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	<title>svizzera &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>SVIZZERA, CICLABILE n.3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2022 19:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Basilea]]></category>
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					<description><![CDATA[La ciclabile  no. 3, che taglia la Svizzera da Sud a Nord (da Chiasso a Basilea, una delle nove di carattere nazionale ): dal 13 al 16 agosto 2022 l&#8217;ho utilizzata per fare un viaggio treno+bici+bus da Varese a Friburgo in Germania e ritorno. Esperienza molto positiva. Non ho impostato il Gps per farmi da guida, affidandomi alla segnaletica, e consultando la...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: large;">La ciclabile  no. 3, che taglia la Svizzera da Sud a Nord (da Chiasso a Basilea, <span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="https://www.schweizmobil.ch/it/svizzera-in-bici.html">una delle nove di carattere nazionale</a></span> ): dal 13 al 16 agosto 2022 l&#8217;ho utilizzata per fare un viaggio treno+bici+bus da Varese a Friburgo in Germania e ritorno.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Esperienza <span style="font-size: large;">molto positiva.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Non ho impostato il Gps per farmi da guida, affidandomi alla segnaletica, e consultando la traccia sullo smartphone solo per ritornare nel percorso giusto in occasione dei (pochissimi) errori. Ho registrato i tre tragitti su Wikiloc.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;">E&#8217; andata così:</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;"><b>13 agosto, sabato</b>.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="https://it.wikiloc.com/percorsi-ciclismo/airolo-lucerna-110531972">Airolo &#8211; Lucerna, km 127</a></span><br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Partenza da Varese in modalità bikepacking e in spalla uno zaino da montagna, leggero. Prendo il treno delle 5:00 Varese-Biasca (CH). Poi cambio treno: Biasca &#8211; Airolo, che distano solo 40 km, ma con 1000 mt di salita che ho preferito &#8220;risparmiarmi&#8221;, per prudenza. Su questo secondo treno, un interregionale, salgono 5 ragazzi e una ragazza, con divisa militare e zaini, ed è il primo approccio con la svizzera <span style="font-size: large;">&#8220;nazione&#8221; </span>. Notoriamente neutrale, pacifica, ma che appare anche preparata, organizzata, pronta ad attivarsi all&#8217;occorrenza. Il tema guerra-pace farà parte del mio viaggio, come capirò in vetta al S.Gottardo e poi nelle città svizzere, dove spesso troverò le bandiere della pace appese alle finestre.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Ad Airolo scendo alla stazione, il tempo di uno sguardo intorno a me per ambientarmi e comincio la salita al Passo del Gottardo, che significa raggiungere 2106 m slm dai 1175 di Airolo. La &#8220;Tremola&#8221;, così è chiamata la salita perchè in alcuni tratti ha il pavè che scuote i veicoli, bici comprese. E&#8217; il percorso originario per il passo, che sale da sud a nord. Oggi esiste il tunnel ferroviario, quello autostradale, la strada alternativa, per cui è utilizzata solo per il divertimento dei ciclisti, dei motociclisti,  degli amanti del paesaggio.Salgo al mio ritmo, per un po&#8217; sono fianco a fianco di una ragazza del luogo, in uscita di allenamento. Verso la vetta, ai lati della strada, ci sono camperisti accampati, a godersi il mattino sorseggiando una bevanda. Ci salutiamo con un cenno della mano. Man mano che si sale si gode la visione dei numerosi tornanti, e dall&#8217; alto, vedo un ciclista salire a ritmo più veloce del mio.  Dico a me stesso  &#8220;però sarò io il primo ad arrivare al passo&#8221; , e così va.  Soddisfatto, mi concedo la prima colazione consumando uno dei paninetti miele e formaggio e una delle mini Coca in lattina da 150 cc, che rappresentano la mia scorta alimentare per oggi.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Leggo da cartelli turistici che qui gli svizzeri hanno dismesso strutture militari difensive solo da pochi anni. Erano infatti pronti a chiudersi rispetto ad eventuali aggressioni dall&#8217;Italia, temute in particolare ai tempi del regime fascista. Il canton Ticino per un periodo fu sotto il controllo dei Visconti e degli Sforza, poi territorio svizzero dal 1515.