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	<title>olimpiadi &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>Annemiek: la fatica, lo zucchero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2019 08:36:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedalo&Penso]]></category>
		<category><![CDATA[Annemiek Van Vleuten]]></category>
		<category><![CDATA[biografia]]></category>
		<category><![CDATA[ciclismo donne]]></category>
		<category><![CDATA[Cyclist]]></category>
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					<description><![CDATA[Sulla rivista CYCLIST di aprile (*) c&#8217;è una bellissima  intervista alla campionessa olandese Annemiek Van Vleuten, pluricampionessa mondiale, che ha 36 anni ed è una delle cicliste più forti in assoluto. Ha vinto il giro delle Fiandre nel 2011 e nel 2019 le Strade Bianche lo scorso 9 marzo. L&#8217;intervista è una lettura molto interessante: si apprende che Annemiek è un talento...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla rivista <strong>CYCLIST </strong>di aprile (*) c&#8217;è una bellissima  intervista alla campionessa olandese <strong>Annemiek Van Vleuten</strong>, pluricampionessa mondiale, che ha 36 anni ed è una delle cicliste più forti in assoluto. Ha vinto il giro delle <strong>Fiandre</strong> nel 2011 e nel 2019 le <strong>Strade Bianche</strong> lo scorso 9 marzo.</p>
<p>L&#8217;intervista è una lettura molto interessante: si apprende che Annemiek è un talento scoperto un po&#8217; per caso e tardi, prima ha lavorato in <strong>ufficio</strong>, ha un master in epidemiologia, ha un&#8217;indole <strong>festaiola,</strong> però ha sempre praticato sport e usato la bici sin da piccola per andare a <strong>scuola</strong>. Ha un rapporto tutto suo con la <strong>fatica</strong>. Ha dovuto superare<strong> infortuni</strong> e incidenti seri: alle olimpiadi in Brasile nel 2016 è rimasta a terra con fratture vertebrali e commozione cerebrale, ma solo un mese dopo era di nuovo in sella e ha vinto il giro del Belgio <em>(voilà messieurs-dames:  la resilienza  &#8230;).</em></p>
<p>Qui sotto riporto alcuni brevi passaggi dell&#8217;intervista, corredata nella rivista di foto molto espressive, realizzate in un contesto casalingo.</p>
<p>LS</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><span style="color: #0000ff;">&#8220;Eppure <strong>Van Vleuten</strong> insiste nel dire che non è la guerriera dell&#8217;immaginario collettivo. &#8220;No, la verità è che <strong>odio soffrire, ma sono brava a farlo</strong> (&#8230;.) non mi piacciono particolarmente nemmeno le crono. Sono così difficili. Però io sono abbastanza brava.&#8221; </span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">&#8220;Sono orgogliosa di essere una ciclista equilibrata&#8221; dice &#8220;Fare una pausa è un bene per la mia salute mentale (&#8230;) A volte è bello tornare all&#8217;università, bere un po&#8217; di alcol e rilassarsi&#8221;.   Avendo lavorato in un ufficio, finita l&#8217;università, Annemiek apprezza la differenza tra la vita normale e il ciclismo professionistico meglio della maggior parte dei corridori. &#8220;A volte ripenso all&#8217;ufficio &#8211; che odio &#8211; e dico tra me e me:  Ah, non lamentarti della pioggia perché il tuo lavoro è molto più bello ora   (&#8230;)   a volte sento alcune mie colleghe lamentarsi e penso che a loro un&#8217; esperienza di vita normale sarebbe servita&#8221;.  </span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Da bambina Van Vleuten amava il calcio, la ginnastica, l&#8217;equitazione e il ciclismo. Andava a scuola su una bici da corsa Peugeot rossa di quinta mano. &#8220;Ricordo di aver iniziato a cronometrarmi sulla distanza di 1 km. Avevo solo otto anni&#8221; (..).</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"> Il calcio è rimasta la sua passione principale ma, dopo essersi strappata nel 2005 il legamento crociato in una partita, il medico le consigliò di pedalare di più. &#8220;Ho comprato una bici solo per mantenermi in forma perché, da studente, ero un po&#8217; ingrassata. I miei amici studenti mi conoscono solo come un festaiola e non credono che io oggi possa essere così seriamente concentrata sul ciclismo.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">&#8220;La prima ragione per cui le donne olandesi hanno successo sta nel fatto che andiamo bici sin da giovani, anche solo per andare a scuola o fare shopping. Sono orgogliosa di questo aspetto della nostra cultura. E siamo piuttosto tenaci. Abbiamo un detto: <em><strong>non sei fatto di zucchero</strong>.