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	<title>sicurezza &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<title>sicurezza &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>BAMBINI E BICI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2020 16:29:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione&abilità]]></category>
		<category><![CDATA[attività motoria]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[Bambini e i ragazzi hanno subito per oltre due mesi il confinamento (o lockdown), e lo hanno fatto generalmente con disciplina. Le scuole purtroppo sono ancora chiuse, ma da qualche giorno è bello rivederli in giro, da soli o in piccoli gruppi i ragazzi, con la famiglia i bambini;  tornati ad animare le piazze, le ciclabili, i parchi, i lungolago del nostro bel territorio....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: large;"><strong>Bambini</strong> e i <strong>ragazzi</strong> hanno subito per oltre due mesi il <strong>confinamento</strong> <i>(o lockdown)</i>, e lo hanno fatto generalmente con disciplina. </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Le <strong>scuole</strong> purtroppo sono ancora chiuse, ma <span style="font-size: large;">da qualche giorno</span> è bello rivederli in giro, da soli o in piccoli gruppi i ragazzi, con la famiglia i bambini;  tornati ad animare le piazze, le ciclabili, i parchi, i lungolago del nostro bel territorio.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"><br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">E&#8217; vero che noi <strong>adulti</strong> &#8211; genitori, insegnanti, educatori delle società sportive &#8211; abbiamo cercato di fare del nostro meglio per rendere loro sopportabile il confinamento.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Ma siamo ancora in debito:  di dare loro libertà e possibilità di gioco ed incontro, ora che si può tornare all&#8217;aperto con la dovuta prudenza. </span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Dobbiamo fare di più, ora e in prospettiva: a settembre riapriranno le scuole.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;">La bici è un ottimo strumento  per l&#8217;<strong>attività motoria</strong> e la <strong>socializzazione</strong> con distanza interpersonale, ora che gli sport di squadra sono purtroppo ancora fermi e assenti le ore di motoria a scuola, poche da sempre ma da sempre importanti e, almeno da alcuni studenti, anche molto desiderate. </span></div>
<div><span style="font-size: large;">In una progressione basata sull&#8217;età e sulla capacità i ragazzi devono poter <strong>esplorare</strong> liberamente il territorio urbano ed extra.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"><br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">I guadagni per loro saranno: fiducia in se stessi, acquisizione di autonomia e responsabilità personale, quella<strong> responsabilità</strong> da utilizzare al posto della paura di essere beccati  dalle Forze dell&#8217;Ordine a fare qualcosa che qualche DPCM o qualche ordinanza vieta e sanziona.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"><br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">A ciascuno il suo ruolo: ai Genitori spetta <strong>comprare la bici</strong>, magari nel negozio di quartiere che ti può garantire la manutenzione  che invece non può fare il supermercato; e spetta anche dare buoni consigli.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Agli Amministratori responsabili della viabilità spetta di <strong>rendere sicure le strade</strong> e meno assediate dalle auto,  ridurre la velocità dei veicoli a motore: parliamo di zone 30 (o anche meno) prima ancora che di ciclabili ! </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Alla Scuola, a settembre, dovrebbe spettare il compito di <strong>valorizzare l&#8217;attività motoria e i percorsi casa-scuola a piedi e in bic</strong>i; e anche il compito di insegnare a tutti, ma proprio tutti,  la capacità di guidare una bici,<strong> abilità motoria di base</strong> che a qualcuno meno fortunato talvolta è <strong>preclusa</strong>. </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Come Fiab Varese Ciclocittà abbiamo per anni organizzato Bimbimbici e la Pedalata delle Scuole Medie di Varese e abbiamo una idea di massima di come è e di come dovrebbe essere il rapporto bambini-bicicletta-città.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"><br />
</span></span></p>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Da alcuni economisti si sente ripetere il mantra <em>&#8220;non sprechiamo questa crisi, cogliamo l&#8217;occasione per innovare&#8221;</em>.</span></span></div>
<div></div>
</div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Prendiamo in prestito questa esortazione per dire:<em> &#8220;non  sprechiamo questa crisi, acceleriamo il cambiamento in meglio delle nostre città in modo condividere lo spazio pubblico tra soggetti diversi restituendo la dovuta priorità ai più giovani&#8221;.</em></span></span></div>
<div></div>
<div><em>Leonardo Savelli</em></div>
<div><em>18.05.20</em></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>TEMPI MODERNI: APP, BICI, FAME</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2019/09/08/tempi-moderni-app-bici-fame/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Sep 2019 15:19:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedalo&Penso]]></category>
		<category><![CDATA[CIBO]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[RIDER]]></category>
		<category><![CDATA[SFRUTTAMENTO]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Abitualmente noi attivisti pro-bici associamo l&#8217;uso della bicicletta a parole chiave come &#8220;benessere&#8221;, &#8220;risparmio&#8221;, &#8220;divertimento&#8221;, &#8220;ecologia&#8221;. Ma da qualche tempo c&#8217;è in mezzo a noi un fenomeno sociale di povertà e marginalità in cui la bici è protagonista, naturalmente incolpevole. Si tratta dei Rider che consegnano cibo a domicilio. E&#8217; un fenomeno più metropolitano che di provincia, più Milano che...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abitualmente noi attivisti pro-bici associamo l&#8217;uso della bicicletta a parole chiave come &#8220;benessere&#8221;, &#8220;risparmio&#8221;, &#8220;divertimento&#8221;, &#8220;ecologia&#8221;. Ma da qualche tempo c&#8217;è in mezzo a noi un fenomeno sociale di povertà e marginalità in cui la bici è protagonista, naturalmente incolpevole. Si tratta dei Rider che consegnano cibo a domicilio. E&#8217; un fenomeno più metropolitano che di provincia, più Milano che Varese o Busto Arsizio. Un&#8217; inchiesta compare sulla cronaca milanese de <strong>La Repubblica </strong>di<strong> domenica 8 settembre</strong>, dal titolo &#8220;<strong>La fame di chi ci sfama, I Rider alla  mensa dei poveri&#8221;, di Alessandra Corica</strong>. Trascrivo qui sotto alcuni passaggi e l&#8217;intervista a Massimo Bonini (Cgil).</p>
<p><span style="color: #0000ff;">&#8211; Consegnano il cibo a domicilio ma poi sono costretti ad andare a mangiare alla mensa dei poveri. E&#8217; il destino dei Rider in bicicletta che lavorano per le applicazioni delle multinazionali su cui è possibile prenotare sushi, hamburger e altri manicaretti da farsi recapitare a casa. In tanti si vedono in fila alla mensa di corso Concordia per racimolare un pasto:  la paga, un euro a chilometro o tre euro a consegna, non permette di mettere insieme più di 300/400 euro al mese.  (&#8230;) Paul sistema lo zaino termico sulle spalle, inizia a sganciare la bici. L&#8217;ha attaccata alla cancellata di corso Concordia, &#8220;non posso farmela rubare, non sai che investimento è stata. Questa e lo smartphone&#8221;, e agita il telefonino davanti al viso. &#8220;Io con questi ci lavoro&#8221;, aggiunge. Ma qui in corso Concordia quanto spesso vieni ? &#8220;Tutti i giorni, almeno una volta in certi casi anche due. Io pedalo, mi serve energia. E mi serve mangiare&#8221;. (&#8230;) I Rider raccontano, ma &#8220;niente foto e niente video, mi raccomando&#8221;: Paul è in Italia da tre anni, e pedala per consegnare a domicilio da uno e mezzo. &#8220;In Nigeria facevo l&#8217;ingegnere, qui non ho trovato nulla: non ho documenti, non posso chiedere il riconoscimento del titolo. (&#8230;)  dal mio paese sono dovuto andare via, impossibile viverci per ragioni politiche (&#8230;) Lawrence, 28 anni, in Italia da due anni e tre mesi, nigeriano anche lui ma con meno voglia di parlare &#8220;in inverno si guadagna di più, la gente sta a casa e ordina (&#8230;)  Secondo una ricerca fatta sul campo, l&#8217;anno scorso, dagli studenti della statale, e presentata insieme con il Comune, a Milano i Rider sarebbero a occhio e croce 3 mila: solo nel 15% dei casi sono italiani, giovani universitari che fanno questo lavoro per arrotondare tra un esame e l&#8217;altro. La maggior parte sono stranieri, in oltre sei casi su dieci non hanno la cittadinanza, spesso  non parlano italiano, talvolta sono stati messi per strada dal decreto Salvini. Arrivano a pedalare tra le 40 e le 50 ore a settimana, e sono pagati talvolta a consegna, come Paul, in altri casi a chilometri percorsi, come Lawrence. La costante ? Guadagnano un miseria, zero tutele. &#8211;</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><em>L &#8216;intervista &#8211;</em> <strong>Bonini (Cgil): Ingaggiati su WhatsApp senza un vero contratto, paghe fantasma&#8221;</strong> . </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">&#8220;Sono estremamente diffidenti, non è facile convincerli a fidarsi. Quando ci riusciamo, è sopratutto grazie ad altri servizi che offriamo: l&#8217;aiuto con le pratiche per il permesso dei soggiorno o i ricongiungimenti familiari, per esempio&#8221;. <em>Massimo Bonini, segretario della Camera del Lavoro, non è per niente stupito di fronte all&#8217;immagine dei rider che, prima di consegnare cibo a domicilio, per sfamarsi vanno alla mensa dei poveri. &#8220;</em>Ogni giorno passo davanti all&#8217;ex Cie di Via Corelli. Ed è da lì che li vedo partire, in sella alla bicicletta.&#8221;  </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Come Cgil avete avviato la campagna NoEasyRider</strong>. </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">&#8220;E&#8217; partita giovedì scorso, prosegue fino stasera. L&#8217;idea è di cercare di intercettare questi lavoratori dove si ritrovano, appunto, per lavorare: siamo stati in piazza Duca d&#8217;Aosta, in XXV Aprile, in Porta Genova. Sono i luoghi dove si ritrovano nell&#8217;attesa di fare una consegna.&#8221;</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Cosa avete notato ?</strong> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">&#8220;Siamo riusciti a intercettarne una quarantina. Ma non è stato facile: sono quasi tutti stranieri, spesso vengono da paesi nei quali parole come sindacato o diritti sindacali sono inesistenti. Diverse volte sono persone che avevano fatto richiesta di asilo ma sono stati mandati per strada dal Decreto Salvini e ora cercano di andare avanti come possono. Come siano pagati vorremmo cercare di capirlo. Così come in che modo sono inquadrati dal punto di vista contrattuale. Che, attenzione, non sempre c&#8217;è: ci sono capitati diversi casi di freelance, pagati con la ritenuta d&#8217;acconto. Per questo non mi stupisce che alcuni siano così in difficoltà da rivolgersi alla mensa di corso Concordia.&#8221;</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Ma quali sono le cause di queste condizioni ?</strong> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">&#8220;C&#8217;è una disintemediazione del rapporto di lavoro. Mi spiego in modo pratico: molti di questi lavoratori non sono mai stati visti in faccia dall&#8217;azienda di delivery per cui lavorano. Si scambiano il contratto, qualunque forma esso sia, su Whatsapp. E la piattaforma per cui lavorano ha con loro un rapporto solo virtuale: è una caratteristica della cosiddetta gig economy. In Italia da questo punto di vista c&#8217;è un totale arretramento. Di Maio, come ministro del Lavoro, ha tentato di fare qualcosa. Ma troppo poco &#8220;. </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>E sul fronte dell&#8217;assistenza ?</strong> <strong>L&#8217;anno scorso un rider, impegnato in una corsa, venne investito da un tram e perse una gamba,</strong> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">&#8220;Per quello che sappiamo solo Deliveroo offre una forma di assistenza, attraverso un&#8217;assicurazione privata. Anche su questo fronte, c&#8217;è molto da fare</span>&#8220;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono questi tempi di cinismo e miopia generata da un misto di egoismo e di stordimento da eccesso di informazione, che, diceva Umberto Eco, è la forma moderna della censura. Tuttavia dovremmo saper riconoscere la fatica, la fame, la povertà, la sofferenza quando si manifestano sotto i nostri occhi, soprattutto quando sono una componente delle merci e dei servizi che acquistiamo.  I Rider non sono un fenomeno &#8220;letterario&#8221;:  li vediamo sui treni, dove i  ciclisti pendolari  appartengono a due categorie: ceto medio istruito oppure poveri (<em>solitamente extracomunitari</em>) che possono permettersi solo vecchie bici come mezzo di trasporto.  Poi li vediamo anche per strada: spesso senza casco e senza luci, nonostante stiano lavorando. Pensiamo, quindi, che come associazione di promozione sociale dovremo insistere sulla sicurezza passiva. Servirà a tutti noi ciclisti urbani, non di meno a chi ha come problema prioritario quello di mangiare a sufficienza.</p>
<p>LS</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CASCO ? UTILE SE NON E&#8217; OBBLIGATORIO</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2019/03/14/casco-utile-se-non-e-obbligatorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2019 10:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione&abilità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[CASCO]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Uso sempre il casco, lo consiglio vivamente, ma sono contrario all&#8217;obbligatorietà per legge&#8221;. Questa affermazione vi pare contraddittoria ? Certo è paradossale, ma le ragioni sono ben spiegate nei riferimenti sotto linkati. Personalmente uso il casco, migliora anche la mia sicurezza passiva perché  mi dà maggiore visibilità, e ovviamente lo faccio mettere anche ai miei figli. Ho ragione di credere che mi abbia salvato...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Uso sempre il casco, lo consiglio vivamente, ma sono contrario all&#8217;obbligatorietà per legge&#8221;</strong>.</p>
<p>Questa affermazione vi pare contraddittoria ? Certo è paradossale, ma le ragioni sono ben spiegate nei riferimenti sotto<em> linkati</em>.</p>
<p>Personalmente uso il casco, migliora anche la mia sicurezza passiva perché  mi dà maggiore visibilità, e ovviamente lo faccio mettere anche ai miei figli. Ho ragione di credere che mi abbia salvato la vita, quella volta che si è spaccato su un lato dopo che sono caduto in discesa, in Varese, a causa di un tombino sprofondato.</p>
<p>Però ci sono situazioni in cui non lo indosso. Per esempio quando nel mio tranquillo e pianeggiante paesello di origine (in Toscana)  pedalo sulla Graziella di &#8220;servizio&#8221;: in questo caso mi sento alla pari con un pedone per il rischio di subire un trauma cranico. Queste situazioni in città esistono, e l&#8217;obbligatorietà penalizzerebbe questo tipo di &#8220;ciclismo&#8221;, oltre a comportare maggior lavoro burocratico per necessità di sanzioni, controlli, etc.</p>
<p>Ma se volete il concetto meglio spiegato (d<em>a Loreto Valente</em>) cliccate questo <a href="https://youtu.be/VBmAiH2vJQg">video S</a>  se avete solo 3 minuti a disposizione, oppure  questo <a href="https://youtu.be/y2qP5g5p1Bk">video L</a> , se ne avete una decina.</p>
<p>Molto ben fatta anche la spiegazione (<em>di Manuel Massimo</em>) su <a href="https://www.bikeitalia.it/2018/07/31/lobbligo-del-casco-in-bici-e-quel-presunto-senso-di-sicurezza/">Bikeitalia</a>.</p>
<p>LS</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ma quale contromano !</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2019/02/13/ma-quale-contromano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2019 20:55:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclabilità Varesina]]></category>
