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	<title>pinzuti &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<title>pinzuti &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>La bici e gli anni &#8217;20 del secolo XXI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2020 15:13:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#8217; appena iniziato il nuovo anno, e con esso il nuovo decennio, e si cerca di cogliere i segnali importanti per il futuro. Le tematiche  ambientali &#8211; che come cicloambientalisti ci stanno particolarmente a cuore &#8211; godono di nuovo e grande interesse e muovono speranze e preoccupazioni. Per questo, ci dice Paolo Pinzuti nel suo  Post su Bikeitalia.it,  la bicicletta sarà inevitabilmente...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; appena iniziato il nuovo anno, e con esso il nuovo decennio, e si cerca di cogliere i segnali importanti per il futuro. Le <strong>tematiche  ambientali</strong> &#8211; che come cicloambientalisti ci stanno particolarmente a cuore &#8211; godono di nuovo e grande interesse e muovono speranze e preoccupazioni. Per questo, ci dice Paolo Pinzuti nel suo <span style="color: #800000;"> <a style="color: #800000;" href="https://www.bikeitalia.it/2020/01/01/2020-inizia-il-decennio-della-bicicletta/">Post</a></span> su <strong>Bikeitalia.it</strong>,  la bicicletta sarà inevitabilmente protagonista di un cambiamento necessario.</p>
<p>C&#8217;è in giro un fermento di chi vuole impegnarsi. Nel mondo i <strong>Fridays For Future</strong> ispirati da Greta Thunberg, che ci ammonisce di ascoltare gli scienziati (<em>come sbaglia di grosso chi la denigra &#8230;</em>). Da Milano è partita l&#8217;iniziativa <span style="color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="https://www.cittadiniperlaria.org">Cittadiniperlaria</a>.</span>  Nel nostro piccolo mondo del <strong>cicloattivismo</strong>, &#8211; ma mica poi tanto piccolo &#8211; la campagna della <span style="color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="http://www.aidainbici.it">Ciclovia Aida</a></span>  rappresenta bene questa volontà di  lasciare un segno per il buon cambiamento. Questa campagna deve essere di ispirazione anche per le nostre azioni per il ciclismo urbano, come ci siamo detti nella serata di <a href="https://fiabciclocittavarese.it/2019/12/15/laida-a-varese/"><span style="color: #800000;">presentazione</span> </a>  a Varese. Perché la città è l&#8217;ambiente, spesso ostile, dove pedaliamo ogni giorno e dove di più dobbiamo difenderci, anche cominciando ad usare bene le parole, come <strong>FIAB</strong> e altre associazioni sottolineano nella  <span style="color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="http://www.fiab-onlus.it/bici/attivita/campagne-ed-interventi/codice-di-sicurezza/item/2250-non-esistono-le-strade-killer-lettera-aperta-ai-direttori-dei-giornali.html?utm_medium=email&amp;utm_source=newsletter_215&amp;utm_campaign=buon-2020-da-fiab">Lettera Aperta</a> </span> di fine dicembre ai Direttori di giornale. E&#8217; così: la  <strong>sicurezza</strong> è soprattutto  un problema di <strong>linguaggio</strong>, di comportamenti inadeguati legati ad un immaginario mistificante.</p>
<p>La bici se è strumento &#8220;magico&#8221; in città, non è da meno in campagna.  Sappiamo che l&#8217;Italia ha tanti luoghi bellissimi e oggi poco frequentati ma con una antica storia che ha lasciato abbazie, pievi, borghi medievali, viabilità in armonia con la forma del territorio, luoghi per i quali dobbiamo immaginare una nuova vita come ci ricorda il poeta e paesologo  <span style="color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="https://www.internazionale.it/reportage/valentina-pigmei/2020/01/02/franco-arminio">Franco Arminio</a></span>.  Anche lo sguardo del cicloturismo lento servirà per questo. Il <strong>paesaggio</strong>, per esistere, deve essere percepito da chi guarda (1). E chi pedala in un territorio è immerso, quasi quanto chi cammina, in esso stesso. Quindi chi pedala produce paesaggio nel senso che dà importanza e rilevanza ad elementi che altri definirebbero secondari o marginali <em>(il confronto è, come al solito, con chi usa solo i mezzi motorizzati &#8230;)</em>.</p>
<p>In conclusione: non basterà usare il velocipede per salvare il mondo e la sfida climatica forse è già persa, ma la bicicletta è il mezzo di trasporto che più ci dà consapevolezza e ci lega al contesto dove viviamo abitualmente o che attraversiamo come viaggiatori. La <strong>bici</strong> può aiutarci ad <strong>immaginare</strong> &#8211; ed a <strong>realizzare</strong> &#8211; un <strong>mondo migliore</strong>.</p>
<p><em>Leonardo S.</em></p>
