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	<title>ciclabili &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<title>ciclabili &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<item>
		<title>Valencia, città bike &#8211; friendly</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2021/10/31/valencia-citta-bike-friendly/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Oct 2021 12:24:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedalo&Penso]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Schepisi]]></category>
		<category><![CDATA[ciclabili]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Grezzi]]></category>
		<category><![CDATA[Pierpaolo Romio]]></category>
		<category><![CDATA[Sole24h]]></category>
		<category><![CDATA[Valencia]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;24 Storie di bici&#8221; è un libro pubblicato da Il Sole 24 ORE nel maggio 2021. Gli autori sono Pierpaolo Romio, fondatore di Girolibero, e Alessandra Schepisi, giornalista e conduttrice di &#8220;A ruota libera&#8221;,  una rubrica di Radio 24 in onda tute le domeniche alle 16:00 (le puntate naturamente sono disponibili in Podcast). Il libro è composto da 24 storie...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="color: #000080;"><em>&#8220;24 Storie di bici&#8221; è un libro pubblicato da Il Sole 24 ORE nel maggio 2021. Gli autori sono Pierpaolo Romio, fondatore di Girolibero, e Alessandra Schepisi, giornalista e conduttrice di &#8220;A ruota libera&#8221;,  una rubrica di Radio 24 in onda tute le domeniche alle 16:00 (le puntate naturamente sono disponibili in Podcast).</em></span></div>
<div></div>
<div><span style="color: #000080;"><em>Il libro è composto da 24 storie &#8220;legate&#8221; da una finzione che è il personaggio narrante, cioè il meccanico di bici Beccaris, in attività da 50 anni, e il cui negozio è collocato a Mantova.</em></span></div>
<div><span style="color: #000080;"><em>Le storie sono divise in quattro tematiche: il Prodotto Bici, Bici e Città, Bici e Sport, Bici e Viaggi e sono interviste a personaggi noti e meno noti: Pinar Pinzuti, Paola Pezzo, Norma Gimondi, Enrico Durbano, Frans Timmermans, Mila Brollo e tanti altri.</em></span></div>
<div></div>
<div><span style="color: #000080;"><em>Qui riportiamo l&#8217;intervista n° 11: &#8221; Valencia, rivoluzione Made in Italy&#8221;  (pagg.119-123).</em></span></div>
<div><span style="color: #000080;"><em>LS</em> </span></div>
<div></div>
<div><strong><span style="font-size: large;">La città bike-friendly</span></strong></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: large;">Giuseppe Grezzi,classe 1973 è l&#8217;artefice della trasformazione di Valencia in una delle città più bike-friendly d&#8217;Europa. Assessore alla mobilità sostenibile e allo Spazio pubblico dal 2015, Grezzi è teorico dell&#8217;urbanismo tattico, un modo di cambiare le città senza spendere troppi soldi e usando diversamente gli spazi.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Giuseppe Grezzi, lucano, quarantacinque anni a nato a Vico Equense, sulla costiera sorrentina. Ha vissuto a Latronico, vicino a Matera, ha studiato a Salerno fino all&#8217;Università, si è trasferito prima a New York e poi a Bologna, dove ha conosciuto quella che sarebbe diventata sua moglie. Con lei si trasferisce nel 2000 a Valencia, dove impara prima il castigliano e poi il valenciano, tanto da perdere completamente il suo accento italiano. A Valencia comincia ad appassionarsi alle vicende politiche della città in particolare alle tematiche ambientaliste, presentandosi nel 2015 alle elezioni amministrative con la coalizione <i>Compromis</i> (impegno in spagnolo), che stravince. Da allora è Assessore alla Mobilità sostenibile e allo Spazio pubblico Oggi è anche presidente di Emt, l&#8217;azienda dei trasporti di una città di un milione di abitanti.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Valencia è una città adagiata sul Mediterraneo e sulle sponde del fiume Turia. La sua storia assomiglia a quella di Amsterdam, oggi capitale mondiale della bici, ma negli anni Settanta intasata dal traffico delle automobili.Valencia era una città originariamente agricola in cui si usava la bici. Poi, dopo il franchismo, ci fu il cosiddetto &#8220;desarrollismo&#8221;, lo sviluppo che portò a una crescita esagerata di infrastrutture per le macchine. Si pensò persino di cambiare il corso del fiume Turia, affinché non si ripetesse quanto accaduto nel 1957 con la grande inondazione della città, un dramma rimasto nella memoria di tutti i valenciani. L&#8217;idea iniziale fu quella di deviarlo per lasciare uno spazio vuoto dove costruire un&#8217;autostrada in mezzo alla città ma alla fine, dopo una accesa sollevazione popolare, venne realizzato un parco che oggi è uno dei simboli cittadini, la colonna vertebrale dalla quale sono partite le prime piste ciclabili.</span></div>
<div><strong><span style="font-size: large;"> </span></strong></div>
<div><strong><span style="font-size: large;">Meglio puntare su piste ciclabili o sulla convivenza tra auto e bici ? Le piste ciclabili non rischiano di ghettizzare il ciclista ?</span></strong></div>
<div><span style="font-size: large;">Bisogna usare la bici come strumento per trasformare la città, ma prima c&#8217;è una necessaria fase di transizione, durante la quale bisogna far sì che ci siano sempre più ciclisti sulle strade, ma i ciclisti senza piste ciclabili non si sentono sicuri e sulle strade non ci vanno. Quindi, prima occorre recuperare spazio togliendolo alle macchine e realizzando piste ciclabili. L&#8217;obiettivo è avere una massa di ciclisti sempre più grande e dopo si potrà anche pensare che le piste non servano. Dal 2015 è quello che abbiamo fatto: avere più bici, ridurre lo spazio per le macchine, eliminare parcheggi per togliere i vantaggi che hanno avuto per tanto tempo: <i>push and pull</i>, <i>el baston y la zanahoria</i>, il bastone e la carota. Promuovere la bici e scoraggiare le auto. Fare pedonalizzazioni. A Valencia abbiamo 150mila metri quadrati di zone pedonali. Abbiamo applicato quello che viene definito &#8220;urbanismo tattico&#8221;, come a Time Square, dove si mettono giardiniere e vasi per impedire il passaggio delle macchine.</span></div>
<div><strong><span style="font-size: large;"> </span></strong></div>
<div><strong><span style="font-size: large;">Con la pandemia è cresciuto l&#8217;utilizzo della bici ?</span></strong></div>