		<category><![CDATA[CODICE STRADA]]></category>
		<category><![CDATA[eccetto bici]]></category>
		<category><![CDATA[senso unico]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[IL BUON SENSO DEL CONTRO-SENSO Si è riaperta alla Camera dei Deputati la discussione sulla modifica del Codice della Strada, che tratta alcuni provvedimenti che stanno da anni molto a cuore ai ciclisti urbani e quindi a FIAB. Tra questi particolare rilievo assume la proposta di regolamentare il doppio senso ciclistico in strade a senso unico per gli altri veicoli. Si...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">IL BUON SENSO DEL CONTRO-SENSO</p>
<p>Si è riaperta alla Camera dei Deputati la discussione sulla modifica del <strong>Codice della Strada</strong>, che tratta alcuni provvedimenti che stanno da anni molto a cuore ai ciclisti urbani e quindi a FIAB.</p>
<p>Tra questi particolare rilievo assume la proposta di regolamentare il <strong>doppio senso ciclistico</strong> in strade a senso unico per gli altri veicoli.</p>
<p>Si tratta di una disposizione che allineerebbe l’Italia agli altri paesi Europei che praticano senza controindicazioni questa soluzione per agevolare la mobilità ciclistica in ambito urbano.</p>
<p>Come già nella scorsa legislatura si è subito sollevato un vasto schieramento di contrari, privo in realtà di motivazioni argomentate e spesso basato su  <a href="https://www.bikeitalia.it/2019/02/13/giornalisti-contromano-e-buonsenso-ciclabile/">DISINFORMAZIONE</a> , alla quale contribuisce spesso molta approssimazione da parte della stampa, ad iniziare dall’errata espressione circolazione “contromano&#8221; anziché “controsenso” ! Toni irridenti e interventi disinformati e disinformanti non sono giustificati: da tempo se ne parla ed esistono argomentazioni scientifiche.</p>
<p>Non si tratta infatti di circolare contromano, perché la &#8220;mano&#8221; resta sempre per tutti la destra, ma di <strong>regolamentare nelle strade a senso unico il transito nei due sensi delle biciclette</strong>; naturalmente laddove vi siano condizioni di <strong>sicurezza</strong> sufficienti, a partire dalla limitazione della velocità a 30 km/h.</p>
<p>Sull’argomento <strong>FIAB Varese Ciclocittà a</strong>veva sviluppato, già nel 2010, una  <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/02/eccetto-bici-varese.pdf">PROPOSTA</a>   all’Amministrazione Comunale di Varese, che riteniamo sostanzialmente ancora valida.</p>
<p>I vantaggi di limitare il senso unico ai veicoli più ingombranti, veloci, pericolosi sono ampiamente sperimentati da decenni a nord delle Alpi e in Italia da alcuni comuni più coraggiosi (Bolzano, Reggio Emilia, Lodi):</p>
<ul>
<li>agevola chi si sposta in bici, consentendo di percorrere la via più breve e veloce, <strong>evitando</strong> di costringere il ciclista alle <strong>lunghe deviazioni</strong>, più tortuose e spesso trafficate;</li>
<li>è un elemento di <strong>completamento a basso costo di una rete ciclabile</strong> diffusa, spesso irrealizzabile con piste o corsie ciclabili dedicate senza escludere completamente il traffico automobilistico;</li>
<li>migliora la sicurezza stradale, grazie alla <strong>visibilità</strong> reciproca dei veicoli provenienti in direzioni opposte (i <strong>dati statistici</strong> confermano questo anche sul piano dell&#8217;incidentalità);</li>
<li>costituisce un fattore di <strong>moderazione del traffico</strong> automobilistico a beneficio in generale dell’utenza debole e della <strong>vivibilità</strong> delle strade.</li>
</ul>
<p>Indipendentemente dai tempi e dagli esiti delle vicende parlamentari è necessario che a Varese il tema sia affrontato nell’ambito del PUMS (<strong>Piano Urbano della Mobilità Sostenibile</strong>) in via di redazione, anche per dare senso e ulteriore sviluppo alle iniziative recentemente intraprese dal Comune per incentivare la mobilità ciclistica in città.</p>
<p>Per molti la bici resta associata al gioco d&#8217;infanzia o alla pratica sportiva, e questo va benissimo, ma esiste anche la mobilità quotidiana alla quale è ora di prestare una seria attenzione ed una efficace progettualità.</p>
<p>per<strong> Fiab Varese </strong></p>
<p><em>Ferrari G. &#8211; Savelli L.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Varese a prima vista</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2019/02/06/varese-a-prima-vista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2019 20:20:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclabilità Varesina]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente urbano]]></category>
		<category><![CDATA[BIANCA]]></category>
		<category><![CDATA[LEONARDO]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[pedoni]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa è una lettera scritta da Bianca, da poco arrivata nella nostra città, pubblicata oggi da Varesenews nella rubrica &#8220;Lettere al Direttore&#8221;. Più sotto una mia riflessione, che a Varese arrivai 24 anni fa. (LS) BIANCA: &#8220;Vista dalla macchina, Varese è una città vivibile. Ha le dimensioni perfette: né troppo grande, né troppo piccola. È a misura d’uomo, verde quanto basta,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em>Questa è una lettera scritta da Bianca, da poco arrivata nella nostra città, pubblicata oggi da Varesenews nella rubrica &#8220;Lettere al Direttore&#8221;. Più sotto una mia riflessione, che a Varese arrivai 24 anni fa.</em></span><em> <span style="color: #0000ff;">(LS)</span></em></p>
<p><strong>BIANCA:</strong></p>
<p>&#8220;Vista dalla macchina, Varese è una città vivibile. Ha le dimensioni perfette: né troppo grande, né troppo piccola. È a misura d’uomo, verde quanto basta, di architettura un po’ austera ma accogliente. Vista dalla macchina, dicevo, perché <strong>è solo scendendo dalla macchina che si capisce una cosa fondamentale: Varese è una città fatta per le macchine.</strong></p>
<p>Essendomi trasferita qui da poco, <strong>la prima impressione che ho avuto di Varese risponde bene alla nomea di “città giardino”</strong>. È bellissimo vedere ovunque le cime degli alberi spuntare qua e là tra le case. Ma tra gli alberi mi piace anche passeggiare, e questo non è ben chiaro dove lo si possa fare: a parte i Giardini, dove passeggio spesso, i parchi della città non mi sembrano ben segnalati e valorizzati. Non capisco bene dove sono i parchi, se sono pubblici o no, se posso entrare e in che orari, e cosa mi aspetta là dentro. <strong>Il problema principale è però raggiungerli, questi parchi.</strong></p>
<p>Vivere senza macchina a Varese è infatti una corsa ad ostacoli. Chi come me, per scelta o per necessità, non ha la macchina, può capire di cosa parlo. Muovendosi a piedi o in bici, sembra magicamente inevitabile il finire su qualche stradone trafficato, rischiando la vita e i polmoni, o in senso opposto a qualche senso unico per le macchine, con il pericolo di venire impietosamente falciati. <strong>In moltissime strade mancano i marciapiedi e lo spazio pedonale spesso è semplicemente una sbiadita striscia sull’asfalto che non offre alcuna sicurezza, per non parlare delle inesistenti piste ciclabili.</strong></p>
<p><strong>Già solo una passeggiata a piedi per raggiungere il centro è sgradevole nel migliore dei casi</strong>: abitando a Casbeno, l’opzione principale è passare per l’odiata Via Verdi, appiattendomi sul muro per la paura delle macchine che sfrecciano a pochi centimetri dal marciapiede e inalando chili e chili di gas di scarico. In alternativa, posso cominciare a camminare in Via Solferino, uno stretto senso unico senza marciapiedi, zigzagando tra le auto parcheggiate per evitare le macchine che arrivano da dietro a tutta velocità, per poi ritrovarmi su un altro stradone trafficato e dover fare una serie di attraversamenti pericolosi. È lodevole che ci siano <em>alcuni</em> percorsi pedonali in giro, ma sembra che il pedone debba in qualche modo materializzarsi all’inizio dei percorsi stabiliti, e smaterializzarsi poi alla fine.</p>
