata mondiale della bicicletta del 3 giugno a suo modo: vieta il trasporto bici sui treni. Piccola cronaca di una giornata grigia:  giovedì 4 giugno è un giorno piovoso. Per tornare a casa a Varese, come ogni giorno lavorativo degli ultimi 15 anni, percorro in bici la breve distanza tra la centrale Piazza S.Giovanni e la stazione...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Trenord celebra la giornata mondiale della bicicletta del 3 giugno a suo modo: vieta il trasporto bici sui treni.</span></span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Piccola cronaca di una giornata grigia</span></span></span></strong><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">:  giovedì 4 giugno è un giorno piovoso. </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Per tornare a casa a Varese, come ogni giorno lavorativo degli ultimi 15 anni, percorro in bici la breve distanza tra la centrale Piazza S.Giovanni e la stazione FFSS di Busto Arsizio per prendere il treno. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">A dire il vero talvolta &#8211; per il piacere di pedalare &#8211; mi cambio </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">prima di uscire dalla banca, </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">lascio </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">il </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">grigio </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">vestito da impiegato e indosso </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">uno sgargiante </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">completino </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">in lycra da ciclista abbinato a scarpette giallo-fluo </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">per fare i 3</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">5</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">-40 km dall’ufficio a casa. </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">I</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">n periodo Covid l’ho fatto più spesso del solito, con tutte le autocertificazioni del caso nel taschino posteriore, ma oggi </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">piove e</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;"> perciò mi avvalgo del mio abbonamento annuo </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">da</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;"> 60 euro per il trasporto bici su treno.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Essendo uscito un po’ prima del solito</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">  </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;"> riesco a p</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">rend</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">ere</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;"> il Regionale &#8220;Mi.P.G. – Porto Ceresio&#8221; </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">de</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">lle 17:01 che, prima di arrivare a Varese, ferma solo a Gallarate (in gergo è un <em>Regio-Express</em>). </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Per questo resto in piedi vicino alle porte &#8211; e alla mia bici &#8211; anche se il treno è praticamente vuoto. P</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">roprio dopo </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Gallarate</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">  un giovane controllore mi si avvicina e, </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">invece</span></span> <span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">di chi</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">e</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">dermi</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;"> il biglietto, con </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">studiata pacatezza</span></span> <span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">e gentilezza </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">mi </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">fa:</span></span><em><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;"> “Guardi, glielo dico </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">giusto </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">per informazione: da ieri il trasporto bici sui treni è </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">vietato</span></span></em><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;"><em>”.</em>  Rimango molto sorp</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">r</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">eso, chiedo dove posso trovare altre informazioni. </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">S</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">ul sito web – controllo subito tramite smartphone &#8211; non c’è nulla. Lui mi dice di chiedere in biglietteria. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">A Varese </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">scendo e </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">mi precipito nell&#8217;appena rimodernato salone della biglietteria e vedo </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">subito </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">un avviso <span style="color: #993366;">( <a style="color: #993366;" href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/06/trenord-avviso-4-giugno.jpg">QUESTO</a> )</span> appeso oltre il vetro, </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">dal lato de</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">lla postazione degli addetti ai biglietti. </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Lo</span></span> <span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;"> fotografo per bene solo</span></span> <span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">dopo </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">averlo ottenuto nelle mie mani</span></span> <span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">dal</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">la signora della biglietteria, </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">che </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">me lo passa </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">cortesemente </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">dalla fessura per lo scambio denaro-biglietti perché &#8211; </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">a causa</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;"> del riflesso del vetro &#8211; non riuscivo ad avere </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">una </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">immagine leggibile riprendendolo nella posizione di appeso.<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Fatta l</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">a foto, la giro subito nelle chat di WhatsApp degli amici ciclisti, Fiab e non. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">P</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">enso quindi di essere stato uno dei primi a sapere di questa molto infelice decisione di Trenord, che crea inopinati problemi a chi va a lavorare o a fare turismo in bici.<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Trenord</strong> con questa storia ci fa una pe</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">s</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">sima figura anche solo considerando l’aspetto formale: l&#8217;<strong>avviso commerciale </strong></span></span><strong><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">n° 14 </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">del </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">0</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">4.</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">06.20</span></span></strong> <span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">indica</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;"> decorrenza </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>03.06.20</strong>, per giunta </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">in assenza in quelle due date di qualsiasi info sul sito web.<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Poi il <strong>05.06.20 il comunicato stampa</strong> <span style="color: #993366;">( <a style="color: #993366;" href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/06/trenord-nota-stampa.pdf">QUESTO</a> )</span> dove si parla di &#8220;assalto ai treni&#8221; dando la colpa ai <strong>Riders</strong> e rimandando a data futura la comunicazione dei treni che saranno comunque adibiti al trasporto bici.  Ci sarebbe l&#8217;<strong>avviso all&#8217;albo datato 01.06.2</strong>0 <span style="color: #993366;">(<a style="color: #993366;" href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/06/trenord-avviso-albo.jpg">QUESTO)</a></span>  dell&#8217;Ufficio Produzione, scritto in pessimo italiano, segno forse che chi scrive male pensa male e vive male, parafrasando il Nanni Moretti di Palombella Rossa.<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Questa</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;"> decisione, per come la si voglia raccontare, </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">appare </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">scarsamente motivata, </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">è improvvida,</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;"> contraddi</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">ce</span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;"> la valenza ambientale della modalità bici+treno per spostarsi, </span></span><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">colpevolizza un tipo di utenza (i cosiddetti Riders) non perché ha comportamenti scorretti <em>(non paga il biglietto ? E’ indisciplinata ?)</em> ma solo perché è &#8220;numericamente eccessiva&#8221;. Per inciso: sulla questione sociale dei <strong>Riders</strong> dobbiamo fare i conti: sono lavoratori o schiavi ? Autonomi o dipendenti delle società del Food Delivery ?  Gad Lerner racconta alcuni fatti <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/06/GAD-LERNER-31-05-20.pdf">QUI</a>.</span><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">La reazione di <strong>FIAB Lombardia</strong> (con Fiab N.Ovest, Legambiente, Genitori AntiSmog) tramite il coordinatore <strong>PierCarlo Bertolotti</strong> è stata una <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/06/Trenord-Richiesta-revoca-sospensione.pdf"><span style="color: #993366;">LETTER</span>A</a> del 05.06.20 rivolta alla stessa Trenord e alla Regione Lombardia che è socia al 50% di Trenord tramite la controlata FNM (<em>en passant</em>: ricordate lo scandalo rivelato nel 2015 da  <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="https://www.transparency.it/il-caso-del-whistleblower-di-fnm-andrea-franzoso-oltre-i-confini-nazionali/">Andrea Franzoso</a></span> ? Il suo libro del 2018 si intitola &#8220;Il Disobbediente&#8221;) . </span></span></p>
