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	<title>CICLOVACANZA &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<title>CICLOVACANZA &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>TRIESTE, MARE D&#8217;INVERNO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 08:52:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
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					<description><![CDATA[L’anno scorso &#8211; quando mi accorsi che questa gita non era in calendario perché mancava l’organizzatore &#8211; mi dissi che non si poteva lasciare nell’oblio la vacanza di chiusura dell’anno ciclistico, ideata dalla nostra cara Rossana e da Alberto che aveva avuto grande successo e raccoglieva ampia partecipazione tra i nostri soci. Mi dichiarai subito disponibile ad organizzarla ed ecco...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">L’anno scorso &#8211; quando mi accorsi che questa gita non era in calendario perché mancava l’organizzatore &#8211; mi dissi che non si poteva lasciare nell’oblio la vacanza di chiusura dell’anno ciclistico, ideata dalla nostra cara<strong> Rossana</strong> e da <strong>Alberto</strong> che aveva avuto grande successo e raccoglieva ampia partecipazione tra i nostri soci.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">Mi dichiarai subito disponibile ad organizzarla ed ecco fatta la scelta di visitare <strong>Trieste</strong> e una piccola parte d’<strong>Istria</strong> in Slovenia, durante la gita purtroppo a causa di una caduta si è fatto male un nostro socio cicloturista, per il resto la gita è andata bene con tempo straordinariamente caldo e soleggiato, siamo stati fortunati anche con gli alberghi sia come posizione che di trattamento. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">Abbiamo iniziato a pedalare da <strong>Trieste</strong> dove ci siamo incontrati con <strong>Mariangela</strong> che arrivava da <strong>Ravenna</strong>, abbiamo attraversato la città usando le piste ciclabili dove esistenti e raggiunto la Slovenia nei pressi di <strong>Capodistria</strong> percorrendo un tratto della famosa <strong>Parenzana</strong>, raggiunto e visitato il bel paesino di <strong>Isola</strong> poi in albergo dove abbiamo pernottato 2 notti. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">Domenica ci dirigemmo verso sud lungo la costa sempre seguendo la <strong>Parenzana</strong> con sosta al bellissimo <strong>Pirano</strong> ricco di architetture veneziane. Proseguendo ci siamo imbattuti in una strada chiusa dove abbiamo superato la difficoltà portando le bici a mano sugli scogli. Giunti a <strong>Umago</strong> abbiamo iniziato il ritorno in albergo, quando mancava circa 1 km <strong>Renzo</strong> Bertin, affrontando una curva, scivolava cadeva a terra facendosi male non riuscendo a camminare, con l’aiuto di tutti ma in particolare di<strong> Nando,</strong> <strong>Silvana</strong> e <strong>Renzo</strong> Fasolo siamo riusciti a trasportarlo in albergo e il giorno successivo portato a Trieste in auto. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">Il resto del gruppo il giorno successivo è rientrato in Italia visitando alcuni paesi sulla costa adriatica e Trieste, il mattino dell’ultimo giorno non poteva mancare la visita del castello di <strong>Miramare</strong> e nel primo pomeriggio rientrammo a Varese. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">La gita, nonostante i vari problemi, è stata gradita anzi tutti hanno contribuito a superare le avversità in modo encomiabile, un particolare ringraziamento va a Renzo Fasolo e Nando per l’impegno dimostrato nell’aiutare Renzo Bertin.<br />
Arrivederci alla prossima gita !</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;"> Cesare</span></span></p>
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		<title>DOVE LA TERRA TREMA</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2021/10/23/dove-la-terra-trema/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Oct 2021 15:06:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[CICLOVACANZA]]></category>
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					<description><![CDATA[Si ce l’abbiamo fatta! Dopo ben 2 rinvii causa covid 19 siamo riusciti a fare la gita programmata nell’autunno 2019 nelle zone terremotate tra Lazio Abruzzo Umbria e Marche, e nonostante un incidente, tre strade chiuse in mezzo alle montagne, qualche albergatore che ci ha creato non pochi problemi, la gita è riuscita magnificamente grazie ad un gruppo di soci...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si ce l’abbiamo fatta!</p>
<p>Dopo ben 2 rinvii causa covid 19 siamo riusciti a fare la gita programmata nell’autunno 2019 nelle zone terremotate tra <strong>Lazio Abruzzo Umbria </strong>e<strong> Marche</strong>, e nonostante un incidente, tre strade chiuse in mezzo alle montagne, qualche albergatore che ci ha creato non pochi problemi, la gita è riuscita magnificamente grazie ad un gruppo di <strong>soci formidabili</strong> che non si sono lasciati scoraggiare dalle difficoltà.<br />
