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	<title>Morandi &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<title>Morandi &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>MOBILITA&#8217; SOSTENIBILE, LIBRI, BAMBINI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2015 21:29:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione&abilità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Morandi]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell&#8217;aprile 2014 l&#8217;Associazione Genitori della Scuola Morandi  &#8211; con l&#8217;aiuto di Ciclocittà &#8211; ha selezionato e acquistato per la Biblioteca della Scuola 13 libri adatti a varie fasce di età, utili strumenti per progetti di educazione alla mobilità sostenibile. Qui di seguito l&#8217;elenco dei libri e breve recensione di ogni titolo. ***** per i bambini più piccoli: LA CITTA&#8217; DEI LUPI BLU &#8211;...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;aprile 2014 l&#8217;<strong>Associazione Genitori della Scuola Morandi</strong>  &#8211; con l&#8217;aiuto di Ciclocittà &#8211; ha selezionato e acquistato per la Biblioteca della Scuola 13 libri adatti a varie fasce di età, utili strumenti per progetti di <strong>educazione alla mobilità sostenibile</strong>.<br />
Qui di seguito l&#8217;elenco dei libri e breve recensione di ogni titolo.</p>
<p style="text-align: center;">*****</p>
<p><strong><em>per i bambini più piccoli:</em></strong><br />
LA CITTA&#8217; DEI LUPI BLU &#8211; Viale &#8211; Giralangolo 2012<br />
LA MACCHININA NUMERO 1 -Montanari &#8211; Edizioni Arka , 2004<br />
IL FILOBUS NUMERO 75 &#8211; Rodari &#8211; Emme Edizioni 1980<br />
L&#8217;ULTIMO ALBERO IN CITTA&#8217; &#8211; Carnavas &#8211; Valentina Edizioni 2011<br />
LEO E IL MOVIMENTO &#8211; Comazzetto &#8211; Depero &#8211; Turchi , Carthusia, 2011<br />
ANDIRIVIENI &#8211; Martins &#8211; Carvalho , la Nuova frontiera , 2013</p>
<p><em><strong>per i bambini più grandi</strong></em><br />
I MEZZI DI TRASPOSTO A PICCOLI PASSI &#8211; Corgibet , Motta 2011<br />
LO SVILUPPO ECOSOSTENIBILE A PICCOLI PASSI &#8211; Stern , Motta 2010<br />
LA CITTA&#8217; A PICCOLI PASSI &#8211; Le DUc &#8211; Tordjman, Motta 2004<br />
A PIEDI &#8211; Rumiz Feltrinelli 2012<br />
STORIA DI UNA LUMACA CHE SCOPRI&#8217; L&#8217;IMPORTANZA DELLA LENTEZZA &#8211; Sepulveda , Guanda 2013</p>
<p><em><strong>per educatrici/educatori</strong></em><br />
A PIEDI NUDI NEL VERDE Oliverio &#8211; Oliverio Ferraris , Giunti 2011<br />
SCARPE BLU Mulato &#8211; Riegger &#8211; La Meridiana 2013</p>
<p style="text-align: center;">******</p>
<p><strong>A PIEDI Rumiz Feltrinelli 2012</strong><br />
L&#8217;autore racconta il suo viaggio a piedi in un territorio ricco di storia e natura: la punta meridionale dell&#8217;Istria.<br />
Sono narrate le avventure del viaggiatore solitario e le sue piccole e grandi emozioni, ma anche fatti storici, note geografiche, naturalistiche, culturali.<br />
Il giovane lettore corre soprattutto un rischio: essere contagiato dalla passione di Rumiz per la bellezza del camminare.<br />
Oltre ad utili consigli tecnici (quali scarpe scegliere, cosa mettere nello zaino), l&#8217;autore ci tiene a &#8221; incitarvi a mollare gli ormeggi e andare, perchè camminare rischiara la mente, conforta il cuore e cura il corpo&#8221;.<br />
Una piacevole e istruttiva lettura quindi con il possibile effetto collaterale di far venire una gran voglia di partire zaino in spalla.<br />
<strong> LA CITTA&#8217; A PICCOLI PASSI Le Duc &#8211; Tordjman, Motta 2004</strong><br />
Libro dalle ricchissime potenzialità didattiche, è diviso in sezioni (quella storica, urbanistica, sociologica, economica, etc.) ognuna con brevi paragrafi , molte illustrazioni, notizie e curiosità (es: Milano = città di mezzo &#8230;) e suggerimenti per ricerche sul campo ( quale è l&#8217;origine del nome della città in cui vivi ? Ci sono quartieri specializzati in attività economiche ? Se fossi uno scoiattolo avresti abbastanza alberi per spostarti nella tua città ?).<br />
Il libro contiene un glossario, un elenco delle città citate nel libro, che appartengono a tutti gli stati del mondo.<br />
