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	<title>LIMONE &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>ALTA VIA DEL SALE</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 14:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Lunedì 7 luglio In nove&#160; partiamo da Varese per pedalare sulla Alta Via del Sale, escursione per Mountain Bike pensata e organizzata&#160;da Alessandro. Siamo 6 uomini e 3 donne,&#160; 4 MtB tradizionali e 5 bici a pedalata assistita (di queste una Gravel). Le auto le parcheggiamo presso lo Chalet Le Marmotte&#160;a 1800 mt, vicino al Colle di Tenda, a pochi...]]></description>
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<p><strong>Lunedì 7 luglio</strong></p>



<p>In nove&nbsp; partiamo da Varese per pedalare sulla <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.altaviadelsale.com/ita/#inline-auto911" target="_blank">Alta Via del Sale</a>, escursione per Mountain Bike pensata e organizzata&nbsp;da Alessandro. Siamo 6 uomini e 3 donne,&nbsp; 4 MtB tradizionali e 5 bici a pedalata assistita (di queste una Gravel). Le auto le parcheggiamo presso lo <a rel="noreferrer noopener" href="http://www.chaletlemarmotte.com" target="_blank">Chalet Le Marmotte</a>&nbsp;a 1800 mt, vicino al Colle di Tenda, a pochi km da Limone Piemonte che però sta a 1009 mt e che&nbsp;beneficia&nbsp;di una linea ferroviaria che ci servirà per il ritorno.</p>



<p>Presso lo Chalet&nbsp; inizia lo sterrato della Via del Sale, ovvero <strong>Strada ex&nbsp;militare Monesi &#8211; Col di Tenda</strong> e poco avanti si trova il &#8220;casello&#8221; dove auto, moto, bici (non i pedoni) pagano un pedaggio:&nbsp;per le bici solo 1 euro. La strada è panoramica e ci impressiona per la bellezza, il silenzio, i colori. Il clima è confortevole&nbsp;con il&nbsp;sole,&nbsp;ma qualche banco di nebbia che viene e poi va ci rinfresca, ci raffredda&nbsp;anche, per qualche momento ci fa rabbrividire: ma i 40 km circa fino alla meta&nbsp;della prima tappa, il <a href="https://rifugiolaterza.it/">Rifugio La Terza&nbsp;</a> a 2.060 mt dove dormiremo, sono impegnativi, prevalentemente in salita, quindi ci si scalda.</p>



<p>L&#8217;arrivo è dopo un bivio un po&#8217; ambiguo e una forte discesa, il gruppo è ormai decisamente &#8220;allungato&#8221;, quindi è un sollievo per tutti perchè qualche contrattempo (foratura, caduta) è capitato, abbiamo anche aiutato un motociclista solitario a rialzare la moto (il fondo&nbsp;è davvero&nbsp;sconnesso). L&#8217;ottima cena non è sufficiente a tutti per recuperare, ci vorrà anche una bella dormita. Mariangela, che frequenta da anni l&#8217;alta montagna,&nbsp;ci spiega&nbsp;tutte le virtù del &#8220;canarino&#8221;, bevanda a base di acqua e limone.</p>



<p>Accettiamo volentieri, come è giusto, di adattarci ad alcuni&nbsp;piccoli disagi dovuti ad un fulmine che&nbsp; il giorno prima ha colpito&nbsp;il Rifugio, compensati da una posizione panoramica notevole (si vede in lontananza anche il mare, e dalla calda ospitalità dei gestori.</p>



<p><strong>Martedì 8 luglio</strong></p>



<p>Ripartiamo dopo una ben calorica colazione e dopo una&nbsp;sosta presso l&#8217;imponente statua del Redentore, che&nbsp; dall&#8217;Italia guarda&nbsp;la <strong>Francia</strong>, ed il mare,&nbsp; per prendere una via inizialmente&nbsp;in discesa ma molto&nbsp;sconnessa: incontriamo infatti alcuni ciclisti molto provati che salgono da quote più basse. Il dislivello è dunque gestibile, la strada diventa poi anche ben pedalabile perchè il fondo&nbsp;migliora, ma ad un incrocio troviamo indicazioni stradali di luoghi vari, alcuni ben copnosciuti da molti del gruppo. Qui si verifica una divisione del gruppo, dopo argomentata discussione. Una parte di noi è fatalmente tentata dalla discesa in asfalto. Chiamiamoli gli <em>&#8220;scissionisti&#8221;</em> e sono 4. Gli altri 5, chiamiamoli i <em>&#8220;disciplinati&#8221;</em>, sono quelli che seguono il capo-gita, cioè Alessandro, fiduciosi in lui, nei panorami promessi e soprattutto nel cartello <strong>Rifugio Allavena</strong> presente lungo lo sterrato, che in effetti presenta un poco di salita. &nbsp;Chi scrive fa parte del secondo gruppo e può testimoniare che non era certo la scelta sbagliata.&nbsp;Le <strong>Alpi&nbsp;Marittime</strong>&nbsp;sono uno spettacolo, uniscono paesaggio montano e macchia mediterranea, con una vista sul mare che alimenta il buon umore e in qualche modo&nbsp;indica la strada.</p>