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Il valico segna anche la fine del tratto &#8220;tranquillo&#8221;. La discesa, che entra nel Cantone Uri di lingua tedesca,  coincide in gran parte con la strada per le auto, ma è molto apprezzabile la segnaletica dedicata ai ciclisti. Si vedono segnalati anche percorsi locali, per MtB, ma il 3 &#8220;nazionale&#8221; è comunque indicato ad ogni svolta e incrocio. Andermatt la raggiungo senza fatica, e incontro la carrozza trainata da 4 cavalli, ad uso turistico che sale al Gottardo. Più avanti si pedala vicino al fiume Reuss, di un particolare colore grigio-celestino, e all&#8217;autostrada. Qui trovo un curioso auto-bici-grill: dal lato autostrada serve gli automobilisti, dal lato ciclabile accoglie i ciclisti !<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Passando da Erstfel si arriva facilmente a Fluelen sul lago dei 4 cantoni (<i>Vierwaldstättersee). </i>Qui il clima è estivo, molto piacevole, il lungolago è frequentato e accogliente. La ciclabile prosegue offrendo bei panorami, ma alcuni tratti sono in galleria in corsia bidirezionale, rialzata rispetto alla sede stradale ma non protetta da cordoli. Chi va verso nord, come me, si trova vicino alle auto che arrivano in senso contrario. Un brivido mi passa per la schiena, ma mi dico<em> &#8220;siamo in Svizzera, se hanno deciso così funziona sicuramente, vai tranquillo&#8221;</em>.  Ovviamente accendo le mie luci, fronte e retro, e sto con occhi, e orecchie, in massima allerta.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Quando trovo il cartello &#8220;strada pericolosa per i ciclisti, si consiglia treno o traghetto per il tratto Sisikon-Brunnen&#8221;  accetto volentieri il consiglio. Mi dico: <em> &#8220;siamo in Svizzera, se dicono così un buon motivo ci deve essere&#8221;</em>. Anche perché è l&#8217;ora di pranzo, il treno <span style="font-size: large;">alla stazione di Sisikon</span> è previsto in arrivo a breve, ho già pagato il biglietto giornaliero per la bici  e acquisto al totem quello per la persona. Così attendo, faccio fuori altro paninetto e una mini Coca, poi in pochi minuti di treno raggiungo Brunnen. Qui riprendo il piacevole percorso lungolago, alla ruota di una biondina svizzera con bici da città ma buona gamba, sino all&#8217;attracco del traghetto che da Gersau porta ad Oberdorf, sulla sponda opposta del lago.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Sul molo fila ordinata di ciclisti e automobilisti. Il biglietto costa una banconota di 10 euro, accettata al posto dei franchi, è venduto a bordo, durante la traversata da un ragazzo con ricevutario e cappellino di ordinanza. Passeggeri una trentina, di vario tipo ma tutti all&#8217;apparenza in giro per turismo.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Si sbarca ordinatamente (ovvio) ad Oberdorf e da qui mancano una quarantina di km a Lucerna: il gruppo di ciclisti si allunga e si disperde lungo la N3.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Alla periferia di Lucerna arrivo verso le 17, piuttosto stanco. Mi fermo presso un parco lungolago, con porticciolo, dove alcuni prendono il sole, altri vanno in sup. Mi sdraio su una panchina e attingo alla mia dotazione di scorta alimentare.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">L&#8217;ingresso in città è facile e il lungolago molto piacevole, ma il mio ostello è in un quartiere di periferia, più interno, e ci metto un po&#8217; a trovarlo. E&#8217; un piccolo youth-hostel, gestito da una famiglia orientale, tutti gentili,  mi spiegano come funziona l&#8217;ospitalità e mi mettono a disposizione un locale chiuso per parcheggiare la bici. Ho un posto in una stanza con due letti a castello. Al mio arrivo  tutti i posti letto sono liberi: ne scelgo uno &#8220;sotto&#8221;,  doccia e poi sono pronto per il centro, che raggiungo in pochi minuti di lieve discesa. A Lucerna sono già stato, ma una vita fa, in una  fugace visita dell&#8217;estate del 1982. Cerco e percorro il famoso ponte in legno, all&#8217;inizio lo confondo con l&#8217;altro ponte, meno bello, non distante. In giro tanti turisti, tanti indiani e/o pakistani. Lungo la via un tizio è fermo in un angolo a cantare &#8220;Svalutation&#8221; di Celentano (canzone degli anni 70) e poi anche Bella Ciao. Ci sono molti negozi, auto di lusso sgommano ai semafori, non so dove cenare, poi opto per un locale vicino ad una chiesa, molto affollata per un meraviglioso concerto di organo, e mi limito ad una zuppa di legumi, birra e un dolce. <em>&#8220;Soltanto questo ?</em>&#8221; indaga la cameriera. Ha intuito che voglio tenere un equilibrio tra budget e necessità di calorie ? E comunque:  <em>&#8220;My secret ? Panini formaggio di capra e miele varesini  con CocaCola !