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	<title>Codice della Strada &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<title>Codice della Strada &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>DARE STRADA ALLE BICICLETTE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 13:53:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclonotizie]]></category>
		<category><![CDATA[CdS]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Comuni Ciclabili]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Centro Studi FIAB ha presentato la guida &#8220;Dare strada alle biciclette: i nuovi provvedimenti del Codice della Strada per favorire la sicurezza ciclabile&#8221; , nell&#8217;ambito di un incontro della Scuola ComuniCiclabili. L&#8217;incontro avvenuto su zoom ha avuto oltre 332 iscritti, con la partecipazione di 230 rappresentanti di Comuni e 80 rappresentanti di FIAB locali. E&#8217; intervenuto il Prof Catalano delegato...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il<strong> Centro Studi FIAB</strong> ha presentato la guida &#8220;<b>Dare strada alle biciclette: i nuovi provvedimenti del Codice della Strada per favorire la sicurezza ciclabile</b>&#8221; , nell&#8217;ambito di un incontro della Scuola<strong> ComuniCiclabili</strong>. L&#8217;incontro avvenuto su zoom ha avuto oltre 332 iscritti, con la partecipazione di 230 rappresentanti di Comuni e 80 rappresentanti di FIAB locali.</p>
<div>E&#8217; intervenuto il Prof Catalano delegato dal Ministero delle infrastrutture e della Mobilità sostenibile che ha ringraziato FIAB e ribadito l&#8217;importanza delle attività svolte dalle nostre associazioni.</div>
<p>Su <strong><a href="https://fiabitalia.it/dare-strada-alle-biciclette-il-vademecum-del-centro-studi-fiab-per-i-comuni/">FIAB ITALIA</a> </strong>potete leggere il resoconto completo di tale evento.</p>
<div>Il <b>documento </b> è scaricabile da <strong><a href="http://www.comuniciclabili.it/scuola-comuniciclabili/">QUI</a>.</strong></div>
<p>Si basa sulle modifiche al CdS introdotte con Decreti Legge (n°34 e n°76)nel corso del 2020, riguardanti in particolare: <strong>corsia ciclabile, corsia ciclabile per il doppio senso ciclabile, casa avanzata, uso ciclabile di corsie preferenziali, zona scolastica, strada urbana ciclabile E-bis.</strong></p>
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		<item>
		<title>LA VISTA, una possibile trilogia</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2021/03/22/la-vista-una-possibile-trilogia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 08:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedalo&Penso]]></category>
		<category><![CDATA[Alvento]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
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					<description><![CDATA[alvento &#8211; Italian Cycling Magazine, è una rivista che tratta con testi molto curati e foto di eccellenza il ciclismo su strada, ma anche il pedalare su una bici nel senso più ampio, cycling appunto. Nel numero 14 di marzo 2021 si parla tra l&#8217;altro di: Alfredo Martini, Mondiali di Ciclocross, Rog&#38;Pog (Roglic e Pogacar, the slovenian affair), gare leggendarie,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it"><strong>alvento &#8211; Italian Cycling Magazine</strong>, è una rivista che tratta con testi molto curati e foto di eccellenza il ciclismo su strada, ma anche <em>il pedalare</em> su una bici nel senso più ampio, <em>cycling</em> appunto. Nel numero 14 di marzo 2021 si parla tra l&#8217;altro di: Alfredo Martini, Mondiali di Ciclocross, Rog&amp;Pog (Roglic e Pogacar, the slovenian affair), gare leggendarie, traversata del Tibet, bickepacking sulle Alpi e altri viaggi. L&#8217;editoriale di Davide Marta <em>(&#8220;il noto e l&#8217;ignoto&#8221;)</em> è un testo che fa parte del genere &#8220;<em>ciclismo delle piccole cose&#8221;</em>, che tutti noi ciclisti di pochi o di tanti chilometri possiamo apprezzare e in cui possiamo riconoscerci.