<div><span style="font-size: large;">Abbiamo avuto dati interessanti sull&#8217;uso della bici prima e dopo la pandemia. Prima avevamo moltissimi turisti proprio per via della bici. Mille turisti ogni giorno d&#8217;estate con le bici affittate. Poi, con la pandemia, zero turisti, ma abbiamo avuto lo stesso utilizzo della bici se non di più. Da quando abbiamo inaugurato l&#8217;anello ciclabile, negli ultimi tre anni abbiamo avuto un aumento in tutta la città del 214% dell&#8217;uso della bici. In alcuni punti ne abbiamo più di cinque-seimila al giorno rispetto alle mille al giorno di tre anni fa. Sono molto aumentate le donne, del 39%, perchè la ciclabile dà una sicurezza che prima non c&#8217;era e il 15% ha più di 55 anni.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><strong><span style="font-size: large;">Cos&#8217;è esattamente questo anello ?</span></strong></div>
<div><span style="font-size: large;">Un anello ciclabile circolare, che gira tutto intorno al centro storico della città, lungo solo cinque chilometri, ma che ha comunque generato un cambiamento quasi psicologico nell&#8217;uso della bicicletta. Abbiamo occupato quel che prima era una delle quattro corsie di circolazione delle macchine. Un anello protetto, separato dalla circolazione delle macchine. Un anello protetto, separato dalla circolazione e collegato con tutta una serie di piste ciclabili, come se fossero i raggi di una ruota. In pochi mesi abbiamo raddoppiato l&#8217;uso della bici. In tutto a Valencia ci sono 168 chilometri di ciclabili e quest&#8217;anno ne faremo altre dieci o quindici. Poi abbiamo metro-minuto, cartelli che indicano quanto impieghi per arrivare in un certo posto in bici e questo incoraggia molto le persone.<br />
</span></div>
<div></div>
<div><strong><span style="font-size: large;">Come vedi l&#8217;Italia dal tuo osservatorio ?</span></strong></div>
<div><span style="font-size: large;">Dice che gli amministratori non devono avere paura di perdere le elezioni. Ci sono sempre resistenze &#8211; fanno parte dell&#8217;uomo &#8211; ma se si fa un buon progetto, alla fine i residenti apprezzano. E si devono fare; queste riforme vanno fatte all&#8217;inizio della legislatura. All&#8217;inizio bisogna fare un finimondo. Bologna ha fatto molto e anche Milano. Roma, con una maggioranza così ampia in Consiglio Comunale, avrebbe potuto fare molto di più. Ci vuole più coraggio. Ma anche la Spagna ha questo problema. A Madrid non si sta facendo nulla, al contrario di Parigi che è diventata il simbolo del cambiamento della mobilità.<br />
</span></div>
<div></div>
<div><strong><span style="font-size: large;">Cosa muove le persone al cambiamento individuale ?</span></strong></div>
<div><span style="font-size: large;">A Copenaghen la società <i>Copenhagenize </i>ha fatto un sondaggio in base al quale solo il 15% sceglie di spostarsi quotidianamente in bici per una questione di coscienza ecologica. Il 60% la sceglie perchè è più comoda, utile ed efficiente, quindi bisogna spiegare l&#8217;utilità e far sì che sia più comodo usarla. In molte città, come Roma, il boom della motorizzazione e lo scarso sviluppo dei mezzi pubblici ha fatto diventare le persone dipendenti dalla macchina.</span></div>
<div></div>
<div><strong><span style="font-size: large;">Cosa faresti a Roma ?</span></strong></div>
<div><span style="font-size: large;">Sul Lungotevere togliere tutta una linea di parcheggi e farei una pista monodirezionale, in un lato e nell&#8217;altro. Non sotto al Tevere dove è difficile scendere.</span></div>
<div></div>
<div><strong><span style="font-size: large;">Il clima aiuta a Valencia.</span></strong></div>
<div><span style="font-size: large;">Aiuta molto, anche se chi usa la bicicletta sa che nel Nord Europa, come a Copenaghen, nevica molto eppure vanno in bici. Alla fine si tratta di generare una cultura della bicicletta e di generare infrastrutture di qualità.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><strong><span style="font-size: large;">Ma sono tutti contenti oppure ci sono state anche delle critiche, qualcuno che ti ha accusato di essere troppo radicale ?</span></strong></div>
<div><span style="font-size: large;">Ci sono state molte proteste, ma sono più quelle che vengono da che abita fuori e fa il pendolare. I residenti hanno subito visto la bontà delle misure che hanno migliorato la qualità della loro vita, ridotto l&#8217;inquinamento acustico e atmosferico e attratto milioni di turisti. Il mio mandato di assessore è stato riconfermato per la seconda volta, segno che le persone dopo le iniziali resistenze hanno apprezzato le politiche della ciclabilità.</span></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CICLOVIE: esperienze in Italia e UK</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2021/03/29/ciclovie-esperienze-in-italia-e-uk/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 08:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclonotizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[AIDA]]></category>
		<category><![CDATA[ciclabili]]></category>
		<category><![CDATA[cicloturimo]]></category>
		<category><![CDATA[ciclovie]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[PENDOLARISMO]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>
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		<category><![CDATA[UK]]></category>
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					<description><![CDATA[Notevole pubblicazione promossa da Regione Liguria in collaborazione con Département des Alpes-Maritimes (progetto Interreg): LA GESTIONE DELLE CICLOVIE, &#8220;esperienze e competenze in Italia ed in Europa&#8221;. Nelle 55 pagine si trovano 12 contributi molto qualificati, dettagliati, diversificati non solo sul progetto al confine tra Liguria e Francia, ma su specifiche realizzazioni e problematiche di Provincia di Trento, Sardegna, Toscana, Lombardia...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Notevole pubblicazione promossa da <strong>Regione Liguria</strong> in collaborazione con <strong>Département des Alpes-Maritimes</strong> (progetto Interreg):</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong><a style="color: #000080;" href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2021/03/EDUMOB_Gestione_delle_Ciclovie_ITA.pdf">LA GESTIONE DELLE CICLOVIE</a></strong></span>, &#8220;esperienze e competenze in Italia ed in Europa&#8221;.</p>
<p>Nelle 55 pagine si trovano 12 contributi molto qualificati, dettagliati, diversificati non solo sul progetto al confine tra Liguria e Francia, ma su specifiche realizzazioni e problematiche di Provincia di <strong>Trento</strong>, <strong>Sardegna</strong>, <strong>Toscana</strong>, <strong>Lombardia</strong> (ciclabile del Villoresi), <strong>Val di Susa</strong> (percorsi per MtB), <strong>Campania </strong>(Cilento), <strong>Veneto</strong>, il progetto <span style="color: #000080;"><strong><a style="color: #000080;" href="https://www.aidainbici.it/">AIDA</a></strong></span></p>