<p><strong>E in bicicletta? Ancora peggio.</strong> A differenza di altre città italiane, dove la bicicletta è il mezzo d’elezione per spostarsi in città, andare in bici a Varese equivale ad un atto di fede e coraggio. <strong>Se a piedi ci si può talvolta rifugiare sui marciapiedi, in bicicletta si è esposti a tutto:</strong>alla mancanza di corsie apposite, alle macchine che corrono anche quando la visibilità non è buona, agli incroci monumentali e alla necessità di andare contromano almeno per brevi tratti pur di non dover allungare a dismisura il percorso. Ammesso che si arrivi a destinazione, poi, non ci sono posti dove mettere la bici. Questo l’ho trovato molto strano, e molto indicativo: praticamente nessun negozio a Varese ha una rastrelliera per le bici.</p>
<p><strong>Mi chiedo: possibile che non ci sia una rete di cordoni ciclo-pedonali protetti per raggiungere i servizi essenziali?</strong> Gli unici supermercati della zona, il centro, la biblioteca, la stazione dei treni? Facciamo un esempio concreto. Per andare a fare la spesa in bici da Casbeno, devo arrivare all’incrocio con una strada ad alta velocità (Via Trentini). Lì non me la sento di lanciarmi attraverso l’incrocio tra le macchine che sfrecciano, quindi con una manovra pericolosa salgo piuttosto sul marciapiedi, rischiando comunque di venire travolta dalle macchine che girano, e pedalando sul marciapiede faccio qualche attraversamento pedonale e arrivo a uno dei due supermercati della zona. Stessa storia per raggiungere l’unico altro supermercato, e in più sono anche obbligata ad andare contromano.</p>
<p>Se la viabilità di Varese non è perfetta neppure per le auto, è un ambiente nettamente ostile a pedoni e ciclisti. <strong>È evidente che si dia per scontato che tutti si muovano in auto. Stando così le cose, è un circolo vizioso destinato ad auto-alimentarsi.</strong> Speriamo che in futuro la gente venga invogliata a lasciare l’auto in garage. E che sia riconosciuto alle persone il diritto di poter passeggiare o pedalare per tutta Varese, in pace.&#8221;</p>
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<p><strong><span style="color: #800000;">LEONARDO:</span></strong></p>
<p><span style="color: #800000;">&#8220;Cara Bianca, le tue considerazioni (<em>mi  permetto di usare il tu anche se non ci conosciamo</em>)  mi riportano al mio arrivo a Varese, nel 1995.  Nel tempo libero andavo sempre ai Giardini Estensi, mi sembrava l&#8217;unico posto bello di Varese. Ricordo anche che mi colpì la disistima dei varesini per la loro città (<em>&#8220;qui piove sempre&#8221;, dicevano allora, in realtà usando per dire questo un&#8217;espressione volgarotta, che ora in tempi di siccità non si usa più</em>). Realizzai presto  che a Varese i palazzi pubblici erano brutti, case e ville private invece molto belli (anche i Giardini Estensi, come altre ville con parco ora di libero accesso, furono pensati per un uso privato). </span></p>
<p><span style="color: #800000;">Con il tempo sono arrivato ad apprezzare la bellezza di Varese, che è nascosta e defilata, e quella dei dintorni ancor di più. Però lentamente, per lo più da podista curioso di vie strette e sentieri, o camminando, o anche pedalando sino a divenire ciclista urbano convinto: da anni non uso quasi mai la macchina, solo la bici, per andare a lavoro (<em>bici+treno</em>), a fare la spesa, al cinema, etc.  In tempi recenti mi sono ritrovato in veste di guida di un tour in bici delle ville urbane varesine a spiegare fatti storici (<em>grazie al bel libro di Paolo Cottini</em>) della &#8220;nostra città&#8221; a nativi varesini, e per me &#8211; che conservo un leggero accento toscano &#8211; quell&#8217;aggettivo possessivo ha il senso di una conquista.  </span></p>
<p><span style="color: #800000;">Per capire la natura urbanistica di Varese, e anche il carattere dei varesini, è utile qualche notizia storica. Ma se prendiamo come un dato di fatto la situazione che tu descrivi, la mia esperienza mi porta comunque ad affermare che si può essere felicemente pedoni e ciclisti a Varese e sono pronto a volgere in positivo ogni obiezione: il traffico, le salite, la forma delle strade, il meteo. Non nego rischi e sgradevolezze, semplicemente credo nell&#8217;apprendimento sul campo, quello per cui camminare e pedalare, giorno dopo giorno,  porta a saper valutare e quindi ridurre i rischi (<em>il rischio zero non esiste &#8230;</em>),  magari a cambiare i percorsi inizialmente scelti.  Ho deciso anche di essere tutt&#8217;altro che remissivo come pedone e ciclista, e se trovo, e non è difficile, l&#8217;automobilista scorretto protesto, a gesti o a parole; sinora mi è andata bene, al massimo ho beccato qualche &#8220;vaffa&#8221;, ma questo ci sta, nelle strade si svolge  una <a href="https://fiabciclocittavarese.it/2017/10/17/pedalare-a-gallarate-pedalare-in-sicurezza/">guerra </a> vera e propria per il diritto ad avere spazio. </span></p>
<p><span style="color: #800000;">Nat</span><span style="color: #800000;">uralmente non avremo una Varese più vivibile con una guerriglia di pochi (ciclisti e pedoni) contro molti (automobilisti), serve piuttosto un progetto politico e una crescita culturale. In questo, nel suo piccolo, un ruolo qualificato lo gioca da anni Ciclocittà, associazione di ciclisti urbani e cicloturisti che fa parte di FIAB, e che dal 1988 pone all&#8217;attenzione pubblica temi e proposte per la mobilità sostenibile: alcune soluzioni sono state adottate nelle scelte amministrative, tante altre no ( <a href="https://fiabciclocittavarese.it/2017/11/20/sentieri-urbani/">sentieri urbani</a>, <em>solo per citarne una</em>). Uno dei gravi ritardi che ha la città è la mancanza di Mobility Management e di politiche incentivanti la mobilità alternativa all&#8217;uso dell&#8217;auto privata. La frequentazione di Ciclocittà &#8211; e lo scambio di idee ed esperienze con gli altri soci &#8211; mi ha reso un ciclista urbano consapevole, acculturato, conoscitore delle esperienze delle città europee ed italiane all&#8217;avanguardia in tema di mobilità. Di Ciclocittà sono diventato anche presidente, credo per il solo merito  di non mollare la bici nemmeno in caso di bufera di pioggia e vento (quella volta, dopo una riunione in sede, la mia ostinazione a tornare a casa in bici sotto il diluvio rifiutando sensate proposte di passaggi in auto impressionò un numero sufficiente di soci &#8230;).   </span></p>
<p><span style="color: #800000;">Può darsi che l&#8217;abitudine all&#8217;uso smodato dell&#8217;automobile opprimerà Varese  ancora per molti anni, ma pensare e praticare una mobilità attiva e sostenibile è una <a href="https://fiabciclocittavarese.it/2015/12/12/velorution-di-p-pinzuti/">rivoluzione</a>  a portata di mano, con effetti collaterali solo positivi. </span></p>
<p><span style="color: #800000;">Ti auguro una permanenza felice in città, e se vorrai dialogare con noi sarà facile trovarci &#8230;.</span></p>
<p>06.02.2019</p>
<p><img decoding="async" fetchpriority="high" class="alignnone wp-image-2656" src="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/02/f7d16394d97072ad7fb6fac506aed0f6-300x300.jpg" alt="f7d16394d97072ad7fb6fac506aed0f6" width="243" height="243" srcset="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/02/f7d16394d97072ad7fb6fac506aed0f6-300x300.jpg 300w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/02/f7d16394d97072ad7fb6fac506aed0f6-150x150.jpg 150w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/02/f7d16394d97072ad7fb6fac506aed0f6-330x330.jpg 330w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/02/f7d16394d97072ad7fb6fac506aed0f6.jpg 403w" sizes="(max-width: 243px) 100vw, 243px" /><img decoding="async" class="size-full wp-image-2655 alignright" src="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/02/images.jpeg" alt="images" width="225" height="225" srcset="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/02/images.jpeg 225w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/02/images-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
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			</item>
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		<title>SUL CANTIERE DELLA NUOVA CICLABILE</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2018/09/25/sul-cantiere-della-nuova-ciclabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2018 18:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclabilità Varesina]]></category>