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it">C&#8217;è poi, a pag.218, lo spazio denominato<strong> Reader&#8217;s Digest</strong> , ovvero le storie, i disegni, i racconti direttamente dai lettori di <strong>alvento</strong>. In qualsiasi iniziativa editoriale lo spazio dei lettori misura il polso al morale e alle idee di chi la compra e la legge. Tra questi contributi ho individuato una (possibile) trilogia e a questa ho dato un titolo con tre sottotitoli. Mi ha influenzato un sentimento cupo e pessimista, vago ma anche netto, riguardo i tempi attuali e quelli che stanno per arrivare, per chi va in strada, al vento su due ruote con i pedali. A dire il vero di uno dei tre testi sono autore, non vorrei coinvolgere gli altri due loro malgrado, ma provo a spiegarmi.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it">I tre testi parlano di esperienze di ciclismo quotidiano ed in solitaria, tipiche quindi di questi tempi di distanziamento e di zone rosse e non sono affatto pessimisti </span></span></span><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it"><i>(del resto uno non scrive ad una rivista di ciclismo per dire che &#8230; pedalare fa schifo). </i>Anzi, in uno di essi in particolare trapela chiaramente una sorta di luce spirituale interiore, una sorta di illuminazione zen che lo eleva ben sopra le miserie dei conflitti per lo spazio in strada.</span></span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it">    La trilogia della vista: </span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it">&#8211; 1 &#8220;non ti ho visto&#8221;,       &#8211; 2 &#8220;non ti posso (proprio) vedere, davanti a me&#8221;,      &#8211; 3 &#8220;è meglio se non ti fai vedere in giro&#8221;. </span></span></span></strong></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it">Solo il primo è il titolo autentico. La vista è quello di chi guida un&#8217;auto. Guidare un&#8217;auto è uno dei modi di spostarsi in città e nelle strade secondarie; ma spesso  chi guida un&#8217;auto non la vede così. Piuttosto si considera <em>quello normale</em>, non con accezione statistica del termine, bensì con implicazione morale, nel senso che gli altri (motociclisti, ciclisti, pedoni) sono considerati impacci e intrusi, se va bene, e non contitolari del diritti di usare la strada. D&#8217;accordo che c&#8217;è il Codice della Strada, ma il <strong>senso morale</strong> è quello che conta, al dunque. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it">Qui sotto trovate i link ai testi autentici,  comparsi su alvento n° 14, marzo 2021: </span></span></span></p>
<h2><span style="font-family: Calibri, serif; color: #ff0000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it"><strong>1</strong> <a style="color: #ff0000;" href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2021/03/Paolo-Nicoli.pdf">non ti ho visto</a></span></span></span></h2>
<h2><span style="font-family: Calibri, serif; color: #ff0000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it"> <strong> 2 </strong> <a style="color: #ff0000;" href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2021/03/Andrea-Face.pdf">Un ragazzo fortunato</a> </span></span></span></h2>
<h2><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it"><span style="color: #ff0000;"><strong> 3 </strong> </span><a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2021/03/Leonardo-Savelli.pdf"><span style="color: #ff0000;">Bike to work</span> </a></span></span></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it"><em> Leonardo Savelli</em> </span></span></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CASCO ? UTILE SE NON E&#8217; OBBLIGATORIO</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2019/03/14/casco-utile-se-non-e-obbligatorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2019 10:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione&abilità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[CASCO]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Uso sempre il casco, lo consiglio vivamente, ma sono contrario all&#8217;obbligatorietà per legge&#8221;. Questa affermazione vi pare contraddittoria ? Certo è paradossale, ma le ragioni sono ben spiegate nei riferimenti sotto linkati. Personalmente uso il casco, migliora anche la mia sicurezza passiva perché  mi dà maggiore visibilità, e ovviamente lo faccio mettere anche ai miei figli. Ho ragione di credere che mi abbia salvato...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Uso sempre il casco, lo consiglio vivamente, ma sono contrario all&#8217;obbligatorietà per legge&#8221;</strong>.</p>