&#8221;</em> .  Mica thè senza zucchero  &#8230;<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Poi a letto presto ma la stanza alle 22 è al completo: una giovane coppia se va alle 3 di notte, con gran baccano; resta un ragazzo di Cardiff dai capelli rossi con il quale scambierò al mattino dopo qualche parola: è lì per fare camminate in alta quota, è uno sportivo, apprezza molto il sistema dei trasporti svizzero ma finiamo a parlare dei costi delle case a Lucerna; non so bene perchè, visto che l&#8217;argomento non mi interessa per niente &#8230;<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;"> <span style="font-size: large;"><b>14 agosto, domenica.<br />
</b></span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="https://it.wikiloc.com/percorsi-ciclismo/lucerna-basilea-110655504">Lucerna &#8211; Basilea, km 125</a></span><br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">La &#8220;nazionale 3&#8221; esce da Lucerna da quartieri residenziali, attraversa paesini del circondario e sfiora un piccolo aereoporto. Commetto qui uno dei pochi errori (sbaglio un bivio) del viaggio, ma l&#8217;altimetria non è un problema. Costeggio il Sempachersee, lago di scarsa bellezza, senza difficoltà. Sursee è una cittadina graziosa, si potrebbe piacevolmente sostare in un bar pasticceria. Percorso facile e un po&#8217; monotono, molto è &#8220;gravel&#8221; e all&#8217;ora giusta mi imbatto in un centro sportivo dove si svolge un torneo di calcio di ragazzi.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Così decido di guardare un po&#8217; di partite mentre faccio  colazione (bicchierone di latte, 3 grandi brioches, Coca-Cola). Vorrei pagare con la carta Maestro, ma la signora di mezza età del bar mi sibila, con sguardo torvo, un &#8220;nein&#8221; che mi obbliga a rovistare tra marsupio e tasche per recuperare il biglietto da 20 franchi prelevato a Lucerna la sera prima.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Dopo però mi concede un &#8220;danke&#8221; sorridente, quando riporto al banco il vassoio vuoto, ben attento a lasciare pulito il tavolo: siccome indosso una maglietta  con bandierina dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa, ci tengo a difendere la reputazione con gli svizzeri-tedeschi &#8230;.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Ad Aarau sosta interessante: passeggio per la città, trovo un locale di specialità italiane di nome &#8220;Al solito Posto&#8221;, una chiesa protestante dove un pannello didattico riporta lontane vicende di persecuzioni religiose e guerre civili ed emigrazioni forzate connesse, che coinvolsero anche i valdesi del Piemonte verso la fine del 1600. Riprendo la via non approfittando di una interessante piazza dedicata allo street-food, costeggio un canale che, a occhio, serve per il raffreddamento della una centrale nucleare li vicino: molti si lasciano trasportare dalla lieve corrente aggrappati a galleggianti di forme fantasiose.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Ancora non mi sono reso conto conto che per passare nel bacino idrografico del Reno mi aspetta una salita davvero impegnativa. Nel primo tratto sono in &#8220;competizione collaborativa&#8221; con un altro cicloturista direi coetaneo (poi lui ha mollato per mangiarsi un panino). La strada sale in una zona rurale, anche boschiva in alto ma prima incrocio una  stalla con bandiera svizzera e &#8211; per me &#8211; sorprendente ventilatore gigante per tenere fresche le mucche !<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Basilea non è lontana: mi piace attraversare la sua periferia, c&#8217;è anche una festa campestre con musica e grigliate. Mi fermo a riempire la borraccia ad una fontana dotata di vasca grande ma soprattutto lunga dove si potrebbe stare a bagno: e infatti alle porte di Basilea troverò un tizio in ammollo in costume da  bagno  dentro una fontana molto simile !<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">L&#8217;arrivo in città è in prossimità del polo sportivo di S.Jacob, lo stadio dove gioca il Basilea FC. Rimango sorpreso dalle bici parcheggiate fuori dallo stadio a centinaia, a dir poco.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Ma l&#8217;avventura urbana è solo all&#8217;inizio, perchè Google Maps non funziona e la mia meta è lo <span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="https://www.hyve.ch/en/">Hyve Hostal </a></span> vicino alla stazione dei treni. Solo che mi sbaglio perchè a Basilea ci sono 2 stazioni dei treni, la svizzera e la tedesca e naturalmente punto su quella sbagliata.