Indispensabile per chi da grande vuole fare l&#8217;architetto, il politico, o anche &#8230; il giramondo !<br />
Non manca qua e là il tocco poetico &#8220;Una città diventa un universo quando si ama anche solo uno dei suoi abitanti &#8221; (Durell)</p>
<p><strong>LO SVILUPPO ECOSOSTENIBILE A PICCOLI PASSI Stern , Motta 2010</strong><br />
&#8220;Alcuni però hanno cominciato a chiedersi se l&#8217;uomo non sia andato un pò troppo lontano, un pò troppo veloce e se non stia rendendo il suo bel pianeta una terra invivibile&#8221;.<br />
Questo quesito scomodo è nella introduzione: il resto è un tentativo, ben riuscito, di spiegare cosa significa sviluppo sostenibile, solidarietà, principio di precauzione, responsabilità. Si spiega come le nazioni del mondo tentino di darsi dei programmi di azione contro l&#8217;effetto serra, i consumi eccessivi di risorse non rinnovabili, la deforestazione. Alla fine ci sono i capitoli &#8220;la tua casa e la tua scuola ecosostenibile&#8221; e il fondamentale &#8220;6 cattive ragioni per non fare nulla&#8221;.<br />
Indispensabile per chi da grande vuole fare l&#8217;ambientalista e per chi, semplicemente, vuole essere consapevole dell&#8217; aria che tira là fuori &#8230;</p>
<p><strong>I MEZZI DI TRASPORTO A PICCOLI PASSI Corgibet , Motta 2011</strong><br />
Andare a piedi è bello, ma alla lunga viene voglia di inventarsi qualcos&#8217;altro, che sò la ruota per esempio. Così il libro è un viaggio nei modi che l&#8217;uomo ha trovato per spostarsi per commerciare esplorare fare la guerra. Si descrivono i vari tipi di camion, di navi, i vari tipi di carburante.<br />
Fondamentale il capitolo &#8220;muoversi con intelligenza in città &#8221; dove si descrivono i vantaggi di usare mezzi alternativi all&#8217;auto ed il senso di eventi quali le settimane europee della ecomobilità.<br />
Non manca uno sguardo al futuro e alle invenzioni imminenti e meno.<br />
Un libro forse non solo per bambini, ma utile anche per far venire qualche pensiero &#8220;divergente&#8221; agli adulti.</p>
<p><strong>LA CITTA&#8217; DEI LUPI BLU Viale , Giralangolo 2012</strong><br />
C&#8217;è una città molto ordinata e laboriosa ma anche, come dire, molto uniforme: tutto è blu e solo blu. I lupi che la abitano, le automobili, le tovaglie, anche l&#8217;arcobaleno ha un solo colore: il blu appunto.<br />
Un giorno arriva in città un lupo rosso su una bici rossa, che fischietta e va in giro . Potete capire lo shock: la città si blocca, intervengono le autorità. Il lupo rosso è un elemento di disordine intollerabile.<br />
Per vedere come va a finire (non male, ovviamente) basta immergersi in questo libro grande e colorato, che diverte i bimbi e dà speranza a quegli adulti che considerano il conformismo una malattia pericolosa della società.</p>
<p><strong>ANDIRIVIENI Martins &#8211; Carvalho , la Nuova frontiera , 2013</strong><br />
&#8220;Ir e Vir&#8221; il titolo originale di questo libro che viene dal Portogallo e che finisce con questa frase &#8220;forse non sarebbe sbagliato ricordare che i piedi non esistono solo per usar le scarpe e la testa non serve solo a usare il cappello&#8221;.<br />
Le pagine che precedono sono un veloce &#8220;filmato&#8221; molto colorato della storia dell&#8217;uomo che si sposta, dai tempi primitivi ai tempi della globalizzazione.<br />
L&#8217;originalità del libro è però questa: si confronta l&#8217;efficienza degli spostamenti umani con quella degli altri animali. Così scopriamo che le rondini in nove mesi percorrono 20.000 chilometri su e giù per il mondo, senza aiuto di alcun motore !<br />
Della serie: l&#8217;uomo è un animale solo un po&#8217; &#8220;diverso&#8221; dagli altri &#8230;</p>
<p><strong>LA MACCHININA NUMERO 1 Montanari , Edizioni Arka , 2004</strong><br />
Un padre e un figlio che amano andare in giro insieme in auto. Ma con una differenza: l&#8217;adulto ama la velocità, il piccolo osservare fuori dal finestrino. Così un giorno vedono un avviso che dice che si terrà una gara di automobiline a pedali per bambini.<br />
