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	<title>cicloviaggio &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<title>cicloviaggio &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>Vacanza imperiale:  da valle Aurina alla Croazia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 09:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
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		<category><![CDATA[Ciclovia Alpe Adria]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa hai fatto questa estate? Un sacco di cose! Sono stato in un sacco di posti, fatto un sacco di salite e discese! Un&#8217;estate in bicicletta. Una estate piena. A cominciare dall&#8217;organizzazione delle vacanze. Ho dovuto rinunciare  al tratto Salisburgo-Grado per l’impossibilità di trovare da dormire intorno a Salisburgo a meno di non lasciare un rene. Bisogna prenotare mesi prima....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa hai fatto questa estate?<br />
Un sacco di cose! Sono stato in un sacco di posti, fatto un sacco di salite e discese!<br />
Un&#8217;estate in bicicletta. Una estate piena. A cominciare dall&#8217;organizzazione delle vacanze. Ho dovuto<br />
rinunciare  al tratto Salisburgo-Grado per l’impossibilità di trovare da dormire intorno a Salisburgo a meno di non lasciare un rene. Bisogna prenotare mesi prima. Ma non mi piace organizzare le cose con troppo anticipo, specie quando sono in giro da solo. E quindi spesso devo inventare “piani B”. Anche quest’anno la scelta è ricaduta sulla <strong>Valle Aurina in Alto Adige</strong>, una specie di “buen retiro” cui sono affezionato. L’organizzazione del bagaglio e l’allestimento della bicicletta sono stati divertenti perchè anche in questo caso ho dovuto limitare al minimo (e forse anche meno) gli oggetti trasportati. Quindi tutto pronto sulla tavola e poi <em>“questo si, questo no, questo sì, questo forse&#8230; “</em>  . Il bagaglio: una specie di tetris, un incastro fra quel che serve, quel che potrebbe servire e quello che si può portar via e quello che è meglio lasciare a casa.<br />
Partito da casa in bicicletta (in realtà mi son fatto accompagnare in macchina a Milano-Lambrate all’alba di un inizio di agosto) sono andato in treno a <strong>Brunico</strong> per passare una settimana in Valle Aurina “a valicar montagne”, su strade sterrate in mezzo al verde, con salite degne di questo nome, malghe e panorami che valgono la fatica per arrivarci. Una settimana intensa, nuvolosa e freddina (le quote contano) con qualche sprazzo di sole, fatta di quelle giornate che alla sera dopo cena al massimo c’è tempo e forza per riordinare le idee per il giorno dopo. Decine e decine di foto. Poche biciclette, tante E-bike. Talmente poche le biciclette che un giorno ne ho trovate 5 tutte insieme e ci siamo fotografati. Per chi ha passione della montagna la Valle offre un mix ricchissimo di salite in bicicletta e prosecuzioni a piedi. Quest’anno solo bici per me.<br />
Poi un viaggio di tre giorni da <strong>Brunico</strong> per il trasferimento lungo la valle del <strong>Gail in Austria</strong> parallelamente al confine con l’Italia, per incrociare poco prima di <strong>Villach</strong>, la <strong>Ciclovia Alpe Adria</strong> e giù fino a <strong>Grado</strong>. Un trasferimento con un percorso in parte sulla trafficatissima ciclovia verso <strong>Lienz</strong> ed in parte strade statali poco trafficate e percorse da gente che guida l’auto sapendo cosa vuol dire andare in bicicletta. Il fascino di un percorso senza alcuna prenotazione per la notte ma con il “piano B” (un altro) pronto. La fortuna mi ha dato una mano ed ho dormito sempre al coperto, una notte in un bel posto, la notte successiva&#8230; un po&#8217; meno bello. Ma siccome il mondo è piccolo in quell’affittacamere, nel paese di <strong>Pontebba</strong> ho trovato un altro cicloturista:</p>
<p><em> &#8211; Da dove vieni?</em></p>
<p>&#8211; da Jesi, vicino ad Ancona &#8230;</p>
<p><em> &#8211; si, so dov’è Jesi&#8230; conosci per caso questo signore qui ?</em></p>
<p>&#8211; Certo, l’ho visto anche la scorsa settimana !</p>