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Mi oriento alla vecchia maniera, chiedendo in inglese in quest&#8217;ordine: netturbino tedescofono (mi manda in direzione sbagliata), autista del bus che parla in italiano ma dialetto meridionale (idem),  una coppia a passeggio col cane: lui simpaticissimo e fluente in tedesco come se lo capissi, la signora in italiano (accento francese) mi aiuta a rimettermi sulla retta via e nella breve conversazione dice di conoscere Varese perché il figlio pratica il canottaggio.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Poi ci saranno: mediorientale gestore di una tabaccheria  che mi suggerisce di seguire il bus 30 che sta passando in quel momento, italiana di Roma che interpello  in inglese (ma mi &#8220;sgama&#8221; subito), coppia del Bangladesh con borsa della spesa e lui finalmente mi dice, <em>&#8220;turn right and you are arrived&#8221;</em><br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Però alla fine si può ben dire che &#8220;niente di ciò che vale è facile da raggiungere &#8220;: l&#8217;ostello è un gioiellino di design, ed è anche cohousing, <a href="http://co.work" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://co.work&amp;source=gmail&amp;ust=1673111805353000&amp;usg=AOvVaw1zG-5di2A9FUBeUjY7TNgc">cowork</a>ing, ha locale per bici spazioso, un cortile all&#8217;aperto e una biblioteca al piano terra. Siamo sei in stanza, in tre letti a castello messi in modo da garantire una certa privacy. Nella serata vago per la città, incrocio un giovane cicloturista francese che fa la &#8220;ciclabile nazionale est-ovest&#8221; e mi chiede si scattargli una foto davanti alla Cattedrale.  Apprezzo l&#8217;eleganza delle vie, dei negozi degli edifici pubblici di Basilea. Ceno in un locale nella piazza adiacente alla stazione, e ci metto un po&#8217; a capire che è un self service e che è vegano. Si paga a peso: riempi il piatto che poi sarà pesato alla cassa. Si chiama <span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="http://www.tibits.ch/en/">Tibits</a> </span> ed anche questa, come l&#8217;ostello, si è rivelata davvero un&#8217;ottima scelta.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"><b>15 agosto luned</b>ì &#8211;<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="https://it.wikiloc.com/percorsi-ciclismo/basilea-friburgo-in-brisgovia-110738760">Basilea &#8211; Friburgo in Brisgovia, km 70</a></span><br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Colazione ottima e a prezzo ragionevole all&#8217;Ostello, partenza senza fretta perchè oggi la tappa è breve e pianeggiante. In strada, la Gempenstrasse,  una vera zona 30 svizzera, con diverse bandiere della pace alle finestre degli appartamenti &#8211; c&#8217;è una scuola elementare e si sta preparando una piccola cerimonia: bambini in corteo che portano ciascuno un girasole (Sonnenblumen). Mi fermo ad osservare e poi di ottimo umore &#8211; anche per questa imprevista manifestazione &#8211; torno in centro e passeggio nella piazza della Cattedrale, e ammiro le bici cargo che sfrecciano. Poi mi decido a salire sulla mia bici per prendere la ciclabile lungo il Reno, ma alla fine della breve discesa asfaltata che porta verso il fiume mi imbatto in due vigili, e il più giovane mi blocca, mi mostra il cartello che indica: &#8220;bici solo a mano&#8221; e in inglese mi dice sono nella situazione di prendere una multa ! Io, più che l&#8217;inglese, uso il linguaggio del corpo e la faccia contrita per dire quanto mi dispiace.<i> &#8220;Vabbè per questa volta chiuderò un occhio, ma il rispetto delle regole è importante&#8221;</i> dice lui in inglese. <i>&#8220;Thank you, I totally agree with you&#8221;</i>, e mi allontano alla svelta, seguendo la segnaletica verso nord.</span></span></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Il lungofiume è un luogo piacevole e silenzioso: alcuni corrono, una ragazza fa yoga. Su un ponte che prendo per andare sulla riva destra è segnalato il punto di confine tra ben tre nazioni: Svizzera, Francia, Germania. Si torna in area euro, finalmente.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Qualche incertezza ce l&#8217;ho, mi allontano un po&#8217; troppo dal fiume, ma il reticolo di ciclabili esistenti e la scarsità di traffico danno tranquillità.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Il paesaggio è agricolo, avvicinandosi a Friburgo ci sono colline coltivate a vigneti.