<p>Le parole chiave degli interventi sono: ciclabili, ciclovie, manutenzione (ordinaria e straordinaria), turismo, pendolarismo, fondi pubblici, cogestione pubblico-privati.</p>
<p>L&#8217;esperienza inglese di SUSTRANS &#8211; che inizia negli anni &#8217;70 ed è specifica nella progettazione di ciclovie &#8211; è descritta nella parte finale ed è di notevole interesse culturale, giuridico, tecnico.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il PUMS A VARESE</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2021/02/07/il-pums-a-varese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2021 19:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varese Città]]></category>
		<category><![CDATA[ciclabili]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNE]]></category>
		<category><![CDATA[PUMS]]></category>
		<category><![CDATA[traffico]]></category>
		<category><![CDATA[Varese]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo un confronto telematico tra i soci interessati al tema coordinati dal presidente Enrico Bronzi ed un lavoro tecnico molto apprezzato di  Beppe Ferrari  (uno dei fondatori, nel 1988, della nostra associazione), oggi domenica 7 febbraio abbiamo inviato all&#8217;Assessorato all&#8217;Urbanistica di Varese una PEC con le nostre   OSSERVAZIONI    al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile in corso di redazione per...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un confronto telematico tra i soci interessati al tema coordinati dal presidente<strong> Enrico Bronzi</strong> ed un lavoro tecnico molto apprezzato di  <strong>Beppe Ferrari  </strong>(uno dei fondatori, nel 1988, della nostra associazione), oggi domenica 7 febbraio abbiamo inviato all&#8217;Assessorato all&#8217;Urbanistica di Varese una PEC con le nostre   <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2021/02/Osservazioni-FIAB-Varese-a-proposta-PUMS-2021.pdf">OSSERVAZIONI    </a>al <strong>Piano Urbano della Mobilità Sostenibil</strong>e in corso di redazione per la nostra città.</p>
<p>Nel documento potete vede i dettagli analizzati, ma in sintesi dobbiamo &#8211; purtroppo &#8211; dire che nel Piano proposto dall&#8217;Amministrazione Comunale  ci sono diversi <strong>punti critici</strong>:</p>
<ul>
<li>la <strong>genericità</strong> di alcune analisi e affermazioni,</li>
<li>la rilevanza data alle rotatorie stradali solo dal punto di vista della <strong>fluidificazione del traffico a motore</strong>,</li>
<li>l&#8217;eccessivo ricorso al termine &#8220;<strong>ciclopedonale</strong>&#8221; quando sappiamo trattarsi il più delle volte di <strong>soluzione tecnica non soddisfacente</strong>,</li>
<li>la mancanza di indicazioni circa i<strong> collegamenti</strong> tra rete ciclabile urbana e quella sovracomunale esistente o in progettazione,</li>
<li>l’assenza di uno studio analitico circa l’ampliamento del <strong>bike-sharing</strong> con l&#8217;introduzione delle bici a pedalata assistita,</li>
<li>la mancanza di un convincente piano di <strong>Comunicazione &amp; Incentivi</strong>, che possa incidere nelle abitudini dei cittadini in tema di mobilità.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il dibattito resta aperto.</p>
<p>Noi sosterremo, come sempre, le nostre idee consapevoli di essere una <strong>categoria minoritaria</strong> nel sistema della mobilità ma portatori di <strong>interessi generali</strong>: la sicurezza, la qualità urbana, la salute, l&#8217;autonomia dei minorenni, la funzione sociale degli spazi urbani, l&#8217;attenzione per le nuove forme di economia, commercio, turismo.</p>
<p>LS</p>
<p><strong>PS</strong>: nel termine previsto del 30.06.2021 abbiamo inviato via PEC al Comiume le nostre ossrevazioni definitive:  <strong><a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2022/06/OSSERVAZIONI-a-PUMS-adottato-2021-06-30.pdf">QUESTO IL DOCUMENTO</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>NO ALLA CHIUSURA DELLE CICLABILI OLTRE IL 3 MAGGIO</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2020/05/02/no-chiusura-ciclabili-dopo-3-maggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2020 10:46:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Bike Varese]]></category>
		<category><![CDATA[Antonelli]]></category>
		<category><![CDATA[ciclabili]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia]]></category>
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					<description><![CDATA[email inviata da ciclocitta.varese@gmail.com il 02.05.2020: *** &#160; Egregio Sig. Emanuele Antonelli Presidente della Provincia di Varese e pc.: Spett. Prefettura di Varese con riferimento all&#8217; ordinanza della Provincia di Varese a firma Monica Brambilla n° 266 del 30.04.2020 &#8211; che stabilisce l&#8217;interdizione e la chiusura delle piste ciclabili di competenza della Provincia a tempo indeterminato con motivazione legata alla...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>email inviata da ciclocitta.varese@gmail.com il 02.05.2020:</em></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">Egregio</span></span></b></p>
<p><b><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">Sig. Emanuele Antonelli<br />
</span></span></b></p>
<p><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Presidente della Provincia di Varese</b><br />
</span></span></p>
<p><i><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">e pc.:</span></span></i></p>
<p><i><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">Spett. Prefettura di Varese</span></span></i></p>
<p><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">con riferimento all&#8217; ordinanza della Provincia di Varese a firma Monica Brambilla n° 266 del 30.04.2020 &#8211; che stabilisce l&#8217;interdizione e la chiusura delle piste ciclabili di competenza della Provincia a tempo indeterminato con motivazione legata alla situazione di emergenza sanitaria Covid 19 &#8211; la sottoscritta associazione ne chiede la revoca per i seguenti motivi:</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">le ciclabili <i>(o ciclopedonali)</i> sono spesso usate da lavoratori per il percorso BiketoWork e da cittadini per spostamenti necessari, per evitare i maggiori pericoli delle strade con traffico promiscuo, e in questo senso fanno parte a pieno titolo del sistema viario generale;</span></span></li>
