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	<title>REGOLE &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>GUERRA E PACE, ON THE ROAD</title>
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		<pubDate>Mon, 08 May 2017 19:16:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione&abilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Chi è abbonato alla Rivista bimestrale BC (ricordiamo che per i soci FIAB l&#8217;abbonamento ha una tariffa assai vantaggiosa) avrà già letto l&#8217;editoriale del numero di marzo-aprile. Per gli altri qui sotto riportiamo  per intero il testo, che coglie un punto fondamentale del conflitto quotidiano sulle strade:  l&#8217;equivalenza impropria che molti stabiliscono tra libertà di muoversi e libertà di usare l&#8217;auto come si...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #0000ff;">Chi è abbonato alla <strong>Rivista bimestrale BC</strong> (ricordiamo che per i soci FIAB l&#8217;abbonamento ha una tariffa assai vantaggiosa) avrà già letto l&#8217;editoriale del numero di marzo-aprile. Per gli altri qui sotto riportiamo  per intero il testo, che coglie un punto fondamentale del conflitto quotidiano sulle strade:  l&#8217;equivalenza impropria che molti stabiliscono tra libertà di muoversi e libertà di usare l&#8217;auto come si vuole. Eppure ci sono anche lodevoli tentativi per arrivare alla pace: <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/05/SCUOLA-GUIDA-EDUCAZIONE.pdf">QUESTO LIBRETTO</a> ne è un esempio.   </span></em><em><span style="color: #0000ff;">Guerra o pace, allora ? Dipende da noi, che tutti i giorni scendiamo in strada, ma è certo che il numero di vittime della strada, pedoni ciclisti  e utenti motorizzati, è ancora troppo elevato. Dall&#8217;<strong>Assemblea Nazionale FIAB di Monza del 28-30 aprile</strong> &#8211; che ha visto la rielezione a Presidente di  <a href="http://www.fiab-onlus.it/bici/notizie/a-ruotalibera-opinioni-e-commenti/item/1708-sicurezza-stradale-luna.html">Giulietta Pagliaccio</a> e l&#8217;elezione del nuovo Consiglio Direttivo &#8211; è emerso un <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2017/05/documento_sicurezza_monza.pdf">Documento</a> e una volontà di forte impegno per la sicurezza stradale e un appello per la votazione anche in Senato del <strong>Nuovo Codice della Strada</strong>, fermo da due anni dopo l&#8217;approvazione della Camera.</span></em></p>
<p><strong>&#8220;DIRITTI E PRIVILEGI</strong><br />
Ma c&#8217;è un diritto costituzionale all&#8217;auto ? Sacro e inviolabile come quello degli americani a girare armati ? Sembrerebbe di sì, per l&#8217;italiano medio ; almeno a giudicare da come si impancano a difesa di questo diritto politici di ogni scala che esprimono la &#8220;pancia&#8221; del Paese. Succede che a Torino la neo-sindaca Appendino, M5S, decide di tassare i permessi di sosta per i residenti, tenendo invariati quelli per i redditi più bassi e aumentando da 2 a 4 volte il costo per i redditi più alti. Le opposizioni &#8211; leggiamo sui giornali &#8211; si appellano al sindaco con toni da rivolta del pane: <em>&#8220;il suo sogno si sta trasformando in un incubo per tanti torinesi &#8220;</em>. E fa niente se dalla giunta fanno notare come il provvedimento sia progressivo, tuteli le fasce deboli (ma solo se hanno un&#8217;auto di potenza inferiore ai 100 Kw, esclusi quindi gli evasori con il Suv sotto casa), serva a dare risorse al trasporto pubblico, alla mobilità sostenibile.<br />
Eguale smarrimento, qualche mese fa, aveva accolto l&#8217;ordinanza del sindaco contro <em>&#8220;sosta selvaggia&#8221;</em>: Il presidente dei commercianti: <em>&#8220;va fatto con intelligenza, si colpiscono i nostri clienti e, alla lunga, l&#8217;intera economia cittadina&#8221;</em>. Questa è Torino, città della Fiat ? No questa è la realtà con cui facciano i conti un po&#8217; dappertutto: macchine in doppia fila, parcheggi sulle strisce, soste con doppia freccia su ciclabili o spazi per disabili. Il fatto è che quando si parla di auto, non si sa come, si dimentica l&#8217;ovvio: che è un bene privato e che la libertà del singolo deve avere un limite nell&#8217;interesse comune.<br />
Beni comuni, sono l&#8217;aria, lo spazio. E sono beni limitati. Chi inquina l&#8217;aria e occupa lo spazio è giusto che ricompensi la comunità per l&#8217;utilizzo privato che fa di un bene pubblico; dando risorse da impiegare per migliorare i trasporti pubblici, la cura di strade e piazze, spazi pubblici. A guadagnarci siamo tutti noi, cittadini prima ancora che ciclisti. Che con invidia registriamo quello che succede altrove. A Barcellona, ad esempio, dove il sindaco Ada Colau ha varato le <em>superilles</em>: quartieri su scala ridotta al cui interno in tutte le strade le auto devono viaggiare a 10 all&#8217;ora (avete letto bene: dieci).<br />
A lungo termine, il limite varrà per il 60% delle vie cittadine. Le chiamano <em>&#8220;carreras pacificatas&#8221;</em>, strade pacificate. E mai termine suona più appropriato. &#8221;</p>
<p>(Da BC, numero di marzo-aprile 2017)</p>
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