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	<title>mobilità &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<title>mobilità &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>VELOCISSIMA, STORIA DELL&#8217;  AUTOMOBILE</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2025/07/01/velocissima-storia-dell-automobile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 17:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedalo&Penso]]></category>
		<category><![CDATA[Alemanni]]></category>
		<category><![CDATA[automobile]]></category>
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					<description><![CDATA[VELOCISSIMA, l&#8217;industria&#160;dell&#8217;auto da Henry Ford a Elon Musk,&#160; LUISS University Press, 2025, euro 18,00. Cesare Alemanni è scrittore e consulente, si interessa di temi all&#8217;intersezione tra tecnologia&#160;e politica internazionale,&#160;economia e cultura. Per Luiss University&#160;Press ha pubblicato La signora delle&#160;merci (2023) e Il re invisibile (2024). Cura la newsletter&#160;Macro su Substack &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; Alemanni riassume la storia dell&#8217;automobile intesa non come oggetto,...]]></description>
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<p></p>



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<p><a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/velocissima-industria-della-auto-da-henry-ford-a-elon-musk-luiss-university-press/">VELOCISSIMA</a>, <strong>l&#8217;industria&nbsp;dell&#8217;auto da Henry Ford a Elon Musk</strong>,&nbsp; LUISS University Press, 2025, euro 18,00.</p>



<p><strong>Cesare Alemanni</strong> è scrittore e consulente, si interessa di temi all&#8217;intersezione tra tecnologia&nbsp;e politica internazionale,&nbsp;economia e cultura. Per Luiss University&nbsp;Press ha pubblicato La signora delle&nbsp;merci (2023) e Il re invisibile (2024).  Cura la <a href="https://open.substack.com/pub/macroo/p/macro-lindustria-delle-industrie?r=2ao5ow&amp;utm_campaign=post&amp;utm_medium=web">newsletter&nbsp;Macro su Substack</a></p>
</div>



<p class="has-text-align-center">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>



<p>Alemanni riassume la storia dell&#8217;automobile intesa non come oggetto, ma come industria automobilistica&nbsp;che  <strong>&#8220;&#8230; è stata l&#8217;espressione&nbsp;più compiuta della società&nbsp;dei consumi. L&#8217;auto non&nbsp;era solo un mezzo di trasporto, ma un&#8217;icona culturale, un linguaggio&nbsp;attraverso cui l&#8217;Occidente (e soprattutto&nbsp;l&#8217;America) raccontava&nbsp;la propria&nbsp;supremazia al&nbsp;mondo. Dalla Ford Model T alla <em>golden age</em> dell&#8217;auto americana, dalla Wolkswagen&nbsp;del miracolo tedesco alle Fiat di quello italiano,&nbsp;l&#8217;auto ha rappresentato&nbsp;l&#8217;idea stessa di modernità&#8221;</strong> (pag.211).</p>



<p>Deve essere ben chiaro che <strong>&#8220;Come forse nessuna altra industria, la sua vicenda è intrecciata con il ruolo dello Stato nell&#8217;economia. Dall&#8217;intervento pubblico nei primi esperimenti produttivi (..) all&#8217;attuale geopolitica delle batterie, l&#8217;auto ha sempre rappresentato un punto di convergenza &#8211; e dialogo reciproco &#8211; tra mercato e potere&#8221;</strong> (pag.7).</p>



<p>Uno degli elementi più gustosi per il lettore è osservare&nbsp; i pregiudizi culturali verso l&#8217;adozione di nuove tecnologie, nel dispiegarsi dei fatti storici, poi&nbsp;il loro superamento, e infine, magari, la comparsa&nbsp; di valutazioni critiche minoritarie , una volta che la tecnologia inizialmente&nbsp;avversata è adottata in modo&nbsp;massivo e diventa culturalmente&nbsp;&#8220;mainstream&#8221; .</p>



<p>Curioso che alla fine del diciannovesimo secolo fossero i primi ciclisti e loro associazioni a reclamare pubblicamente un&nbsp;miglioramento delle strade, per la sostituzione dei vecchi&nbsp;ciottolati con lisci superfici asfaltate, funzionali anche alle &#8211; poco diffuse &#8211; quattro ruote.</p>



<p>All&#8217;inizio della storia dell&#8217;auto ci sono i pionieri, e tra loro i tedeschi <strong>Otto</strong>, <strong>Daimler</strong>,<strong> Benz </strong>attivi nel perfezionamente del motore a scoppio; negli <strong>USA</strong> <strong>Henry&nbsp;Ford</strong> che nasce in un villaggio agricolo in MIchigan durante la Guerra Civile, primo di sei fratelli. Non gli piaceva né lavorare nei campi né studiare. &#8220;Non&nbsp;mi piace leggere i libri, mi confondono le idee&#8221; è uno degli aforismi a lui attribuiti.</p>



<p><strong>Henry</strong> da ragazzo si fece una reputazione nel suo villaggio riparando l&#8217;orologio di un vicino; poi a <strong>Detroit</strong> trovò lavoro in fabbrica, e fece carriera sino a poter realizzare la sua idea: un veicolo a motore che non fosse un gingillo&nbsp;per i ricchi&nbsp;ma un mezzo di trasporto alla portata di tutti, facile da usare e riparare, durevole nel tempo.</p>



<p>Questa idea si realizzò&nbsp;in sinergia con altre idee ingegneristiche e organizzative (il taylorismo) e prese forma mentre nella storia si presentavano la crisi del 1929 e&nbsp;la depressione dei primi anni trenta, poi il New Deal, la guerra e, dopo, la società dei consumi.&nbsp; Quello che accadde negli<strong>&nbsp;USA</strong> fu anche in relazione alle vicende europee, e le singole Nazioni coltivarono&nbsp;l&#8217;industria dell&#8217;auto anche per scopi bellici, poi come elemento&nbsp;chiave delle politiche economiche e sociali: occupazione, salari import-export.</p>



<p>L&#8217;auto non possedeva&nbsp;solo la forza dura dell&#8217;hardware industriale (come veniva principalmente concepita dall&#8217;<strong>URSS</strong>) ma anche quella&nbsp;suadente del <em>soft powe</em>r socio-culturale.</p>