<p><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Nella lettera di FIAB si definisce &#8220;arbitraria e  profondamente sbagliata&#8221; la decisione di vietare il trasporto bici a tempo indeterminato.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Anche altri commenti sono ovviamente stupiti e amareggiati: <strong>Paolo Pinzuti</strong> di Bikeitalia.it è giustamente caustico e <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="https://www.bikeitalia.it/2020/06/05/trenord-vieta-il-trasporto-delle-biciclette-sui-propri-treni/">COGLIE</a></span> uno specifico  aspetto socio-politico, oltre a denunciare <em>&#8220;l&#8217;incapacità di gestire il sistema dei trasporti lombardo &#8230; oltre che della sanità&#8221;</em>.    <strong>Paola Schiesaro</strong> &#8211; presidente di  Fiab Lecco &#8211; <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/06/Trenord-Fiab-Lecco.pdf">DENUNCIA</a></span>  il pessimo trattamento riservato ultimamente agli utenti da Trenord ed il divario tra questa ed  i bisogni ed anche  i sogni di uomini, donne, bambini. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Sui <strong>Social</strong> si passa dallo sconcerto, al sarcasmo, alla rassegnazione in mezzo ad osservazioni pertinenti ed esperienze di vario tipo. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Che fare ? Confidiamo che i controllori di Trenord siano più intelligenti dei loro dirigenti ed usino bene la discrezionalità concessa.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Certamente <strong>da firmare è la petizione</strong> su  <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="https://www.change.org/p/trenord-no-alla-sospensione-del-trasporto-delle-bici-sui-treni-trenord">CHANGE.ORG</a></span> lanciata da Alain Zanchi.<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: Constantia, serif;"><span style="font-size: large;">Nel frattempo che le cose si aggiustano, comunque, si può riascoltare  <span style="color: #993366;"><a style="color: #993366;" href="https://open.spotify.com/album/4lQ6HXCRFlyicu5EXpck1m">BANDIERA BIANCA</a></span>  con la quale negli anni &#8217;80 un suggestivo Battiato ci mandava dei messaggi validi anche per questi tempi.<br />
</span></span></p>
<p><em>Leonardo Savelli </em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LE FRESCHE ACQUE DELLA VALMAGGIA (CH)</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2018/07/22/le-fresche-acque-della-valmaggia-ch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jul 2018 17:24:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Treno + Bici]]></category>
		<category><![CDATA[ciclabile]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[TRENO]]></category>
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					<description><![CDATA[Era da un po’ di tempo che meditavo di visitare la Valmaggia, idea accantonata perché mi avevano segnalato che il traffico automobilistico e soprattutto motociclistico era piuttosto intenso e quindi pericoloso e fastidioso per dei ciclisti; ma due novità favorevoli hanno fatto sì che potessi realizzare questo mio desiderio,  proponendolo addirittura come gita associativa: &#8211; la prima è stata la...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Era da un po’ di tempo che meditavo di visitare la Valmaggia, idea accantonata perché mi avevano segnalato che il traffico automobilistico e soprattutto motociclistico era piuttosto intenso e quindi pericoloso e fastidioso per dei ciclisti; ma due novità favorevoli hanno fatto sì che potessi realizzare questo mio desiderio,  proponendolo addirittura come gita associativa:</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">&#8211; la prima è stata la realizzazione di una bella <strong>pista ciclabile, inaugurata nella primavera del 2016</strong> e che, surclassando ben altre 39 località svizzere candidatesi,  ha fatto vincere alla Valle il <strong><i>Prix Velo</i> 2016</strong>;</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">&#8211; la seconda è stata l’apertura del tanto sofferto <strong>collegamento ferroviario Arcisate – Stabio</strong> che consente di raggiungere Bellinzona comodamente da Varese in meno di un’ora e mezza.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Per rendere la gita piacevole e non particolarmente faticosa si è deciso di suddividerla in due giorni anche se questo ha complicato un po’ le cose a livello organizzativo, sia a causa della difficoltà di trovare a fondovalle una struttura in grado di accogliere oltre venti persone, sia perché in Svizzera non è facile riuscire a restare all’interno di budget contenuti. Anche le ferrovie italiane hanno fatto la loro parte, creando una grande confusione sulla tariffa del biglietto per la bicicletta e su dove lo stesso potesse essere acquistato, dato che l’itinerario iniziava in Italia per sconfinare appunto nell’adiacente Canton Ticino. Risolti questi piccoli cavilli gestionali e ultimati i riti propiziatori per la meteo io e Andrea, gli organizzatori del giro, siamo partiti di buon’ora insieme ad altri 20 arditi pedalatori per raggiungere in treno<strong> Giubiasco</strong> (la fermata prima di Bellinzona), chi partendo da Varese, chi da Milano, chi da Monza.