Il padre corre a noleggare la macchinina numero 1 e sogna il podio più alto per il suo bimbo, il quale fa suo tutto l&#8217;entusiasmo paterno ma, durante la gara, non resiste alla sua natura di attento osservatore.<br />
Dunque la classifica finale della gara non rispetterà le aspettative, ma la fine della storia sì, perchè il bel legame tra adulto e bambino si rafforzerà.</p>
<p><strong>L&#8217;ULTIMO ALBERO IN CITTA&#8217; Carnavas , Valentina Edizioni 2011</strong><br />
Storia delicata che ci arriva dagli antipodi (Australia) con frasi molto brevi e disegni molto espressivi. C&#8217;è un bimbo che abita in una metropoli e va in giro con il suo triciclo. Il suo luogo preferito ? L&#8217;ultimo albero della città, su cui si arrampica e passa ore felici.<br />
Un giorno al posto del suo albero trova solo la base del tronco: è stato tagliato. Grande la tristezza del bimbo che però si accorge che per terra è rimasto un piccolo rametto. Si prende cura di lui e miracolosamente riesce a riprodurre altri alberi con i quali rinverdisce tutta la sua città.<br />
Una fiaba un po&#8217; magica, quello che serve per far respirare ossigeno buono alla mente.</p>
<p><strong>IL FILOBUS NUMERO 75 &#8211; Rodari- Emme Edizioni 1980</strong><br />
Una storiella che il varesino Rodari ambienta nella città di Roma. Come spesso succede nei suoi racconti c&#8217;è qualcosa che impazzisce, in questo caso è il filobus che cambia incomprensibilmente il consueto percorso e si ferma in un parco. Lo sgomento dei passeggeri è grande come la loro preoccupazione di far tardi al lavoro. Ma poi uomini e donne si lasciano conquistare dalle lusinghe della primavera: fiori, prati profumati, fragole. E alla fine Rodari giustifica questa inaspettata &#8220;ricreazione&#8221;: è il 21 marzo, come è scritto sui giornali, e il primo giorno di primavera tutto è possibile.</p>
<p><strong>LEO E IL MOVIMENTO Comazzetto &#8211; Depero &#8211; Turchi , Carthusia, 2011</strong><br />
Leo è un bimbo che solitamente va a scuola in auto, con mamma o papà, sempre frettolosi e per questo salta anche la colazione. Il suo amico Ziyad invece va piedi, lo vede tutti i giorni camminare sul marciapiede.<br />
Ma un giorno però il nonno di Leo è incaricato di accompagnarlo, questa volta a piedi, così il piccolo si sveglia in anticipo e fa una buona colazione. Per strada incontra Ziyad e da quel giorno Leo andrà sempre a piedi.<br />
Storia per i più piccoli, apertamente pedagogica, con bei disegni.<br />
In fondo al libro ci sono proposte di attività concernenti il camminare nel percorso casa-scuola e giochi di osservazione.</p>
<p><strong>STORIA DI UNA LUMACA CHE SCOPRI&#8217; L&#8217;IMPORTANZA DELLA LENTEZZA Sepulveda , Guanda 2013</strong><br />
Primo in classifica nelle vendite per molte settimane, questo libro nasce &#8211; dice Sepulveda &#8211; per rispondere alla domanda di un suo nipotino : &#8220;Perchè è così lenta la lumaca ?&#8221;<br />
C&#8217;è quindi un doppio livello nel racconto: una storia, la cui trama incuriosisce i piccoli, ma anche una &#8220;filosofia&#8221;, che evoca &#8211; negli adulti &#8211; alcuni dilemmi culturali del nostro tempo.<br />
Non si può non simpatizzare con la lumaca che si chiede perchè non ha un nome e che senso ha la lentezza, se non altro per la durezza con cui la trattano le sue consimili quando pone loro questi quesiti. Così la lumaca cerca aiuto fuori dalla sua &#8220;comunità&#8221; e lo trova soprattutto nella tartaruga di nome Memoria, che sceglie anche un nome per lei: Ribelle. La tartaruga ha conosciuto gli umani da vicino, spiega a Ribelle tante cose e soprattutto la rende consapevole di un fatto: presto il prato che ospita le lumache e altri piccoli animali sarà asfaltato.<br />
Inizia quindi l'&#8221;epopea&#8221; della lumaca, che scoprirà il senso della lentezza ma anche le difficoltà di farsi guida di un cambiamento &#8211; cercare un altro prato &#8211; che risulta  incomprensibile alle altre lumache, del tutto inconsapevoli del pericolo che incombe.<br />
Storia lenta, ovviamente, da leggere con calma e magari in più &#8220;puntate&#8221;, ma adatta a suscitare dibattito e dialogo se oggetto di lettura collettiva.</p>
<p><strong>SCARPE BLU &#8211; Mulato, Riegger &#8211; Edizioni La Meridiana , 2013.</strong><br />