<p>Negli <strong>USA</strong> in particolare <strong>&#8220;<em>Nuove</em> automobili raggiungevano <em>nuove</em> abitazioni viaggiando&nbsp;su <em>nuove&nbsp;</em>strade&nbsp;verso <em>nuovi</em> centri commerciali, la cui costruzione&nbsp;richiedeva <em>nuovo</em> acciaio, <em>nuovo </em>cemento,&nbsp;<em>nuova</em> gomma e, ovviamente,&nbsp;<em>nuovi</em> servizi finanziari e <em>nuovo</em> credito</strong>. (pag.87) </p>



<p>All&#8217;apice delle relative statistiche, un americano ogni sei doveva il suo impiego,&nbsp;direttamente o indirettamente, all&#8217;industria dell&#8217;auto. In Italia si attribuisce&nbsp;ad <strong>Agnelli</strong> l&#8217;adagio <strong>&#8221; Ciò che fa bene alla Fiat,&nbsp;fa bene all&#8217;Italia&#8221;.</strong></p>



<p>In questo quadro arrivano delle &#8220;crepe&#8221;: il giovane avvocato <strong>Ralph Nade</strong>r pubblica nel 1965<strong> &#8220;Unsafe at Any Speed: the Designed-In Dangers of the American Automobile&#8221;</strong> un bestseller che suscitò clamore e costrinse i grandi marchi a rispondere  (ad esempio l&#8217;introduzione della cintura di sicurezza).&nbsp;</p>



<p>Meno noti i lavori&nbsp;di <strong>Jane Jacobs</strong> <strong>&#8220;The Death and Life of Great America Cities&#8221;</strong>&nbsp;e <strong>Lewis Mumford</strong>  <strong>&#8220;The City in History &#8221; </strong>e <strong>&#8220;The Highway and the City&#8221;</strong>&nbsp;sulle conseguenze nefaste del traffico motorizzato sulla pianificazione delle città.  </p>



<p>Insomma già sul finire degli anni Sessanta <strong>&#8220;l&#8217;automobile&nbsp;divenne un emblema dei problemi e dei nuovi rischi creati dalla modernità industriale e tecnologica&#8221;</strong> (pag.104).   Inoltre&nbsp;<strong>&#8220;Idee come&nbsp;l&#8217;obsolescenza&nbsp;programmata&nbsp;o la manipolazione del desiderio per scopi di marketing&nbsp;cominciarono ad essere guardate con sospetto&#8221; </strong>(pag.105).</p>



<p>Il libro prosegue nella&nbsp;descrizione&nbsp;di crisi e trasformazioni, sino ad arrivare alle sfide odierne, con il grande balzo industriale della <strong>Cina</strong>, inaspettato, verrebbe da dire, ma lungamente preparato e voluto a livello&nbsp;governativo.</p>



<p>In <strong>Cina</strong> è avvenuto un nuovo inizio per l&#8217;<em>automotive</em>: si sono cominciate a costruire auto &#8220;intorno&#8221; a delle batterie. Qui l&#8217;uomo&nbsp;della leggenda è <strong>Wang Chuanfu</strong>, nato nel 1966 in una famiglia modesta e presto rimasto&nbsp;orfano, settimo&nbsp;di otto tra fratelli e sorelle.  Ma è un talento, si laurea&nbsp;in chimica, diventa manager poi imprenditore. Si mette in testa di costruire auto non inquinanti e &#8211; soprattutto &#8211; a basso costo. <strong>&#8220;Era il 2003 a Shenzen,&nbsp;ma, di colpo,&nbsp;sembrava&nbsp;il 1903 a Detroit&#8221; </strong>(pag.189). </p>



<p><strong>Shenzen</strong>,&nbsp;per la cronaca, in quarant&#8217;anni è passata&nbsp;da essere&nbsp;cittadina di pescatori di 25 mila abitanti a megalopoli di 18 mln di abitanti ! A <strong>Shenzen</strong> nel 1992 <strong>Deng Xiaoping</strong> tenne uno storico&nbsp;discorso in cui esortava&nbsp;gli imprenditori&nbsp;ad essere audaci, prendersi dei rischi, testare&nbsp;idee nuove e non demordere, se convinti delle loro&nbsp;intuizioni.&nbsp;</p>



<p>Siamo arrivati ad oggi e si può certamente dire che l&#8217;<em>automotive</em> occidentale, e l&#8217;Occidente nel suo complesso, soffre l&#8217;emergere di nuovi sistemi industriali e di nuove superpotenze.&nbsp;</p>



<p>A proposito di questa perdita di centralità culturale e tecnologica<strong> Alemanni</strong> nell&#8217; Epilogo del suo libro scrive<strong> &#8221; &#8230;. e se la vera innovazione non fosse solo nel cambiamento del come e del dove si producono le auto, ma del come e del perchè ci muoviamo&nbsp;?  La crisi dell&#8217;industria automobilistica mondiale&nbsp; potrebbe essere&nbsp;l&#8217;occasione per immaginare,&nbsp;in anticipo sul resto del mondo, un futuro della mobilità&nbsp;completamente diverso, che vada oltre le pesanti&nbsp;eredità (anche politiche) del Novecento&#8221;</strong>.</p>



<p>E&#8217; uno spunto prezioso per i lettori, in particolare&nbsp;per quelli già impegnati&nbsp;in questo sforzo di immaginazione e attivi nel faticoso tentativo di cambiare la cultura e la pratica della mobilità.</p>



<p>LS</p>



<p><em>Spigolature: </em></p>



<p>Una reclame del 1932 <strong>&#8220;Non è più un sogno: Fiat Balilla&#8221;</strong> su <a href="https://youtu.be/DkdTkOVLbow?feature=shared">Youtube QUI</a>  (durata 4 min 36 sec)</p>