<li><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">anche quando le ciclabili sono usate per attività ricreative non possono essere considerate impianti sportivi a rischio di assembramenti, e sono piuttosto equiparabili ai parchi pubblici, che dal 4 maggio saranno aperti in tutte le città;</span></span></li>
<li><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">è dimostrato che il contagio avviene sopratutto in luoghi chiusi <i>(case private, luoghi di lavoro, luoghi di cura)</i> e non in luoghi aperti come le piste ciclabili;</span></span></li>
<li><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">riteniamo improbabili gli assembramenti sulle ciclabili vigente il divieto di trasporto della bici in auto per motivi ludici e l&#8217;attuale diffusa consapevolezza tra i cittadini della pericolosità del virus Covid 19 e di comportamenti impropri.<br />
</span></span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">Inoltre: un controllo delle attività presenti nelle ciclabili potrebbe essere sostanzialmente demandato ai cittadini utenti, e le Forze dell’Ordine potrebbero garantire l&#8217;intervento solo nel caso di necessità di reprimere comportamenti scorretti, su segnalazione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">Piste Ciclabili deserte risulterebbero ben più attrattive &#8211; per soggetti con scopi non leciti &#8211; rispetto a Piste normalmente frequentate.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">In definitiva da lunedì 4 maggio secondo l&#8217;ordinanza 266 del 30.04.20 potrebbe configurarsi il seguente caso: il lavoratore che usi la bici nel percorso casa-</span></span><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">lavoro</span></span> <span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">s</span></span><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">e fermato su </span></span><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">una </span></span><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">pista ciclabile &#8211; da forze di  Polizia dedicate al controllo della stessa &#8211; da lui utilizzata per maggiore tutela dai rischi di percorrenza della strada ordinaria, si vedrebbe contestata la violazione dell&#8217;art.650 del Codice Penale (= inosservanza d</span></span><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">i</span></span><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;"> provvedimento d</span></span><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">i</span></span><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;"> Autorità Competente) che prevede la pena di arresto sino a tre mesi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">Per quanto sopra, condividendo il comune impegno al contrasto alla diffusione del virus, giudichiamo questa ordinanza priva di ragione di essere e anzi potenzialmente nociva alla incolumità ed al benessere dei cittadini.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;">Per:  FIAB VARESE CICLOCITTA&#8217;<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: Source Serif Pro, serif;"><span style="font-size: large;"><i>il presidente Leonardo Savelli</i><span style="color: #888888;"><br />
</span></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/05/PROVINCIA-ORDINANZA-266.pdf" rel="">PROVINCIA ORDINANZA 266</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/05/PROVINCIA-ORDINANZA-266-P2.pdf" rel="">PROVINCIA ORDINANZA 266 P2</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Agenda a Febbraio e Marzo</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2020/02/16/gli-appuntamenti-di-febbraio-e/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2020 17:37:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclonotizie]]></category>
		<category><![CDATA[ciclabili]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo periodo dell&#8217;anno &#8211; verso la fine di un inverno che gli esperti e la nostra semplice osservazione registrano come uno dei più miti &#8211; sono molti gli appuntamenti per i ciclisti impegnati. Ecco un promemoria. 20 Febbraio, giovedì  a Rescaldina h 21:00 presso l&#8217;Auditorium Comunale incontro dal titolo &#8220;tutta mia la città, per cominciare a ripensare la mobilità nel...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo periodo dell&#8217;anno &#8211; verso la fine di un inverno che gli esperti e la nostra semplice osservazione registrano come uno dei più miti &#8211; sono molti gli appuntamenti per i ciclisti impegnati. Ecco un promemoria.</p>
<p><strong>20 Febbraio, giovedì  a Rescaldina</strong> <strong>h 21:00</strong> presso l&#8217;Auditorium Comunale incontro dal titolo &#8220;tutta mia la città, per cominciare a ripensare la mobilità nel nostro paese&#8221; per iniziativa di Ciclofficina di Rescaldina con Arch.Valerio Montieri:       <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/02/RESCALDINA-20-FEB.jpg">il volantino</a></p>
<p><strong>21 Febbraio, venerdì, a Ispra h 20:45</strong> presso Club House incontro su &#8220;Ciclovie dei Laghi tra presente e futuro&#8221;, per parlare delle ciclovie che interessano il basso Verbano ed il suo collegamento con il lago di Varese,  con rappresentanti di Comuni, della Provincia, del JRC, di Fiab. A cura di Libereria: <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/02/ispra-21-feb.jpg">il volantino</a> .</p>
<p><strong>28 Febbraio, venerdì a Varese h 20:45</strong> a Varese in via Rainoldi presso salone Unitre racconto di viaggio in Cornovaglia, a cura di Andrea Scagni e Alessandra Lavagno.  <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/02/Cornovaglia-a-Varese.jpg">il volantino</a>  <span style="color: #ff0000;"><em>(rimandato a data da decidere causa provvedimenti per emergenza sanitaria)</em></span></p>
<p><strong>1 Marzo, domenica in Provincia di Varese, mattino e pomeriggio &#8211; Marcia per la Pace</strong> per la proibizione delle armi nucleari e la cultura della nonviolenza: al mattino pedalata da Gallarate e da Saronno risalendo la valle Olona e &#8220;visitando&#8221; le fabbriche della zona che producono armi, alle 15:00 raduno presso Scuola Morandi di Varese e marcia verso i Giardini Estensi:     <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/02/MARCIA-1-MARZO-.png">il volantino</a> .   <span style="color: #ff0000;"><em>(annullato causa provvedimenti per emergenza sanitaria)</em></span></p>
<p><strong>14 Marzo, sabato a Varese dalle 15:30</strong> in Via Rainoldi 14 Assemblea annuale di Fiab Varese Ciclocittà:   <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/02/ASSEMBLEA-CONVOCAZIONE-14-03-2020.pdf"> LA CONVOCAZIONE</a>  <span style="color: #ff0000;"><em>(rimandata causa provvedimenti per emergenza sanitaria)</em></span></p>