		<category><![CDATA[25 APRILE]]></category>
		<category><![CDATA[ciclabile]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[stazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Circa 20 tra soci di Fiab Varese e ciclisti urbani simpatizzanti hanno percorso nel pomeriggio di martedì 18 settembre l’itinerario tra la stazione FFSS e Casbeno, fermandosi a commentare lo stato dei lavori della nuova ciclabile. Due brevi premesse. La prima: essendo ancora in corso i lavori è prematuro il giudizio su alcune soluzioni tecniche.  Riteniamo tuttavia che molte critiche...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333; font-family: Helvetica; font-size: medium;">Circa 20 tra soci di Fiab Varese e ciclisti urbani simpatizzanti hanno percorso nel pomeriggio di martedì 18 settembre l’itinerario tra la stazione FFSS e Casbeno, fermandosi a commentare lo stato dei lavori della nuova ciclabile.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-family: Helvetica; font-size: medium;">Due brevi premesse.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-family: Helvetica; font-size: medium;">La <span style="text-decoration: underline;">prima</span>: essendo ancora in corso i lavori è prematuro il giudizio su alcune soluzioni tecniche.  Riteniamo tuttavia che molte critiche negative, in certi casi derisorie, in particolare sulla nuova ciclabile di via 25 aprile, siano ingiuste e nascondano la convinzione errata che solo il trasporto motorizzato sia funzionale alla vita della città e al benessere dei suoi abitanti.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-family: Helvetica; font-size: medium;">La <span style="text-decoration: underline;">seconda</span>: in città nessuna infrastruttura viaria di per sé sola garantisce sicurezza, ma molto dipende dalla correttezza degli utenti, di tutti i tipi, che sono chiamati a condividere lo stesso limitato spazio avendo esigenze diverse. </span><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">L’individuazione di tutto l’itinerario come zona 30, ci auguriamo rafforzi anche normativamente un adeguato comportamento sulla strada.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-family: Helvetica; font-size: medium;">Entrando nel merito del percorso ciclabile possiamo evidenziare alcune particolarità.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: medium;">&#8211; La segnaletica di direzione a partire dalle stazioni dovrà rendere esplicito l’itinerario predisposto per le biciclette per raggiungere non solo la ciclabile del lago (itinerario cicloturistico), ma anche le destinazioni urbane intermedie di particolare interesse (centro storico, Municipio, Provincia, Prefettura, staz. Casbeno). A tal fine anche l’installazione di qualche pannello informativo potrebbe essere utile ai visitatori da fuori città.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-family: Helvetica; font-size: medium;">&#8211; Il progetto di sistemazione della zona stazioni dovrebbe portare finalmente più sicurezza e facilità di transito per pedoni e ciclisti: ma nell’immediato si potrà avere beneficio da qualche attraversamento dedicato all’utenza ciclistica anche utilizzando qualche tratto di marciapiede opportunamente risagomato e liberato da ingombri (es. il tratto da stazione nord a edicola sul cavalcaferrovia).</span></p>
<p>&#8211;  Nel tratto da via Morosini a Via Sacco, al netto della segnaletica direzionale che verrà, riteniamo utile il pittogramma sulle corsie bus, trattandosi di corsia riservata.<br />
<span style="font-family: Arial;">La sperimentazione dei corridoi ciclabili ci sembra valida per esplicitare all’utenza motorizzata l’esigenza di rispettare e favorire le biciclette mantenendo una adeguata distanza di sicurezza nel sorpasso e, compatibilmente con l’ingombro dei veicoli, consentendo l’affiancamento delle bici nelle soste in colonna. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial;">Utile, forse più come messaggio all’utenza anche la casella di arresto/precedenza avanzata in corrispondenza delle rotatorie.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-family: Helvetica; font-size: medium;">Qualche valutazione andrà fatta alla prova dei fatti sulla funzionalità dell’approccio alla rotatoria per imboccare via 25 aprile può rappresentare una criticità (lo stesso vale per Piazzale Libertà e &#8211; in parte &#8211; per P.za Monte Grappa) per possibili incomprensioni tra automobilisti e ciclisti sulle rispettive traiettorie.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-family: Helvetica; font-size: medium;">&#8211; Via 25 aprile ci pare priva di problematiche importanti: verso Casbeno c’è una traccia colorata da condividere con le auto per motivi di spazio, verso il centro la corsia protetta è funzionale e richiede al ciclista una attenzione dovuta verso i pedoni in attesa (o in salita/discesa dal mezzo pubblico) alle due fermate del bus.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-family: Helvetica; font-size: medium;">L’eliminazione dei posti auto rende la via più scorrevole e migliora la sicurezza anche dei pedoni data la migliore visibilità: attenzione però, perchè ciò vale se l’automobilista rispetta il limite dei 30 km orari e rinuncia a manovre vietate. Trattandosi di zona frequentata da tanti ragazzi si spera che tali regole basiche siano accettate e praticate senza necessità di particolari misure repressive.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-family: Helvetica; font-size: medium;">Si può arrivare a dire che il nuovo assetto migliorerà la viabilità a prescindere dal numero dei ciclisti che passeranno, anche se noi siamo pronti a scommettere che aumenteranno certamente, soprattutto se le Scuole faranno politiche di Mobility Management.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-family: Helvetica; font-size: medium;">&#8211; Infine le zona di Casbeno, con le vie Montebello, Daverio, Meucci, Milazzo, Micca, per poi scendere verso Capolago per strade rurali. Qui è ancora più cruciale il fattore velocità moderata delle auto per condividere in sicurezza spazi oggettivamente stretti e non pensati certo per il traffico automobilistico. Pensiamo anche che Casbeno abbia tutto da guadagnare se riuscirà ad acquisire fama di quartiere dove è piacevole camminare e pedalare, dove si può andare a fare acquisti o frequentare locali anche in bici perché i ciclisti sono <em>“welcome”</em>.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-family: Helvetica; font-size: medium;">In conclusione (<em>provvisoria e in attesa del fine lavori</em>): il cambiamento viabilistico in corso è una opportunità di miglioramento, visibile però solo a chi è capace di rinunciare a posizione preconcette.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Passo con il rosso ?</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2018/03/31/passo-con-il-rosso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Mar 2018 10:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varese Città]]></category>
		<category><![CDATA[Ania]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Federciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[semaforo]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ciclista che passa con il semaforo rosso è un incosciente, prepotente, soggetto pericoloso per se’ e gli altri ?   Può essere così, ma in certe specifiche situazioni è semplicemente un utente della strada che fa la scelta meno rischiosa.   Questa affermazione non sorprenderà i ciclisti urbani, ma sembrerà controintuitiva &#8211; e magari anche una istigazione a violare...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ciclista che passa con il semaforo rosso è un incosciente, prepotente, soggetto pericoloso per se’ e gli altri ?   Può essere così, ma in certe specifiche situazioni è semplicemente un utente della strada che fa la scelta meno rischiosa.   Questa affermazione non sorprenderà i ciclisti urbani, ma sembrerà controintuitiva &#8211; e magari anche una istigazione a violare la legge &#8211; a tutti gli altri.</p>