<p>Questa affermazione vi pare contraddittoria ? Certo è paradossale, ma le ragioni sono ben spiegate nei riferimenti sotto<em> linkati</em>.</p>
<p>Personalmente uso il casco, migliora anche la mia sicurezza passiva perché  mi dà maggiore visibilità, e ovviamente lo faccio mettere anche ai miei figli. Ho ragione di credere che mi abbia salvato la vita, quella volta che si è spaccato su un lato dopo che sono caduto in discesa, in Varese, a causa di un tombino sprofondato.</p>
<p>Però ci sono situazioni in cui non lo indosso. Per esempio quando nel mio tranquillo e pianeggiante paesello di origine (in Toscana)  pedalo sulla Graziella di &#8220;servizio&#8221;: in questo caso mi sento alla pari con un pedone per il rischio di subire un trauma cranico. Queste situazioni in città esistono, e l&#8217;obbligatorietà penalizzerebbe questo tipo di &#8220;ciclismo&#8221;, oltre a comportare maggior lavoro burocratico per necessità di sanzioni, controlli, etc.</p>
<p>Ma se volete il concetto meglio spiegato (d<em>a Loreto Valente</em>) cliccate questo <a href="https://youtu.be/VBmAiH2vJQg">video S</a>  se avete solo 3 minuti a disposizione, oppure  questo <a href="https://youtu.be/y2qP5g5p1Bk">video L</a> , se ne avete una decina.</p>
<p>Molto ben fatta anche la spiegazione (<em>di Manuel Massimo</em>) su <a href="https://www.bikeitalia.it/2018/07/31/lobbligo-del-casco-in-bici-e-quel-presunto-senso-di-sicurezza/">Bikeitalia</a>.</p>
<p>LS</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Passo con il rosso ?</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2018/03/31/passo-con-il-rosso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Mar 2018 10:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varese Città]]></category>
		<category><![CDATA[Ania]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Federciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[semaforo]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ciclista che passa con il semaforo rosso è un incosciente, prepotente, soggetto pericoloso per se’ e gli altri ?   Può essere così, ma in certe specifiche situazioni è semplicemente un utente della strada che fa la scelta meno rischiosa.   Questa affermazione non sorprenderà i ciclisti urbani, ma sembrerà controintuitiva &#8211; e magari anche una istigazione a violare...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ciclista che passa con il semaforo rosso è un incosciente, prepotente, soggetto pericoloso per se’ e gli altri ?   Può essere così, ma in certe specifiche situazioni è semplicemente un utente della strada che fa la scelta meno rischiosa.   Questa affermazione non sorprenderà i ciclisti urbani, ma sembrerà controintuitiva &#8211; e magari anche una istigazione a violare la legge &#8211; a tutti gli altri.</p>
<p>E’ però un fatto che le infrastrutture viarie e le regole di circolazione sono fatte quasi tutte a misura di auto, mentre la bici è un mezzo di trasporto particolare, perché il ciclista è quasi sempre più simile al pedone che ad un veicolo a motore.</p>
<p>Vi proponiamo un   <strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://framadrive.org/s/ckgnLraB6sA8H9q">VIDEO</a>   </span></strong>che arriva dalla Francia e mostra,  per un tipico caso di incrocio urbano complicato,  soluzioni possibili che tengono conto delle esigenze dei ciclisti: quanto ci piacerebbe che i nostri amministratori sperimentassero  regole di questo tipo !</p>
<p>Certo se la riforma del Codice della Strada fosse stata approvata al Senato dopo aver superato l’esame della Camera, noi sostenitori di una nuova mobilità non &#8220;auto-centrica&#8221;  avremmo delle possibilità maggiori di essere accontentati.</p>
