<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>consapevolezza &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
	<atom:link href="https://fiabciclocittavarese.it/tag/consapevolezza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://fiabciclocittavarese.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Jul 2020 20:43:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.3.2</generator>

<image>
	<url>https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2023/09/cropped-New-banner-ciclocitta-150x150.png</url>
	<title>consapevolezza &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
	<link>https://fiabciclocittavarese.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>LA GOOGLE CAR E&#8217; IL SOL DELL&#8217;AVVENIRE ?</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2016/01/20/la-google-car-e-il-sol-dellavvenire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2016 21:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedalo&Penso]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[GOOGLE CAR]]></category>
		<category><![CDATA[THE RIDE JOURNAL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://fiabciclocittavarese.it/?p=566</guid>

					<description><![CDATA[Pare ormai deciso: tra pochi anni viaggeremo su automobili che si guidano da sé, elettriche, rispettose di bici e pedoni. Incidenti e inquinamento scompariranno e, liberi dall&#8217;impegno di guidare, potremo tranquillamente dedicarci a quello che oggi è causa di distrazioni fatali: telefonare, messaggiare, acquistare on line, &#8220;googolare&#8221; &#8230;. magari per i più pigri  &#8211; e meno integrati con la società dei...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pare ormai deciso: tra pochi anni viaggeremo su automobili che si guidano da sé, elettriche, rispettose di bici e pedoni. Incidenti e inquinamento scompariranno e, liberi dall&#8217;impegno di guidare, potremo tranquillamente dedicarci a quello che oggi è causa di distrazioni fatali: telefonare, messaggiare, acquistare on line, &#8220;googolare&#8221; &#8230;. magari per i più pigri  &#8211; e meno integrati con la società dei sempre connessi &#8211; dormire. </em></p>
<p><em>Se i  pionieri del progresso  che operano tra la California e il Texas hanno deciso, non potremo far altro che adeguarci e mettere in conto tra qualche hanno di progredire (= acquistare, = vivere) nel modo che ci diranno loro, quando avranno risolto i piccoli problemi che ora affliggono le Google Car: gustosa la storia, ad esempio, del ciclista al semaforo che con la sua scattofisso, destreggiandosi con piccoli movimenti ondulatori per non mettere il piede a terra, ha mandato &#8220;in palla&#8221; l&#8217;auto del futuro, facendola letteralmente ballare.</em></p>
<p><em>Per quanto mi riguarda mi regolerò in futuro come faccio adesso: lascerò anche l&#8217;auto che si guida da sé a mia moglie, e andrò a lavorare in bici, per parecchi motivi.  Alcuni di questi sono ben spiegati in un articolo comparso nel recente n° 10 del The Ride Journal e qui sotto riportato (traduzione mia, portate pazienza, e considerate che con la parola &#8220;ciclismo&#8221; ho tradotto &#8220;cycling&#8221;, quindi va intesa non necessariamente in senso sportivo).</em></p>
<p><em>ls</em></p>
<p>L&#8217;ARTE DI PEDALARE CON CONSAPEVOLEZZA<br />
di Andrew Steel<br />
Il titolo suona piuttosto pretenzioso, vero ?<br />
Non era mia intenzione dare questa impressione. Per favore non fraintendetemi. E&#8217; che non ho trovato un titolo migliore per definire quello di cui desideravo scrivere.<br />
Mettete su Google &#8220;consapevolezza&#8221; e milioni di risultati di ricerca appariranno. La &#8220;consapevolezza&#8221; è di moda. E&#8217; il fenomeno di auto-aiuto del momento. E&#8217; tremendamente &#8220;cool&#8221;.<br />
Come ciclista di solito evito questi condizionamenti sociali. Mi piace considerare il ciclismo come qualcosa che ha a che fare con l&#8217;anticonformismo.<br />
Persino oggi, nel 2015, con il ciclismo che sta diventando sempre più popolare, rimane qualcosa di quella mentalità anticonformista.<br />