Il libro nasce intorno ad una fiaba, che ha per protagonisti due bambini: un giorno &#8211; camminando verso la scuola &#8211; si imbattono in un secchio di vernice blu: ne nasce un incidente con effetti clamorosi ed imprevisti, ma positivi.<br />
In realtà è un manuale che raccoglie anni di esperienze e ricerche sul tema della qualità della vita urbana, della salute, del rapporto tra bambini e città ed è diviso in due parti.<br />
La prima &#8211; &#8220;Abitare il corpo, la scuola e la città&#8221; &#8211; definisce il tema dell&#8217;educazione al movimento come educazione alla convivenza civile e alla cittadinanza attiva, con il contributo di pediatri, psicologi, educatori.<br />
Si auspica un bambino protagonista attivo di progetti per muoversi a piedi in città, soprattutto nel percorso casa-scuola, elencando esperienze realizzate.<br />
La seconda &#8211; &#8220;Manuale pratico per muoversi in città con le Scarpe Blu&#8221; &#8211; è un elenco di giochi motori e attività didattiche: dal riconoscimento dei segnali stradali alla &#8220;campana&#8221; in tutte le varianti, dal confronto tra come andavano a scuola i nonni e come ci si va oggi al disegnare una mappa, dall&#8217;inventare acrostici al percorrere un labirinto.<br />
ll libro si ispira ad una idealità (promuovere stili di vita salubri), ma anche ad una grande concretezza (c&#8217;è persino la check list dei progetti di educazione alla mobilità).<br />
E&#8217; certamente uno strumento prezioso per chi vuole lavorare alla costruzione di rapporti più civili tra gli abitanti della città &#8230; e la cronaca quotidiana ci dice quanto necessario sia questo lavoro !</p>
<p><strong>A PIEDI NUDI NEL VERDE Oliverio &#8211; Oliverio Ferraris, Giunti, 2011.</strong><br />
Si nota nel testo il contributo della filosofa e quello della psicologa, tali essendo le professioni delle due autrici. Si legano i racconti di casi veri di varie scuole alle teorie pedagogiche più note. Soprattutto si considera un problema la riduzione, rispetto a qualche decennio fa, di spazi per il movimento libero dei bambini nella natura, anche quella presente dentro le città come parchi e giardini, e si citano esempi vittoriosi di riappropriazione dei cittadini di spazi urbani comuni.<br />
&#8220;Le paure eccessive e i pericoli reali&#8221; e &#8220;Il ritorno delle biciclette&#8221; sono due capitoli tra i più stimolanti.<br />
Ma ad essere centrale è soprattutto la considerazione che movimento libero e apprendimento sono connessi: anche la creatività ad esempio, si basa su un pensiero che esplora e non ha paura di sbagliare.<br />
&#8220;A chi sostiene che internet abbia sostituito la natura, si può rispondere che nessun ambiente virtuale è in grado di stimolare tutti i nostri sensi (&#8230;) l&#8217;imperfezione della natura lascia spazi di imprecisione e di incertezza che consentono alla mente una maggiore libertà nel prefigurare interventi ed esiti possibili&#8221;. Ci si può domandare: si diventa più intelligenti se si sta a contatto con la natura ?</p>
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		<title>UN VIAGGIO IN BICI A VARESE</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2015/12/12/un-viaggio-in-bici-a-varese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2015 10:45:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione&abilità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Morandi]]></category>
		<category><![CDATA[Varese]]></category>
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					<description><![CDATA[Questi racconti sono una selezione tra gli oltre 100 che nel 2011 i bambini di 4a e 5a della Elementare Morandi scrissero sul tema &#8220;Un viaggio in bici a Varese, vero o immaginato&#8221;, nell&#8217;ambito di un progetto in collaborazione tra Docenti, Associazione Genitori e Ciclocittà. 4 A &#8211; MADDALENA Io ne ho fatti molti di giri in bici, ma il...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Questi racconti sono una selezione tra gli oltre 100 che nel 2011 i bambini di 4a e 5a della Elementare Morandi scrissero sul tema <strong>&#8220;Un viaggio in bici a Varese, vero o immaginato&#8221;</strong>, nell&#8217;ambito di un progetto in collaborazione tra Docenti, Associazione Genitori e Ciclocittà.</em></p>
