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	<title>Genova &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<title>Genova &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>DAL LAGO MAGGIORE ALLA LIGURIA E RITORNO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2023 07:04:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Una settimana di ferie e previsioni di bel tempo per noi significa: viaggio in bici (ma sarebbe stato lo stesso con tempo incerto!). Partendo da casa a Ispra vogliamo raggiungere pedalando la Liguria, ma siccome la meta non è mai lo scopo di un viaggio, decidiamo di esplorare la Valtrebbia.Partiamo la prima domenica di settembre seguendo le familiari piste lungo...]]></description>
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<p>Una settimana di ferie e previsioni di bel tempo per noi significa: viaggio in bici (ma sarebbe stato lo stesso con tempo incerto!). </p>



<p>Partendo da casa a <strong>Ispra</strong> vogliamo raggiungere pedalando la <strong>Liguria</strong>, ma siccome la meta non è mai lo scopo di un viaggio, decidiamo di esplorare la <strong>Valtrebbia</strong>.<br>Partiamo la prima domenica di settembre seguendo le familiari piste lungo i navigli. A <strong>Pavia</strong>, nello sterrato che ci porta sotto il ponte coperto per una foto ricordo, incontriamo il <em>tribulus terrestris</em>,una pianta erbacea dai gradevoli fiorellini gialli che sembrerebbe anche ricca di proprietà medicinali<br>e perfino afrodisiache. I suoi semi spinosi però si incuneano infidamente nei copertoni e, in un colpo solo, foriamo tre gomme. Scopriamo che il tribulus, come certificato dal nome, è un incubo per i ciclisti: ci dicono che da luglio a settembre meglio evitare gli sterrati pavesi e piacentini, a meno di<br>montare i tubeless. Fortunatamente nelle nostre zone non sembrerebbe esistere (ancora). Sostituzione delle camere d’aria come in catena di montaggio e ripartiamo, fino a <strong>Stradella</strong>, meta del nostro primo giorno.</p>



<p>La <strong>Valtrebbia</strong> la percorriamo in due tappe, risalendo il fiume. Nel primo tratto, da <strong>Piacenza</strong>, il Trebbia forma un ampio greto di sassi. Chissà come deve essere sembrato ad Annibale che ha attraversato con gli elefanti proprio questa valle. Dopo il ponte di <strong>Tuna</strong> non si può mancare il grosso<br>elefante che ricorda la battaglia del Trebbia del 218 a.c. Il paesaggio poi si fa collinare e bucolico fino a <strong>Bobbio</strong>, dove pernottiamo senza farci sfuggire la visita dell’abbazia di <strong>San Colombano</strong> e del<br>bellissimo <strong>Ponte Gobbo</strong> che, secondo alcuni critici, sarebbe raffigurato sullo sfondo della Gioconda.<br>Da <strong>Bobbio</strong> il fiume si fa incassato e dall’alto della strada che percorriamo, asfalto perfetto e pochissime auto, ammiriamo le pareti a strapiombo e i meandri. Sembra proprio che Hemingway avesse ragione quando scrisse della Valtrebbia come la più bella valle del mondo.  Arriviamo a<br><strong>Torriglia</strong> dopo la salita da <strong>Montebruno</strong>. Torriglia è un caratteristico borgo ligure tra le montagne, un<br>tempo la “Cortina della Liguria”, ma oggi trascurata dai i turisti che preferiscono mete più esotiche.<br>Queste montagne sono però anche un crocevia di percorsi escursionistici, ed infatti nello storico<br>albergo della Posta, fondato nel 1906, dove passiamo la notte, ci siamo solo noi e un gruppo di camminatori. </p>



<p>Ma <strong>Torriglia</strong> è anche la capitale italiana degli extraterrestri: nella notte tra il 6 e il 7 dicembre 1978 il metronotte Pier Fortunato Zanfretta, racconta di un incontro ravvicinato con gli<br>alieni. Da allora<strong> Torriglia</strong> accoglie appassionati di tutto il mondo che vengono qui per cercare di rivivere l’esperienza. Interessante è ascoltare le colorite storie del simpatico Pippo, proprietario<br>ottantenne dell’albergo. Ma Pippo è anche un ex-ciclista, e sarà lui, assicurandoci della facilità del <strong>Passo del Turchino</strong>, a convincerci che il ritorno a Ispra non prevedrà l’utilizzo del treno. Noi lo incoraggiamo a non chiudere l’albergo.<br>Scendiamo a <strong>Genova</strong> non percorrendo la statale, ma passando per il <strong>passo della Scoffera</strong>, una strada tra i boschi, con belle viste, praticamente tutta per noi. La prima impressione che un ciclista ha di Genova è che sia caotica e pericolosa, ed in effetti va attraversata con molta cautela. Solo dopo <strong>Pegli</strong><br>riprendiamo il gusto di pedalare. Ma siamo al mare e ad <strong>Arenzano</strong> facciamo tappa: è anche tempo di un meritato bagno!</p>