<p><span style="color: #333399;">(1): &#8220;Pedalare il paesaggio.Bicicletta, paesaggi e patrimonio culturale&#8221; di Valeria Volpe (IMT Lucca).</span></p>
<p><span style="color: #333399;">(2) Disegno di Gigio Aliverti</span></p>
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		<title>SICUREZZA, A MILANO E NELLE CITTA&#8217; TRAFFICATE &#8230;</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2017/07/23/sicurezza-a-milano-e-nelle-citta-trafficate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jul 2017 13:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedalo&Penso]]></category>
		<category><![CDATA[BISCARO]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[A Milano il 7 luglio scorso un (altro) ciclista è morto in un incidente.  Come reazione c&#8217;è stato un Flash-Mob di centinaia di ciclisti sotto Palazzo Marino e la solita abbondanza di commenti. Qui segnaliamo due interventi ben ragionati, quindi utili per chi vuole farsi una opinione solida: quello di Guia Biscaro, presidente di Fiab Milano &#8211; Ciclobby, e quello...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A Milano il 7 luglio scorso un (altro) ciclista è morto in un incidente.  Come reazione c&#8217;è stato un Flash-Mob di centinaia di ciclisti sotto Palazzo Marino e la solita abbondanza di commenti. Qui segnaliamo due interventi ben ragionati, quindi utili per chi vuole farsi una opinione solida: quello di Guia Biscaro, presidente di Fiab Milano &#8211; Ciclobby, e quello di Paolo Pinzuti, blogger fondatore del sito www.bikeitalia.it.</em></p>
<p><strong>Pinzuti</strong><em>, nel suo</em> <a href="http://www.bikeitalia.it/2017/07/09/milano-ciclista-muore-non-passato-col-rosso/">Ciclista muore per non essere passato con il rosso</a>, <em>utilizza un apparente paradosso per dire una grande verità: troppo spesso il ciclista per salvarsi deve ignorare la segnaletica, pensata per i soli veicoli a motore.</em></p>
<p><strong>Biscaro</strong><em>  replica invece ad un giornalista che nel titolo ha troppo semplificato a sfavore dei ciclisti: qui sotto le sue considerazioni. </em></p>
<p><em>Resta aperta ed appassionante la ricerca della quadratura del cerchio, ovvero del rispetto dei diritti e della sicurezza di tutti gli utenti della strada. </em><em>LS</em></p>
<p>Buongiorno Giannattasio,<br />
leggo ora sul Corriere on line  <a href="http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_luglio_18/multe-ciclisti-milano-bilancio-sei-mesi-verbali-contromano-strisce-pedonali-infrazioni-79f74032-6b7c-11e7-9094-d21d151198e9.shtml">questo tuo articolo </a> dal titolo a mio parere fazioso. Dico titolo fazioso perchè:<br />
&#8211; di multe per contromano non c&#8217;è menzione nell&#8217;articolo;<br />
&#8211; nel sommario, i due morti sembra siano vittime dei ciclisti.</p>
<p>Quello che si legge successivamente è invece che gli incidenti ben più gravi e numerosi sono quelli provocati da auto e moto (di cui, appunto, i due mortali che vedono vittime i ciclisti). Ciò detto, 28 incidenti a pedoni provocati dai ciclisti non sono un bel segno.</p>
<p>Però se in una evidente arretratezza in tema di educazione, cultura, strategia, visione forte per una mobilità sostenibile, invece di aiutare a creare clima adatto alla diffusione di una ciclabilità sicura e consapevole, si continuano a fomentare queste contrapposizioni, non faremo nessun passo avanti, anzi contribuiremo solo a incattivire le parti.</p>
<p>I comportamenti scorretti sono da condannare, ma credo che la stampa e la politica debbano piuttosto contribuire a creare un clima di comprensione, accettazione, distensione.<br />
A dispetto di quello che continua ad essere la nostra città, i ciclisti sono tantissimi e sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni (v. censimento dei ciclisti di FIAB Milano Ciclobby, gli unici dati esistenti insieme a quelli dell&#8217;ingegnere Drufuca di Polinomia).<br />
È evidente anche che le condizioni delle strade &#8211; traffico intenso, velocità, veicoli in doppia fila, occupazione impropria di marciapiedi e ciclabili, pavimentazioni sconnesse, rotaie dismesse, guidatori distratti dall&#8217;uso del cellulare, gesti di prepotenza e insofferenza nei confronti del ciclista in strada &#8211; non facciano sentire il ciclista al sicuro.<br />
Allora lavoriamo sulle cause (mobilità caotica non gestita) e non su alcuni degli effetti (ciclisti indisciplinati).<br />
Facciamo capire ai potenti utilizzatori di strade che è finito per loro il tempo di spadroneggiare così come gli è stato permesso di fare per decenni.<br />
Cominciamo a dire a chi guida veicoli e scooter che la strada non è a disposizione solo loro; che ci sono altri nuovi utenti che, se hanno il dovere di percorrere le strade nel rispetto del (vetusto autocentrico) CdS, come cittadini hanno il diritto di poterlo fare in sicurezza.<br />