<p>4 A &#8211; MADDALENA</p>
<p>Io ne ho fatti molti di giri in bici, ma il più emozionante e bello è stato quando, da piccola, a cinque anni e mezzo, sono andata alla pista ciclabile insieme alla mia famiglia. Avevo una bici molto piccola, aveva le rotelle, dietro alla sella avevo agganciato un cestino in cui avevo messo la mia bambola. Io avevo appena imparato ad andare in bici e quindi ero un po’ traballante e lenta. Ricordo che ad ogni tratto di strada mi giravo a guardare prati ed alberi perché il panorama era bello e soprattutto perché cercavo di scorgere qualche talpa. Il viaggio, per me, è stato lungo e un po’ faticoso, ma molto divertente; purtroppo si è concluso male, con un grande pianto da parte mia: al ritorno nelle ultime curve mia mamma mi ha detto:” Stai attenta e usa i freni !”. Ma io senza preoccuparmi delle raccomandazioni della mamma ho fatto una curva molto velocemente e … pum ! Mi sono rovesciata, con la bici addosso e in più sono caduta in uno dei pochi punti dove ci sono le ortiche ! Per questo ho sempre un po’ di timore quando pedalo in zone di prato, ma mi diverto comunque ad andare in bici per la città.</p>
<p>4 A EDOARDO</p>
<p>Io ho una bici, ma non è da corsa, è da salto. E’ tutta nera sulle ruote ci sono dei tubetti dove fare tutte le acrobazie possibili e piacevoli. Sulle due ruote me la cavo e la mia bici non la cambio da tre anni. Io e la mia bici siamo inseparabili; il mio tratto più lungo è stato fare tutto il giro del lago di Varese. La mia prossima tappa è fare tutto il Sacro Monte.</p>
<p>Il professore di mia sorella è partito da Varese ed è arrivato a Perugia, però a tappe.</p>
<p>La mia ultima tappa che vorrei fare è tutto il giro di Bregazzana fino ad arrivare alla Cascina Tagliata, è corto però tutto in salita !</p>
<p>Andare in bici mi diverte molto. Spero che riuscirò a fare tutte le tappe che mi vengono in mente. Anche intorno a casa mia mi diverto e gioco sulle due ruote ! Mia sorella ha una bici da corsa, è più avantaggiata di me perché è più veloce.</p>
<p>Il giro del lago l’ho fatto con mio papà e mia sorella. (…) Io quando vado in vacanza porto sempre la bici e come si può non fare un giro all’aria aperta ? Io amo andare in bici, è il mio hobby preferito e spero di non cambiarla mai perché non voglio separarmi mai più !</p>
<p>4 B A.</p>
<p>Un giorno sono andata a fare un giro in bicicletta con il mio nonno. Mio nonno ha una bicicletta elettrica che ha comprato quando si sono svolti i mondiali di ciclismo l’anno scorso nella mia città. Io invece ho una magnifica mountain bike rossa con scritte nere che mi ha regalato mia nonna per il mio compleanno appena trascorso. Io abito in una strada privata vicino all’ippodromo ma ci sono molte buche e così con la bicicletta faccio i salti acrobatici. Quando percorriamo viale Aguggiari io vado velocissima, poi troviamo il semaforo rosso e allora ci dobiamo fermare. Siamo andati alle Corti, abbiamo legato la bicicletta a un palo e siamo andati a prendere da bere al bar.</p>
<p>Dopo esserci riposati, abbiamo ripreso le biciclette e siamo andati a fare un giro per le vie della città. Mentre pedalavo dovevo stare attenta alle auto e anche ai pedoni un po’ sbadati che a volte attraversavano senza guardare. La giornata era soleggiata e ci siamo abbronzati. Mi sono veramente divertita, anche se a volte dovevo richiamare mio nonno perché lui, con la bicicletta elettrica, andava troppo veloce e io facevo fatica a stargli dietro. Spero di poter trascorrere altre giornate belle e meravigliose come questa e ringrazio tanto il mio nonno per essere sempre così gentile e premuroso con me.</p>
<p>4 B</p>