<p>Un editoriale del giugno 2025 sulle <strong>dimissioni del CEO di Renault, Luca de Meo</strong>:   <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2025/07/QUATTRORUOTE.pdf">QUI</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ITALIANI E MOBILITA&#8217;</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2023/12/30/italiani-e-mobilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Dec 2023 20:24:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclonotizie]]></category>
		<category><![CDATA[ISFORT]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[STATISTICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ uscito il 27 novembre 2023 il 20esimo Rapporto sulla Mobilità degli italiani dell&#8217;ISFORT (*), con sottotitolo “Passato, Presente e Futuro”&#160; Ha tre sezioni: la prima è un’ampia analisi della domanda di mobilità e dei dati statistici, basati su 16.000 interviste a persone di età tra 14 e 84 anni; la seconda indaga i comparti: mobilità privata motorizzata, mobilità dolce...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>E’ uscito il 27 novembre 2023 il 20esimo Rapporto sulla Mobilità degli italiani dell&#8217;ISFORT (*), con sottotitolo “Passato, Presente e Futuro”&nbsp;</p>



<p>Ha tre sezioni: la prima è un’ampia <strong>analisi della domanda di mobilità e dei dati statistici</strong>, basati su 16.000 interviste a persone di età tra 14 e 84 anni; la seconda indaga i comparti: <strong>mobilità privata motorizzata,  mobilità dolce e micromobilità mobilità collettiva, sharing mobility</strong>; la terza la<strong> sicurezza stradale, il tema energetico e le infrastrutture</strong> (soprattutto con focus sul PNRR).&nbsp;</p>



<p>E’ una lettura necessaria, per chi si occupa di mobilità.</p>



<p>Proviamo qui a cogliere alcune notizie e riflessioni particolarmente interessanti, come ad esempio quel giudizio riassuntivo circa la <strong>resistenza delle abitudini</strong> che caratterizza la domanda di mobilità in Italia, anche in un momento storico che vede un  dibattito diffuso su nuovi modelli comportamentali necessari per affrontare il futuro.&nbsp;</p>



<p>Le statistiche storiche (su 24 anni, sino al 2022) indicano una evidente cesura causata dalla pandemia “Covid”, ma alcune tendenze non sono da essa influenzate.&nbsp;</p>



<p>Ad esempio la <strong>riduzione del numero degli spostamenti</strong>, che può trovare una delle spiegazioni nella demografia italiana (invecchiamento), ma anche della lunghezza media degli spostamenti e della relativa durata (nel 2022 si posiziona a circa 60 minuti).&nbsp;</p>



<p>Poi c’è un dato particolarmente interessante, dal nostro punto di vista: <strong>l’80% del numero degli spostamenti è sotto i 10 km e il 28% addirittura inferiore ai 2 km.&nbsp;</strong></p>



<p>Per contro oltre il 75% degli spostamenti avviene in automobile (<a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2024/01/ISFORT-PERC-SPOSTAMENTI.jpg">GRAFICO</a>)  . L’intermodalità (uso di più di un mezzo per uno spostamento) è al 3%, in ripresa ma inferiore ai livelli di pre-pandemia.&nbsp;</p>



<p>Poi i passaggi che ci dispiacciono, che riportiamo in modo esatto:&nbsp;</p>



<p><em>(&#8230;) la quota di domanda assorbita da spostamenti a piedi e in bicicletta viaggia oggi poco sopra il 20%, qualche punto in meno rispetto all’inizio del nuovo millennio (Graf. 7); l’andamento è stato declinante fino al minimo raggiunto nel 2013 (17,2%) per poi risalire fino al picco del 2020 (32,8%) chiaramente collegato alle dinamiche Covid; nell’ultimo triennio tuttavia le promesse suscitate dal forte impulso alla pedonalità durante l’emergenza sanitaria non sono state mantenute ed anzi è oggi evidente, e pronunciato, l’arretramento complessivo della mobilità attiva;&nbsp;</em>(&#8230;)  (<a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2024/01/ISFORT-PERC-SOSTENIBILI.jpg">GRAFICO</a>)</p>



<p>e ancora&nbsp;</p>



<p><em>(&#8230;) Il “tasso di mobilità sostenibile”, misurato da “Audimob” come percentuale di spostamenti effettuati con mezzi a basso impatto (trasporto pubblico, bicicletta, pedonalità) sul totale, è sceso nel 2022 sotto il 30%, dopo la punta del 2020 (38,2%) per effetto dell’esplosione della mobilità pedonale, oltre 4 punti meno del valore registrato nel 2000 (Graf. 9)&nbsp;(&#8230;)</em></p>



<p><em>(&#8230;) La mobilità dolce e “leggera” (piedi, bici, micromobilità) non è riuscita a decollare dopo gli inneschi positivi attivati durante la pandemia, complice un’evidente timidezza delle politiche pubbliche locali nel rafforzare gli strumenti di dissuasione della circolazione motorizzata e nell’incentivare le soluzioni di trasporto ecologiche attraverso infrastrutture e regole dedicate.&nbsp;(&#8230;)</em></p>



<p>Poi troviamo i dati che già conosciamo bene: il <strong>Nord-Est è al’9% per quota modale dell’uso della bici</strong>, il doppio del Nord-Ovest e più del triplo del Centro-Sud.&nbsp;</p>



<p>Nel 2022 il numero di auto possedute dagli italiani ha superato i 40 mln, con un incremento del 19% negli ultimi 20 anni (e un quadruplicamento negli ultimi 50 anni) ed un <strong>tasso di motorizzazione passato dal 58% al 68%.&nbsp;</strong></p>



<p>Nello stesso anno gli incidenti stradali sono stati 165.889, con 3.159 morti e 223.475 feriti. Si noti un dato: il 50% dei<strong> pedoni </strong>morti (ed il 68% dei feriti) è avvenuto <strong>sulle strisce di attraversamento</strong> a causa del mancato rispetto della precedenza da parte degli automobilisti <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2024/01/CDS-191.pdf">(Art.191 CdS)</a>.&nbsp;</p>



<p>Ma chiudiamo questa sintesi con un dato qualitativo di speranza che riguarda le intenzioni per il futuro:&nbsp;</p>