<p>E’ però un fatto che le infrastrutture viarie e le regole di circolazione sono fatte quasi tutte a misura di auto, mentre la bici è un mezzo di trasporto particolare, perché il ciclista è quasi sempre più simile al pedone che ad un veicolo a motore.</p>
<p>Vi proponiamo un   <strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://framadrive.org/s/ckgnLraB6sA8H9q">VIDEO</a>   </span></strong>che arriva dalla Francia e mostra,  per un tipico caso di incrocio urbano complicato,  soluzioni possibili che tengono conto delle esigenze dei ciclisti: quanto ci piacerebbe che i nostri amministratori sperimentassero  regole di questo tipo !</p>
<p>Certo se la riforma del Codice della Strada fosse stata approvata al Senato dopo aver superato l’esame della Camera, noi sostenitori di una nuova mobilità non &#8220;auto-centrica&#8221;  avremmo delle possibilità maggiori di essere accontentati.</p>
<p>E invece è ancora lunga la strada da percorrere per arrivare ad una nuova mobilità, e pure lastricata di malintesi.  Come il conflitto che si è generato a causa di una  &#8220;campagna sicurezza&#8221;   promossa da Fondazione Ania e Federciclismo: questo il   <span style="color: #ff0000;"><strong> <a style="color: #ff0000;" href="https://www.youtube.com/watch?v=1XQR2EiV7Ek#action=share">Trailer</a></strong></span>   dei video didattici  che hanno suscitato reazioni da parte di alcuni soggetti, tra i quali Fiab e Bikeitalia, sul cui sito   <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="https://www.bikeitalia.it/2018/02/15/lo-spot-della-vergogna-criminalizza-pedala/">Manuel Massimo</a></strong></span>   si è occupato di criticare e polemizzare.     Conflitto disgraziato, secondo me, perché l&#8217;unità dei ciclisti è necessaria per ottenere un cambiamento vero.</p>
<p>Intanto, in attesa di chiarirsi ed unire le forze, la parte ambientalista del mondo dei ciclisti si dà appuntamento a <strong>Roma sabato 28 aprile</strong> per una manifestazione con un ambizioso   <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://bicifestazione.it/cosa-vogliamo/">MANIFESTO</a></strong></span>    cui abbiamo aderito come Ciclocittà.   E qualcuno di noi sarà certamente presente nella capitale.</p>
<p>Leonardo S.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>PEDALARE A GALLARATE, PEDALARE IN SICUREZZA</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2017/10/17/pedalare-a-gallarate-pedalare-in-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2017 18:17:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione&abilità]]></category>
		<category><![CDATA[Gallarate]]></category>
		<category><![CDATA[Ivan Basso]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Pinzuti]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Per il ciclista urbano la sicurezza è IL TEMA fondamentale, a cui noi di Ciclocittà  abbiamo dedicato la Settimana Europea della Mobilità (SEM) dello scorso settembre producendo e distribuendo materiale divulgativo: un   Depliant   disegnato dal nostro Ettore ed un  Elenco  di Consigli per situazioni specifiche, in collaborazione con il Comune di Varese. Anche questo  Opuscolo   che confronta il modo di pensare...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per il ciclista urbano la <strong>sicurezza</strong> è IL TEMA fondamentale, a cui noi di Ciclocittà  abbiamo dedicato la <strong>Settimana Europea della Mobilità</strong> (SEM) dello scorso settembre producendo e distribuendo materiale divulgativo: un   <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/10/Pieghevole-SEM-2017-Ettore.pdf">Depliant</a>   disegnato dal nostro Ettore ed un  <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/10/BICI-SICUREZZA-CONSIGLI-2017-def-19-09-17.pdf">Elenco</a>  di Consigli per situazioni specifiche, in collaborazione con il Comune di Varese. Anche questo  <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/10/SCUOLA-GUIDA-EDUCAZIONE-2.pdf">Opuscolo</a>   che confronta il modo di pensare di ciclisti e automobilisti &#8211; e redatto da un network di scuole guida &#8211; meriterebbe una diffusione.<br />
L&#8217;Amministrazione Comunale di <strong>Gallarate</strong>, più precisamente il Sindaco <strong>Cassani,</strong> ha scelto di trattare la questione affidandosi ad un testimonial importante, <strong>Ivan Basso</strong>. Ma dimenticando, pare, che il testimonial è sì un elemento necessario in una campagna mediatica  (<em>si veda anche il nostro <a href="https://fiabciclocittavarese.it/2015/12/21/chris-boardman-uno-di-noi/">Post</a> su Boardman</em>), ma non certo sufficiente.  <strong>Paolo Pinzuti</strong> in un suo polemico   <a href="https://www.bikeitalia.it/2017/10/09/la-triste-fine-di-ivan-basso-e-una-campagna-sulla-sicurezza-stradale/">Commento</a>   sul blog Bikeitalia.it  (una miniera di informazioni utili per gli appassionati) ha duramente attaccato questo approccio &#8220;parziale&#8221; al tema della sicurezza, a dire il vero più a colpi di sciabola che di fioretto, tanto da sollevare le ire degli estimatori di Ivan Basso, numerosi tra i ciclisti sportivi in particolare quelli del nostro territorio.<br />
E siccome  <em>&#8220;polemos&#8221;</em>   è padre di tutte le cose, altri commentatori si sono aggiunti &#8211; come bene   <a href="http://www.varesenews.it/2017/10/la-campagna-sui-ciclisti-del-comune-di-gallarate-non-piace-ai-ciclisti-urbani/658668/">riepilogato</a>   su  <strong>Varesenews</strong> da <strong>Roberto Morandi</strong> &#8211; e solide considerazioni sono emerse.<br />
Noi siamo convinti che avere un personaggio famoso che promuove il ciclismo urbano è un importante aiuto, ma solo se inserito in un serio progetto di cambiamento e di cultura condivisa: altrimenti rimane solo una foglia di fico di una Amministrazione che non ha il coraggio di innovare davvero.</p>
<p>L.Savelli</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2000" src="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/10/bicisicur-2-1.jpg" alt="bicisicur 2 - 1" width="225" height="225" srcset="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/10/bicisicur-2-1.jpg 225w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/10/bicisicur-2-1-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SARONNO, 1 OTTOBRE, BICICLETTATA PER LA SICUREZZA: CRITICITA’ E POSSIBILI SOLUZIONI</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2017/10/02/saronno-1-ottobre-biciclettata-per-la-sicurezza-criticita-e-possibili-soluzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 15:51:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclonotizie]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[saronno]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenica 1 ottobre 2017 si è svolta, nell’ambito della settimana europea per la mobilità sostenibile &#8211; promossa a livello europeo da ECF e a livello nazionale da FIAB &#8211; la nostra prima biciclettata per la sicurezza, con partenza e arrivo Piazza Libertà, Saronno.      Inaspettata e molto gradita la presenza in bicicletta dell’Assessore ai LLP e Mobilità, Dario Lonardoni. Ricordiamo che...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 1 ottobre 2017 si è svolta, nell’ambito della <strong>settimana europea per la mobilità sostenibile</strong> &#8211; promossa a livello europeo da <strong>ECF</strong> e a livello nazionale da <strong>FIAB </strong>&#8211; la nostra prima <strong><em>biciclettata per la sicurezza</em></strong>, con partenza e arrivo Piazza Libertà, Saronno.      Inaspettata e molto gradita la presenza in bicicletta dell’Assessore ai LLP e Mobilità, Dario Lonardoni. Ricordiamo che FIAB Saronno Ciclocittà sta già collaborando col gruppo “Saronno per tutti” e l’Assessore, nel progetto omonimo che intende rendere meno difficoltosa la circolazione dei disabili nelle strade cittadine.              Dopo aver esposto brevemente le problematiche della circolazione saronnese, nonché le modalità utilizzate per aumentare la sicurezza stradale &#8211; e ricordato che più bici significa automaticamente meno auto e quindi più sicurezza per tutti &#8211; é iniziata la nostra pedalata per le vie cittadine, sostando con una ventina di ciclisti e l’Assessore nei pressi dei  punti critici da noi rilevati e commentati nelle note e conclusioni riportate più avanti.            