<p>Io amo molto andare in giro in bicicletta sia in giardino che sule piste ciclabili che ci sono alle porte della nostra città. Però, pur avendo questa passione, devo dire che Varese non offre dei percorsi cittadini sicuri ed adatti a noi bambini. Il traffico è intenso e le zone riservate ai ciclisti sono poche e non collegate tra loro. Il mio desiderio sarebbe quello di poter avere un percorso che dalla mia scuola arrivi al centro storico della città, già zona pedonale, dove per esempio potrei raggiungere Piazza San Vittore già punto di incontro per i bambini di Varese. Da lì andrei ai Giardini Estensi dove si potrebbe fare una sosta e una merendina. Salendo verso l’alto si potrebbe ammirare un bel panorama di Varese. Poi proseguirei ritornando al punto di partenza per arrivare alla chiesa della Brunella che, oltre ad essere la “mia chiesa” è anche questo un punto importante di ritrovo per i bambini. Da lì, con un po’ di allenamento, mi piacerebbe andare al castello di Masnago che io amo per le moste d’arte che ospita e per il bel parco che lo circonda. Come ultima tappa salirei verso S. Ambrogio alla Rasa dove ci sono percorsi rallegrati dalle spugnole e torrenti abitati da gamberetti di fiume.</p>
<p>5B Giulia Maria</p>
<p>Io e la mia bici siamo inseparabili. L’ho comprata quando avevo otto anni, ed era gigantesca ! Ci sono salita, ho provato a pedalare, ho appoggiato i piedi, ma invano: era troppo grande. Allora la misi nello sgabuzzino ed ogni mese la provavo. Fino a che, l’anno dopo, ero cresciuta abbastanza per appoggiare i piedi per terra. La mia bici è “da cross” (così mi hanno detto), è di colore blu elettrico con delle scritte bianche sparse qua e là. Il campanello è molto scomodo: è lontano e tutte le volte che lo uso mi viene un male pazzesco al dito. I primi giri li ho fatti in Piazza Monte Grappa attorno alla fontana. Poi ho inziato ad andarci a scuola, a prendere il gelato, ad andare dall’oculista, dal dentista, dal parrucchiere … Mi diverto moltissimo ad andare in bici perché l’aria fresca mi arriva sul viso, e poi … mi sento libera di esplorare il mondo, la nostra città …</p>
<p>Quando i capelli mi si scompigliano in aria, quando mi alzo in piedi mentre pedalo, quando penso a una canzone e la canto a squarciagola, quando mi vengono in mente i mille colori lì … lì mi sento bene. Non ho mai fatto un giro per Varese, ma mi piacerebbe farlo. Siccome abito al Sacro Monte, scenderei giù con la macchina, poi (in bici) passerei per il vialetto della scuola, passerei dalla Brunella, andrei alla Robur, scenderei giù e andrei in Piazza Repubblica, passerei da Piazza Monte Grappa, andrei ai Giardini Estensi e farei tutto il giro, dei giochi, della fontana, poi andrei al lago, lo farei tutto di fretta, tornerei in centro a Varese e ne farei il giro. Insomma: farei tutta la giornata in bici, sarebbe fantastico.</p>
<p>5B Daniel</p>
<p>Quando abitavo nelle Filippine, a Manila, avevo una bicicletta. La mia bicicletta era di colore grigio, con le ruote nere. Al pomeriggio, quando avevo finito di studiare, andavo con la mia bici a casa del mio amico Carl e giocavamo insieme a basket. Dopo un’ora tornavo a casa. Lungo la strada vedevo alberi, case, persone che camminavano sui marciapiedi. Mente pedalavo sentivo sulla faccia il vento caldo e mi sentivo felice. Qui a Varese non ho la bicicletta. Se l’avessi mi piacerebbe girare nel centro storico e andare a correre ai giardini pubblici.</p>
<p>5 A num 20</p>
<p>Era sabato pomeriggio e sono andata con mio papà in bici per la città di Varese perché era tanto che non ci salivo; pedalando lentamente eravamo arrivati al centro di Varese e c’era la salita di via Walder ed era proprio quella che mi è piaciuta di più. Mi sentivo libera e leggera come una piuma che volava nell’aria. Dopo ho fatto il giro delle due chiesette di Biumo Inferiore e sono ritornata indietro. Mentre eravamo per strada raccontavo a mio papà che Varese aveva sei porte e che mi piacerebbe andare a visitarle tutte. Mio papà ha detto che fa bene ritornare un po’ nel passato. Dopo aver visitato le sei porte, siamo passati dalla Porta Campagna dove scorreva il fiume Vellone e da là siamo andati al lago di Varese per stare un po’ lontani dalle cose artificiali e stare un po’ a respirare aria fresca. Arrivati alla pista ciclabile io e mio papà ci siamo messi a fare una gara e alla fine della pista ciclabile ho vinto io perché lui era tropo stanco. Ritornati a casa mi sono detto che andare in bici è meglio che andare in auto, che inquina, e poi ho detto a mio papà che ci dovremmo entrare meno spesso in auto e andare sempre con la bici.</p>