Anzi la loro tenacia ha stimolato i coordinatori a trovare alternative o azioni per superare gli ostacoli. Siamo stati, in questi frangenti, aiutati da un personaggio a cui vanno i nostri ringraziamenti che ci ha accompagnato per 2 giorni e facendoci da guida informatissima nella città di <strong>L’Aquila</strong> dove è socio attivissimo della locale sezione <strong>FIAB</strong>:  <strong>Gian Luca Torpedine</strong> è il suo nome, e ci rimarrà nella memoria come un grande appassionato di bici, uomo di alta cultura e conoscenza.</p>
<p>Dal <strong>Terminillo</strong> alla piana di <strong>Castelluccio</strong>, dalla valle a nord di <strong>Rieti</strong> al colle sulla cui cima si sviluppa <strong>Recanati,</strong> il paesaggio era veramente bello: punteggiato da piccoli centri medievali, con a volte aspre a volte dolci colline, all’orizzonte circondati dalle vette più alte come <strong>Gran Sasso</strong> e <strong>monti Sibillini</strong> che portano, anche loro, i segni terribili del terremoto.<br />
Si li abbiamo visti, i paesi distrutti i centri storici tra i più belli d’ Italia rasi al suolo ! Abbiamo parlato con le persone che hanno vissuto quei momenti tragici, ci hanno raccontato, i fortunati che si trovavano fuori casa, del suolo che si muoveva come le onde del mare e li gettava in ginocchio, e un attimo dopo li rimetteva in piedi, sperduti in mezzo alla strada stando ben attenti a non avvicinarsi agli edifici che crollavano come birilli e cercando di raggiungere la propria abitazione dove forse erano rimasti i loro cari.</p>
<p>Una <strong>testimonianza</strong> della potenza scatenata dal <strong>terremoto</strong> l’abbiamo vista sul <strong>monte Vettore</strong>: dalla piana di Castelluccio si vedeva benissimo anche a grande distanza una lacerazione sulla parete sud, il fenomeno ha spostato le montagne!   Ci hanno relazionato sugli aiuti ricevuti: secondoalcuni insufficienti, secondo altri abbondanti !</p>
<p>I cantieri per la ricostruzione comunque sono tanti e sono attivi. Ci hanno spiegato come il problema attuale sia l’abbandono dei paesi da parte di molte persone, della mancanza di artigiani che servono ad una normale vita quotidiana come idraulici ed elettricisti.  Abbiamo dormito ad <strong>Amatrice</strong> nell’unico agriturismo rimasto integro, meta di luminari da tutto il mondo per capire come fossero stati costruiti la casa e le stalle che avevano resistito a tale potenza.</p>
<p>Si abbiamo parlato con i <strong>sopravvissuti,</strong> ormai abituati a raccontare gli eventi ai turisti curiosi e desiderosi di mostrare solidarietà ! Gli anziani soli tristi e curvi e sperduti accanto alle macerie recintate sembravano portare un peso da cui difficilmente potranno liberarsi; altri invece erano pervasi da una stranezza quasi impercettibile, il terremoto li ha colpiti nel profondo, il tremore del suolo si è trasferito dentro di loro.</p>
<p>Un ringraziamento a tutti i ciclisti che hanno pedalato insieme in questa strana gita tra orrori e bellezze: Anna, Alessandra, Ornella, Luigina, Lucia, Mara, Raffaella, Vittoria,  Enrico, Luigi, Danilo, Emanuele, Renzo B., Renzo F., Carlo.</p>
<p>Cesare P.</p>
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		<title>VALCAMONICA E LAGO DI GARDA</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2020/08/10/valcamonica-e-lago-di-garda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2020 20:32:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gite]]></category>
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					<description><![CDATA[Eccoci di ritorno dalla prima gita di più giorni, dopo l’epidemia da coronavirus, in numero ristretto per le indicazioni di FiAB sul numero di partecipanti per non creare assembramenti, incertezza sui trasporti ferroviari, vedi Trenord, difficoltà a reperire le camere perché molti hotel erano ancora chiusi o non disponibili ad accogliere i cicloturisti per una notte. Decisione presa all’ultimo momento...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci di ritorno dalla prima gita di più giorni, dopo l’epidemia da coronavirus, in numero ristretto per le indicazioni di FiAB sul numero di partecipanti per non creare assembramenti, incertezza sui trasporti ferroviari, vedi Trenord, difficoltà a reperire le camere perché molti hotel erano ancora chiusi o non disponibili ad accogliere i cicloturisti per una notte. Decisione presa all’ultimo momento dopo aver visto le previsioni del tempo perché dovendo superare due passi di montagna prossimi ai 2000 metri la prudenza era d’obbligo: infatti il maltempo si è manifestato in due occasioni, anche di forte intensità.<br />
Gita comunque riuscita, bella e stancante, varia nei paesaggi sia di montagna di valli e laghi, abbiamo percorso piste ciclabili veramente stupende, con soluzioni per superare difficoltà complesse come torrenti e strade trafficate con ponti e cavalcavia importanti, riutilizzo intelligente di vecchie strade carrozzabili e linee ferroviarie, meravigliosa la strada del Ponale scavata nelle roccia a picco sul lago di Garda che collega Riva del Garda e il lago di Ledro. Unica delusione il tratto da Salò a Desenzano per segnaletica mancante e fondo pessimo.<br />
Gita che merita di essere ripetuta, magari sviluppando il tracciato con altre varianti e &#8211; come suggerito da una partecipante &#8211; con più giornate a disposizione per visitare meglio i luoghi incontrati sul percorso.<br />
<em>Cesare Pescatore, 29 luglio 2020.</em></p>
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