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">La prima parte dell’itinerario non presenta alcun dislivello. Si attraversa su comode ciclabili il <strong>piano di Magadino</strong>, definito l’orto ticinese, in parte costeggiano il <strong>fiume Ticino</strong> e in parte il <strong>lago Maggiore</strong>. Una volta arrivati a <strong>Locarno</strong>, nel giro di pochi chilometri, alcuni dei quali in facile sterrato, si raggiunge il <strong>Ponte Brolla</strong> dal quale inizia la Valmaggia. Spettacolare la visione che dal ponte si ha sul canyon formato dal <strong>fiume Maggia</strong>, con rocce levigate a strapiombo, dalle forme immaginifiche e dove l’acqua cristallina dal colore verde-azzurro scorre fragorosa formando numerosi saltelli.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">A breve distanza dal ponte si imbocca la ciclabile della Valmaggia e la strada inizia a salire, ma in modo gradevole e senza strappi in un susseguirsi di scenografici ponti che sembrano sospesi nel verde, cascatelle e paesini in pietra. E poi ovunque si trovano fontane di acqua freschissima dove l’accaldato ciclista può trovare refrigerio.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">La nostra prima tappa è stata il grazioso borgo di <strong>Avegno</strong> con case dai tetti in pietra scura, tutte dall’aspetto estremamente curato e spesso ornate di fiori o dipinte, belle anche le fontane sempre in pietra scura locale.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Dopo una pausa ristoratrice in un antico grotto dal nome alquanto curioso “Mai morire”, purtroppo un po’ penalizzato dall’intenso traffico della strada antistante, siamo ripartiti alla volta del <strong>villaggio di Maggia</strong> che ci ha accolto con l’imponente scalinata della chiesa di San Maurizio, affiancata da digradanti vigneti. Poco lontano dalla chiesa abbiamo legato le nostre biciclette e, percorrendo un breve sentiero siamo arrivati alla selvaggia <strong>“Cascata del Salto”</strong> dove diversi bagnanti si stavano rinfrescando nella piscina naturale formata dalla cascata stessa. Passeggiare tra una roccia e l’altra, in alcuni tratti piuttosto liscia e scivolosa, richiede però una certa dose di equilibrismo e in effetti una partecipante si è trovata a fare un bagno forzato seppur non certo spiacevole vista la calura e la salita appena affrontata.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Ritornati sui nostri passi e riprese le nostre biciclette siamo arrivati intorno alle 17,00 alla nostra meta finale, <strong>Bignasco</strong>, dove ci aspettava la nostra casa albergo, edificio storico risalente al 1546, giusto in tempo per evitare un temporale incalzante. Il paesino è un vero gioiellino con il suo antico ponte di pietra a schiena d’asino e le montagne che si stagliano dietro di esso. Adiacente al nostro alloggio si trova inoltre un bell’esempio di quattrocentesca struttura Walser con i tipici funghetti in pietra creati per evitare che animaletti, ma soprattutto i topi, salissero all’interno a sgranocchiare granaglie o altre provviste. Anche a Bignasco c’è una bella cascata, ma purtroppo la meteo avversa ci ha impedito il previsto bagno. Tuttavia io, Andrea e una partecipante non ci siamo fatti intimorire e bardati di tutto punto siamo partiti in avanscoperta della <strong>Val Bavona.</strong> Bignasco è infatti il punto in cui la Valle si biforca in due: alla destra orografica la <strong>Val Bavona</strong>, mentre alla sinistra la <strong>Val Lavizzara.</strong></p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Giunti alla cascata di <strong>Foroglio</strong>, dopo circa 7 chilometri di salita piuttosto intensa, l’acqua ha iniziato a scrosciare copiosa e abbiamo trovato rifugio in un accogliente grotto, godendoci poi la discesa di ritorno a <strong>Bignasco</strong> con una temperatura ormai tutt’altro che tropicale.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Dopo una cena, gustosa, abbondante e conviviale ed una sana dormita, la domenica ci accoglie con un sole splendente.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Decidiamo quindi di far esplorare la <strong>Val Bavona</strong> anche al resto del gruppo, riuscendo a scattare le foto con tutt’altri giochi di luce. La Valle è selvaggia ed affascinante non solo dal punto di vista naturalistico, grazie al verde intenso, ai numerosi e giganteschi massi erratici, allo scenario montano e all’omonimo fiume che l’attraversa formando intricate anse, ma anche per i suoi pittoreschi villaggetti caratterizzati dai cosiddetti “sprügh”, ossia costruzioni sotto la roccia che danno all’abitato un impatto quasi fiabesco.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Il ritorno a <strong>Locarno</strong> è stato perlopiù una piacevole discesa, dove ci siamo concessi una sosta per qualche foto di gruppo a <strong>Cevio Vecchio</strong> davanti al seicentesco <strong>Palazzo Franzoni</strong> che, insieme a <strong>Casa Respini-Moretti</strong> ospitano il museo della Valmaggia. Poco dopo Riveo altra breve pausa alla Cascata delle Sponde, dove un nostro coraggioso partecipante si è tuffato nelle fresche acque attorniato da alcuni villeggianti domenicali che erano invece già intenti a preparare la classica grigliata estiva sulla riva del fiume.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">All’altezza di Maggia, Andrea ha deciso di fare una breve deviazione sulla riva opposta del fiume, lasciando per un breve tratto la ciclabile ufficiale, cosa che ci ha dato l’opportunità di attraversare un altro affascinante ponte.