Tuttavia sempre più persone discutono di consapevolezza. Amici, colleghi, persino familiari. Io cerco sempre di migliorarmi sia fisicamente che mentalmente, così mi sono avvicinato a questo argomento con un po&#8217; di diffidenza ma pronto ad imparare. Ho letto un libro intitolato &#8220;Manuale di Consapevolezza per Principanti&#8221;. Mi pareva il naturale punto di partenza. Quando l&#8217;ho finito ero confuso e ancora incerto su cosa fosse la consapevolezza. Come si poteva raggiungere ? E come sapere se stavo facendo le cose giuste ?<br />
Tipico: non avrei dovuto perderci tempo prezioso, che nessuno mi avrebbe mai restituito. Piuttosto avrei dovuto farmi un giro in bici.<br />
Ma sarebbe stato sbagliato rinunciare dopo un solo tentativo, così decisi di provare ancora. Quindi lessi un altro libro, &#8220;Einstein &amp; l&#8217;Arte di Pedalare con Consapevolezza&#8221;. D&#8217;incanto tutto cambiò. Capii finalmente ed era tutto molto chiaro. Guarda davanti a te, ascolta i rumori, assorbi quello che ti circonda e accettalo per quello che è. Fai questo e sarai consapevole.<br />
I miei giri in bici cambiarono da subito. Mi era sempre piaciuto pedalare da solo, ma ora cominciava a piacermi sempre di più. Il ciclismo è un passatempo così pacifico, ecologico, sostenibile che viene spontaneo apprezzare quello che ti circonda quando pedali. Per me era divenuta una ossessione guardare il mio Garmin, controllare la mia velocità media, raggiungere il ciclista davanti a me. Adesso tutto ciò non mi importava più. Quello che contava ero io, la mia bici e le cose intorno a me. Quando c&#8217;era il sole sorridevo. Quando pioveva l&#8217;accettavo e basta.<br />
Potrà sembrare scontato ma ho cominciato ad interessarmi di natura, architettura, animali, tutto quello che ti perdi quando sei in auto, ma noti se sei in bici.<br />
Senza accorgermi le mie abitudini ciclistiche cominciarono a cambiare. Non sono mai stato un fanatico di Strava, ma sono stato in passato attento a dove un giro inizia e dove finisce. Questo è scomparso del tutto dai miei giri. Confronta questi due scenari: pedalare completamente assorbito dalla prestazione massima su un percorso; oppure pedalare con regolarità, vedere un bivio che non hai mai preso, decidere di girare lì e dopo 20 minuti di strada sconosciuta essere compensato da un panorama che non avevi mai visto prima. Questo è ciò che la consapevolezza ha portato al mio ciclismo: la capacità di apprezzare la libertà assoluta che ti può dare.<br />
Ho cominciato a pensare con consapevolezza anche &#8220;oltre&#8221; la bici. Ho letto una storia di un tizio senza una gamba che ha pedalato sui Pirenei. Ho pensato a lui un intero pomeriggio durante la mia pedalata del dopo-lavoro. Consapevole della mia possibilità di pedalare quando voglio, senza ostacoli o impedimenti fisici, credo di non aver mai assaporato meglio il piacere di pedalare.<br />
La consapevolezza è la risposta a tutto ? Naturalmente no. Ci si può aspettare che tutti si trasformino in creature rilassate, stile Zen, per il solo fatto di essere consapevoli ? Ne dubito alquanto.<br />
Ma quello che so è che io ho fatto una conquista per sempre. Questo è il bello della consapevolezza. C&#8217;è un mondo là fuori da vedere e da ascoltare. Se tu pedali sulla stessa strada tutti i giorni per un anno e fai uno sforzo per apprezzare quello che è intorno a te, ti garantisco che noterai qualcosa di nuovo ogni giorno. Dopo un po&#8217; per me è diventata una abitudine. Sono consapevole senza dovermi ricordare di essere consapevole. E&#8217; un atteggiamento non solo per pedalare in modo diverso, ma anche per accettare la vita.<br />
Ha migliorato il mio pendolarismo giornaliero, la mia pedalata del dopo-lavoro, e la mia escursione della domenica, oltre quanto potessi immaginare. Ora pedalo con il sorriso. Il bambino che c&#8217;è in me è entusiasta. Non è soprattutto per questo che amiamo pedalare ?</p>
