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	<title>Manifestazione &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>Passo con il rosso ?</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2018 10:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varese Città]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ciclista che passa con il semaforo rosso è un incosciente, prepotente, soggetto pericoloso per se’ e gli altri ?   Può essere così, ma in certe specifiche situazioni è semplicemente un utente della strada che fa la scelta meno rischiosa.   Questa affermazione non sorprenderà i ciclisti urbani, ma sembrerà controintuitiva &#8211; e magari anche una istigazione a violare...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ciclista che passa con il semaforo rosso è un incosciente, prepotente, soggetto pericoloso per se’ e gli altri ?   Può essere così, ma in certe specifiche situazioni è semplicemente un utente della strada che fa la scelta meno rischiosa.   Questa affermazione non sorprenderà i ciclisti urbani, ma sembrerà controintuitiva &#8211; e magari anche una istigazione a violare la legge &#8211; a tutti gli altri.</p>
<p>E’ però un fatto che le infrastrutture viarie e le regole di circolazione sono fatte quasi tutte a misura di auto, mentre la bici è un mezzo di trasporto particolare, perché il ciclista è quasi sempre più simile al pedone che ad un veicolo a motore.</p>
<p>Vi proponiamo un   <strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://framadrive.org/s/ckgnLraB6sA8H9q">VIDEO</a>   </span></strong>che arriva dalla Francia e mostra,  per un tipico caso di incrocio urbano complicato,  soluzioni possibili che tengono conto delle esigenze dei ciclisti: quanto ci piacerebbe che i nostri amministratori sperimentassero  regole di questo tipo !</p>
<p>Certo se la riforma del Codice della Strada fosse stata approvata al Senato dopo aver superato l’esame della Camera, noi sostenitori di una nuova mobilità non &#8220;auto-centrica&#8221;  avremmo delle possibilità maggiori di essere accontentati.</p>
<p>E invece è ancora lunga la strada da percorrere per arrivare ad una nuova mobilità, e pure lastricata di malintesi.  Come il conflitto che si è generato a causa di una  &#8220;campagna sicurezza&#8221;   promossa da Fondazione Ania e Federciclismo: questo il   <span style="color: #ff0000;"><strong> <a style="color: #ff0000;" href="https://www.youtube.com/watch?v=1XQR2EiV7Ek#action=share">Trailer</a></strong></span>   dei video didattici  che hanno suscitato reazioni da parte di alcuni soggetti, tra i quali Fiab e Bikeitalia, sul cui sito   <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="https://www.bikeitalia.it/2018/02/15/lo-spot-della-vergogna-criminalizza-pedala/">Manuel Massimo</a></strong></span>   si è occupato di criticare e polemizzare.     Conflitto disgraziato, secondo me, perché l&#8217;unità dei ciclisti è necessaria per ottenere un cambiamento vero.</p>
<p>Intanto, in attesa di chiarirsi ed unire le forze, la parte ambientalista del mondo dei ciclisti si dà appuntamento a <strong>Roma sabato 28 aprile</strong> per una manifestazione con un ambizioso   <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://bicifestazione.it/cosa-vogliamo/">MANIFESTO</a></strong></span>    cui abbiamo aderito come Ciclocittà.   E qualcuno di noi sarà certamente presente nella capitale.</p>
<p>Leonardo S.</p>
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