Abbiamo commentato i rischi presenti in tutti i luoghi dove ci siamo recati e le possibili soluzioni. L’Assessore ci ha spiegato cosa ha già concordato in linea di massima con FNM per risolvere il problema di accesso in bici alle scuole posto dal sottopasso di via I Maggio, nonché della nuova viabilità prevista per le bici nella zona immediatamente a sud del supermercato LIDL (opere che saranno finanziate dal comune di Gerenzano). Abbiamo chiesto all’Assessore di tenere conto delle criticità che abbiamo rilevato nel percorso e delle soluzioni da noi individuate, <strong>proponendo un sopralluogo congiunto da effettuare in un prossimo futuro con i tecnici del Comune di Saronno, per un progetto che tenga soprattutto conto di puntuali verifiche  sul campo</strong>.         Nel contempo, é stata confermata  la disponibilità di FIAB Saronno Ciclocittà a collaborare nel progetto tecnico che si svilupperà a breve per dare seguito alla recente vincita del bando del Ministero dell’Ambiente volto ad incentivare la mobilità sostenibile nei percorsi casa lavoro e casa scuola di 11 comuni del saronnese. Uguale disponibilità è stata data per la formazione degli studenti di Saronno e comuni limitrofi prevista dallo stesso progetto (già in calendario nel comune di Turate per 95 studenti di seconda media).</p>
<p><strong><em>Ecco cosa abbiamo verificato con la nostra pedalata</em></strong>:</p>
<p>1- Fine Corso Italia</p>
<p>Non c&#8217;è un&#8217;uscita per i ciclisti in fondo a Corso Italia. Tutti sono obbligati a passare sui passaggi pedonali a lato della fioriera, sulla destra o sulla sinistra.</p>
<p>2 &#8211; Piazza San Francesco</p>
<p>In questo punto possiamo vedere come sia difficile per i ciclisti che salgono da viale I maggio immettersi nel corso Italia. Stesse complicazioni per chi, dalla stazione, vuole andare in Corso. Sono tutti obbligati ad andare contromano o sul marciapiede. Ricordiamoci infatti che i percorsi per i ciclisti devono essere sicuri, ma anche il più possibile brevi.</p>
<p>3 &#8211; Sottopasso di via I maggio</p>
<p>Percorso obbligato per chi vuole raggiungere la stazione o il centro, tra cui tanti gli studenti delle vicine scuole, il sottopassaggio è stretto, senza percorsi dedicati alle bici ed è stato luogo di numerosi incidenti anche gravi con morti e feriti. Uno dei luoghi più pericolosi della città su cui è difficile trovare una soluzione a meno di non decidere di limitare il traffico automobilistico a una sola corsia, o di progettare un passaggio sopraelevato rispetto alla sede stradale per pedoni e ciclisti, cosa che ridurrebbe tra l’altro la pendenza di salita/discesa.</p>
<p>4 &#8211; Ciclabile di via Varese – distributore ENI</p>
<p>Qui è stata fatta, negli scorsi anni, una ciclopedonale dipinta di rosso, come se fosse una ciclabile, che ha creato numerose proteste tra i cittadini proprio per il fatto di essere realizzata in maniera equivoca. Anche la soluzione ciclopedonale che passa davanti al benzinaio, con un lungo passaggio zebrato, non è ideale.</p>
<p>5 &#8211; Via Varese</p>
<p>Pur essendo molto larga, via Varese non ha in questo tratto un vero percorso ciclabile ma una pista ciclopedonale solo da un lato, con il risultato che pedoni e ciclisti si ostacolano. Abbiamo segnalato alle amministrazioni comunali precedente ed attuale la possibilità di realizzare una pista ciclopedonale in sterrato e granulato calcestre  tra i platani e il muro di cinta delle aree dismesse.</p>
<p>6 &#8211; Ciclabile per Gerenzano</p>
<p>I lavori sono ancora in corso, ma la ciclabile verso Gerenzano, in carico al comune limitrofo, è tutt&#8217;altro che ideale, con numerose intersezioni non risolte, ostacoli sul tragitto ed é posizionata da un solo lato. I collegamenti intercomunali sono fondamentali per garantire il flusso di bici verso luoghi d&#8217;interesse, come per esempio le scuole o la sede di lavoro.</p>
<p>7 &#8211; Cavalcavia di viale Rezia</p>
<p>Zona recentemente soggetta a lavori, questo cavalcavia porta verso una delle aree più isolate della città. Ulteriore dimostrazione di quanto la ferrovia e le infrastrutture siano impattanti per l&#8217;uso della bici a Saronno. Un collegamento ciclabile verso la rotatoria della Varesina (lato sud LIDL) dovrebbe essere reso possibile in tempi relativamente brevi, nell’ambito di accordi già conclusi con il Comune di Gerenzano.</p>
<p>8 &#8211; Cavalcavia di via Volonterio e le due ciclopedonali nei pressi della ferrovia</p>
<p>Un altro punto di passaggio fondamentale sopra la ferrovia con gravi problemi di sicurezza, e dove si sono verificati molti incidenti gravi, anche di recente. Ci sono due ciclopedonali dal solo lato delle scuole, quella sul marciapiede del cavalcavia e quella che sale dal piano della ferrovia al cavalcavia. Entrambe s&#8217;interrompono bruscamente sul marciapiede. Inoltre, la sosta selvaggia delle auto per accompagnare e ritirare i figli dal liceo classico crea moltissimi problemi, risolvibili se molti di loro utilizzassero, come capitava anni fa, la bici.</p>
<p>9 &#8211; Via Volonterio / Colombo</p>
<p>Arteria fondamentale per attraversare la città, questo percorso è sostanzialmente privo di una pista ciclabile dedicata. Solo in via Colombo esiste da un solo lato una ciclopedonale poco utilizzata.</p>
<p>10 &#8211; Via Legnani</p>
<p>Percorso fondamentale di contatto tra il centro e la periferia nord, vicinissimo all’oratorio, alla struttura di Padre Monti, alle scuole, al cinema S. Pellico e all’Ospedale. Questa strada viene spesso percorsa contromano dai ciclisti che vogliono uscire dal centro. Un contromano vietato e pericoloso ma che a oggi è una soluzione a una viabilità che obbligherebbe altrimenti a girare attorno all&#8217;ospedale per raggiungere via Cristoforo Colombo.           Anche il percorso nel senso di marcia delle auto è pericoloso per via dei restringimenti della strada, delle auto e furgoni che posteggiano sporgendo verso il centro della carreggiata, per il fatto che è in discesa e alcune macchine vi transitano a velocità ben superiori ai 50 km/h., spesso rasenti al ciclista. Sarebbe auspicabile limitare la velocità a 20 Km/h a partire dalla piccola cappella posta nel muro di cinta. In prossimità del parcheggio è opportuno che il ciclista non rasenti le auto parcheggiate, ma si sposti più a sinistra a evitare di essere chiuso tra le macchine che escono dal parcheggio in retromarcia e quelle che transitano nella via.</p>
<p>11 &#8211; Via Pellico / Piazza Borella</p>
<p>Emblema degli interventi fatti senza coraggio, il tratto tra via Pellico e piazza Borella prevedeva in fase di progetto una ciclabile dedicata che potesse permettere a tutti i ciclisti della Cassina di raggiungere facilmente il centro. Si è optato invece per una ciclopedonale da un lato solo, stretta, dove ciclisti e pedoni si ostacolano, pregiudicando così l&#8217;uso della bici. La ragione? Non cancellare 13 posti auto.</p>
<p>12 &#8211; Via Miola</p>
<p>Tratto nevralgico per gli attraversamenti Nord / Sud, via Miola conduce verso luoghi pubblici importanti, come la Piscina, la scuola elementare Pizzigoni, il Campo Sportivo, la Palestra Dozio, le sedi di numerose associazioni, la parrocchia Regina Pacis con l&#8217;oratorio, l&#8217;ex-Bocciodromo. Non è prevista una pista ciclabile dedicata e i marciapiedi sono molto stretti, nonostante la via sia accesso obbligato a tutti questi servizi. Recentemente, nelle strade del quartiere è stato anche abolito il limite di 30 km/h.</p>
<p>13 &#8211; Ciclabile di via Miola (di fronte alla Piscina)</p>
<p>La breve ciclabile si sviluppa con percorso ben realizzato, protetto e piacevole, dalla via Miola, angolo via Parini, in direzione di via Roma. Purtroppo a poche decine di vetri dalla via Roma, all’altezza del distributore ENI è interrotta da una recinzione e siepe, in quanto la striscia di terreno su cui dovrebbe passare per concludersi è di proprietà di un vicino condominio. Non si potrebbero riprendere le trattative con la proprietà e, in caso di diniego, procedere all’esproprio per pubblica utilità? Nel frattempo può essere utilizzata solo per insegnare ai bambini ad andare in bicicletta(sic!).</p>
<p>14 – Ciclabile di via Roma</p>