<p>Andrew Steel , Manchester, UK, Avvocato per professione, ciclista professionista nei suoi sogni @ajsteel76.emmashoard.co.uk</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>VELORUTION</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2015/12/12/velorution-di-p-pinzuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2015 10:02:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedalo&Penso]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[pinzuti]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[velorution]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://fiabciclocittavarese.it/?p=250</guid>

					<description><![CDATA[Questo che segue è un testo di Paolo Pinzuti, ideatore del sito www.bikeitalia.it Velorution è l’anagramma della parola revolution, Velo, in francese, vuol dire bicicletta. Velorution vuol dire credere che le biciclette possano cambiare il mondo. Perché quando pedali trasformi il cibo in calorie rinunciando al petrolio e a tutti i suoi derivati. Perché quando pedali hai la possibilità di dire...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Questo che segue è un testo di Paolo Pinzuti, ideatore del sito www.bikeitalia.it</em></p>
<p>Velorution è l’anagramma della parola revolution, Velo, in francese, vuol dire bicicletta.<br />
Velorution vuol dire credere che le biciclette possano cambiare il mondo.<br />
Perché quando pedali trasformi il cibo in calorie rinunciando al petrolio e a tutti i suoi derivati. Perché quando pedali hai la possibilità di dire no alle guerre per il petrolio e di disinteressarti del suo prezzo. E anche se un litro di benzina costa 5 euro la cosa non ti riguarda veramente.<br />
Perché quando pedali trovare un parcheggio è un problema che lasci agli altri e anche se hai alzato un po’ il gomito, beh, non è poi tanto grave…<br />
Perchè quando pedali sei dentro il paesaggio, nel mondo, nella città, sulla strada e non esiste nessuna lamiera di acciaio che ti separi dalla realtà. La sensazione di occupare la strada semplicemente non esiste.<br />
Perché quando pedali sai che non stai inquinando, che non stai facendo del male a nessuno e sentirsi innocenti è una sensazione così deliziosa. Innocente come un bambino ed infatti basta poco per comportarti come tali .<br />
Perché quando pedali rinunci anche al rumore. Puoi ascoltare il mondo attorno a te senza disturbare nessuno, fatta eccezione per quelle persone che si muovono ancora su quattro ruote e che credono di essere i legittimi proprietari della strada.<br />
Perché quando pedali stai dicendo chiaramente che le strade non sono di proprietà delle auto, ma di chiunque le voglia usare; stai dicendo che ci sono molti modi per interpretare la mobilità. E uno di questi è la bicicletta.<br />
Perché quando pedali non hai bisogno di nulla se non di te stesso e di un sistema pedali-corona-catena-pignone-ruota ben oliato. Niente autorità, niente auto, niente tasse di circolazione, niente denaro, niente politici, niente cazzate…<br />
Quando pedali hai la netta sensazione che le regole della strada non siano state pensate proprio per te ed è magico realizzare il proprio desiderio di ribellione legando le propria bicicletta ad un cartello di divieto di sosta…</p>
<p>Quando pedali sai che quello che è “là fuori” ti riguarda e te ne devi prendere cura: ti riguarda se le strade sono pulite, ti riguarda se la pavimentazione è sconnessa, ti riguarda se l’aria è inquinata. Perché quando pedali non esiste un “là fuori” e non ci sono finestrini attraverso i quali puoi gettare i pacchetti di sigarette vuoti.<br />
Velorution vuol dire partire dal presupposto che quando pedali hai un punto di vista differente. E’ come vivere la realtà piuttosto che vederla attraverso uno schermo tv e questo si traduce in un’esplosione di consapevolezza. Consapevolezza di essere parte del mondo là fuori, del mondo inquinato, pericoloso, terrificante.<br />
Velorution significa credere che se cambi il tuo mondo, puoi cambiare il mondo</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BICI E MEDITAZIONE</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2015/11/24/bici-e-meditazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 21:36:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedalo&Penso]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://fiabciclocittavarese.it/?p=270</guid>