<p>E invece è ancora lunga la strada da percorrere per arrivare ad una nuova mobilità, e pure lastricata di malintesi.  Come il conflitto che si è generato a causa di una  &#8220;campagna sicurezza&#8221;   promossa da Fondazione Ania e Federciclismo: questo il   <span style="color: #ff0000;"><strong> <a style="color: #ff0000;" href="https://www.youtube.com/watch?v=1XQR2EiV7Ek#action=share">Trailer</a></strong></span>   dei video didattici  che hanno suscitato reazioni da parte di alcuni soggetti, tra i quali Fiab e Bikeitalia, sul cui sito   <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="https://www.bikeitalia.it/2018/02/15/lo-spot-della-vergogna-criminalizza-pedala/">Manuel Massimo</a></strong></span>   si è occupato di criticare e polemizzare.     Conflitto disgraziato, secondo me, perché l&#8217;unità dei ciclisti è necessaria per ottenere un cambiamento vero.</p>
<p>Intanto, in attesa di chiarirsi ed unire le forze, la parte ambientalista del mondo dei ciclisti si dà appuntamento a <strong>Roma sabato 28 aprile</strong> per una manifestazione con un ambizioso   <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://bicifestazione.it/cosa-vogliamo/">MANIFESTO</a></strong></span>    cui abbiamo aderito come Ciclocittà.   E qualcuno di noi sarà certamente presente nella capitale.</p>
<p>Leonardo S.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LE STRISCE PEDONALI: OGGI E QUANDO LA VITA ERA &#8220;AGRA&#8221;</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2015/12/19/le-strisce-pedonali-oggi-e-quando-la-vita-era-agra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2015 05:40:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione&abilità]]></category>
		<category><![CDATA[Pedalo&Penso]]></category>
		<category><![CDATA[Bianciardi]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[pedonali]]></category>
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					<description><![CDATA[La notizia di pedoni investiti sulle strisce è una delle più insopportabili, per chi non si rassegna a che il traffico sia una giungla dove si rischia la vita. Ogni incidente è un caso a sè, d&#8217;accordo, però semplicemente non dovrebbe mai accadere di essere investiti mentre si sta attraversando la strada secondo le regole. Noi ciclisti molto spesso usiamo...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La notizia di <strong>pedoni investiti sulle strisce</strong> è una delle più insopportabili, per chi non si rassegna a che il traffico sia una giungla dove si rischia la vita.</em><br />
<em>Ogni incidente è un caso a sè, d&#8217;accordo, però semplicemente non dovrebbe mai accadere di essere investiti mentre si sta attraversando la strada secondo le regole.</em><br />
<em>Noi ciclisti molto spesso usiamo le strisce di attraversamento come i pedoni, quando non abbiamo i &#8220;quadrotti&#8221; che ci consentono di continuare la pedalata.</em><br />
<em>Quanti sono gli automobilisti che rispettano l&#8217;   <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2015/12/ART-191.pdf">Art. 191 CdS</a> ?</em><br />
<em>Non ancora abbastanza. </em><br />
<em>Eppure il non rispetto della precedenza dei pedoni è multabile sino a 651 euro, con 5 punti della patente di penalità. </em><br />
<em>Ma prima ancora di multare ci sarebbe da fare una meritevole <strong>campagna di comunicazione</strong> per inculcare a tutti gli utenti della strada la conoscenza ed il rispetto dell&#8217;art.191, dandosi come obiettivo <strong>lo zero</strong> nelle statistiche degli investimenti sulle strisce.</em></p>
<p><em>Qui sotto è riportato un brano che parla di: Milano &#8211; traffico &#8211; automobili &#8211; pedoni.</em><br />
<em> E&#8217; tratto da <strong>La Vita Agra,</strong> (Milano inverno 1961/1962) di <strong>Luciano Bianciardi</strong>, Feltrinelli 2013.</em></p>
<p><em>Lo sguardo del Bianciardi sull&#8217;alba del miracolo economico italiano nella città più moderna d&#8217;Italia ancora oggi ci riguarda.</em></p>
<p><em>Dopo essere stato testimone di un grave evento (il 4 maggio del &#8217;54  morirono 43 minatori per una esplosione nella miniera di Ribolla, in Maremma) si trasferisce per lavoro a Milano e lì osserva &#8211; con la diffidenza e il sarcasmo di toscanaccio anarchico &#8211; la modernità e il progresso economico che si manifestano &#8211; tra l&#8217;altro &#8211; con i primi supermercati, la motorizzazione di massa, il lavoro in fabbrica.</em></p>