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Faccio sosta a Bad Krozingen ma decido che mi concederò il pranzo principale a Friburgo, ormai vicina.</span></span></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Arrivo in città e attraversato il fiume mi trovo nei pressi dell&#8217;Università e della sua moderna bibilioteca: un poliedro irregolare tutto vetri di colore nero, chiamato appunto &#8220;il diamante nero&#8221;.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Nella piazza della cattedrale, individuo una locanda con tavoli all&#8217;aperto ma &#8230; come mi siedo arriva vento e poi pioggia, all&#8217;interno posto non c&#8217;è, quindi mi tocca alzarmi e &#8211; senza mangiare e trovare un riparo. Passato il temporale raggiungo l&#8217;ostello, un edificio vecchiotto e pittoresco.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Mi sistemo in una stanza grande, da 8, questa volta niente letti al castello e faccio la doccia in una sorta di piccolo silos metallico. Pratico ed igienico, penso.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">La pazienza di digiunare è ben ripagata, dopo, verso l&#8217;ora ormai di merenda. Infatti torno nella locanda di cui sopra e mi concedo un pasto completo e più che abbondante, e ho la comodità di scegliere da un menu scritto in italiano: la fatica del viaggio, l&#8217;attesa, l&#8217;entusiasmo di essere arrivato alla fine del breve viaggio e quello di trovarsi in una città-simbolo per i ciclisti urbani, sono tutti corroboranti per il mio appetito.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Poi mi dedico alla visita della città di Friburgo, sia per quel che resta di oggi 15 agosto sia la mattina dopo: le sue chiese (u<span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">na organista che prova dei pezzi nella St.Martin Kirche)</span></span>, le piazze, con la Rathausplatz presidiata dai Fridays For Future (ma gli insegnanti, non i ragazzi), le strade libere dalle automobili, il ricordo della Sinagoga attaccata e distrutta nel 1938 ovvero un modellino in scala nel luogo dove sorgeva,  <span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">i tipici canaletti lungo le strade ma privi di acqua (credo causa siccità)</span></span>. Ritrovo i Sonnenblumen dedicati alla Madonna Assunta nella cattedrale che, nella Munster Platz, è circondata da un delizioso mercatino di fiori e frutta e dove compro Bratwurst e Apfelschorle (panino con wurstel e succo di mela gassato) anche se inizialmente pensavo di far pranzo con mele e mirtilli.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Approfitto del libero accesso alla biblioteca dell&#8217;università per vedere dall&#8217;alto gli edifici vicini e lo spettacolo delle Fahradstrasse e fare delle foto.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Esploro il ponte sulla Ferrovia e il grande Parcheggio per bici a forma di mini-colosseo, con bar e locali nella parte superiore.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">E alla fine, alle 13:30 del 16 agosto anche il bus di Flixbus fa la sua parte in modo impeccabile: nel luogo e all&#8217;ora prevista, condotto da due autisti parlanti in stretto dialetto napoletano, si presenta con il portabici a tre posti nella parte posteriore, nel quale la mia Trek CX Crockett resterà saldamente appesa fino all&#8217;arrivo serale a Milano.</span></span></div>
<div></div>
<div><em>Leonardo Savelli</em></div>
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		<title>LE FRESCHE ACQUE DELLA VALMAGGIA (CH)</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2018/07/22/le-fresche-acque-della-valmaggia-ch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jul 2018 17:24:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Treno + Bici]]></category>
		<category><![CDATA[ciclabile]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[Era da un po’ di tempo che meditavo di visitare la Valmaggia, idea accantonata perché mi avevano segnalato che il traffico automobilistico e soprattutto motociclistico era piuttosto intenso e quindi pericoloso e fastidioso per dei ciclisti; ma due novità favorevoli hanno fatto sì che potessi realizzare questo mio desiderio,  proponendolo addirittura come gita associativa: &#8211; la prima è stata la...