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Giunti a <strong>Locarno</strong> l’idea era quella di proseguire via lago Maggiore fino a <strong>Luino</strong>. Alcuni del gruppo in effetti hanno fatto così, ma noi abbiamo dovuto osservare da vicino l’efficienza e pulizia del pronto Soccorso svizzero a causa di un piccolo incidente di percorso di una partecipante.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Abbiamo lasciato<strong> Locarno</strong> solo intorno alle 17,30 e, avendo però ancora voglia di pedalare, siamo scesi dal treno a <strong>Capolago</strong> e, costeggiano il lago di <strong>Lugano</strong> siamo giunti a <strong>Porto Ceresio</strong> giusto in tempo per un aperitivo al tramonto prima di ripartire col treno per Varese.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Dopo questa gita mi rimane ancora il desiderio di ripercorrere la Valmaggia per esplorare la <strong>Val Lavizzara</strong>, più lunga e ripida della <strong>Val Bavona</strong>, ma dove la chiesa del famoso <strong>architetto Botta</strong> ci aspetta svettante per ripagarci della sudata.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal"> Alessandra L.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal"> <span style="color: #0000ff;"><i>Scheda tecnica</i></span></p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal"><span style="color: #0000ff;"><i>Lunghezza del percorso:        </i>da Giubiasco a Foroglio 60 Km</span></p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal"><span style="color: #0000ff;"><i>Dislivello:                               </i>530 mt.</span></p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal"><span style="color: #0000ff;"><i>Tipo di percorso:                    </i>ciclabile 80% (di cui 10% su sterrato) – 20% strade secondarie</span></p>
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		<title>La nostra due giorni lungo il Sentiero Valtellina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2018 12:39:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclocittà]]></category>
		<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[CICLOTURISMO]]></category>
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					<description><![CDATA[Bella la nostra due giorni lungo il &#8220;Sentiero Valtellina&#8221;, da Morbegno a Tirano e ritorno. Dopo una partenza infelice &#8211; a causa di un’interruzione non segnalata di strada e sentiero abbiamo perso oltre mezz’ora girovagando in cerca del percorso &#8211; tutto è filato liscio. L’Adda ricco d’acqua e abbastanza tranquillo nella parte a fondo valle, a regime decisamente più torrentizio...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Bella la nostra due giorni lungo il &#8220;Sentiero Valtellina&#8221;, da Morbegno a Tirano e ritorno. Dopo una partenza infelice &#8211; a causa di un’interruzione non segnalata di strada e sentiero abbiamo perso oltre mezz’ora girovagando in cerca del percorso &#8211; tutto è filato liscio. L’Adda ricco d’acqua e abbastanza tranquillo nella parte a fondo valle, a regime decisamente più torrentizio man mano che si risaliva verso Tirano e poi Sernio, ci ha accompagnato nelle due direzioni. All&#8217;andata, nel primo pomeriggio deviazione un po’ impegnativa verso il Castello di Grumello, con salita di una certa pendenza e lunghezza, ma soprattutto quando si é a corto di carburante prima di pranzo e sotto un sole cocente. Arrivo al paese alto, poi con saliscendi, passando dalla secentesca Chiesa di Sant’Antonio dove abbiamo fatto una sosta con spuntino, visita ai resti del Castello di Grumello dalla splendida vista sulla valle. Molto ben curata dal FAI sia la struttura ricettiva, che l’ampia area verde, dove colpiscono le numerose piantine di Fico d&#8217;India nano (Opuntia humifusa) ricche di simpatici fiori gialli, che ci hanno &#8220;accompagnato&#8221; anche lungo tutta la salita.</p>
<p>Discesa di oltre un Km. attaccati ai freni e saltellando sulle grosse pietre cementate della strada scelta con decisione da … (si dice il peccato, ma non il peccatore), poi ripreso il nostro più sicuro e tranquillo Sentiero Valtellina, abbiamo proceduto sempre a buona andatura. Percorso ondulato, con pochi rettilinei e molte curve, bei passaggi su ponti e ponticelli, saliscendi nei boschi freschi lontano da strade, ferrovia e centri abitati, quasi sempre lungo il corso dell’Adda e dei suoi numerosi affluenti. Arrivo a Tirano nel tardo pomeriggio; visita al cinquecentesco Santuario della Beata Vergine, poi dolce risalita verso la diga di Sernio sulla sinistra dell’Adda, passaggio sul ponte e gran finale da ciclista masochista. Tra le strade alternative abbiamo scelto inconsapevoli la più breve: appena svoltati a destra dopo la statale verso Bormio, improvvisamente una direttissima praticamente senza curve di oltre un km., con una pendenza che abbiamo valutato appieno il giorno dopo quando l’abbiamo rifatta in discesa. Finalmente arrivo quasi stremati al nostro Ostello Il Seicento, dove siamo stati ospitati veramente bene in una struttura storica rinnovata recentemente e molto ben attrezzata. Bici al sicuro in un ampio garage. Bella dormita nel silenzio del piccolo paese, colazione luculliana e, salutati i due gestori, in discesa verso Tirano per la visita alla parte storica della città. Poi in direzione di Sondrio, quasi sempre sul lato sinistro della valle. Qui, in una città semideserta, abbiamo pranzato e girato il bel centro storico, poi alla volta di Morbegno. Un vento contrario piuttosto fastidioso non ci ha impedito di viaggiare a buona andatura, in questo aiutati dalla strada spesso in discesa. A Morbegno ci siamo divisi: chi è tornato a Saronno in macchina, chi in treno. Questi ultimi, in attesa del treno, hanno girato la città in bici tra vicoli e palazzi, un passaggio sul torrente Bitto sopra uno storico ponte e visita alla grandiosa Chiesa di San Giovanni Battista, ricca di cappelle e molto ben affrescata.<br />