<p>LS</p>
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			</item>
		<item>
		<title>MOBILITA&#8217; NUOVA A GALLARATE</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2018/10/14/mobilita-nuova-a-gallarate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Oct 2018 18:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclonotizie]]></category>
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		<category><![CDATA[CICLISMO URBANO]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 20 ottobre,  dalle ore 10 del mattino al Maga di Gallarate si terrà un Convegno Pubblico sul tema &#8220;Verso la mobilità nuova &#8211; la città delle biciclette&#8221;.  Organizza Fiab Gallarate in collaborazione con Legambiente e Ordine degli Architetti. Certamente qualificati i relatori: Bottino della Regione, Del Prete per Legambiente, Montieri di Fiab, Dondè per Salvaiciclisti. Questo il   VOLANTINO . Ci...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 20 ottobre,  dalle ore 10 del mattino al Maga di Gallarate si terrà un <strong>Convegno Pubblico</strong> sul tema <strong>&#8220;Verso la mobilità nuova &#8211; la città delle biciclette&#8221;</strong>.  Organizza Fiab Gallarate in collaborazione con Legambiente e Ordine degli Architetti. Certamente qualificati i relatori: <strong>Bottino</strong> della Regione, <strong>Del Prete</strong> per Legambiente,<strong> Montieri</strong> di Fiab, <strong>Dondè</strong> per Salvaiciclisti.</p>
<p>Questo il   <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/10/GALLA-3.pdf">VOLANTINO</a> .</p>
<p>Ci fa molto piacere che a Gallarate, centro urbano di 53 m abitanti all&#8217;inizio dell&#8217;area più densamente popolata della provincia di Varese, si espongano le ragioni di una mobilità più sostenibile. In questa città l&#8217;amministrazione  ha ottenuto la collaborazione di <strong>Ivan Basso</strong> per una campagna di sicurezza rivolta ai ciclisti, ma la discussione su infrastrutture e regolazione del traffico non può mancare se l&#8217;obiettivo è una mobilità nuova: in questo  <a href="https://fiabciclocittavarese.it/2017/10/17/pedalare-a-gallarate-pedalare-in-sicurezza/">POST</a>  si raccontava &#8211; qualche mese fa &#8211; di una vivace polemica proprio su questa considerazione.</p>
<p>Apprezziamo molto quindi l&#8217;intraprendenza della giovane sezione Fiab di Gallarate, formalmente costituita nel giugno scorso presso la sede di Fiab Varese, alla quale fa capo. Grazie all&#8217;impegno di un bel gruppo di attivisti ed attiviste ci sono state e ci saranno occasioni per conoscere le bellezze del territorio gallaratese e per discutere i temi che tengono banco in tutte le più moderne città europee: quelli, per l&#8217;appunto, della ciclabilità urbana.</p>
<p>LS</p>
<p><img decoding="async" fetchpriority="high" class="alignnone size-medium wp-image-2598" src="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/10/GALLA-2-1-300x191.jpg" alt="GALLA 2 - 1" width="300" height="191" srcset="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/10/GALLA-2-1-300x191.jpg 300w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/10/GALLA-2-1-150x95.jpg 150w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/10/GALLA-2-1-330x210.jpg 330w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2018/10/GALLA-2-1.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>AIDA &#8211; Alta Italia Da Attraversare</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2018/09/30/aida-alta-italia-da-attraversare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Sep 2018 19:57:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[ADDA]]></category>
		<category><![CDATA[AIDA]]></category>
		<category><![CDATA[ciclabili]]></category>
		<category><![CDATA[CICLOTURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[GARBAGNATE]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla edizione 2018 della Bicistaffetta hanno partecipato anche alcuni soci di Fiab Varese: Franca per il tratto Susa-Verona, Elio per quello Trieste-Verona, il sottoscritto e  Pina per la singola tappa da Garbagnate a Treviglio. La BICISTAFFETTA 2018 è stata dedicata ad un itinerario di collegamento tra l&#8217;Est e l&#8217;Ovest dell&#8217;Italia del nord, per strade secondarie e ciclabili che attraversano la pianura padana a...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla edizione 2018 della Bicistaffetta hanno partecipato anche alcuni soci di Fiab Varese: Franca per il tratto Susa-Verona, Elio per quello Trieste-Verona, il sottoscritto e  Pina per la singola tappa da <strong>Garbagnate a Treviglio.</strong></p>
<p>La <a href="http://bicistaffetta.it/b/bicistaffetta-2018">BICISTAFFETTA 2018</a> è stata dedicata ad un itinerario di collegamento tra l&#8217;Est e l&#8217;Ovest dell&#8217;Italia del nord, per strade secondarie e ciclabili che attraversano la pianura padana a metà strada tra il Po e le Alpi, attraverso campi e centri abitati.</p>
<p>Le foto qui pubblicate sono relative all&#8217;attraversamento dell&#8217;area milanese: con Pina ci siamo uniti al gruppo di circa 40 ciclisti di molte Fiab italiane (Torino, Brescia, Cremona, Lodi, Ravenna, Genova, Arezzo, Milano &#8230;) presso la stazione di <strong>Garbagnate-Parco Groane</strong>. Da lì si percorre una ciclabile costruita per Expo 2015, tra canali d&#8217;acqua e alberi da poco piantati che accompagnano i viandanti. Giunti a <strong>Rho</strong> rimane un breve tratto prima di entrare in Milano, dove la nostra guida, Alessandro di Fiab Lodi, ha scelto un percorso un po&#8217; più lungo ma sicuro per un gruppo di ciclisti urbani, con attraversamento di <strong>City  Life</strong> con i suoi grattacieli e sosta al <strong>Parco Sempione</strong>. Prima  però  abbiamo incontrato l&#8217;assessore alla mobilità del comune di Milano, Marco Granelli, per un saluto istituzionale di auspicio per una <strong>Milano</strong> sempre più amica dei ciclisti.</p>
<p>Dal Parco Sempione abbiamo raggiunto l&#8217;inizio della ciclabile della <strong>Martesana,</strong> dove arriva in Milano l&#8217;omonimo canale che proviene dall&#8217;<strong>Adda</strong> e dove si trova la targa che commemora <strong>Luigi Riccardi</strong>, fondatore di Ciclobby Milano e ispiratore dell&#8217;azione della Fiab dalla fondazione e fin oltre la sua scomparsa, avvenuta 10 anni fa.</p>
<p>Sulla Martesana si pedala tranquilli, attraversando borghi che evocano un passato di genti laboriose e geni al lavoro (Leonardo da Vinci ha lasciato qualche traccia del suo ingegno).</p>