<p>“Selfieee” e poi siamo andati a cena. Ultimo giorno tutto in discesa da <strong>Pontebba</strong> fino a <strong>Grado</strong> lungo la ciclovia, costruita sul vecchio sedime della ferrovia. Ingegneria ferroviaria di alto livello con ponti in ferro e muri in pietra ottimamente conservati. Vecchie stazioni riadattate a nuove funzioni. Il fascino di immaginare come fossero quei posti quando la ferrovia era ancora in esercizio, in mezzo a montagne severe e paesaggi innevati. Paesini bellissimi come <strong>Venzone</strong> con le sue mura fortificate e città grandi come <strong>Udine</strong> dove sono anche riuscito (ma non solo io) a perdere la traccia. A <strong>Grado</strong> dove sono arrivato solo per pedalare sulla striscia di terra che attraversa la laguna, &#8216;rendez-vous&#8217; coniugale con una  signora con la panda rossa che mi suona dalla statale, con un tempismo incredibile. Due foto, caricamento della bicicletta in macchina (la Panda è più grande di quel che sembra) e poi meritata sosta nella città di <strong>Palmanova</strong> che vale la visita anche solo per girare in una città dalla planimetria così particolare. Quote altimetriche in decisa diminuzione e temperature in leggero aumento.<br />
Il giorno dopo partenza per <strong>Cres</strong>, sull’isola omonima, in <strong>Croazia.</strong> Viaggio, traghetto e definitivo addio alle temperature “amichevoli” della settimana precedente. Due settimane di caldo torrido. E mentre mia moglie arrostiva sulla spiaggia, io andavo in giro in bicicletta. Il sole forte mi ha costretto a bere l’acqua delle borracce ad una temperatura da tisana. Ho alternato un giorno di fatica sui pedali ed un giorno di riposo, per non finire come un gambero sulla griglia. Non una goccia d’acqua dal cielo e spesso manco quella dalle fontane. Mi sono scelto i percorsi che per quanto fossero faticosi ed assolati avessero un senso rispetto alla fatica da fare. Paesi in pietra come <strong>Lubenjce</strong> (la Hibernicia dei romani), sentieri nel bosco a volte su sterrate ed altrettanto spesso su sentieri irti di pietre aguzzi e rovi. Ambiente severo, piegato e forgiato dal vento forte che tira durante l’anno. Muri a secco in pietra che fanno da confini, che spesso sono opere d’arte e riparano stentoree greggi di pecore . Finestre e balconate sul mare azzurro. Tutto quello che serve a non rimpiangere la spiaggia. Piste ciclabili in posti che non ti aspetteresti, di fianco ad una statale, neanche fossimo in Germania. A tratti una rete di ciclabili in mezzo al bosco ed alle colline brulle ben segnate. In più di venti anni di frequentazione di quei posti ho potuto testimoniare il cambiamento dell’offerta turistica. A mio parere in peggio, verso una omologazione che non mi appassiona. Rientro in Italia passando da <strong>Trieste</strong> e e sosta in una tipica &#8216;osmiza&#8217; per un pranzo con vista mare.<br />
Fra poco si ricomincia a sognare per l’anno prossimo.</p>
<p>Marco Fardelli</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>SVIZZERA, CICLABILE n.3</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2022/09/01/svizzera-ciclabile-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2022 19:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Basilea]]></category>
		<category><![CDATA[bikepacing]]></category>
		<category><![CDATA[cicloviaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Friburgo]]></category>
		<category><![CDATA[S.Gottardo]]></category>
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		<category><![CDATA[TRENO]]></category>
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					<description><![CDATA[La ciclabile  no. 3, che taglia la Svizzera da Sud a Nord (da Chiasso a Basilea, una delle nove di carattere nazionale ): dal 13 al 16 agosto 2022 l&#8217;ho utilizzata per fare un viaggio treno+bici+bus da Varese a Friburgo in Germania e ritorno. Esperienza molto positiva. Non ho impostato il Gps per farmi da guida, affidandomi alla segnaletica, e consultando la...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: large;">La ciclabile  no. 3, che taglia la Svizzera da Sud a Nord (da Chiasso a Basilea, <span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="https://www.schweizmobil.ch/it/svizzera-in-bici.html">una delle nove di carattere nazionale</a></span> ): dal 13 al 16 agosto 2022 l&#8217;ho utilizzata per fare un viaggio treno+bici+bus da Varese a Friburgo in Germania e ritorno.