<p>Alla domanda <em>“rispetto all’attuale utilizzo lei vorrebbe <strong>aumentare</strong> l’uso di …..” </em> hanno risposto <strong>sì</strong>:   per l’auto il 13%, per la bici il 37%, per i mezzi pubblici il 27%.&nbsp;</p>



<p>Alla domanda <em>“rispetto all’attuale utilizzo lei vorrebbe <strong>diminuire</strong> l’uso di …..”</em> hanno risposto <strong>sì</strong>: per l’auto il 29%, per la bici il 4%, per i mezzi pubblici il 10%.&nbsp;    ( <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2024/01/ISFORT-PROPENSIONE.jpg">GRAFICO</a> )</p>



<p>In questa classifica delle buone intenzioni vince con grande distacco distacco la bicicletta ! Magra consolazione o spunto utile di riflessione per i nostri rappresentanti politici ? </p>



<p><em>LS</em></p>



<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>



<p>(*) ISFORT = Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti</p>



<p>Il Rapporto si trova <strong><a href="https://www.isfort.it/2023/11/21/presentazione-del-20-rapporto-audimob/">QUI</a> </strong>nel <strong>Testo integrale</strong> di 155 pagine, la <strong>Sintesi</strong> di 38 pagine e la<strong> Presentazione</strong></p>



<p>Sintesi da leggere sono ovviamente quelle di:</p>


</p>
<p><a href="https://www.bikeitalia.it/2023/11/30/gli-italiani-si-spostano-sempre-piu-in-auto-e-troppo-poco-in-bici/">BIKEITALIA</a></p>