<p>A <strong>Cernusco sul Naviglio</strong>, che ha aderito a <a href="http://www.comuniciclabili.it">ComuniCiclabili</a> grazie anche all&#8217;azione della locale Fiab,  sosta per il pranzo e ad accoglierci ci sono il Sindaco, con l&#8217;Assessora alla mobilità e il Comandante della Polizia Locale. Dopo un ottimo risotto, e qualche sana risata, si riparte per l&#8217;ultimo tratto della tappa. Il paesaggio si fa più campestre, si arriva all&#8217;<strong>Adda</strong> che attraversiamo su un ponte pedonale ma non ciclabile, nel senso che si deve sollevare le bici sopra ostacoli posti alle due estremità.</p>
<p>Ma ci vuole ben altro per fermare un gruppo di cicloturisti determinati, e alla fine si arriva a<strong> Treviglio</strong>: io e  Pina salutiamo il gruppo, è stata davvero una bella giornata in compagnia. Per loro una notte di riposo prima di proseguire verso <strong>Verona</strong>, per me e Pina, un paio di orette di treno sul S5 Treviglio-Varese.</p>
<p>Leonardo S.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>IL SIGNORE DELLE BICI</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2018/08/12/il-signore-delle-bici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Aug 2018 15:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedalo&Penso]]></category>
		<category><![CDATA[ACCETTURA]]></category>
		<category><![CDATA[ciclabili]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[COLVILLE ANDERSEN]]></category>
		<category><![CDATA[COPENHAGEN]]></category>
		<category><![CDATA[LA REPUBBLICA]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[Qui sotto riportiamo il testo di una intervista di Mara Accettura a Mikael Coalville-Andersen che ha creato la società Copenhagenize per diffondere nel mondo il modello di traffico sostenibile a due ruote. L&#8217;intervista è comparsa sul supplemento  D de La Repubblica di sabato 4 agosto 2018, nella rubrica &#8220;Futuro Urbano&#8221; ******* &#8220; Mikael Colville-Andersen ha attraversato 65 città del mondo in bicicletta....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000080;">Qui sotto riportiamo il testo di una intervista di Mara Accettura a Mikael Coalville-Andersen che ha creato la società Copenhagenize per diffondere nel mondo il modello di traffico sostenibile a due ruote.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">L&#8217;intervista è comparsa sul supplemento  D de La Repubblica di sabato 4 agosto 2018, nella rubrica &#8220;Futuro Urbano&#8221;</span></p>
<p style="text-align: center;">*******</p>
<p><strong>&#8220;</strong> Mikael Colville-Andersen ha attraversato 65 città del mondo in bicicletta. Se fosse per lui, designer urbano mezzo danese e mezzo canadese, la bici dovrebbe essere messa sul piedistallo, invece di essere considerata un accessorio, maltrattato dal traffico automobilistico. Per questo il fondatore di Copenhagenize Design Company è consulente di governi cittadini e nazionali per lo sviluppo urbano sostenibile.</p>
<p>La sua esperienza ventennale è adesso concentrata in un libro: Copenhagenize: The Definitive Guide to Global Bycicle Urbanism. “L’esperienza di Copenhagen è esportabile ovunque” dice. &#8220;Voglio che questo libro diventi la bibbia dell’urbanesimo in bici”. Lo incontriamo in un bar di Milano dove è venuto a girare una puntata di <i>Racconti dalle Città del Futuro</i> (Life-sized cities, serie che sarà trasmessa la prossima stagione tv su laEffe, canale Sky 135).</p>
<p><b>Perché è così importante andare in bici in città ?</b></p>
<p>“Innanzitutto è lo strumento più efficiente per muoversi da A a B, per collegare centro e periferia. Dal 1996 chiediamo ai cittadini di Copenhagen<span class="Apple-converted-space">  </span>“Perchè usate la bici ?” e la risposta è sempre la stessa: ”Perchè è veloce”. Noi danesi siamo pragmatici, ci piace anche misurarle queste cose, per cui abbiamo voluto verificare se lo è più della macchina. Bene. Una pista ciclabile di 2 , 3 metri a senso unico sposta 5.900 persone all’ora, la corsia 1.300 auto e se c’è traffico questo numero si riduce. Certo, la metro è più veloce, ma a livello strada la bici è imbattibile. Poi è uno strepitoso collante sociale. In sella siamo più connessi a ciò che succede intorno a noi perché notiamo il bar appena aperto, la svendita in quel negozio, l’amico che attraversa la strada. La bici è umana, è muscoli e sorrisi. Ai semafori si può sentire il profumo di chi ci sta accanto, notare le sue scarpe, pensare di flirtarci. E’ interessante. Per non contare i soldi che ci fa risparmiare in salute pubblica. Sono tutte cose che noi misuriamo<span class="Apple-converted-space">  </span>con numeri, e per questo motivo non c’è mai opposizione politica a quello che facciamo. La bici è un modello di business, la macchina no: è un grande buco nero in cui finiscono un sacco di soldi”.</p>
<p><b>Perché Copenhagen è un modello per molte città del mondo, e dove ha visto le pratiche migliori ?</b></p>
<p>“A Copenhagen abbiamo iniziato tanto tempo fa. Inoltre è una città che si può “copiare e incollare”: un centro medievale poi grandi viali. Amsterdam è altrettanto virtuosa e mi piace molto, ma è poco esportabile per via dei canali. A Bordeaux avevano il 2% di bici, da quando hanno reintrodotto il tram sono arrivati al 10% e le auto si sono ridotte. Parigi è molto interessante: ha il 5% del traffico su due ruote e 20mila bici in sharing. Devono solo migliorare po’ il design. Londra invece è ridicola, il 2%. Le loro famose <i>superhigway</i> sono semplicemente segnalate da pittura blu, come fosse un campo di forza invisibile che protegge i ciclisti. Ma sono inglesi, e fanno un sacco di rumore in proposito. New York è ancora al 2%, ma molte città americane si stanno muovendo da quando hanno scoperto che i Millennial vogliono vivere in quartieri cool con start-up, buoni caffè e piste ciclabili. Molti di loro non guidano e non sono interessati a prendere la patente”.</p>
<p><b>In Cina e altri paesi in via di sviluppo però succede il contrario. Come lo spiega ?</b></p>
<p>“Nel 1998 Pechino aveva il 60% di traffico su bici e Copenhagen il 15%, l’anno scorso le cifre si sono invertite ma il 15% è comunque un numero enorme e visibile per strada. Ora i cinesi si stanno rendendo conto dell’errore e spero possano rimediare perché in 20 anni hanno fatto i danni che noi abbiamo fatto in 70. Pechino vuole tornare indietro a causa del folle inquinamento. A Guangzhou hanno costruito mille chilometri di piste ciclabili, anche Shanghai adesso lo sta facendo”.</p>
<p><b>Che tipo di infrastrutture consiglia ai governi ?</b></p>