<p><br>Il vantaggio di viaggiare in bicicletta è che i contatti umani sono più facili, la gente ti avvicina e ti chiede da dove vieni, dove vai. Si scopre che tutti sono o sono stati ciclisti. Anche con la proprietaria della pensione Eden di <strong>Arenzano </strong>scoppia la simpatia reciproca. Patrizia non crederà mai che<br>riusciremo a fare il Turchino. Se passate da quelle parti, salutatela da parte nostra, le farà sicuramente un gran piacere.</p>



<p>L’indomani intraprendiamo la via del rientro, con un po’ di rammarico per non esserci fermati<br>qualche giorno: il mare è cristallino ed il cielo terso. Ma noi abbiamo la sfida della <strong>Milano-Sanremo</strong>, e per giunta al contrario. La salita al <strong>passo del Turchino </strong>è più facile di quanto ci aspettassimo, nonostante un po’ di vento. Prima di<strong> Ovada</strong>, sosta obbligata alla fontana dove Fausto Coppi, durante<br>gli allenamenti, riempiva la borraccia. Un gruppo di appassionati ne ha fatto un luogo di pellegrinaggio ciclistico. Lì noi ci dimentichiamo una delle nostre borracce (sarà un segno del destino?). Ne acquistiamo subito un’altra ad <strong>Alessandria</strong>.<br>Il ritorno lo dividiamo in due tappe con pernottamento a <strong>Valenza Po</strong>. Di lì poi attraversiamo la <strong>Lomellina </strong>e risalendo il <strong>Ticino</strong> torniamo a <strong>Ispra</strong>.</p>



<p><br>Alla fine abbiamo compiuto un anello di 600 chilometri in sei tappe. Un ritmo sostenuto per un viaggio di scoperta, ma che si può programmare con un maggior numero di tappe e magari con qualche giorno di sosta al mare. Abbiamo pedalato su piste ciclabili, strade secondarie e statali, ma<br>in zone remote dove le auto erano praticamente assenti. Siamo rimasti in prevalenza sull’asfalto, con solo brevi tratti di sterrato. Qualche salita, sicuramente affrontabile con un minimo di allenamento.<br>L’unica vera difficoltà è l’attraversamento di Genova da effettuare con molta attenzione.<br>Il dettaglio del percorso, anche scaricabile, e gli appunti di viaggio sono in Komoot:</p>



<p>https://www.komoot.com/it-it/collection/2383523/-acque-dolci-acque-salate-dal-lago-maggiore-alla-liguria</p>