					<description><![CDATA[Questo è un testo di Marcella Danon, pubblicato nella BiciAgenda 2013 da Terra Nuova. Interessante perché dimostra come la bici possa essere, oltre che attrezzo sportivo e mezzo di trasporto, anche uno strumento per meditare. Tra i tanti mezzi di locomozione che ci permettono di spostarci, la bici ha un pregio sopraffino: è silenziosa! Non solo ottimizza l’investimento muscolare ed energetico offrendo...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Questo è un testo di Marcella Danon, pubblicato nella BiciAgenda 2013 da Terra Nuova. Interessante perché dimostra come la bici possa essere, oltre che attrezzo sportivo e mezzo di trasporto, anche uno strumento per meditare.</em></p>
<p>Tra i tanti mezzi di locomozione che ci permettono di spostarci, la bici ha un pregio sopraffino: è silenziosa!</p>
<p>Non solo ottimizza l’investimento muscolare ed energetico offrendo il massimo risultato col minimo sforzo, ma permette di vivere un’esperienza di contatto con l’ambiente più vicina allo stato meditativo, e questo proprio grazie alla sua caratteristica di … moto senza motore.</p>
<p>La meditazione non si pratica solo a occhi chiusi, la meditazione, nel suo stadio iniziale – comune a pratiche di tutti i tempi e culture – è uno stato di quiete dall’incessante chiacchiericcio della mente e di promozione dell’attenzione e della vigilanza interna. La natura è un ambiente ottimale per raggiungere questo stato di coscienza, di centratura e presenza, di apertura a suggestioni dell’inconscio superiore e dell’intuizione, una volta liberato il campo dalla spazzatura quotidiana di pensieri inutili e ripetitivi.</p>
<p>La natura offre il contesto in cui lasciar decantare tutto ciò che non è davvero importante per noi in questo momento, per metterci in contatto con la profondità e l’altezza – esse vanno di pari passo – del nostro essere, del nostro io più autentico, libero da condizionamenti, blocchi e malintesi.</p>
<p>Grazie alla combinazione di diversi fattori: il movimento fisico, il contatto preferenziale con i blu dei cieli e i verdi degli alberi che hanno un effetto, il silenzio o l’armonia dei suoni circostanti, il contatto con la natura promuove potenzialmente uno stato di coscienza più ampio. Basta darsi un pizzico di intenzione in tal senso, e non limitarsi a chiacchierare come se si fosse a un centro commerciale.</p>
<p>L’ecopsicologia, che studia e promuove l’effetto benefico del contatto con la natura, anche dal punto di vista psicologico, parla di “Inconscio ecologico” per definire la consapevolezza di essere parte del mondo che ci circonda, consapevolezza che si risveglia facilmente in natura. Noi “siamo natura”, siamo figli di questo pianeta e con la Terra condividiamo caratteristiche fisiche, chimiche e genetiche, e quando ci offriamo l’opportunità di svuotare la mente dai pensieri e di aprirci al sentire con i cinque sensi, e anche col sesto , ecco che ritroviamo la sensazione, la consapevolezza di essere anche noi intimamente connessi alla bellezza e all’intreccio di relazioni che si esprime in natura. Giacché la natura incontaminata è sempre più lontana dalle nostre abitazioni, quale mezzo di locomozione migliore della bicicletta per arrivare a sentieri e mete altrimenti troppo lontani per essere raggiunti a piedi ? La pedalata costante, il respiro regolare, la mente libera da impegni, favoriscono il raggiungimento non solo di luoghi esterni, ma anche di privilegiate mete interiori. Non a caso in momenti di confusione, emotività inespressa, svogliatezza o scarsa energia fisica e psichica, uscire a fare una passeggiata, a piedi o in bicicletta ci aiuta a ritrovare il nostro centro e a dare un più corretto senso delle proporzioni agli eventi, a lasciar emergere soluzioni creative prima impensabili, a ritrovare quella carica necessaria per affrontare ogni situazione con animo più tranquillo.</p>
<p>La bicicletta non è solo un mezzo di locomozione e non è solo un attrezzo sportivo, si rivela anche uno strumento per attivare tutte le nostre energie verso mete più importanti, quelle fuori e quelle dentro di noi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