Centoquarantuno i Km. complessivi, ottantuno il primo giorno con due salite impegnative.</p>
<p>Ripensando alla struttura del &#8220;<strong>Sentiero Valtellina</strong>&#8221; segnalo:</p>
<p>• Ottima realizzazione dal punto di vista paesaggistico e tecnico. Il percorso sinuoso, e quasi sempre asfaltato o in sterrato, è veloce e piacevole. Molto belli i passaggi sui ponti, sia di piccole, che di grandi dimensioni. La pista risulta solo un po’ stretta in qualche punto soprattutto dove c’è poco visibilità per via di curve e ombra, e se chi viene in senso contrario va veloce e non tiene la sua mezzeria (anche noi dobbiamo stare sempre nella nostra …).<br />
• Diverse le aree di sosta e ben attrezzate  con tavoli, panchine, fontanelle (e barbecue). Non morirete di sete.<br />
• Buona l’alternanza di tratti assolati con quelli in ombra e mezz’ombra che rendono il percorso vario e piacevole.<br />
• I saliscendi e le molte curve rendono la pedalata tecnicamente più interessante e richiedono un minimo impegno sportivo.</p>
<p>Punti carenti:</p>
<p>• L’interruzione del Sentiero Valtellina poco dopo Morbegno e lo storico ponte in pietra di Ganda (1778) dovrebbe essere segnalata e andrebbe indicato il percorso alternativo di collegamento.<br />
• In qualche punto le radici delle piante hanno reso parecchio dissestato il fondo. Serve un po’ di manutenzione.<br />
• Mancano punti di ristoro. Se non avete cibo con voi, dovete lasciare il percorso uscendo al primo paese in cerca di un bar o di un negozio.<br />
• Non ci sono indicazioni su dove siete arrivati e di quanto manca al paese successivo e al termine del Sentiero Valtellina. Non é quindi facile capire che siete arrivati a Chiuro, piuttosto che a Sondrio.<br />
• <span style="text-decoration: underline;">Il punto più carente in assoluto è il servizio ferroviario TreNord</span>. Ritardo di venti minuti sia all’andata che al ritorno. Binario unico in tutta la Valtellina, tranne che nelle stazioni. La domenica, il treno non aveva uno spazio dedicato alle bici, e con l’assalto inverosimile di turisti che c’è stato, vi lascio immaginare come si è viaggiato. Perché non mettere una carrozza in più per le bici, e qualcuna in più per i passeggeri, almeno per il periodo estivo?</p>
<p><strong>CONCLUSIONE</strong>: il &#8220;Sentiero Valtellina&#8221; é una bellissima struttura realizzata in un paesaggio affascinante di terrazzamenti con viti e frutteti, immersa nel verde e tra  bellissime montagne, con castelli, torri, paesi con case in pietra e moltissime chiese e chiesette poste sui rilievi e nel piano. Un percorso molto vario, ricco di natura, d’acqua e di storia.</p>
<p>Dato che questa ciclopedonale è stata un investimento importante per la Regione, servono pochi soldi in più per migliorarla, sia dal punto di vista logistico, che di promozione del territorio: un po’ di cartelli segnaletici (dove sei arrivato, quanto manca al prossimo paese e alla fine del percorso), serve qualche punto di ristoro lungo il percorso o, meglio, servono strutture integrate per il ristoro (con cibo locale), la manutenzione della bici ed il pernottamento. Questi servizi valorizzerebbero in maniera significativa la logistica della struttura e sarebbero molto apprezzati da ciclisti e pedoni; i cartelli segnaletici sono molto utili e costano pochissimo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Regione Lombardia impara dal vicino Trentino</span> che ha inventato il BikeGrill (bella l’idea e la realizzazione, forse un pò brutto il nome che evoca l’auto) e organizzato un&#8217;accoglienza molto efficiente e integrata nel territorio, incluso il servizio treno + bici.<br />
FC</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2344" src="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Sernio-partenza-bis-300x169.jpg" alt="Sernio partenza bis" width="300" height="169" srcset="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Sernio-partenza-bis-300x169.jpg 300w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Sernio-partenza-bis-1024x576.jpg 1024w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Sernio-partenza-bis-150x84.jpg 150w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Sernio-partenza-bis-768x432.jpg 768w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Sernio-partenza-bis-1536x864.jpg 1536w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Sernio-partenza-bis-2048x1152.jpg 2048w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Sernio-partenza-bis-330x186.jpg 330w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Sernio-partenza-bis-690x388.jpg 690w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Sernio-partenza-bis-1050x591.jpg 1050w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Sernio-partenza-bis-1031x580.jpg 1031w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2364" src="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Due-mezzi-di-trasporto-300x169.jpg" alt="Due mezzi di trasporto" width="300" height="169" srcset="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Due-mezzi-di-trasporto-300x169.jpg 300w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Due-mezzi-di-trasporto-1024x576.jpg 1024w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Due-mezzi-di-trasporto-150x84.jpg 150w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Due-mezzi-di-trasporto-768x432.jpg 768w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Due-mezzi-di-trasporto-1536x864.jpg 1536w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Due-mezzi-di-trasporto-330x186.jpg 330w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/06/Due-mezzi-di-trasporto-690x388.jpg 690w, 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		<title>Cremona in treno + bici, 27 e 28 maggio 2017</title>