<p>e di </p>



<p><a href="https://fiabitalia.it/report-isfort-2023-in-italia-la-mobilita-attiva-rimane-marginale/" data-wplink-edit="true">FIAB ITALIA</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ERA COVIDICA:  VARESE SI MUOVE ?</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2020/04/24/era-covidica-varese-si-muove/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 10:45:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Bike Varese]]></category>
		<category><![CDATA[Bike To Work]]></category>
		<category><![CDATA[Civati]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[De Simone]]></category>
		<category><![CDATA[Galimberti]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[SINDACO]]></category>
		<category><![CDATA[traffico]]></category>
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					<description><![CDATA[email inviata da ciclocitta.varese@gmail.com il 19.04.2020 *** Egr. Sig. Sindaco        Davide Galimberti, ed: Egr. Sig. Vicesindaco  Daniele Zanzi Egr. Sig. Assessore    Andrea Civati Egr. Sig. Assessore    Dino De Simone &#160; &#160; La mobilità &#8220;Post Covid&#8221; porterà criticità da valutare in anticipo. Un prevedibile minor uso dei mezzi pubblici ed un maggiore ricorso all&#8217;auto privata in quanto considerata  &#8211; ...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><em>email inviata da ciclocitta.varese@gmail.com il 19.04.2020</em></span></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Egr. Sig. Sindaco        <b>Davide Galimberti</b>,</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>ed:</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Egr. Sig. Vicesindaco  <b>Daniele Zanzi</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Egr. Sig. Assessore    <b>Andrea Civati</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Egr. Sig. Assessore    <b>Dino De Simone</b></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La <b>mobilità &#8220;Post Covid&#8221;</b> porterà criticità da valutare in anticipo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Un prevedibile minor uso dei mezzi pubblici ed un <b>maggiore ricorso all&#8217;auto privata</b> in quanto considerata  &#8211;  per comprensibile istinto più che per ragionamento  &#8211;  il mezzo di trasporto più &#8220;igienico&#8221; per spostarsi <b>aggraverà i problem</b>i già presenti prima della pandemia: morti e danni economici per gli incidenti, malattie per l&#8217;inquinamento atmosferico, congestione delle strade con stress delle persone e perdite di tempo di vita.La nostra associazione promuove da sempre l&#8217;uso della bicicletta per una migliore qualità della vita.Ebbene: ora più di prima si manifesta l&#8217;esigenza di <b>favorire la mobilità attiva</b>, soprattutto per spostamenti urbani, per avere positivi effetti sulla salute e sulle condizioni economiche e sociali dei cittadini. Si tratta, anche a Varese, di aumentare la minoranza che usa la bici e altre forme di mobilità attiva.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Una </span></span><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>proposta </b></span></span><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">generale &#8211; con proposte tecniche specifiche &#8211; è quella di Bikenomist   <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/04/BIKENOMIST-PIANO-DI-AZIONE.pdf">QUI .</a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Una </span></span><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>lettera al Governo</b></span></span><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> per evidenziare gli aspetti di emergenza e chiedere misure adeguate è stata inviata da un gruppo di associazioni, di cui FIAB fa parte  <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/04/LETTERA-AL-GOVERNO.pdf">QUI .</a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Apprezziamo quanto fatto dall&#8217;Amministrazione Comunale di Varese per il  miglioramento della sicurezza delle strade, i provvedimenti a favore della mobilità ciclistica e pedonale  (come l&#8217;intervento in corso in Largo IV Novembre, i nuovi attraversamenti pedonali ed i nuovi marciapiedi), la dissuasione della sosta e quindi del traffico automobilistico in città (che confidiamo proseguirà con l&#8217;attivazione del nuovo parcheggio di via Sempione), la realizzazione di parcheggi &#8220;scambiatori&#8221;.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Allo stesso tempo pensiamo che a <b>Varese serva adesso un ulteriore sforzo </b>operativo ed efficace per favorire l&#8217;uso della bicicletta e la pedonalità, anche nell&#8217;ottica emergenziale che stiamo vivendo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Fiab Varese nell&#8217;occasione riporta alla Sua attenzione  proposte per la città già presentate pubblicamente negli ultimi anni:</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://fiabciclocittavarese.it/2017/11/20/sentieri-urbani/" target="_blank">SENTIERI URBANI</a> ,  per il recupero di percorsi urbani per chi cammina e pedala;</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://fiabciclocittavarese.it/2019/11/18/via-manin-una-proposta/" target="_blank">COLLEGAMENTO</a>  tra Via Aguggiari e Via Manin e riqualificazione del polo scolastico di Masnago;</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">sviluppo del  <a href="https://fiabciclocittavarese.it/2018/09/17/bike-to-work/" target="_blank">BIKE TO WORK</a>   (e BikeTo School), con politiche tipiche del Mobility Management;</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://fiabciclocittavarese.it/2019/02/13/ma-quale-contromano/" target="_blank">SENSO-UNICO-ECCETTO-BICI : </a>   possibile adozione di questa innovativa variante della circolazione;</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://fiabciclocittavarese.it/2018/09/25/sul-cantiere-della-nuova-ciclabile/" target="_blank">NUOVA CICLABILE STAZIONI &#8211; CAPOLAGO</a> : possibili miglioramenti di questa nuova &#8211; e contrastata da alcuni &#8211; infrastruttura.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Inoltre servirà:</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">aumentare i <b>parcheggi bici</b> &#8211; di qualità &#8211; in prossimità di scuole, ospedali e attrattori di traffico, pubblici e privati;</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">istituire con coraggio diffuse e vaste <b>zone con limite di velocità a 30 kmh</b>;</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">ripetere &#8211; e migliorare &#8211; le politiche di </span></span><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>incentivazione economica</b></span></span><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> all&#8217;acquisto e all&#8217;uso della bici (<a href="https://fiabciclocittavarese.it/2020/01/17/varese-300-euro-per-una-bipa/" target="_blank">QUI</a> nostre idee sul recente bando comunale per E-Bike);</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">valutare una <b>micrologistica perchè anche il piccolo commercio </b>sviluppi la consegna a domicilio come leva strategica, sinora tipica della grande distribuzione e del commercio on-line;</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">realizzare, anche con segnaletica provvisoria, <b>corsie e corridoi di circolazione preferenziale</b> o riservata per le biciclette (ad esempio in via Sanvito Silvestro).