<p>“Prima faccio due<span class="Apple-converted-space">  </span>domande: quante macchine ci sono al giorno su strada e quale è il limite di velocità. La prima infrastruttura è una non infrastruttura, perché se il volume del traffico è basso e la strada residenziale non ne hai bisogno. Se il limite è di 40 km all’ora o il volume incrementa in certe ore del giorno, è necessario dipingere una corsia unidirezionale di 2 o 3 metri su entrambi i lati della strada. Se è di 50 o 60 km, bisogna separare fisicamente le piste da passanti ed auto, con un marciapiede o altre barriere. Se il limite è di 70 km le bici devono stare proprio lontane dalle auto. Le ciclabili devono essere sempre unidirezionali, perché quelle a doppio senso sono pericolose.</p>
<p><b>E quali sono gli errori più comuni ?</b></p>
<p>“Quello universale è fare passi da bambini. Pensare che una pista ciclabile su una strada significhi promuovere la cultura della bici. Bisogna avere un progetto in testa come si fa per i tram o le metropolitane. A Buenos Aires e a Siviglia si sono inventati tutto da zero e l’incremento del traffico in bici è stato eccezionale.</p>
<p><b>In questi giorni ha girato per Milano in bicicletta. Che idea si è fatto ?</b></p>
<p>“Ho pedalato<span class="Apple-converted-space">  </span>con Massa Marmocchi<span class="Apple-converted-space"> </span><i> (gruppo di genitori che porta i figli a scuola in bici, ndr) </i>fermando il traffico. Sono rimasto sorpreso perché ho visto più gente in bici di quanto mi aspettassi: giovani, vecchi, mamme, bambini. Ci sono anche chioschi su due ruote. La percentuale di ciclisti va dal 6 all’8%, che è un buon numero, e inoltre ci sono infrastrutture ben disegnate, come le intersezioni protette agli incroci. Molte città non separano fisicamente corsie per le auto e piste ciclabili, qui invece accade. Il problema è che non c’è un<span class="Apple-converted-space">  </span>network ma spezzoni sparsi. Quindi si è poco invogliati. Se questo cambia il volume del traffico potrebbe facilmente schizzare dal 6 al 20% in soli cinque anni. Milano è una città perfetta per questo mezzo.</p>
<p><b>Secondo lei Milano è una life-sized city, una città a misura d’uomo ?</b></p>
<p>“Tutte le città italiane lo sono state prima dell’avvento dell’auto. C’è un cliché su Milano: i brand, la moda e le banche, ma non è così. Sono accadute molte cose dalla mia ultima visita nel 2006: c’è una cultura imprenditoriale. Ho visto una città europea con bei quartieri e gente interessante da tutto il mondo. Qui l’amministrazione e i cittadini si danno da fare per recuperare spazi abbandonati come la cascina Cuccagna, trasformare quartieri popolari come Nolo, creare eventi in periferia, coinvolgere gli immigrati. Non aspettano le istituzioni con i loro noiosi ingegneri e urbanisti per cambiare le cose, ma spingono dal basso. Questo modello è supercool”.</p>
<p><b>Però avrà notato anche l’onnipresenza delle auto.</b></p>
<p>“Sì. Ho letto che il 50% delle auto è di proprietà. La stessa proporzione di Berlino e New York. Non è male, considerato che molto di<span class="Apple-converted-space">  </span>questo traffico è di passaggio e la sera le strade tornano silenziose. Qualche anno fa ero a Ferrara,a discutere con gli urbanisti della città su un progetto. Uno di loro guardando la mappa e il centro della città, indicava le strade e diceva: “Qui abbiamo un sacco di parassiti” e poi: “Parassiti anche qui”. Gli ho chiesto cosa intendesse e mi ha risposto che i parassiti sono quelli che attraversano la città senza fermarsi al mercato o dal parrucchiere. E’ vero: molti guidatori non vivono a Milano, sono i residenti a pagare per il loro traffico. E poi c’è un’altra cosa. Sabato notte, su una di queste strade, c’era una lunga colonna di macchine parcheggiate in mezzo alla corsia delle auto. i proprietari erano tutti al ristorante. Non capisco. E’ normale ?”</p>
<p><b>Quindi c’è ancora molto da fare ?</b></p>
<p>“Nella classifica di Copenhagize, Milano occupa il 54esimo posto su 136 città. La <i>congestion charge<span class="Apple-converted-space"> </span></i> non è abbastanza per sconfiggere la cultura dell’auto. Occorre ridistribuire lo spazio, ridemocratizzarlo e costruire un network per le bici, cosa piuttosto facile perché non mancano i viali. Sfortunatamente questo è uno dei casi in cui il modello <i>bottom-up</i> non funziona: serve la volontà politica. In tutte le città del mondo che hanno reintrodotto la bicicletta come Siviglia, Bordeaux, Minneapolis, Buenos Aires, gli attivisti hanno stimolato il processo ma c’è voluto il sindaco o l’assessore ai trasporti per renderle ciclabili”.</p>
<p><b>Come si è appassionato alle biciclette ?</b></p>
<p>“A me non importa nulla della bici in sé. Non sono un ciclista e tanto meno un <i>nerd:</i> non so nemmeno ripararle. Pedalo su una vecchia due ruote, non uso tutine elasticizzate per girare e sono contrario ai caschi. Mi interessa l’aspetto poetico”.</p>
<p><b>Quando ha scoperto quello che voleva fare ?</b></p>
<p>“Nel 2006 stavo andando a lavorare, per un’emittente tv danese, quando mi fermai ad un semaforo. Davanti a me c’era una ragazza. Al verde una massa di auto e bici è scattata correndo, ma lei non si muoveva. Ho fatto una foto e l’ho pubblicata su Flickr con la didascalia: “Un pilastro di calma in un mondo caotico”.<span class="Apple-converted-space">  </span>All’improvviso ho ricevuto un diluvio di commenti. Gli americani scrivevano: “Ma come fa a pedalare con gli stivali ? Con la gonna ?”. A me sembravano domande stupide, ma per un sacco di gente non avvezza alla cultura del ciclismo, quell’immagine non era normale. Avevo intercettato un interesse. Così ho continuato a fotografare immagini urbane cool per il blog Copenhagen Cycle Chic e poi <a href="http://copenhagenize.com">copenhagenize.com</a>. Così sono diventato il tipo che parla delle bici. Adesso siamo una grande famiglia che sta cambiando il modo di vivere la città. <strong>&#8220;</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>VARESE: PROGETTO DI PERCORSO CICLABILE DAL CENTRO AL LAGO</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2016/05/09/varese-progetto-di-percorso-ciclabile-dal-centro-al-lago/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2016 21:39:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varese Città]]></category>
		<category><![CDATA[ciclabili]]></category>
		<category><![CDATA[CICLOTURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNE]]></category>
		<category><![CDATA[LAGO]]></category>