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		<pubDate>Mon, 29 May 2017 06:17:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclocittà]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un sabato 27 e una domenica 28 maggio ricche di pedalate e avvenimenti, per la nostra seconda gita nel circuito delle città d’arte promosso da FIAB. Dopo quella di Piacenza e Castell’Arquato nel maggio 2016, quest’anno per 19 pedalatori di FIAB Saronno Ciclocittà è stata la volta di <strong>Cremona, </strong>città della musica.<br />
Ritrovo puntualissimi davanti alla stazione poi, dopo il MPX delle 7,36 per Milano Centrale, tutti sul treno delle 8,20 per Cremona. Ci siamo “spalmati” come richiesto con due bici per piattaforma, con un gruppo più sostanzioso nella carrozza di testa dotata di alloggiamento per una decina di bici. Arrivo puntuale a Cremona alle 9,20 accolti da PierCarlo, Donatella ed altri amici di <strong>FIAB Cremona Biciclettando</strong>. Messe al sicuro bici e borse nella bella sede di FIAB Cremona, abbiamo incontrato la nostra competente e cortesissima guida, Elena, che ci ha accompagnato per tre ore nella visita guidata: Piazza col Torrazzo (111 metri, il più alto campanile in muratura d’Europa) col suo grande orologio astronomico cinquecentesco. Il magnifico Duomo, Palazzo Comunale coi suoi dipinti e arredi, il Cortile Federico II, ed infine Museo del Violino, ospitato dal settembre 2012 nel Palazzo dell’Arte (1941) ideato dall’architetto Carlo Cocchia. Il Museo accoglie i capolavori (violini, viole, contrabbassi e molti altri strumenti a corde) creati da molti liutai cremonesi, sopra tutti i grandi Maestri Amati, Stradivari, Guarneri detto del Gesù, perché firmava i suoi strumenti con la sigla IHS. Abbiamo visto degli studenti della scuola di liuteria all’opera nella bottega del museo, molti violini, uno dei qual valutato ben 15 milioni di Euro, le componenti degli strumenti e gli arnesi utilizzati per produrli. Nella sala d’ascolto al centro del chiostro, in un’atmosfera rarefatta e magica, ascolto di spezzoni di registrazioni storiche di concertisti famosi; a questo punto, qualcuno si era così rilassato che stava per addormentarsi (non facciamo nomi). La celebre opera del Caravaggio col suonatore di liuto non poteva di certo mancare in questo ambiente. Ringraziata la nostra brava guida e risaliti sulle nostre bici abbiamo pedalato in direzione di <strong>Stagno Lombardo</strong>, tramite ciclabili e sterrati lungo canali ed il <strong>Po</strong>, sino alla trattoria dove abbiamo consumato il pranzo insieme agli amici piemontesi arrivati in autobus da Torino e Novara. Ritornati tutti a Cremona con percorso inverso, mentre questi ultimi facevano la loro visita guidata della città, su invito di Piercarlo, ci siamo recati all’inaugurazione del nuovo campeggio locale, presenti Sindaco di Cremona, Assessori locali, e due Assessori Regionali. Guidati da Franco di FIAB Biciclettando che indossava una storica maglia di Banca Popolare di Bergamo-Credito Varesino, abbiamo fatto il nostro “trionfale” ingresso alla struttura immortalati su di un sito locale https://www.cremonaoggi.it/2017/05/27/inaugurato-campeggio- gia-trentina-camperisti/. Terminata la cerimonia di inaugurazione coi discorsi dei politici intervenuti, Donatella e chi scrive, intervistati da una TV di Cremona, hanno fatto promozione di FIAB e mobilità sostenibile. Dopo gli immancabili acquisti di torrone e salumi da parte di alcuni, visto che la pancia era scesa dopo le due pedalatine di una trentina di Km, una doccia veloce al confortevole Albergo Visconti e poi ritorno in centro a Cremona per il ristoro serale. Ottima cena al Tacabanda per tutta la ciclo-munita truppa lombarda e piemontese, con antipasti locali e marubini alle verdure. Apoteosi con un morbido e assai calorico cremoso al cioccolato e torrone, seguito da caffè, immancabilmente corretto grappa per Chicco.</p>
<p>Menu<br />
Antipasto Cremonese<br />
(Salame cremonese, frittata di stagione, Grana Padano dop, bocconcino di torta fritta al Gorgonzola dop, pan biscotto)<br />
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Marubini cremonesi con verdure dell’orto e crema allo zafferano<br />
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Cremoso al cioccolato con granella di Torrone di Cremona artigianale delle Sorelle Rivoltini.</p>
<p>Pomeriggio e prima serata all’insegna della musica, soprattutto quella delle scuole cittadine e della provincia culminata nel concerto dell’orchestra giovanile Mousiké che abbiamo avuta la fortuna di ascoltare. Bravissimi loro e il loro direttore che ha guidato con passione e maestria una cinquantina di ragazzini! Poi alle 10,30, nell’atmosfera magica della bellissima Piazza del Duomo, la sorpresa annunciata, ma non svelata sino all’ultimo da Pier: omaggio a Paganini eseguito dal celebre violinista russo Sergej Krylov nella suggestiva Bertazzola del Torrazzo. Ottima esecuzione, da una struttura bella ed inconsueta, di un celebre pezzo del grande virtuoso ligure. Solo un tantino parsimonioso l’ottimo esecutore che, forse per un ulteriore omaggio al musicista genovese, finito il pezzo ha salutato e se ne è andato, senza concedere un bis (Paganini docet …).</p>