<p><em>E&#8217; proprio un sano scetticismo verso il progresso quello che ancora oggi ci serve, per avere la libertà di scegliere e di non essere vittime dell&#8217;equivoco che tutto quello che è moderno, tecnologico, rutilante ed ammiccante ci fa del bene.</em><br />
<em> Equivoco che &#8211; ad esempio &#8211; ci porta disgraziatamente ad accettare come un destino ineluttabile gli oltre 3.000 morti e 250.000 feriti all&#8217;anno per incidenti stradali. (ls)</em></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p>da pagg. 166-168 de La Vita Agra<br />
&#8220;Appena fuori c&#8217;è il traffico che mi investe. Io potrei dire senza calendario che giorno è, proprio dal traffico. Rabbiosi come sempre, il lunedì la loro ira è alacre e scattante, stanca e inviperita il sabato. La domenica non li vedi, li senti però, dentro le case, indaffarati coi rubinetti, a sciacquarsi sopra e sotto, specialmente le donne, a rifarsi la testa, le labbra, gli occhi.<br />
Poi, dopo la messa rieccoli in branco, stimolati dal digiuno, accecati dalla santità della cerimonia, drogati dalla prospettiva del relax, che si avventano al bar per la pastarella, l&#8217;aperitivo, e se hai con te un bambino te lo pestano, te lo fanno piangere. Dal bar vanno all&#8217;edicola e comprano anche tre, quattro giornali illustrati, spingendoti di lato coi gomiti, perchè alla mezza devono andare in tavola e hanno premura.<br />
Il traffico astioso delle auto, la domenica comincia nel primo pomeriggio, perchè vanno sempre in branco alla partita. Gli altri giorni sono pericolosi, e chi ha un bambino fa bene a mettergli in testa la paura del traffico, e dirgli attento nini, la macchina ti schiaccia, dai la mano a mammina. Come se fossero lupi, le automobili.<br />
Ma anche i grandi debbono stare attenti, se sono pedoni senza la mutua, perchè se finisci sotto sei fregato. Se finisci sotto fuori dalle strisce, loro non hanno da pagarti una lira, anzi sei tu che gli paghi il danno eventuale, il vetro del finestrino rotto, lo sporco del sangue sui sedili, un&#8217;ammaccatura al cofano, l&#8217;incomodo, il tempo perso, perchè loro hanno sì l&#8217;obbligo di non omettere il soccorso, ma poi te lo fanno scontare, tanta benzina dal punto del sinistro all&#8217;ospedale, tanto dall&#8217;ospedale al posto dove avevano la commissione, un appuntamento mancato, un affare andato a monte per colpa tua. Loro hanno gli avvocatoni, e tu sei solo. La paghi anche se finisci sotto al passaggio zebrato, perchè nell&#8217;urto è quasi sicuro che tu vai a cadere più in là delle strisce, e loro possono sempre dire, e dimostrare con gli avvocatoni delle assicurazioni, che è stato fuori, l&#8217;investimento. Conviene traversare sulle strisce, ma tenendoti al margine più vicino alla parte da dove arriva il traffico, così sei un poco più sicuro di cadere nel passaggio, e i danni te li pagano, anche se penalmente non gli costa più di un quattro mesi con la condizionale.<br />
E al bimbo, se ce l&#8217;hai, mettigli bene in testa la favola del lupo-automobile, anche a costo di far diventare lupo lui, che desideri la macchina per schiacciare gli altri, da grande.<br />
(&#8230;.) Anche Vittorio, uomo mite e civile e pacioso, di poche tenui parole, appena ha in mano il volante diventa una belva, è come se si fosse chiuso in una scatola di rancore. Lui crede, perchè l&#8217;ha letto, e io so dove, d&#8217;avere allargato, con l&#8217;auto, la sua cerchia di libertà oggettiva, di essere uomo libero da piazza del Duomo fino al mare della foce, e invece è lì, chiuso fa le lamiere, sordo alle tue parole, ostile al prossimo suo.<br />
In fondo Vittorio si è ridotto peggio dei giovinastri bauscioni che passano la domenica correndo fino al grill dell&#8217;autostrada del sole, dove il sole non c&#8217;è mai, e se anche c&#8217;è nessuno se ne accorge, e anzi gli dà noia.</p>
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