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Riteniamo infine che sarebbe strategica l&#8217;adesione di Varese al gruppo dei  <a href="http://www.comuniciclabili.it/info/presentazione/" target="_blank">COMUNI CICLABILI</a>   promosso da FIAB per veicolare formazione tecnica e buone pratiche di governo della mobilità urbana, come da noi già proposto alla Sua attenzione mesi fa.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Restiamo come sempre disponibili al dialogo con gli amministratori e i funzionari interessati a questa tematica, mettendo a disposizione il punto di vista dei nostri soci appassionati ciclisti urbani.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Con i migliori saluti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Per Fiab Varese Ciclocittà</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>il presidente Leonardo Savelli</i></span></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché la mobilità va cambiata, e radicalmente</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2018/02/13/perche-la-mobilita-va-cambiata-e-radicalmente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2018 09:08:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclonotizie]]></category>
		<category><![CDATA[aria]]></category>
		<category><![CDATA[incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
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					<description><![CDATA[OGGI: Attualmente gran parte della mobilità lombarda è rappresentata dal traffico automobilistico privato. Cosa significa muoversi in auto, in moto, e con mezzi anche pubblici non elettrici o a metano? Tutti i mezzi con motore a combustione interna (benzina, diesel, metano), chi più chi meno, sono fonte di inquinamento e altri problemi. Inquinamento atmosferico ed acustico, ingorghi stradali, occupazione di...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>OGGI</strong>:</p>
<p>Attualmente gran parte della mobilità lombarda è rappresentata dal traffico automobilistico privato.<strong> Cosa significa muoversi in auto</strong>, in moto, e con mezzi anche pubblici non elettrici o a metano? Tutti i mezzi con motore a combustione interna (benzina, diesel, metano), chi più chi meno, sono fonte di <strong>inquinamento e altri problemi.</strong> <strong>Inquinamento atmosferico ed acustico</strong>, <strong>ingorghi stradali</strong>, <strong>occupazione di spazi pubblici</strong> nei parcheggi e sulle strade, e soprattutto sono <strong>fonte di incidenti stradali</strong>, con <strong>morti e feriti gravi</strong>, persone che subiscono <strong>danni permanenti</strong>, e conseguenti <strong>costi sociali</strong>. <strong>Un grosso problema di sicurezza</strong>, quindi.</p>
<p><strong>Nel 2015</strong> si sono verificati <strong>in Lombardia 32.774 incidenti stradali</strong>, che hanno causato la <strong>morte di 478</strong> <strong>persone</strong> e il <strong>ferimento di altre 45.203 </strong>(fonte  ISTAT). <strong>Nel 2015, il costo dell’incidentalità con danni alle persone è stimato</strong> in circa 17,5 miliardi di euro per l’intero territorio nazionale &#8211; 288,1 euro pro capite &#8211; e <strong>in quasi 3 miliardi di euro – 298,6 euro pro capite &#8211; in Lombardia</strong>; la regione incide per circa il 17% sul totale nazionale, facendo peggio della media italiana.</p>
<p>Tutti sappiamo della <strong>pessima qualità dell’aria che respiriamo</strong> e dei gravi problemi di salute che questo provoca:  patologie respiratorie, e nei soggetti più predisposti, il cancro (rapporto<strong> AIRC </strong>Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro). L’impatto è pesante soprattutto al Nord &#8211; Il <strong>65% della mortalità per inquinamento atmosferico  &#8211; con la Lombardia, maglia nera, a guidare la classifica delle regioni con  il tasso di mortalità più alto</strong>.</p>
<p><strong>DOMANI</strong>:</p>
<p>Buona parte della <strong>soluzione </strong>di questi problemi è rappresentata dalla <strong>mobilità sostenibile</strong>. Muoversi in bicicletta, tradizionale o a pedalata assistita, a piedi, con mezzi pubblici elettrici o a metano, rappresenta la soluzione a uno dei  maggiori problemi della nostra Regione, il traffico automobilistico, con tutto quello che questo comporta. Chi va in bicicletta <strong>non inquina</strong>, <strong>occupa spazi minimi</strong>, sia in movimento che in sosta, <strong>non fa rumore</strong>, <strong>non provoca incidenti</strong>. Pedalare fa guadagnare in salute, sia fisica che psichica, gioia di vivere e socializzazione. Si risparmia anche, cosa non secondaria: costi di acquisto e manutenzione minimi, no assicurazione, no bollo, no consumi di carburante e olio, no box. L’Olanda degli anni 70 costituiva un esempio negativo per ingorghi stradali, incidenti mortali e con feriti gravi, inquinamento atmosferico ed acustico. La svolta è venuta dall’alto. Politici illuminati hanno guidato il cambiamento del Paese, portandolo gradualmente, ma in maniera sempre più decisa, verso una mobilità alternativa e sostenibile, con i risultati che tutti oggi riconoscono: come ben spiegato nel post di <a href="https://benzinazero.wordpress.com/2017/01/25/amsterdam-era-come-roma-milano-firenze-poi-hanno-risolto/">Benzinazero</a>.</p>
<p><strong>Perché non farlo anche noi, in Lombardia?</strong></p>
<p>F<strong>C</strong></p>
<p><a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/02/Tabella-Mobilità-1.pdf" rel="">Tabella-Mobilità-1</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>MOBILITA&#8217; SOSTENIBILE, LIBRI, BAMBINI</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2015/12/13/mobilita-sostenibile-libri-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2015 21:29:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione&abilità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Morandi]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell&#8217;aprile 2014 l&#8217;Associazione Genitori della Scuola Morandi  &#8211; con l&#8217;aiuto di Ciclocittà &#8211; ha selezionato e acquistato per la Biblioteca della Scuola 13 libri adatti a varie fasce di età, utili strumenti per progetti di educazione alla mobilità sostenibile. Qui di seguito l&#8217;elenco dei libri e breve recensione di ogni titolo. ***** per i bambini più piccoli: LA CITTA&#8217; DEI LUPI BLU &#8211;...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;aprile 2014 l&#8217;<strong>Associazione Genitori della Scuola Morandi</strong>  &#8211; con l&#8217;aiuto di Ciclocittà &#8211; ha selezionato e acquistato per la Biblioteca della Scuola 13 libri adatti a varie fasce di età, utili strumenti per progetti di <strong>educazione alla mobilità sostenibile</strong>.<br />
Qui di seguito l&#8217;elenco dei libri e breve recensione di ogni titolo.</p>
<p style="text-align: center;">*****</p>