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Esperienza <span style="font-size: large;">molto positiva.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Non ho impostato il Gps per farmi da guida, affidandomi alla segnaletica, e consultando la traccia sullo smartphone solo per ritornare nel percorso giusto in occasione dei (pochissimi) errori. Ho registrato i tre tragitti su Wikiloc.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;">E&#8217; andata così:</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;"><b>13 agosto, sabato</b>.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="https://it.wikiloc.com/percorsi-ciclismo/airolo-lucerna-110531972">Airolo &#8211; Lucerna, km 127</a></span><br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Partenza da Varese in modalità bikepacking e in spalla uno zaino da montagna, leggero. Prendo il treno delle 5:00 Varese-Biasca (CH). Poi cambio treno: Biasca &#8211; Airolo, che distano solo 40 km, ma con 1000 mt di salita che ho preferito &#8220;risparmiarmi&#8221;, per prudenza. Su questo secondo treno, un interregionale, salgono 5 ragazzi e una ragazza, con divisa militare e zaini, ed è il primo approccio con la svizzera <span style="font-size: large;">&#8220;nazione&#8221; </span>. Notoriamente neutrale, pacifica, ma che appare anche preparata, organizzata, pronta ad attivarsi all&#8217;occorrenza. Il tema guerra-pace farà parte del mio viaggio, come capirò in vetta al S.Gottardo e poi nelle città svizzere, dove spesso troverò le bandiere della pace appese alle finestre.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Ad Airolo scendo alla stazione, il tempo di uno sguardo intorno a me per ambientarmi e comincio la salita al Passo del Gottardo, che significa raggiungere 2106 m slm dai 1175 di Airolo. La &#8220;Tremola&#8221;, così è chiamata la salita perchè in alcuni tratti ha il pavè che scuote i veicoli, bici comprese. E&#8217; il percorso originario per il passo, che sale da sud a nord. Oggi esiste il tunnel ferroviario, quello autostradale, la strada alternativa, per cui è utilizzata solo per il divertimento dei ciclisti, dei motociclisti,  degli amanti del paesaggio.Salgo al mio ritmo, per un po&#8217; sono fianco a fianco di una ragazza del luogo, in uscita di allenamento. Verso la vetta, ai lati della strada, ci sono camperisti accampati, a godersi il mattino sorseggiando una bevanda. Ci salutiamo con un cenno della mano. Man mano che si sale si gode la visione dei numerosi tornanti, e dall&#8217; alto, vedo un ciclista salire a ritmo più veloce del mio.  Dico a me stesso  &#8220;però sarò io il primo ad arrivare al passo&#8221; , e così va.  Soddisfatto, mi concedo la prima colazione consumando uno dei paninetti miele e formaggio e una delle mini Coca in lattina da 150 cc, che rappresentano la mia scorta alimentare per oggi.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Leggo da cartelli turistici che qui gli svizzeri hanno dismesso strutture militari difensive solo da pochi anni. Erano infatti pronti a chiudersi rispetto ad eventuali aggressioni dall&#8217;Italia, temute in particolare ai tempi del regime fascista. Il canton Ticino per un periodo fu sotto il controllo dei Visconti e degli Sforza, poi territorio svizzero dal 1515.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Il valico segna anche la fine del tratto &#8220;tranquillo&#8221;. La discesa, che entra nel Cantone Uri di lingua tedesca,  coincide in gran parte con la strada per le auto, ma è molto apprezzabile la segnaletica dedicata ai ciclisti. Si vedono segnalati anche percorsi locali, per MtB, ma il 3 &#8220;nazionale&#8221; è comunque indicato ad ogni svolta e incrocio. Andermatt la raggiungo senza fatica, e incontro la carrozza trainata da 4 cavalli, ad uso turistico che sale al Gottardo. Più avanti si pedala vicino al fiume Reuss, di un particolare colore grigio-celestino, e all&#8217;autostrada. Qui trovo un curioso auto-bici-grill: dal lato autostrada serve gli automobilisti, dal lato ciclabile accoglie i ciclisti !