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Era da un po’ di tempo che meditavo di visitare la Valmaggia, idea accantonata perché mi avevano segnalato che il traffico automobilistico e soprattutto motociclistico era piuttosto intenso e quindi pericoloso e fastidioso per dei ciclisti; ma due novità favorevoli hanno fatto sì che potessi realizzare questo mio desiderio,  proponendolo addirittura come gita associativa:</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">&#8211; la prima è stata la realizzazione di una bella <strong>pista ciclabile, inaugurata nella primavera del 2016</strong> e che, surclassando ben altre 39 località svizzere candidatesi,  ha fatto vincere alla Valle il <strong><i>Prix Velo</i> 2016</strong>;</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">&#8211; la seconda è stata l’apertura del tanto sofferto <strong>collegamento ferroviario Arcisate – Stabio</strong> che consente di raggiungere Bellinzona comodamente da Varese in meno di un’ora e mezza.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Per rendere la gita piacevole e non particolarmente faticosa si è deciso di suddividerla in due giorni anche se questo ha complicato un po’ le cose a livello organizzativo, sia a causa della difficoltà di trovare a fondovalle una struttura in grado di accogliere oltre venti persone, sia perché in Svizzera non è facile riuscire a restare all’interno di budget contenuti. Anche le ferrovie italiane hanno fatto la loro parte, creando una grande confusione sulla tariffa del biglietto per la bicicletta e su dove lo stesso potesse essere acquistato, dato che l’itinerario iniziava in Italia per sconfinare appunto nell’adiacente Canton Ticino. Risolti questi piccoli cavilli gestionali e ultimati i riti propiziatori per la meteo io e Andrea, gli organizzatori del giro, siamo partiti di buon’ora insieme ad altri 20 arditi pedalatori per raggiungere in treno<strong> Giubiasco</strong> (la fermata prima di Bellinzona), chi partendo da Varese, chi da Milano, chi da Monza.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">La prima parte dell’itinerario non presenta alcun dislivello. Si attraversa su comode ciclabili il <strong>piano di Magadino</strong>, definito l’orto ticinese, in parte costeggiano il <strong>fiume Ticino</strong> e in parte il <strong>lago Maggiore</strong>. Una volta arrivati a <strong>Locarno</strong>, nel giro di pochi chilometri, alcuni dei quali in facile sterrato, si raggiunge il <strong>Ponte Brolla</strong> dal quale inizia la Valmaggia. Spettacolare la visione che dal ponte si ha sul canyon formato dal <strong>fiume Maggia</strong>, con rocce levigate a strapiombo, dalle forme immaginifiche e dove l’acqua cristallina dal colore verde-azzurro scorre fragorosa formando numerosi saltelli.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">A breve distanza dal ponte si imbocca la ciclabile della Valmaggia e la strada inizia a salire, ma in modo gradevole e senza strappi in un susseguirsi di scenografici ponti che sembrano sospesi nel verde, cascatelle e paesini in pietra. E poi ovunque si trovano fontane di acqua freschissima dove l’accaldato ciclista può trovare refrigerio.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">La nostra prima tappa è stata il grazioso borgo di <strong>Avegno</strong> con case dai tetti in pietra scura, tutte dall’aspetto estremamente curato e spesso ornate di fiori o dipinte, belle anche le fontane sempre in pietra scura locale.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Dopo una pausa ristoratrice in un antico grotto dal nome alquanto curioso “Mai morire”, purtroppo un po’ penalizzato dall’intenso traffico della strada antistante, siamo ripartiti alla volta del <strong>villaggio di Maggia</strong> che ci ha accolto con l’imponente scalinata della chiesa di San Maurizio, affiancata da digradanti vigneti. Poco lontano dalla chiesa abbiamo legato le nostre biciclette e, percorrendo un breve sentiero siamo arrivati alla selvaggia <strong>“Cascata del Salto”</strong> dove diversi bagnanti si stavano rinfrescando nella piscina naturale formata dalla cascata stessa. Passeggiare tra una roccia e l’altra, in alcuni tratti piuttosto liscia e scivolosa, richiede però una certa dose di equilibrismo e in effetti una partecipante si è trovata a fare un bagno forzato seppur non certo spiacevole vista la calura e la salita appena affrontata.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Ritornati sui nostri passi e riprese le nostre biciclette siamo arrivati intorno alle 17,00 alla nostra meta finale, <strong>Bignasco</strong>, dove ci aspettava la nostra casa albergo, edificio storico risalente al 1546, giusto in tempo per evitare un temporale incalzante. Il paesino è un vero gioiellino con il suo antico ponte di pietra a schiena d’asino e le montagne che si stagliano dietro di esso. Adiacente al nostro alloggio si trova inoltre un bell’esempio di quattrocentesca struttura Walser con i tipici funghetti in pietra creati per evitare che animaletti, ma soprattutto i topi, salissero all’interno a sgranocchiare granaglie o altre provviste. Anche a Bignasco c’è una bella cascata, ma purtroppo la meteo avversa ci ha impedito il previsto bagno. Tuttavia io, Andrea e una partecipante non ci siamo fatti intimorire e bardati di tutto punto siamo partiti in avanscoperta della <strong>Val Bavona.