<p><strong><em>per i bambini più piccoli:</em></strong><br />
LA CITTA&#8217; DEI LUPI BLU &#8211; Viale &#8211; Giralangolo 2012<br />
LA MACCHININA NUMERO 1 -Montanari &#8211; Edizioni Arka , 2004<br />
IL FILOBUS NUMERO 75 &#8211; Rodari &#8211; Emme Edizioni 1980<br />
L&#8217;ULTIMO ALBERO IN CITTA&#8217; &#8211; Carnavas &#8211; Valentina Edizioni 2011<br />
LEO E IL MOVIMENTO &#8211; Comazzetto &#8211; Depero &#8211; Turchi , Carthusia, 2011<br />
ANDIRIVIENI &#8211; Martins &#8211; Carvalho , la Nuova frontiera , 2013</p>
<p><em><strong>per i bambini più grandi</strong></em><br />
I MEZZI DI TRASPOSTO A PICCOLI PASSI &#8211; Corgibet , Motta 2011<br />
LO SVILUPPO ECOSOSTENIBILE A PICCOLI PASSI &#8211; Stern , Motta 2010<br />
LA CITTA&#8217; A PICCOLI PASSI &#8211; Le DUc &#8211; Tordjman, Motta 2004<br />
A PIEDI &#8211; Rumiz Feltrinelli 2012<br />
STORIA DI UNA LUMACA CHE SCOPRI&#8217; L&#8217;IMPORTANZA DELLA LENTEZZA &#8211; Sepulveda , Guanda 2013</p>
<p><em><strong>per educatrici/educatori</strong></em><br />
A PIEDI NUDI NEL VERDE Oliverio &#8211; Oliverio Ferraris , Giunti 2011<br />
SCARPE BLU Mulato &#8211; Riegger &#8211; La Meridiana 2013</p>
<p style="text-align: center;">******</p>
<p><strong>A PIEDI Rumiz Feltrinelli 2012</strong><br />
L&#8217;autore racconta il suo viaggio a piedi in un territorio ricco di storia e natura: la punta meridionale dell&#8217;Istria.<br />
Sono narrate le avventure del viaggiatore solitario e le sue piccole e grandi emozioni, ma anche fatti storici, note geografiche, naturalistiche, culturali.<br />
Il giovane lettore corre soprattutto un rischio: essere contagiato dalla passione di Rumiz per la bellezza del camminare.<br />
Oltre ad utili consigli tecnici (quali scarpe scegliere, cosa mettere nello zaino), l&#8217;autore ci tiene a &#8221; incitarvi a mollare gli ormeggi e andare, perchè camminare rischiara la mente, conforta il cuore e cura il corpo&#8221;.<br />
Una piacevole e istruttiva lettura quindi con il possibile effetto collaterale di far venire una gran voglia di partire zaino in spalla.<br />
<strong> LA CITTA&#8217; A PICCOLI PASSI Le Duc &#8211; Tordjman, Motta 2004</strong><br />
Libro dalle ricchissime potenzialità didattiche, è diviso in sezioni (quella storica, urbanistica, sociologica, economica, etc.) ognuna con brevi paragrafi , molte illustrazioni, notizie e curiosità (es: Milano = città di mezzo &#8230;) e suggerimenti per ricerche sul campo ( quale è l&#8217;origine del nome della città in cui vivi ? Ci sono quartieri specializzati in attività economiche ? Se fossi uno scoiattolo avresti abbastanza alberi per spostarti nella tua città ?).<br />
Il libro contiene un glossario, un elenco delle città citate nel libro, che appartengono a tutti gli stati del mondo.<br />
Indispensabile per chi da grande vuole fare l&#8217;architetto, il politico, o anche &#8230; il giramondo !<br />
Non manca qua e là il tocco poetico &#8220;Una città diventa un universo quando si ama anche solo uno dei suoi abitanti &#8221; (Durell)</p>
<p><strong>LO SVILUPPO ECOSOSTENIBILE A PICCOLI PASSI Stern , Motta 2010</strong><br />
&#8220;Alcuni però hanno cominciato a chiedersi se l&#8217;uomo non sia andato un pò troppo lontano, un pò troppo veloce e se non stia rendendo il suo bel pianeta una terra invivibile&#8221;.<br />
Questo quesito scomodo è nella introduzione: il resto è un tentativo, ben riuscito, di spiegare cosa significa sviluppo sostenibile, solidarietà, principio di precauzione, responsabilità. Si spiega come le nazioni del mondo tentino di darsi dei programmi di azione contro l&#8217;effetto serra, i consumi eccessivi di risorse non rinnovabili, la deforestazione. Alla fine ci sono i capitoli &#8220;la tua casa e la tua scuola ecosostenibile&#8221; e il fondamentale &#8220;6 cattive ragioni per non fare nulla&#8221;.<br />
Indispensabile per chi da grande vuole fare l&#8217;ambientalista e per chi, semplicemente, vuole essere consapevole dell&#8217; aria che tira là fuori &#8230;</p>
<p><strong>I MEZZI DI TRASPORTO A PICCOLI PASSI Corgibet , Motta 2011</strong><br />
Andare a piedi è bello, ma alla lunga viene voglia di inventarsi qualcos&#8217;altro, che sò la ruota per esempio. Così il libro è un viaggio nei modi che l&#8217;uomo ha trovato per spostarsi per commerciare esplorare fare la guerra. Si descrivono i vari tipi di camion, di navi, i vari tipi di carburante.<br />
Fondamentale il capitolo &#8220;muoversi con intelligenza in città &#8221; dove si descrivono i vantaggi di usare mezzi alternativi all&#8217;auto ed il senso di eventi quali le settimane europee della ecomobilità.<br />
Non manca uno sguardo al futuro e alle invenzioni imminenti e meno.<br />
Un libro forse non solo per bambini, ma utile anche per far venire qualche pensiero &#8220;divergente&#8221; agli adulti.</p>
<p><strong>LA CITTA&#8217; DEI LUPI BLU Viale , Giralangolo 2012</strong><br />
C&#8217;è una città molto ordinata e laboriosa ma anche, come dire, molto uniforme: tutto è blu e solo blu. I lupi che la abitano, le automobili, le tovaglie, anche l&#8217;arcobaleno ha un solo colore: il blu appunto.<br />
Un giorno arriva in città un lupo rosso su una bici rossa, che fischietta e va in giro . Potete capire lo shock: la città si blocca, intervengono le autorità. Il lupo rosso è un elemento di disordine intollerabile.<br />
Per vedere come va a finire (non male, ovviamente) basta immergersi in questo libro grande e colorato, che diverte i bimbi e dà speranza a quegli adulti che considerano il conformismo una malattia pericolosa della società.</p>
<p><strong>ANDIRIVIENI Martins &#8211; Carvalho , la Nuova frontiera , 2013</strong><br />
&#8220;Ir e Vir&#8221; il titolo originale di questo libro che viene dal Portogallo e che finisce con questa frase &#8220;forse non sarebbe sbagliato ricordare che i piedi non esistono solo per usar le scarpe e la testa non serve solo a usare il cappello&#8221;.<br />
Le pagine che precedono sono un veloce &#8220;filmato&#8221; molto colorato della storia dell&#8217;uomo che si sposta, dai tempi primitivi ai tempi della globalizzazione.<br />
L&#8217;originalità del libro è però questa: si confronta l&#8217;efficienza degli spostamenti umani con quella degli altri animali. Così scopriamo che le rondini in nove mesi percorrono 20.000 chilometri su e giù per il mondo, senza aiuto di alcun motore !<br />
Della serie: l&#8217;uomo è un animale solo un po&#8217; &#8220;diverso&#8221; dagli altri &#8230;</p>
<p><strong>LA MACCHININA NUMERO 1 Montanari , Edizioni Arka , 2004</strong><br />
Un padre e un figlio che amano andare in giro insieme in auto. Ma con una differenza: l&#8217;adulto ama la velocità, il piccolo osservare fuori dal finestrino. Così un giorno vedono un avviso che dice che si terrà una gara di automobiline a pedali per bambini.<br />
Il padre corre a noleggare la macchinina numero 1 e sogna il podio più alto per il suo bimbo, il quale fa suo tutto l&#8217;entusiasmo paterno ma, durante la gara, non resiste alla sua natura di attento osservatore.<br />