<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Passando da Erstfel si arriva facilmente a Fluelen sul lago dei 4 cantoni (<i>Vierwaldstättersee). </i>Qui il clima è estivo, molto piacevole, il lungolago è frequentato e accogliente. La ciclabile prosegue offrendo bei panorami, ma alcuni tratti sono in galleria in corsia bidirezionale, rialzata rispetto alla sede stradale ma non protetta da cordoli. Chi va verso nord, come me, si trova vicino alle auto che arrivano in senso contrario. Un brivido mi passa per la schiena, ma mi dico<em> &#8220;siamo in Svizzera, se hanno deciso così funziona sicuramente, vai tranquillo&#8221;</em>.  Ovviamente accendo le mie luci, fronte e retro, e sto con occhi, e orecchie, in massima allerta.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Quando trovo il cartello &#8220;strada pericolosa per i ciclisti, si consiglia treno o traghetto per il tratto Sisikon-Brunnen&#8221;  accetto volentieri il consiglio. Mi dico: <em> &#8220;siamo in Svizzera, se dicono così un buon motivo ci deve essere&#8221;</em>. Anche perché è l&#8217;ora di pranzo, il treno <span style="font-size: large;">alla stazione di Sisikon</span> è previsto in arrivo a breve, ho già pagato il biglietto giornaliero per la bici  e acquisto al totem quello per la persona. Così attendo, faccio fuori altro paninetto e una mini Coca, poi in pochi minuti di treno raggiungo Brunnen. Qui riprendo il piacevole percorso lungolago, alla ruota di una biondina svizzera con bici da città ma buona gamba, sino all&#8217;attracco del traghetto che da Gersau porta ad Oberdorf, sulla sponda opposta del lago.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Sul molo fila ordinata di ciclisti e automobilisti. Il biglietto costa una banconota di 10 euro, accettata al posto dei franchi, è venduto a bordo, durante la traversata da un ragazzo con ricevutario e cappellino di ordinanza. Passeggeri una trentina, di vario tipo ma tutti all&#8217;apparenza in giro per turismo.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Si sbarca ordinatamente (ovvio) ad Oberdorf e da qui mancano una quarantina di km a Lucerna: il gruppo di ciclisti si allunga e si disperde lungo la N3.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Alla periferia di Lucerna arrivo verso le 17, piuttosto stanco. Mi fermo presso un parco lungolago, con porticciolo, dove alcuni prendono il sole, altri vanno in sup. Mi sdraio su una panchina e attingo alla mia dotazione di scorta alimentare.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">L&#8217;ingresso in città è facile e il lungolago molto piacevole, ma il mio ostello è in un quartiere di periferia, più interno, e ci metto un po&#8217; a trovarlo. E&#8217; un piccolo youth-hostel, gestito da una famiglia orientale, tutti gentili,  mi spiegano come funziona l&#8217;ospitalità e mi mettono a disposizione un locale chiuso per parcheggiare la bici. Ho un posto in una stanza con due letti a castello. Al mio arrivo  tutti i posti letto sono liberi: ne scelgo uno &#8220;sotto&#8221;,  doccia e poi sono pronto per il centro, che raggiungo in pochi minuti di lieve discesa. A Lucerna sono già stato, ma una vita fa, in una  fugace visita dell&#8217;estate del 1982. Cerco e percorro il famoso ponte in legno, all&#8217;inizio lo confondo con l&#8217;altro ponte, meno bello, non distante. In giro tanti turisti, tanti indiani e/o pakistani. Lungo la via un tizio è fermo in un angolo a cantare &#8220;Svalutation&#8221; di Celentano (canzone degli anni 70) e poi anche Bella Ciao. Ci sono molti negozi, auto di lusso sgommano ai semafori, non so dove cenare, poi opto per un locale vicino ad una chiesa, molto affollata per un meraviglioso concerto di organo, e mi limito ad una zuppa di legumi, birra e un dolce. <em>&#8220;Soltanto questo ?</em>&#8221; indaga la cameriera. Ha intuito che voglio tenere un equilibrio tra budget e necessità di calorie ? E comunque:  <em>&#8220;My secret ? Panini formaggio di capra e miele varesini  con CocaCola !&#8221;</em> .  Mica thè senza zucchero  &#8230;<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Poi a letto presto ma la stanza alle 22 è al completo: una giovane coppia se va alle 3 di notte, con gran baccano; resta un ragazzo di Cardiff dai capelli rossi con il quale scambierò al mattino dopo qualche parola: è lì per fare camminate in alta quota, è uno sportivo, apprezza molto il sistema dei trasporti svizzero ma finiamo a parlare dei costi delle case a Lucerna; non so bene perchè, visto che l&#8217;argomento non mi interessa per niente &#8230;<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;"> <span style="font-size: large;"><b>14 agosto, domenica.<br />