<p>Dopo la salutare dormita all’albergo Visconti, sveglia presto per la ricca colazione, visto che la cena della sera prima era stata ottimamente digerita. Prima di partire per la cinquecentesca Pizzighettone ed un ultimo saluto al centro di Cremona<br />
in cui si svolgeva l’annuale manifestazione di sicurezza in bici per bambini,</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1739" style="width: 310px" class="wp-caption alignnone"><img aria-describedby="caption-attachment-1739" decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-1739" src="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/06/Partenza-da-Cremona-per-Pizzighettone-1-300x169.jpg" alt="Partenza da Cremona per Pizzighettone" width="300" height="169" srcset="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/06/Partenza-da-Cremona-per-Pizzighettone-1-300x169.jpg 300w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/06/Partenza-da-Cremona-per-Pizzighettone-1-1024x576.jpg 1024w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/06/Partenza-da-Cremona-per-Pizzighettone-1-150x84.jpg 150w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/06/Partenza-da-Cremona-per-Pizzighettone-1-768x432.jpg 768w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/06/Partenza-da-Cremona-per-Pizzighettone-1-1536x864.jpg 1536w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/06/Partenza-da-Cremona-per-Pizzighettone-1-2048x1152.jpg 2048w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/06/Partenza-da-Cremona-per-Pizzighettone-1-330x186.jpg 330w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/06/Partenza-da-Cremona-per-Pizzighettone-1-690x388.jpg 690w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/06/Partenza-da-Cremona-per-Pizzighettone-1-1050x591.jpg 1050w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/06/Partenza-da-Cremona-per-Pizzighettone-1-1031x580.jpg 1031w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-1739" class="wp-caption-text">Partenza da Cremona per Pizzighettone</p></div>
<p>visita alla bellissima struttura quattrocentesca e ricca di affreschi di San Sigismondo (pittori Campi, Gatti, Boccaccino), sita a pochi metri dal nostro albergo.<br />
Dopo la pedalata agreste attorno ad un bellissimo campo azzurro di lino fiorito, passato il centro e fatta la rituale foto di gruppo degli oltre 70 partenti, via lungo il Po dal <strong>Molo 53</strong> (Porto di Cremona), Ponte di Ferro di Cremona, e poi lungo il canale navigabile Cremona Pizzighettone (doveva arrivare a Milano, ma non è stato purtroppo mai terminato) in direzione della storica cittadina fortificata. Superati senza conseguenze buche ed un paio di incidenti meccanici, all’ingresso di <strong>Pizzighettone</strong> abbiamo trovato la nostra guida volontaria ad aspettarci, ovviamente in bici. Giro esterno dei terrapieni lungo un prato, poi visita alle casematte che ospitavano sino a 2500 soldati, ed oggi sono utilizzate per mercatini ed una festa novembrina a base di fagioli e cotiche (Fasulin de l&#8217;öc cun le cudeghe). Le visite guidate, mercatini e pranzi finanziano l’attività di manutenzione delle storiche mura, casematte e carceri svolta dai volontari che hanno provveduto a ripulirle dalle infestanti e ripristinare i punti a rischio di crollo. Le storiche carceri, finalmente chiuse nel 1954 dopo oltre 400 anni (tantissimi i reclusi morti di polmonite ed altre malattie per le condizioni insalubri dell’ambiente non riscaldato, umido e buio), ospitano oggi un ricco e ben allestito museo degli attrezzi contadini ed altro, a cura sempre dei volontari.<br />
Dopo il pranzo a buffet, i doverosi ringraziamenti agli organizzatori e una breve promozione dell’imminente Cicloraduno nazionale di Varese, via in direzione di Formigara e Gombito su percorsi del <strong>Parco Regionale Adda Sud</strong>. Nei pressi di Gombito i piemontesi hanno svoltato a destra in direzione di Crema, mentre noi abbiamo proseguito, visto il caldo torrido e i km. ancora da fare, sulla veloce strada asfaltata per Montodine, dove sulla sinistra abbiamo preso la pista ciclabile. Passati Moscazzano e Rubbiano, abbiamo fatto una sosta nella suggestiva e freschissima Abbazia di <strong>Abbadia Cerreto</strong>. Poi, lungo strade secondarie attorniate solo da campi e canali, gli ultimi 10 Km. verso la cittadina del Fanfulla. Giunti a <strong>Lodi,</strong> abbiamo attraversato uno storico ponte sull’Adda e siamo risaliti sino a Piazza del Duomo, dove abbiamo visitato la bella Cattedrale, la cui costruzione iniziò nel 1160, e poi il cinquecentesco e vicinissimo Santuario dell&#8217;Incoronata, ricco di dipinti del Bergognone, dei Piazza (Callisto, Martino e Albertino), e di Stefano Maria Legnani, figlio di Ambrogio, che visse a Saronno con la famiglia per un decennio. Ritorno senza cambi a Saronno col treno delle 17.53; da notare che nonostante la prenotazione dei treni sia stata fatta una settimana prima della partenza presso l’Ufficio Comitive, nessun conduttore era stato informato della presenza di ben 19 biciclette. Tutti e tre i viaggi si sono comunque svolti senza problemi, trattandosi di giornate festive e con scarso numero di passeggeri.<br />
Sono stati due giorni molto interessanti ed intensi all’insegna dell’attività sportiva (circa Km.110), immersi tra natura, cultura, storia e buon cibo. Alla prossima città d’arte!</p>
<p>FC</p>
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