<p>5 A num 2</p>
<p>Adesso che ci sono belle giornate, mi piacerebbe fare un bel giro in bicicletta. Siccome io abito in via Crispi, andrei prima di tutto al Parco di Masnago, che è vicinissimo a casa mia. E‘ un parco molto grande, con tanti pini altissimi, un parco giochi che a mia sorella piace tanto perché c’è lo scivolo con il tubo ed un sentiero che porta al conosciuto castello di Masnago. Poi andrei verso il centro, ai Gradini Estensi. Lì mi fermerei a riposare, perché è un posto molto bello che ti mette serenità. Ci sono tanti viali, che suddividono le aiuole ricche di fiori, alcuni parco-giochi, un fossato con i pesci e le cose che preferisco. La grande fontana al centro dei giardini ed il laghetto con i cigni e le anatre. Di fronte ai Giardini Estensi si trova il panificio della mia amica Elisa e lì farei una bella scorpacciata di pizzette. Varese è chiamata Città Giardino, come la mia squadra di pallavolo e, secondo me, le si ddice proprio perché è molto verde ! Dopo passerei per il corso Matteotti e davanti alla chiesa di San Vittore, perché è zona pedonale ed è bello andarci con la bici. A me piacerebbe molto se facessero una pista ciclabile in via Crispi, perché così è pericoloso e le automobili passano veloci. Durante la strada del ritorno, mi fermerei alla gelateria Argentina, sotto casa mia, e prenderei una bella vaschetta di gelato da mangiare con la mia famiglia. Che bel viaggio sarebbe !!!</p>
<p>4 C Mattia</p>
<p>Un bel pomeriggio mio padre mi venne a prendere a scuola e mi fece notare che il sole splendeva alto e imponente. Inoltre mi propose di andare in bici al lago di Varese, ed io accettai. Ad un tratto avvistai il supermercato vicino alla pista ciclabile e capii che eravamo molto vicini. Arrivati davanti alla pista io, mio padre e mio fratello prendemmo le bici e ci incamminammo. Mio padre, con una voce un po‘ affannosa, ci chiese se volevamo fare tutto il giro della pista; all’inizio pensammo che fosse matto ma poi, pedalata dopo pedalata ci rendemmo conto che l’impresa non era impossibile. La bella giornata contribuiva a farci divertire molto ma alcuni ostacoli cercarono di rovinarci il pomeriggio. Un cane scappò da una villa e assalì mio fratello. Le sue urla giunsero fino a noi, che avevamo rallentato per colpa di un salto di catena a causa di una curva ad U. Quando lo raggiungemmo cercammo di scacciare il cane ma mi attaccò ed io, per difendermi, misi la mia bici davanti ad esso e lo spaventai con un rmoscello finchè non mollò la presa. Ripartimmo veloci stando attenti ad altri inconvenienti ma senza sapere cosa ci sarebbe successo da un momento all’altro. Un serpente ci invase la strada ed io lo schivai avvisando gli altri del pericolo, ma mio fratello, sempre distratto, investì il serpente squartandolo in due. Mentre avanzavamo sempre più lentamente,mio fratello esclamò in modo ironico: „non c’è due senza tre“. E con queso detto proseguimmo. Ma la sfortuna ci perseguitava e questa volta il protagonista fu mio padre a causa di una rovinosa caduta. Senza più voglia di continuare l’avventura, tornammo a casa stanchi, sudati e con tante cose da raccontare alla mamma.</p>
<p>4 C Federico</p>
<p>Ho scelto la pista ciclabile per il mio viaggio perchè vorrei stare a contatto con la natura, lontano dallo smog, dai rumori, dai pericoli, dal traffico e dalla frenesia della gente. Pedalare mi dà un grande senso di libertà e di tranquillità, mi permette di conoscere nuova gente di conoscere meglio me stesso, di andare dove voglio, di sentirmi solo ed in pace ma contemporaneamente anche parte di tutto ciò che mi circonda. Ciò che conta per me non è la meta ma il viaggio stesso. Infine mi piacerebe che tutta Varese ed i sui dintorni fossero attraversati da piste ciclabili, così potrei andare in giro ovunque senza pericolo come ho potuto fare qualche anno fa in Olanda dai miei zii.</p>
<p>5 C Luca</p>