</em> Quindi se piove, usciamo in bici comunque. Inoltre le donne olandesi sono molto indipendenti. Nessuno ci organizza la vita. In Inghilterra o Australia c&#8217;è un sistema che si prende cura delle ragazze al vertice, mentre noi facciamo tutto da sole. Le mie compagne di squadra si stupiscono se esco ad allenarmi da sola. Le ragazze olandesi sono molto autosufficienti e indipendenti e questa è un caratteristica radicata in ogni atleta&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><strong>(*) Cyclist n° 32 &#8211; Aprile 2019, pag.46 &#8211; </strong>   <strong>&#8220;Coraggio olandese&#8221;</strong>  testo di Mark <strong>Bailey</strong> immagini di Chris <strong>Blott.</strong>    Cyclist <em>(&#8220;the thrill of the ride&#8221;)</em> si definisce <em>&#8220;la rivista di ciclismo più letta al mondo&#8221;</em> ed è un periodico mensile edito in Italia da Edisport Editoriale Srl su licenza di Dennis Publishing Ltd.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" fetchpriority="high" class="alignnone size-medium wp-image-2816" src="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/05/ANNE3-1-300x168.jpg" alt="ANNE3 - 1" width="300" height="168" /></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le Olimpiadi, tutti i giorni</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2016/08/22/le-olimpiadi-tutti-i-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Aug 2016 20:13:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione&abilità]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[Le Olimpiadi di Rio 2016 in TV : una bella occasione per evitare i telegiornali deprimenti, vedere gesti atletici spettacolari e conoscere le storie personali di atleti ed atlete di solito ignorati dai media. Si calcola in 3 milioni il picco di telespettatori su Rai 2 per Elia Viviani, medaglia d’oro nel ciclismo su pista. Ma cosa c’entrano le Olimpiadi...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le Olimpiadi di Rio 2016 in TV : una bella occasione per evitare i telegiornali deprimenti, vedere gesti atletici spettacolari e conoscere le storie personali di atleti ed atlete di solito ignorati dai media.</p>
<p>Si calcola in 3 milioni il picco di telespettatori su Rai 2 per Elia Viviani, medaglia d’oro nel ciclismo su pista.</p>
<p>Ma cosa c’entrano le Olimpiadi con i nostri temi preferiti, ovvero il ciclismo urbano, il cicloturismo e in genere la mobilità &#8220;alternativa&#8221; ?</p>
<p>Un nesso potrebbe esserci.</p>
<p>Prendiamo un dato che ha impressionato, ovvero il numero di medaglie del Regno Unito. Con una popolazione di appena il 6% maggiore di quella italiana ha preso 67 medaglie contro le nostre 28 (nel ciclismo 12 contro le nostre 2, triathlon escluso). Qualcuno è andato ad indagare (<em>Emanuela Audisio su La Repubblica del 22 agosto</em>) e ci spiega che gli inglesi hanno un efficace metodo di finanziamento e di gestione in generale degli atleti. Ma si cita anche il <strong>programma voluto per scelta politica per favorire in generale il movimento fisico dei ragazzi</strong> (<em>vedi il nostro <a href="https://fiabciclocittavarese.it/2015/12/21/chris-boardman-uno-di-noi/">Post</a> sull&#8217;impegno come testimonial del ciclista Boardman, oppure il  <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2016/08/SPORT-UK-FUTURO.pdf">Programma</a> del governo inglese per i prossimi anni</em>).</p>
<p>In Italia sono diversi gli ostacoli che limitano i successi sportivi, tra gli altri particolarmente grave è la riduzione di risorse economiche per i docenti di educazione motoria nella scuola, e credo sia rilevante anche una tendenza alla sedentarietà e una crescente &#8220;allergia&#8221; alla fatica che probabilmente colpisce più i giovani degli adulti, stando a recenti statistiche (<a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2016/08/COUCH-POTATO-ECONOMIST-5-9-15-1.pdf">Qui</a> <em>da The Economist 05.09.15</em>).</p>
<p>L&#8217;attività motoria &#8211; prima di diventare sport &#8211; dovrebbe essere per tutti libertà di muoversi, un gioco che si fa nel cortile scolastico o in strada o al parco, una sfida &#8220;a chi arriva prima&#8221; lanciata spontaneamente tra bambini. Poi, crescendo, per i più grintosi e dotati di mezzi fisici ci potrà essere l’impegno dello sport agonistico, per gli altri la corsetta, il giretto in bici, o la partitella con gli amici. E infine solo qualcuno andrà alle Olimpiadi, come rappresentante di un paese di uomini e donne capaci di provare empatia per chi vince e per chi perde, perché anche loro hanno provato a correre, saltare, pedalare &#8230;</p>
<p>LS</p>
<p>&nbsp;</p>
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