<p>Vincenzo e Patrick</p>



<p></p>
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		<title>IL DRAMMA DI GENOVA, I DATI DELL&#8217;ISTAT &#8230;</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2018/08/22/il-dramma-di-genova-il-dramma-delle-statistiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Aug 2018 21:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedalo&Penso]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[ISTAT]]></category>
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					<description><![CDATA[Il crollo del Ponte Morandi del 14 agosto ha lasciato tutti sgomenti, solidali con le vittime e con la straordinaria città di Genova, indignati con chi non ha fatto prevenzione.  Sarebbe utile serbare una dose di indignazione e solidarietà anche nei giorni lontani dal disastro immane, quando cala l&#8217;emozione collettiva ma rimane una realtà descritta dalla statistica. Lo rammenta con giuste parole  Massimo,  in questa...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i style="color: #0000ff;">Il crollo del Ponte Morandi del 14 agosto ha lasciato tutti sgomenti, solidali con le vittime e con la </i><span style="color: #0000ff;"><span style="caret-color: #0000ff;"><i>straordinaria</i></span></span><i style="color: #0000ff;"> città di Genova, indignati con chi non ha fatto prevenzione.  Sarebbe utile serbare una dose di indignazione e solidarietà anche nei giorni lontani dal disastro immane, quando cala l&#8217;emozione collettiva ma rimane una realtà descritta dalla statistica. Lo rammenta con giuste parole  </i><span style="color: #0000ff;">Massimo</span><em style="color: #0000ff;">,  in questa amara riflessione:</em></p>
<p>&#8220;In questi giorni, riflettendo ancora sulla tragedia di Genova, mi sono chiesto se possa essere annoverata fra gli incidenti stradali. Non so.</p>
<p>Eppure in tanti commenti sui <em>media</em> si sono fatti ragionamenti cui noi di FIAB siamo abbastanza abituati quando parliamo di sicurezza sulle strade: la manutenzione insufficiente, la mancanza di prevenzione, le infrastrutture non disegnate per essere sicure, l&#8217;eccesso di traffico motorizzato e l&#8217;eccesso di trasporto merci su gomma, le responsabilità di chi dovrebbe governare la mobilità nel nostro Paese.</p>
<p>La tragedia di Genova ha un valore simbolico ed è naturale che abbia avuto una vastissima eco sociale, mediatica e politica.</p>
<div>
<div>Non ha avuto altrettanta attenzione sociale, mediatica e politica la pubblicazione, da parte dell&#8217;ISTAT, del  <a href="https://www.istat.it/it/archivio/219637">bilancio 2017</a>  degli <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/08/Infografica-incidenti-stradali-2017.pdf">incidenti stradal</a>i: 3.378 morti (+2,9% rispetto al 2016) e 17 mila feriti gravi (dato stabile vs il 2016), con costi sociali pari a 19,3 miliardi di euro, l&#8217;1,1% del PIL. Forse che di queste vittime nessuno abbia alcuna responsabilità? Forse le consideriamo un male necessario del nostro sistema della mobilità ? Ma se fosse così, allora, forse dovremmo accettare anche le povere vittime di Genova come un male necessario, o no? &#8220;</div>
<div></div>
</div>
<div></div>
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		<item>
		<title>E-Bike: la Fiab a Genova</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2016/11/30/e-bike-la-fiab-a-genova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 20:56:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclonotizie]]></category>
		<category><![CDATA[ebike]]></category>
		<category><![CDATA[FIAB]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[pedalata assistita]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 25 al 27 novembre i rappresentanti Fiab di tutta Italia si sono riuniti a Genova,  per parlare, tra l&#8217;altro, di bici a pedalata assistita, approvando un  DOCUMENTO lungamente discusso. Ottima l&#8217;ospitalità degli Amici della Bicicletta di Genova, piacevole ritrovare vecchi e nuovi amici, intrigante la città, angolo di mediterraneo di grande ricchezza umana, artistica e culturale. Qui di seguito riporto...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000080;">Dal 25 al 27 novembre i rappresentanti Fiab di tutta Italia si sono riuniti a Genova,  per parlare, tra l&#8217;altro, di <strong>bici a pedalata assistita</strong>, approvando un  <a style="color: #000080;" href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2016/11/bici_assistite_approv_26nov16.pdf">DOCUMENTO</a> lungamente discusso. Ottima l&#8217;ospitalità degli Amici della Bicicletta di Genova, piacevole ritrovare vecchi e nuovi amici, intrigante la città, angolo di mediterraneo di grande ricchezza umana, artistica e culturale.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Qui di seguito riporto un dialogo &#8211; involontariamente da me ascoltato &#8211; tra due dirigenti Fiab, avvenuto al Porto Antico di Genova, dopo la prova pratica delle bici a pedalata assistita (o Bipa, o Pedelec, o E-bike, i nomi possibili sono tanti)  nel giorno in cui si discuteva la tesi del documento. Chiamerò i protagonisti Libero ed Elettra, per celare la loro vera identità. <em>(leonardo s.)</em></span></p>
<p style="text-align: center;">**********</p>