<p>Forse la più utilizzata dai saronnesi, la ciclabile di via Roma è un esempio di &#8220;doppio senso ciclabile&#8221; con larghezza inadeguata, in sede non protetta e in una via a senso unico dove le auto transitano veloci. La rendono molto pericolosa gli attraversamenti delle auto che svoltano sulla destra in via Visconti o che si immettono da via Carugati o che transitano verso il centro nei pressi di villa Gianetti, tagliando la strada ai ciclisti che provenienti dal centro si immettono su questa. Manca inoltre l&#8217;innesto sulla rotonda di via Piave o via Marconi. Chi esce da via Roma, infatti, non sa come proseguire e finisce spesso per dover passare sul marciapiede per tutelare la propria sicurezza.</p>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong>: Saronno è una città piatta e dalle dimensioni di soli 3&#215;3 km. Una condizione ideale per l&#8217;utilizzo della bicicletta. Purtroppo, però, la viabilità ciclistica saronnese deve fare i conti con la pervasiva presenza di infrastrutture &#8211; in primis la ferrovia – con i numerosi parcheggi auto dislocati lungo le strade, e con un traffico dalla portata esagerata che mettono in seria difficoltà la sicurezza dei ciclisti (e dei pedoni).        Troppi interventi, infatti, sono stati eseguiti senza la necessaria progettualità per le biciclette, con il risultato che i percorsi dedicati sono spesso incompleti, incoerenti e condivisi con i pedoni (circa il 90% dei percorsi ciclabili saronnesi è costituito infatti da ciclopedonali).      Muoversi quindi a Saronno in bicicletta non è affatto facile, anche se dovrebbe essere la prima opzione per tutti quelli che si spostano in città. Oggi molti giovani, meno giovani e anziani sfidano i pericoli della strada in bici, mentre chi può scegliere l&#8217;auto spesso lo fa proprio per sentirsi più sicuro, diventando egli stesso parte del traffico.</p>
<p>Una situazione che può cambiare solo con scelte politiche coraggiose e di prospettiva che devono però scaturire dai cittadini con una nuova e montante cultura della bicicletta. Saronno e i saronnesi hanno bisogno di ciclabili per migliorare la qualità della propria vita e la propria sicurezza, solo che spesso non lo sanno. Appuntamenti come la nostra pedalata per la sicurezza di domenica 1 ottobre 2017 che ha toccato 14 punti chiave della città, hanno lo scopo di contribuire a creare una sensibilità e una presa di coscienza comune.</p>
<p>Franco Casali      Alessandro Galli</p>
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		<title>SICUREZZA, A MILANO E NELLE CITTA&#8217; TRAFFICATE &#8230;</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2017/07/23/sicurezza-a-milano-e-nelle-citta-trafficate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jul 2017 13:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedalo&Penso]]></category>
		<category><![CDATA[BISCARO]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[pinzuti]]></category>
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					<description><![CDATA[A Milano il 7 luglio scorso un (altro) ciclista è morto in un incidente.  Come reazione c&#8217;è stato un Flash-Mob di centinaia di ciclisti sotto Palazzo Marino e la solita abbondanza di commenti. Qui segnaliamo due interventi ben ragionati, quindi utili per chi vuole farsi una opinione solida: quello di Guia Biscaro, presidente di Fiab Milano &#8211; Ciclobby, e quello...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A Milano il 7 luglio scorso un (altro) ciclista è morto in un incidente.  Come reazione c&#8217;è stato un Flash-Mob di centinaia di ciclisti sotto Palazzo Marino e la solita abbondanza di commenti. Qui segnaliamo due interventi ben ragionati, quindi utili per chi vuole farsi una opinione solida: quello di Guia Biscaro, presidente di Fiab Milano &#8211; Ciclobby, e quello di Paolo Pinzuti, blogger fondatore del sito www.bikeitalia.it.</em></p>
<p><strong>Pinzuti</strong><em>, nel suo</em> <a href="http://www.bikeitalia.it/2017/07/09/milano-ciclista-muore-non-passato-col-rosso/">Ciclista muore per non essere passato con il rosso</a>, <em>utilizza un apparente paradosso per dire una grande verità: troppo spesso il ciclista per salvarsi deve ignorare la segnaletica, pensata per i soli veicoli a motore.</em></p>
<p><strong>Biscaro</strong><em>  replica invece ad un giornalista che nel titolo ha troppo semplificato a sfavore dei ciclisti: qui sotto le sue considerazioni. </em></p>
<p><em>Resta aperta ed appassionante la ricerca della quadratura del cerchio, ovvero del rispetto dei diritti e della sicurezza di tutti gli utenti della strada. </em><em>LS</em></p>
<p>Buongiorno Giannattasio,<br />
leggo ora sul Corriere on line  <a href="http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_luglio_18/multe-ciclisti-milano-bilancio-sei-mesi-verbali-contromano-strisce-pedonali-infrazioni-79f74032-6b7c-11e7-9094-d21d151198e9.shtml">questo tuo articolo </a> dal titolo a mio parere fazioso. Dico titolo fazioso perchè:<br />
&#8211; di multe per contromano non c&#8217;è menzione nell&#8217;articolo;<br />
&#8211; nel sommario, i due morti sembra siano vittime dei ciclisti.</p>
<p>Quello che si legge successivamente è invece che gli incidenti ben più gravi e numerosi sono quelli provocati da auto e moto (di cui, appunto, i due mortali che vedono vittime i ciclisti). Ciò detto, 28 incidenti a pedoni provocati dai ciclisti non sono un bel segno.</p>
<p>Però se in una evidente arretratezza in tema di educazione, cultura, strategia, visione forte per una mobilità sostenibile, invece di aiutare a creare clima adatto alla diffusione di una ciclabilità sicura e consapevole, si continuano a fomentare queste contrapposizioni, non faremo nessun passo avanti, anzi contribuiremo solo a incattivire le parti.</p>
<p>I comportamenti scorretti sono da condannare, ma credo che la stampa e la politica debbano piuttosto contribuire a creare un clima di comprensione, accettazione, distensione.<br />
A dispetto di quello che continua ad essere la nostra città, i ciclisti sono tantissimi e sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni (v. censimento dei ciclisti di FIAB Milano Ciclobby, gli unici dati esistenti insieme a quelli dell&#8217;ingegnere Drufuca di Polinomia).<br />
È evidente anche che le condizioni delle strade &#8211; traffico intenso, velocità, veicoli in doppia fila, occupazione impropria di marciapiedi e ciclabili, pavimentazioni sconnesse, rotaie dismesse, guidatori distratti dall&#8217;uso del cellulare, gesti di prepotenza e insofferenza nei confronti del ciclista in strada &#8211; non facciano sentire il ciclista al sicuro.<br />
Allora lavoriamo sulle cause (mobilità caotica non gestita) e non su alcuni degli effetti (ciclisti indisciplinati).<br />
Facciamo capire ai potenti utilizzatori di strade che è finito per loro il tempo di spadroneggiare così come gli è stato permesso di fare per decenni.<br />
Cominciamo a dire a chi guida veicoli e scooter che la strada non è a disposizione solo loro; che ci sono altri nuovi utenti che, se hanno il dovere di percorrere le strade nel rispetto del (vetusto autocentrico) CdS, come cittadini hanno il diritto di poterlo fare in sicurezza.<br />
Ricordiamo sempre che questi nuovi utenti &#8211; in equilibrio su quattro centimetri delle ruote di un mezzo di pochi chili mosso dalla loro forza muscolare &#8211; mettono il proprio corpo in mezzo a scatole metalliche, corazze del peso di quintali, della potenza di centinaia di cavalli, che raggiungono anche in città velocità ben superiori ai 50 km orari.<br />
Raccontiamo intanto quanto è bello andare in bicicletta perchè è più veloce, più economico, più divertente e più salutare.<br />
Diciamo a tutti che non è più possibile ignorare questi utenti fragili ma nobili, che proprio per questo devono essere sostenuti e incentivati, trattati con cura e attenzione, come qualcosa di prezioso, perchè presto sarà chiaro a tutti quanto la loro presenza non può che giovare a tutta la città.<br />
Per qualsiasi approfondimento, chiarimento, confronto, sono a disposizione, anche come presidente di FIAB Milano Ciclobby<br />
un caro saluto<br />
guia biscaro</p>
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