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	<title>ITALIA &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>UNA VERA ESPLORATRICE IN BICICLETTA</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2016 16:15:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tanti progettano e realizzano viaggi per il mondo in bicicletta, ma quello di Mila Brollo, 58 anni, affetta da diabete, madre di tre figli, che ha preso 2 mesi di aspettativa non retribuita dal lavoro per percorrere 2.000 km da Gemona del Friuli a Lampedusa, è davvero particolare. I dettagli sono sul sito dell&#8217;Ansa: il Viaggio di Mila. Il suo non è...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tanti progettano e realizzano viaggi per il mondo in bicicletta, ma quello di Mila Brollo, 58 anni, affetta da diabete, madre di tre figli, che ha preso 2 mesi di aspettativa non retribuita dal lavoro per percorrere 2.000 km da Gemona del Friuli a Lampedusa, è davvero particolare. I dettagli sono sul sito dell&#8217;Ansa: <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2016/03/10/dal-friui-a-lampedusa-con-la-bici-del-futuro-limpresa-si-fa_0edba8d7-649d-4df3-8937-128c0c6fcde4.html">il Viaggio di Mila</a>. Il suo non è un viaggio in solitaria: è sostenuta da ricercatori scientifici e associazioni (anche Fiab), seguita dalla trasmissione radiofonica Caterpillar. È perciò un viaggio &#8220;partecipato&#8221;, in cui ci sono tante chiavi di lettura. Non ultima quella geografica, perché scegliere Lampedusa come meta partendo dal nord (quando c&#8217;è un popolo migrante che ci arriva sfinito, quando ci arriva, dall&#8217;Africa) attraversando tutta l&#8217;Italia, significa secondo me fare un vero viaggio di esplorazione.</p>
<p>Mi sono tornate in mente le parole che ho letto visitando (<em>al Palazzo della Ragione di Milano, gennaio 2015)</em> la mostra di foto e scritti di Walter Bonatti, del quale qui riporto fedelmente una riflessione del 1969:</p>
<p><em>&#8220;.. esistono ancora terre inesplorate ?  Per chi considerasse queste terre soltanto come ostacoli, come un dovere dell&#8217;uomo di superare e &#8220;civilizzare&#8221;, la risposta è già stata data.   Per chi invece (come io spero) formulasse la domanda con un certo rimpianto, come per un tesoro perduto, rispondo che, a mio parere, il vero pericolo di esaurire la possibilità di &#8220;esplorare&#8221; dipende non tanto dalla mancanza di foreste o montagne sconosciute quanto dall&#8217;alterarsi del nostro spirito.  Una nuova era esplorativa può dunque nascere oggi stesso, e forse qualcuno l&#8217;ha già inaugurata: è l&#8217;era dell&#8217;esplorazione introspettiva, umana (&#8230;)</em></p>
<p><em>(&#8230;..)  attraverso la sensibilità che filtra l&#8217;impresa del moderno esploratore, questa nostra vecchia Terra apparirà, come per incanto, inesauribilmente inesplorata.&#8221;</em></p>
<p>Bonatti si riferiva più che altro al mondo naturale, ma penso che le sue parole si possano estendere anche al territorio fatto di persone e comunità: in entrambi i casi per conoscere davvero dobbiamo esserci &#8220;fisicamente&#8221;, come sta facendo, in questa primavera 2016, Mila Brollo con la sua bicicletta.</p>
<p>ls</p>
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