Ricordiamo sempre che questi nuovi utenti &#8211; in equilibrio su quattro centimetri delle ruote di un mezzo di pochi chili mosso dalla loro forza muscolare &#8211; mettono il proprio corpo in mezzo a scatole metalliche, corazze del peso di quintali, della potenza di centinaia di cavalli, che raggiungono anche in città velocità ben superiori ai 50 km orari.<br />
Raccontiamo intanto quanto è bello andare in bicicletta perchè è più veloce, più economico, più divertente e più salutare.<br />
Diciamo a tutti che non è più possibile ignorare questi utenti fragili ma nobili, che proprio per questo devono essere sostenuti e incentivati, trattati con cura e attenzione, come qualcosa di prezioso, perchè presto sarà chiaro a tutti quanto la loro presenza non può che giovare a tutta la città.<br />
Per qualsiasi approfondimento, chiarimento, confronto, sono a disposizione, anche come presidente di FIAB Milano Ciclobby<br />
un caro saluto<br />
guia biscaro</p>
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		<title>VELORUTION</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2015/12/12/velorution-di-p-pinzuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2015 10:02:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo che segue è un testo di Paolo Pinzuti, ideatore del sito www.bikeitalia.it Velorution è l’anagramma della parola revolution, Velo, in francese, vuol dire bicicletta. Velorution vuol dire credere che le biciclette possano cambiare il mondo. Perché quando pedali trasformi il cibo in calorie rinunciando al petrolio e a tutti i suoi derivati. Perché quando pedali hai la possibilità di dire...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Questo che segue è un testo di Paolo Pinzuti, ideatore del sito www.bikeitalia.it</em></p>
<p>Velorution è l’anagramma della parola revolution, Velo, in francese, vuol dire bicicletta.<br />
Velorution vuol dire credere che le biciclette possano cambiare il mondo.<br />
Perché quando pedali trasformi il cibo in calorie rinunciando al petrolio e a tutti i suoi derivati. Perché quando pedali hai la possibilità di dire no alle guerre per il petrolio e di disinteressarti del suo prezzo. E anche se un litro di benzina costa 5 euro la cosa non ti riguarda veramente.<br />
Perché quando pedali trovare un parcheggio è un problema che lasci agli altri e anche se hai alzato un po’ il gomito, beh, non è poi tanto grave…<br />
Perchè quando pedali sei dentro il paesaggio, nel mondo, nella città, sulla strada e non esiste nessuna lamiera di acciaio che ti separi dalla realtà. La sensazione di occupare la strada semplicemente non esiste.<br />
Perché quando pedali sai che non stai inquinando, che non stai facendo del male a nessuno e sentirsi innocenti è una sensazione così deliziosa. Innocente come un bambino ed infatti basta poco per comportarti come tali .<br />
Perché quando pedali rinunci anche al rumore. Puoi ascoltare il mondo attorno a te senza disturbare nessuno, fatta eccezione per quelle persone che si muovono ancora su quattro ruote e che credono di essere i legittimi proprietari della strada.<br />
Perché quando pedali stai dicendo chiaramente che le strade non sono di proprietà delle auto, ma di chiunque le voglia usare; stai dicendo che ci sono molti modi per interpretare la mobilità. E uno di questi è la bicicletta.<br />
Perché quando pedali non hai bisogno di nulla se non di te stesso e di un sistema pedali-corona-catena-pignone-ruota ben oliato. Niente autorità, niente auto, niente tasse di circolazione, niente denaro, niente politici, niente cazzate…<br />
Quando pedali hai la netta sensazione che le regole della strada non siano state pensate proprio per te ed è magico realizzare il proprio desiderio di ribellione legando le propria bicicletta ad un cartello di divieto di sosta…</p>
<p>Quando pedali sai che quello che è “là fuori” ti riguarda e te ne devi prendere cura: ti riguarda se le strade sono pulite, ti riguarda se la pavimentazione è sconnessa, ti riguarda se l’aria è inquinata. Perché quando pedali non esiste un “là fuori” e non ci sono finestrini attraverso i quali puoi gettare i pacchetti di sigarette vuoti.<br />
Velorution vuol dire partire dal presupposto che quando pedali hai un punto di vista differente. E’ come vivere la realtà piuttosto che vederla attraverso uno schermo tv e questo si traduce in un’esplosione di consapevolezza. Consapevolezza di essere parte del mondo là fuori, del mondo inquinato, pericoloso, terrificante.<br />
Velorution significa credere che se cambi il tuo mondo, puoi cambiare il mondo</p>
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