</strong> Bignasco è infatti il punto in cui la Valle si biforca in due: alla destra orografica la <strong>Val Bavona</strong>, mentre alla sinistra la <strong>Val Lavizzara.</strong></p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Giunti alla cascata di <strong>Foroglio</strong>, dopo circa 7 chilometri di salita piuttosto intensa, l’acqua ha iniziato a scrosciare copiosa e abbiamo trovato rifugio in un accogliente grotto, godendoci poi la discesa di ritorno a <strong>Bignasco</strong> con una temperatura ormai tutt’altro che tropicale.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Dopo una cena, gustosa, abbondante e conviviale ed una sana dormita, la domenica ci accoglie con un sole splendente.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Decidiamo quindi di far esplorare la <strong>Val Bavona</strong> anche al resto del gruppo, riuscendo a scattare le foto con tutt’altri giochi di luce. La Valle è selvaggia ed affascinante non solo dal punto di vista naturalistico, grazie al verde intenso, ai numerosi e giganteschi massi erratici, allo scenario montano e all’omonimo fiume che l’attraversa formando intricate anse, ma anche per i suoi pittoreschi villaggetti caratterizzati dai cosiddetti “sprügh”, ossia costruzioni sotto la roccia che danno all’abitato un impatto quasi fiabesco.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Il ritorno a <strong>Locarno</strong> è stato perlopiù una piacevole discesa, dove ci siamo concessi una sosta per qualche foto di gruppo a <strong>Cevio Vecchio</strong> davanti al seicentesco <strong>Palazzo Franzoni</strong> che, insieme a <strong>Casa Respini-Moretti</strong> ospitano il museo della Valmaggia. Poco dopo Riveo altra breve pausa alla Cascata delle Sponde, dove un nostro coraggioso partecipante si è tuffato nelle fresche acque attorniato da alcuni villeggianti domenicali che erano invece già intenti a preparare la classica grigliata estiva sulla riva del fiume.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">All’altezza di Maggia, Andrea ha deciso di fare una breve deviazione sulla riva opposta del fiume, lasciando per un breve tratto la ciclabile ufficiale, cosa che ci ha dato l’opportunità di attraversare un altro affascinante ponte.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Giunti a <strong>Locarno</strong> l’idea era quella di proseguire via lago Maggiore fino a <strong>Luino</strong>. Alcuni del gruppo in effetti hanno fatto così, ma noi abbiamo dovuto osservare da vicino l’efficienza e pulizia del pronto Soccorso svizzero a causa di un piccolo incidente di percorso di una partecipante.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Abbiamo lasciato<strong> Locarno</strong> solo intorno alle 17,30 e, avendo però ancora voglia di pedalare, siamo scesi dal treno a <strong>Capolago</strong> e, costeggiano il lago di <strong>Lugano</strong> siamo giunti a <strong>Porto Ceresio</strong> giusto in tempo per un aperitivo al tramonto prima di ripartire col treno per Varese.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">Dopo questa gita mi rimane ancora il desiderio di ripercorrere la Valmaggia per esplorare la <strong>Val Lavizzara</strong>, più lunga e ripida della <strong>Val Bavona</strong>, ma dove la chiesa del famoso <strong>architetto Botta</strong> ci aspetta svettante per ripagarci della sudata.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal"> Alessandra L.</p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal"> <span style="color: #0000ff;"><i>Scheda tecnica</i></span></p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal"><span style="color: #0000ff;"><i>Lunghezza del percorso:        </i>da Giubiasco a Foroglio 60 Km</span></p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal"><span style="color: #0000ff;"><i>Dislivello:                               </i>530 mt.</span></p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal"><span style="color: #0000ff;"><i>Tipo di percorso:                    </i>ciclabile 80% (di cui 10% su sterrato) – 20% strade secondarie</span></p>
<p class="ox-138fb5c038-msonormal">
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