</b></span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="https://it.wikiloc.com/percorsi-ciclismo/lucerna-basilea-110655504">Lucerna &#8211; Basilea, km 125</a></span><br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">La &#8220;nazionale 3&#8221; esce da Lucerna da quartieri residenziali, attraversa paesini del circondario e sfiora un piccolo aereoporto. Commetto qui uno dei pochi errori (sbaglio un bivio) del viaggio, ma l&#8217;altimetria non è un problema. Costeggio il Sempachersee, lago di scarsa bellezza, senza difficoltà. Sursee è una cittadina graziosa, si potrebbe piacevolmente sostare in un bar pasticceria. Percorso facile e un po&#8217; monotono, molto è &#8220;gravel&#8221; e all&#8217;ora giusta mi imbatto in un centro sportivo dove si svolge un torneo di calcio di ragazzi.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Così decido di guardare un po&#8217; di partite mentre faccio  colazione (bicchierone di latte, 3 grandi brioches, Coca-Cola). Vorrei pagare con la carta Maestro, ma la signora di mezza età del bar mi sibila, con sguardo torvo, un &#8220;nein&#8221; che mi obbliga a rovistare tra marsupio e tasche per recuperare il biglietto da 20 franchi prelevato a Lucerna la sera prima.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Dopo però mi concede un &#8220;danke&#8221; sorridente, quando riporto al banco il vassoio vuoto, ben attento a lasciare pulito il tavolo: siccome indosso una maglietta  con bandierina dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa, ci tengo a difendere la reputazione con gli svizzeri-tedeschi &#8230;.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Ad Aarau sosta interessante: passeggio per la città, trovo un locale di specialità italiane di nome &#8220;Al solito Posto&#8221;, una chiesa protestante dove un pannello didattico riporta lontane vicende di persecuzioni religiose e guerre civili ed emigrazioni forzate connesse, che coinvolsero anche i valdesi del Piemonte verso la fine del 1600. Riprendo la via non approfittando di una interessante piazza dedicata allo street-food, costeggio un canale che, a occhio, serve per il raffreddamento della una centrale nucleare li vicino: molti si lasciano trasportare dalla lieve corrente aggrappati a galleggianti di forme fantasiose.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Ancora non mi sono reso conto conto che per passare nel bacino idrografico del Reno mi aspetta una salita davvero impegnativa. Nel primo tratto sono in &#8220;competizione collaborativa&#8221; con un altro cicloturista direi coetaneo (poi lui ha mollato per mangiarsi un panino). La strada sale in una zona rurale, anche boschiva in alto ma prima incrocio una  stalla con bandiera svizzera e &#8211; per me &#8211; sorprendente ventilatore gigante per tenere fresche le mucche !<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Basilea non è lontana: mi piace attraversare la sua periferia, c&#8217;è anche una festa campestre con musica e grigliate. Mi fermo a riempire la borraccia ad una fontana dotata di vasca grande ma soprattutto lunga dove si potrebbe stare a bagno: e infatti alle porte di Basilea troverò un tizio in ammollo in costume da  bagno  dentro una fontana molto simile !<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">L&#8217;arrivo in città è in prossimità del polo sportivo di S.Jacob, lo stadio dove gioca il Basilea FC. Rimango sorpreso dalle bici parcheggiate fuori dallo stadio a centinaia, a dir poco.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Ma l&#8217;avventura urbana è solo all&#8217;inizio, perchè Google Maps non funziona e la mia meta è lo <span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="https://www.hyve.ch/en/">Hyve Hostal </a></span> vicino alla stazione dei treni. Solo che mi sbaglio perchè a Basilea ci sono 2 stazioni dei treni, la svizzera e la tedesca e naturalmente punto su quella sbagliata.