Dunque la classifica finale della gara non rispetterà le aspettative, ma la fine della storia sì, perchè il bel legame tra adulto e bambino si rafforzerà.</p>
<p><strong>L&#8217;ULTIMO ALBERO IN CITTA&#8217; Carnavas , Valentina Edizioni 2011</strong><br />
Storia delicata che ci arriva dagli antipodi (Australia) con frasi molto brevi e disegni molto espressivi. C&#8217;è un bimbo che abita in una metropoli e va in giro con il suo triciclo. Il suo luogo preferito ? L&#8217;ultimo albero della città, su cui si arrampica e passa ore felici.<br />
Un giorno al posto del suo albero trova solo la base del tronco: è stato tagliato. Grande la tristezza del bimbo che però si accorge che per terra è rimasto un piccolo rametto. Si prende cura di lui e miracolosamente riesce a riprodurre altri alberi con i quali rinverdisce tutta la sua città.<br />
Una fiaba un po&#8217; magica, quello che serve per far respirare ossigeno buono alla mente.</p>
<p><strong>IL FILOBUS NUMERO 75 &#8211; Rodari- Emme Edizioni 1980</strong><br />
Una storiella che il varesino Rodari ambienta nella città di Roma. Come spesso succede nei suoi racconti c&#8217;è qualcosa che impazzisce, in questo caso è il filobus che cambia incomprensibilmente il consueto percorso e si ferma in un parco. Lo sgomento dei passeggeri è grande come la loro preoccupazione di far tardi al lavoro. Ma poi uomini e donne si lasciano conquistare dalle lusinghe della primavera: fiori, prati profumati, fragole. E alla fine Rodari giustifica questa inaspettata &#8220;ricreazione&#8221;: è il 21 marzo, come è scritto sui giornali, e il primo giorno di primavera tutto è possibile.</p>
<p><strong>LEO E IL MOVIMENTO Comazzetto &#8211; Depero &#8211; Turchi , Carthusia, 2011</strong><br />
Leo è un bimbo che solitamente va a scuola in auto, con mamma o papà, sempre frettolosi e per questo salta anche la colazione. Il suo amico Ziyad invece va piedi, lo vede tutti i giorni camminare sul marciapiede.<br />
Ma un giorno però il nonno di Leo è incaricato di accompagnarlo, questa volta a piedi, così il piccolo si sveglia in anticipo e fa una buona colazione. Per strada incontra Ziyad e da quel giorno Leo andrà sempre a piedi.<br />
Storia per i più piccoli, apertamente pedagogica, con bei disegni.<br />
In fondo al libro ci sono proposte di attività concernenti il camminare nel percorso casa-scuola e giochi di osservazione.</p>
<p><strong>STORIA DI UNA LUMACA CHE SCOPRI&#8217; L&#8217;IMPORTANZA DELLA LENTEZZA Sepulveda , Guanda 2013</strong><br />
Primo in classifica nelle vendite per molte settimane, questo libro nasce &#8211; dice Sepulveda &#8211; per rispondere alla domanda di un suo nipotino : &#8220;Perchè è così lenta la lumaca ?&#8221;<br />
C&#8217;è quindi un doppio livello nel racconto: una storia, la cui trama incuriosisce i piccoli, ma anche una &#8220;filosofia&#8221;, che evoca &#8211; negli adulti &#8211; alcuni dilemmi culturali del nostro tempo.<br />
Non si può non simpatizzare con la lumaca che si chiede perchè non ha un nome e che senso ha la lentezza, se non altro per la durezza con cui la trattano le sue consimili quando pone loro questi quesiti. Così la lumaca cerca aiuto fuori dalla sua &#8220;comunità&#8221; e lo trova soprattutto nella tartaruga di nome Memoria, che sceglie anche un nome per lei: Ribelle. La tartaruga ha conosciuto gli umani da vicino, spiega a Ribelle tante cose e soprattutto la rende consapevole di un fatto: presto il prato che ospita le lumache e altri piccoli animali sarà asfaltato.<br />
Inizia quindi l'&#8221;epopea&#8221; della lumaca, che scoprirà il senso della lentezza ma anche le difficoltà di farsi guida di un cambiamento &#8211; cercare un altro prato &#8211; che risulta  incomprensibile alle altre lumache, del tutto inconsapevoli del pericolo che incombe.<br />
Storia lenta, ovviamente, da leggere con calma e magari in più &#8220;puntate&#8221;, ma adatta a suscitare dibattito e dialogo se oggetto di lettura collettiva.</p>
<p><strong>SCARPE BLU &#8211; Mulato, Riegger &#8211; Edizioni La Meridiana , 2013.</strong><br />
Il libro nasce intorno ad una fiaba, che ha per protagonisti due bambini: un giorno &#8211; camminando verso la scuola &#8211; si imbattono in un secchio di vernice blu: ne nasce un incidente con effetti clamorosi ed imprevisti, ma positivi.<br />
In realtà è un manuale che raccoglie anni di esperienze e ricerche sul tema della qualità della vita urbana, della salute, del rapporto tra bambini e città ed è diviso in due parti.<br />
La prima &#8211; &#8220;Abitare il corpo, la scuola e la città&#8221; &#8211; definisce il tema dell&#8217;educazione al movimento come educazione alla convivenza civile e alla cittadinanza attiva, con il contributo di pediatri, psicologi, educatori.<br />
Si auspica un bambino protagonista attivo di progetti per muoversi a piedi in città, soprattutto nel percorso casa-scuola, elencando esperienze realizzate.<br />
La seconda &#8211; &#8220;Manuale pratico per muoversi in città con le Scarpe Blu&#8221; &#8211; è un elenco di giochi motori e attività didattiche: dal riconoscimento dei segnali stradali alla &#8220;campana&#8221; in tutte le varianti, dal confronto tra come andavano a scuola i nonni e come ci si va oggi al disegnare una mappa, dall&#8217;inventare acrostici al percorrere un labirinto.<br />
ll libro si ispira ad una idealità (promuovere stili di vita salubri), ma anche ad una grande concretezza (c&#8217;è persino la check list dei progetti di educazione alla mobilità).<br />
E&#8217; certamente uno strumento prezioso per chi vuole lavorare alla costruzione di rapporti più civili tra gli abitanti della città &#8230; e la cronaca quotidiana ci dice quanto necessario sia questo lavoro !</p>
<p><strong>A PIEDI NUDI NEL VERDE Oliverio &#8211; Oliverio Ferraris, Giunti, 2011.</strong><br />
Si nota nel testo il contributo della filosofa e quello della psicologa, tali essendo le professioni delle due autrici. Si legano i racconti di casi veri di varie scuole alle teorie pedagogiche più note. Soprattutto si considera un problema la riduzione, rispetto a qualche decennio fa, di spazi per il movimento libero dei bambini nella natura, anche quella presente dentro le città come parchi e giardini, e si citano esempi vittoriosi di riappropriazione dei cittadini di spazi urbani comuni.<br />
&#8220;Le paure eccessive e i pericoli reali&#8221; e &#8220;Il ritorno delle biciclette&#8221; sono due capitoli tra i più stimolanti.<br />
Ma ad essere centrale è soprattutto la considerazione che movimento libero e apprendimento sono connessi: anche la creatività ad esempio, si basa su un pensiero che esplora e non ha paura di sbagliare.<br />
&#8220;A chi sostiene che internet abbia sostituito la natura, si può rispondere che nessun ambiente virtuale è in grado di stimolare tutti i nostri sensi (&#8230;) l&#8217;imperfezione della natura lascia spazi di imprecisione e di incertezza che consentono alla mente una maggiore libertà nel prefigurare interventi ed esiti possibili&#8221;. Ci si può domandare: si diventa più intelligenti se si sta a contatto con la natura ?</p>
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