<p>La sosta al <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.nuovorifugioallavena.it/index.html" target="_blank">Rifugio Allavena</a> è decisamente&nbsp;rinfrancante, perciò ci prendiamo tempi comodi, consci che il chilometraggio residuo è ragionevole.</p>



<p>Dopo la sosta anche per noi asfalto in discesa,&nbsp;ma non sono finiti i luoghi meritevoli di visita. Ci fermiamo infatti a <strong>Pigna</strong>, per vedere il borgo, la cattedrale&nbsp;e i dintorni.</p>



<p>Poi arriviamo al cospetto del castello&nbsp;di <strong>Dolceacqua</strong>.&nbsp;<strong>Bordighera</strong>&nbsp;è vicina, e tramite strade&nbsp;secondarie ciclabile (ben fatta) arriviamo a <strong>Vallecrosia</strong>, presso la <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.casavallecrosia.it/it/" target="_blank">Casa Valdese</a> dove faremo cena e pernotteremo&nbsp;in ampia camerata (maschi da una parte,&nbsp;femmine dall&#8217;altra), non prima di una escursione serale alla parte alta di <strong>Ventimiglia</strong>, vista Porto&nbsp;con luna piena.</p>



<p><strong>Mercoledì&nbsp;9 luglio</strong></p>



<p>Ripartiamo dopo una colazione &#8220;coloniale&#8221; (nel senso in apprezzato stile&nbsp;colonia estiva di vecchia memoria), per raggiungere&nbsp;la <strong>stazione</strong>. E&#8217; mercoledì, non ci dovrebbe essere l&#8217;affollamento&nbsp;dei fine settimana ma prendere il treno regionale <strong>Ventimiglia-Cuneo</strong> delle 10:39 (partenze quattro volte al giorno) ci regala qualche momento&nbsp;adrenalinico, soprattutto perchè non c&#8217;è il vagone per bici e dobbiamo dividerci per non essere&nbsp;troppo&nbsp;ingombranti. La sorte vuole che ci imbattiamo in una giovane Capotreno dai modi più garbati e al tempo stesso efficienti che si possano incontrare. Lei tranquillizza&nbsp;gli utenti abituali, che evidentemente conosce, sistema noi turisti-ciclisti, alza energicamente valigie per posizionarle sugli appositi supporti pensili, trova anche il tempo di fare un complimento ad un gatto intimidito nel trasportino&nbsp;di una viaggiatrice. Il viaggio è una piacevole sorpresa:  scopro, a posteriori, che la linea&nbsp;è considerata una delle <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Cuneo-Limone-Ventimiglia" target="_blank">10 più belle al mondo</a> ed ha una storia notevole, dal punto di vista ingegneristico e politico.  I pochi convogli, trainati da una motrice a gasolio, risalgono il dislivello che abbiamo disceso il giorno prima tra tunnel e precipizi, a tratti in modo elicoidale .&nbsp;</p>



<p>A <strong>Limone</strong> scendiamo, alcuni di&nbsp;noi hanno&nbsp;fatto&nbsp;amicizia come&nbsp;accadeva una volta sui&nbsp;treni.&nbsp; Questa esperienza in treno vale un viaggio di per sè. Per noi che veniamo da due giorni entusiasmanti&nbsp;di MtB è un eccellente coronamento. Non ci abbatte il morale nemmeno l&#8217;aver dimenticato uno zaino sul convoglio: per me e per Danilo&nbsp;sarà l&#8217;occasione di vedere la stazione di Cuneo&nbsp;dove lo ritroveremo più tardi, passando in auto, presso l&#8217;ufficio Polfer.</p>



<p>Il finale è presto detto: mentre 6 di noi si fermano a <strong>Limone </strong>per pranzare, incontrando anche soci di <strong>Fiab Cuneo</strong> in gita ufficiale, 3 di noi con le bici a pedalata&nbsp;assistita risalgono i tornanti, per&nbsp;riprendere le auto e rientrare nei confini lombardi.</p>



<p>Partecipanti alla escursione&nbsp;Alta Via del Sale del 7-8-9 luglio 2025: Alessandro, (capogita)&nbsp;Eleonora, Gabriella, Mariangela, Danilo, Enzo, Leonardo, Nando, Renzo</p>



<p>PS: grazie per la bella compagnia (e per le belle foto).  </p>



<p><em>Leonardo</em></p>
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