<p style="text-align: left;"><strong>ELETTRA</strong>: allora Libero, ho visto che hai provato la E-bike. Ti sei convertito a questa bella novità ?<br />
<strong>LIBERO</strong>:<em> sì ho provato una bici a pedalata assistita. Gli amici di Genova ci hanno portato su fino a S.Agostino. Ma mi spiace cara Elettra: non condivido per nulla il tuo entusiasmo. Per me la vera bici resta quella che ha per motore le mie gambe</em>.<br />
<strong>E.:</strong> ma la E-bike dà solo un piccolo aiuto: esprime al massimo 250 Watt di potenza e oltre 25 km orari il motore non spinge più. Come hai visto puoi decidere quanta assistenza avere, da zero a 4 diversi gradi di intensità. Con grado 1, la minima assistenza, la batteria ti può durare per quasi 100 km ! Di E-bike ce ne sono di tanti tipi: a sensore di sforzo o di pedalata, a trazione anteriore o posteriore, con batteria posizionata in punti diversi.<br />
<em><strong>L:</strong> e delle E-bike truccate che mi dici ? Mi par di vederle sfrecciare a 40 km orari nelle ciclabili o peggio nelle zone pedonali, a creare pericolo per i pedoni, che poi fanno di tutta l’erba un fascio. Hai sentito anche tu che qualcuno dei nostri ha definito la E-bike una “droga del ciclista” ?</em><br />
<strong>E:</strong> il termine droga mi pare un po’ forte. Sai bene che le E-Bike truccate non sono nella categoria bici e non possono usare ciclabili, andar senza casco e senza targa . E comunque buon senso e rispetto degli altri non dipendono dal mezzo ma dalla testa di chi guida.<br />
<em><strong>L:</strong> ma pensa alle gite della Fiab: finirà che gli E-bikers avranno esigenze diverse dagli altri e faranno gruppo a sé. Hai sentito che nome propone qualche produttore ? B.F.Z. ovvero Bici a Fatica Zero ! Pazzesco, tutta una vita spesa a spiegare che pedalare fa bene e ora qualcuno mi viene a dire: non fare fatica, metti il motore sotto il sedere !</em><br />
<strong>E:</strong> dai Libero, chi deve vendere fa il suo mestiere, magnifica la sua merce e svilisce la penultima tecnologia per farti comprare l’ultima. Ma pensa agli anziani e a chi, come qui a Genova, ha salite impossibili da fare, oppure al trasporto merce in città: le cargo bike portano decine di chili, con l’elettrico a pedali si può fare a meno di mezzi a combustibile fossile.<br />
<em><strong>L:</strong> tu dici &#8220;anziani&#8221;, &#8220;salite improbe&#8221;. Ma noi ambientalisti dovremmo aver un buon rapporto con il Limite, non sempre dobbiamo superarlo ma piuttosto accettarlo.</em><br />
<strong>E:</strong> per favore non metterti a fare il filosofo, mi viene il mal di testa !<br />
<em><strong>L:</strong> va bene però fammi dire almeno questo: a me piace e sempre piacerà la bici normale per l’Autonomia e la Bellezza. Autonomia perché mi serve solo cibo ed acqua, il motore sono io e non dipendo da nessun distributore. Bellezza per dire leggerezza ed essenzialità, cioè se incontro delle scale prendo la bici e me la metto amorevolmente in spalla, dopo che lei ha portato amorevolmente me.</em><br />
(breve silenzio tra i due, stridio di gabbiani, mormorio della città in sottofondo)<br />
<strong>E:</strong> cominciavo a pensare che tu fossi un luddista-integralista, ma forse sei solo un poeta-romantico.<br />
<em><strong>L:</strong> se leggo bene l’espressione dei tuoi occhi non dovrebbe essere un insulto …</em><br />
<strong>E:</strong> poeta romantico che pretende anche di leggere lo sguardo altrui …. ora magari mi inviti ad ammirare  il tramonto a lume di Lanterna io e te soli in cima al molo…<br />
<em><strong>L.</strong> ehm sì, in effetti, pensavo che si potrebbe fare due passi, magari parliamo di altro, non so di musica &#8230; penso che si potrebbe trovare qualcosa su cui siamo d’accordo … De Andrè ? Ivano Fossati ? Renzo Piano ? Un bicchiere di vino bianco ?</em></p>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1376" src="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2016/11/ebike-genova-5-1-300x201.jpg" alt="ebike-genova-5-1" width="300" height="201" srcset="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2016/11/ebike-genova-5-1-300x201.jpg 300w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2016/11/ebike-genova-5-1-150x100.jpg 150w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2016/11/ebike-genova-5-1-330x221.jpg 330w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2016/11/ebike-genova-5-1-296x197.jpg 296w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2016/11/ebike-genova-5-1.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-1378" src="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2016/11/ebike-genova-8-1-1-300x201.jpg" alt="ebike-genova-8-1-1" width="300" height="201" srcset="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2016/11/ebike-genova-8-1-1-300x201.jpg 300w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2016/11/ebike-genova-8-1-1-150x100.jpg 150w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2016/11/ebike-genova-8-1-1-330x221.jpg 330w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2016/11/ebike-genova-8-1-1-296x197.jpg 296w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2016/11/ebike-genova-8-1-1.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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