<p>La mia bicicletta è una mountain bike nera, con le ruote abbastanza grandi, ha dei draghi disegnati sopra, ma l’ unico difetto è che può usare solo la marcia 6: un mio amico mi è venuto addosso sulla catena con la su BMX (mio padre non me l’ha ancora aggiustata). Un giorno, mentre avevano chiuso le strade alle macchine per le gare di bici, mentre ancora non avevano iniziato, da casa mia sono partito e sono arrivato alla rotonda con mio padre (senza bici) che mi seguiva (per controllarmi) a piedi mi disse „ Ti lascio andare fino alla Morandi: puoi fare tanti giri, quanti ne vuoi però entro un’ora perchè poi iniziano i ciclisti. Io avevo 9 anni quando l’ho fatto, c’erano i campionati 2008. Io partii, percorsi la strada fino al semaforo per bene, poi continuai. Alla mia sinistra c’era la Kolbe e a destra un parchetto dietro la fermata dell’autobus c’erano due o tre cani neri che continuavano ad abbaiare. Poi superai un paio di casette e mi fermai al bar „ Al semaforo“ per controllare l’ora (avevo sempre in mente l’inizio della gara) ero nervoso (sempre per l’inizio della gara). Arrivai alla scuola Don Bosco all’incrocio dove c’è quel negozio per la toeletta di cani per controllare di non investire nessuno (perchè passavano anche i pedoni) e poi via alla massima velocità ! Faceva un caldo … Però alla velocità a cui andavo mi arrivava dell’aria. Ero felicissimo e vedevo di sfuggita tutte le case e gli alberi, ed eccomi alla Morandi ! (che fatica ragazzi !). Poi, dopo 5 giri, tornai da mio padre che mi disse „Muoviti che stanno per partire !“ Era già passata un’ora ? Beh, per forza, avevo già fatto 5 giri ! Scesi dalla bici e mi godetti la gara. Che bello ! A proposito, le case erano a due piani al massimo, poi c’era un bosco dietro la recinzione. Alcune case erano vecchie. In quel viaggio mi sentivo libero ! Non lo dimenticherò mai quel giorno.</p>
<p>5 C Rossella</p>
<p>La mia bici è una mountain bike di colore giallo e nera ed anche molto carina. Il viaggio l’ho fatto in centro, con mia mamma e mia papà, sarebbe bello andarci perchè quando passi vedi tutte le persone che ridono e scherzano appena uscite dai negozi ed anche le strade tutte affollate. E‘ pieno di negozi, di bar di alcuni ristoranti, ma pochissimi ed in giro si trovano anche dei parchi. Mi piace andarci perchè quando vai con la bici ti arriva tutta l’aria fresca sui capelli, ridi e scherzi con i genitori e se magari ti viene voglia di mangiare qualcosa non ti devi neanche scomodare a cercare un parcheggio, come dovresti fare con la macchina.Quando vado provo tanta felicità, ma a volte provo anche un po‘ di disgusto perchè vedo alcune persone che buttano le cartacce e tutta l’immondizia nei prati che si trovano in giro, inquinando l’aria pulita. Io in strada sono molto prudente, non mi metto mai in mezzo alla strada con la bici, anche perchè non si può e poi ho anche un po‘ di paura. Anche i miei genitori sono molto prudenti, a volte anche più di me, continuano a dirmi di spostarmi di più perchè sono in mezzo alla strada anche se io in realtà sto per salire sul marciapiede se mi sposto ancora, ma non lo capiscono e continuano a dirmi sempre la stessa cosa.</p>
<p>Mentre vado vedo tantissimi negozi, alcuni sono grandissimi anche a più di due piani, altri invece sono un pochino più piccoli, la maggior parte sono negozi di vestiti, ma ci sono anche quelli di scarpe e alcuni che vendono sia vestiti che scarpe e anche di gioielli. Alcune volte mi fermo a guardare le vetrine dei negozi meravigliata da quei bellissimi vestiti, però poi arrivano i miei genitori che mi dicono di andare avanti. Io quando fanno così mi arrabbio tanto ma poi mi passa subito. In giro ci sono anche i bar con tante insegne che il giorno sono spente ma la sera si illuminano con tanti bei colori, si trovano anche dei palazzi moderni ma alcuni anche antichi. Si trovano dei giardini in giro per il centro di Varese con tanti alberi e l’erba verde scintillante. In Piazza Monte Grappa proprio al centro si trova anche un fontana molto bella ed anche un pino molto alto che a Natale viene addobbato con tante luci e palline colorate. Quando devo tornare a casa sono un po‘ dispiaciuta perchè mi piacerebbe ancora fare dei giri ma non posso. Appena arrivo a casa mi metto sul mio letto e penso a tutta la giornata.</p>
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