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Mi oriento alla vecchia maniera, chiedendo in inglese in quest&#8217;ordine: netturbino tedescofono (mi manda in direzione sbagliata), autista del bus che parla in italiano ma dialetto meridionale (idem),  una coppia a passeggio col cane: lui simpaticissimo e fluente in tedesco come se lo capissi, la signora in italiano (accento francese) mi aiuta a rimettermi sulla retta via e nella breve conversazione dice di conoscere Varese perché il figlio pratica il canottaggio.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Poi ci saranno: mediorientale gestore di una tabaccheria  che mi suggerisce di seguire il bus 30 che sta passando in quel momento, italiana di Roma che interpello  in inglese (ma mi &#8220;sgama&#8221; subito), coppia del Bangladesh con borsa della spesa e lui finalmente mi dice, <em>&#8220;turn right and you are arrived&#8221;</em><br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Però alla fine si può ben dire che &#8220;niente di ciò che vale è facile da raggiungere &#8220;: l&#8217;ostello è un gioiellino di design, ed è anche cohousing, <a href="http://co.work" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://co.work&amp;source=gmail&amp;ust=1673111805353000&amp;usg=AOvVaw1zG-5di2A9FUBeUjY7TNgc">cowork</a>ing, ha locale per bici spazioso, un cortile all&#8217;aperto e una biblioteca al piano terra. Siamo sei in stanza, in tre letti a castello messi in modo da garantire una certa privacy. Nella serata vago per la città, incrocio un giovane cicloturista francese che fa la &#8220;ciclabile nazionale est-ovest&#8221; e mi chiede si scattargli una foto davanti alla Cattedrale.  Apprezzo l&#8217;eleganza delle vie, dei negozi degli edifici pubblici di Basilea. Ceno in un locale nella piazza adiacente alla stazione, e ci metto un po&#8217; a capire che è un self service e che è vegano. Si paga a peso: riempi il piatto che poi sarà pesato alla cassa. Si chiama <span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="http://www.tibits.ch/en/">Tibits</a> </span> ed anche questa, come l&#8217;ostello, si è rivelata davvero un&#8217;ottima scelta.<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"><b>15 agosto luned</b>ì &#8211;<br />
</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #00ccff;"><a style="color: #00ccff;" href="https://it.wikiloc.com/percorsi-ciclismo/basilea-friburgo-in-brisgovia-110738760">Basilea &#8211; Friburgo in Brisgovia, km 70</a></span><br />
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<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Colazione ottima e a prezzo ragionevole all&#8217;Ostello, partenza senza fretta perchè oggi la tappa è breve e pianeggiante. In strada, la Gempenstrasse,  una vera zona 30 svizzera, con diverse bandiere della pace alle finestre degli appartamenti &#8211; c&#8217;è una scuola elementare e si sta preparando una piccola cerimonia: bambini in corteo che portano ciascuno un girasole (Sonnenblumen). Mi fermo ad osservare e poi di ottimo umore &#8211; anche per questa imprevista manifestazione &#8211; torno in centro e passeggio nella piazza della Cattedrale, e ammiro le bici cargo che sfrecciano. Poi mi decido a salire sulla mia bici per prendere la ciclabile lungo il Reno, ma alla fine della breve discesa asfaltata che porta verso il fiume mi imbatto in due vigili, e il più giovane mi blocca, mi mostra il cartello che indica: &#8220;bici solo a mano&#8221; e in inglese mi dice sono nella situazione di prendere una multa ! Io, più che l&#8217;inglese, uso il linguaggio del corpo e la faccia contrita per dire quanto mi dispiace.<i> &#8220;Vabbè per questa volta chiuderò un occhio, ma il rispetto delle regole è importante&#8221;</i> dice lui in inglese. <i>&#8220;Thank you, I totally agree with you&#8221;</i>, e mi allontano alla svelta, seguendo la segnaletica verso nord.</span></span></div>
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<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Il lungofiume è un luogo piacevole e silenzioso: alcuni corrono, una ragazza fa yoga. Su un ponte che prendo per andare sulla riva destra è segnalato il punto di confine tra ben tre nazioni: Svizzera, Francia, Germania. Si torna in area euro, finalmente.<br />
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<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Qualche incertezza ce l&#8217;ho, mi allontano un po&#8217; troppo dal fiume, ma il reticolo di ciclabili esistenti e la scarsità di traffico danno tranquillità.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Il paesaggio è agricolo, avvicinandosi a Friburgo ci sono colline coltivate a vigneti.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Faccio sosta a Bad Krozingen ma decido che mi concederò il pranzo principale a Friburgo, ormai vicina.</span></span></div>
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<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Arrivo in città e attraversato il fiume mi trovo nei pressi dell&#8217;Università e della sua moderna bibilioteca: un poliedro irregolare tutto vetri di colore nero, chiamato appunto &#8220;il diamante nero&#8221;.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Nella piazza della cattedrale, individuo una locanda con tavoli all&#8217;aperto ma &#8230; come mi siedo arriva vento e poi pioggia, all&#8217;interno posto non c&#8217;è, quindi mi tocca alzarmi e &#8211; senza mangiare e trovare un riparo. Passato il temporale raggiungo l&#8217;ostello, un edificio vecchiotto e pittoresco.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Mi sistemo in una stanza grande, da 8, questa volta niente letti al castello e faccio la doccia in una sorta di piccolo silos metallico. Pratico ed igienico, penso.<br />
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<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">La pazienza di digiunare è ben ripagata, dopo, verso l&#8217;ora ormai di merenda. Infatti torno nella locanda di cui sopra e mi concedo un pasto completo e più che abbondante, e ho la comodità di scegliere da un menu scritto in italiano: la fatica del viaggio, l&#8217;attesa, l&#8217;entusiasmo di essere arrivato alla fine del breve viaggio e quello di trovarsi in una città-simbolo per i ciclisti urbani, sono tutti corroboranti per il mio appetito.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Poi mi dedico alla visita della città di Friburgo, sia per quel che resta di oggi 15 agosto sia la mattina dopo: le sue chiese (u<span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">na organista che prova dei pezzi nella St.Martin Kirche)</span></span>, le piazze, con la Rathausplatz presidiata dai Fridays For Future (ma gli insegnanti, non i ragazzi), le strade libere dalle automobili, il ricordo della Sinagoga attaccata e distrutta nel 1938 ovvero un modellino in scala nel luogo dove sorgeva,  <span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">i tipici canaletti lungo le strade ma privi di acqua (credo causa siccità)</span></span>. Ritrovo i Sonnenblumen dedicati alla Madonna Assunta nella cattedrale che, nella Munster Platz, è circondata da un delizioso mercatino di fiori e frutta e dove compro Bratwurst e Apfelschorle (panino con wurstel e succo di mela gassato) anche se inizialmente pensavo di far pranzo con mele e mirtilli.<br />
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<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Approfitto del libero accesso alla biblioteca dell&#8217;università per vedere dall&#8217;alto gli edifici vicini e lo spettacolo delle Fahradstrasse e fare delle foto.</span></span></div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">Esploro il ponte sulla Ferrovia e il grande Parcheggio per bici a forma di mini-colosseo, con bar e locali nella parte superiore.<br />
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<div><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large;">E alla fine, alle 13:30 del 16 agosto anche il bus di Flixbus fa la sua parte in modo impeccabile: nel luogo e all&#8217;ora prevista, condotto da due autisti parlanti in stretto dialetto napoletano, si presenta con il portabici a tre posti nella parte posteriore, nel quale la mia Trek CX Crockett resterà saldamente appesa fino all&#8217;arrivo serale a Milano.</span></span></div>
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<div><em>Leonardo Savelli</em></div>
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