		<category><![CDATA[REGIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[Nello scorso dicembre 2015 la Giunta Comunale di Varese ha approvato il progetto preliminare (nota 1) di un percorso ciclabile che parte dalle stazioni di Varese e, passando dalla stazione di Casbeno, arriva sino a Capolago. Ora il progetto è presso la Regione Lombardia per partecipare all’assegnazione di finanziamenti. Riteniamo che questa proposta progettuale vada esaminata secondo i seguenti aspetti:...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nello scorso dicembre 2015 la Giunta Comunale di Varese ha approvato il progetto preliminare (<span style="text-decoration: underline;"><em>nota 1</em></span>) di un <strong>percorso ciclabile</strong> che parte dalle stazioni di Varese e, passando dalla stazione di Casbeno, arriva sino a Capolago.<br />
Ora il progetto è presso la Regione Lombardia per partecipare all’assegnazione di finanziamenti.<br />
Riteniamo che questa proposta progettuale vada esaminata secondo i seguenti aspetti:<br />
&#8211; miglioramento della mobilità ciclistica in città (<em>ciclismo urbano);</em><br />
&#8211; miglioramento della ciclabilità del percorso città-lago, evitando di dover ricorrere al trasferimento in auto (<em>ciclismo occasionale</em>);<br />
&#8211; miglioramento dell’attrattiva cicloturistica della città di Varese per i frequentatori delle ciclabili esistenti (o in costruzione) intorno a Varese (<em>cicloturismo di lunghe percorrenze</em>).</p>
<p><strong>MOBILITA’ CICLISTICA IN CITTA’</strong><br />
Il progetto offre l’opportunità di realizzare servizi (<em>ad es.:parcheggi sicuri presso le stazioni ferroviarie)</em> e di sperimentare nuovi provvedimenti viabilistici pro bici (<em>ad es.: segnaletica, attraversamenti ciclabili, strade/zone a velocità 30)</em>.<br />
Tuttavia la zona di viabilità a ridosso delle stazioni Nord e Stato è un nodo particolarmente critico e l’allestimento di canaline sulle scale del sottopassaggio di viale Milano appare una soluzione insufficiente a risolvere tale criticità.<br />
Si dovrà tenere presente le necessità di un’utenza ciclistica differenziata sia per abilità (ciclista esperto, bambino, anziano) che per esigenze di trasporto (trasporto bambini o cose, rimorchi, bagagli). Opportuno quindi prevedere più alternative a scelta dell’utente.<br />
<strong>COLLEGAMENTO CICLABILE DEL LAGO CON LA CITTA’</strong><br />
Il collegamento città &#8211; lago sulla direttrice Bobbiate-Schiranna è quello privilegiato anche dai ciclisti per diversi motivi: presenta le pendenze più moderate, è il tragitto più diretto tra il centro di Varese e il polo di servizi della Schiranna, connette anche l’abitato di Bobbiate. Pertanto il tratto del nuovo progetto che va dalla stazione di Casbeno a Capolago non presenta elementi di richiamo per il ciclista urbano e per di più il tracciato ha tratti con pendenza notevole, che necessitano una certa abilità e prudenza in discesa e buona prestanza fisica in salita. Sono fattori, questi, che rischiano di ridurre l’attrattiva del percorso che pure è avvantaggiato dalla scarsità di traffico e dalla qualità degli aspetti paesaggistici.<br />
<strong>CONNESSIONE CON RETE CICLABILE EXTRAURBANA</strong><br />
Nell’ottica della connessione tra i percorsi cicloturistici che si stanno sviluppando “a rete” negli immediati dintorni di Varese, e tra questi in particolare i i percorsi ciclabili della Valle Olona, della Valganna, (si veda progetto MOSLO), la nuova ciclabile in progetto è sicuramente un fattore migliorativo.</p>
<p><strong>CONCLUSIONE</strong><br />
Il progetto preliminare lascia aperte alcune questioni importanti da approfondire nelle successive fasi progettuali ed esecutive:<br />
&#8211; percorribilità ciclistica del nodo stazioni &#8211; via Morosini;<br />
&#8211; condizioni di sicurezza in discesa delle vie Mirasole e Maneggio;<br />
&#8211; attenuazione della pendenza in salita almeno del tratto più impervio di via Gualtino (ad esempio disegnando un by-pass a tornanti a senso unico in salita);<br />
&#8211; adeguamento viabilistico a Capolago, dove peraltro l&#8217;attraversamento ciclabile della rotatoria realizzato dal Comune di Buguggiate appare già funzionale e sufficiente per l&#8217;utenza attuale;<br />
&#8211; attenta valutazione dell&#8217;effettiva utilità e sostenibilità economica dei servizi di bike sharing e noleggio bici a Capolago (che avrebbero maggiore utenza alla Schiranna).<br />
<strong>Questo progetto è un’occasione per riconsiderare in modo sistematico il tema della mobilità ciclistica varesina. Auspichiamo che la Regione conceda il finanziamento e al contempo raccomandiamo all&#8217;Amministrazione Comunale di collocare tale intervento in una visione programmatica dello sviluppo della mobilità ciclistica dell&#8217;area varesina.</strong><br />
Non possiamo ignorare, infatti, che facilitare in senso ampio il collegamento ciclistico città -lago implica anche altri interventi, se pure “leggeri”, come ad esempio:<br />
1. messa in sicurezza per l’attraversamento ciclo-pedonale della rotatoria presso Schiranna;<br />
2. messa in sicurezza per l’attraversamento ciclo-pedonale di altri attraversamenti della provinciale lungolago (es. zona aeroporto Volo a Vela &#8211; via Duca degli Abruzzi);<br />
3. corsia ciclopedonale in salita da dal Motel Varese Lago fino a Bobbiate;<br />
4.  segnaletica verticale per le strade secondarie da Bobbiate a Casbeno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(<span style="text-decoration: underline;"><em>nota 1)</em></span>: nell&#8217; ambito del Programma Triennale 2016-2018 delle Opere Pubbliche, “POR FESR 2014-2020 – Asse IV – Azione 4.E.1.1 – Misura «Mobilità Ciclistica»”:  <strong>https://servizi.comune.varese.it/cmsvarese/portale/delibere/delibereelenco.aspx</strong></p>
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		<title>FERROVIE MAI DIMENTICATE &#8230; DAI CICLISTI</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2016/03/09/ferrovie-mai-dimenticate-dai-ciclisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 21:49:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo nel varesotto]]></category>
		<category><![CDATA[ciclabili]]></category>
		<category><![CDATA[ferrovie]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[La Nona Giornata Nazionale Ferrovie Dimenticate   (  GNFD ) indetta da Co.Mo.Do. si estenderà all&#8217;intero mese di marzo 2016 e più propriamente si declinerà come giornata delle ferrovie NON dimenticate. Infatti sono molte ormai le iniziative che si sviluppano per restituire alla mobilità dolce infrastrutture ferroviarie dismesse o in via di abbandono. In provincia di Varese FIAB Ciclocittà è vigile su...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
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<div class="column">
<p>La Nona Giornata Nazionale Ferrovie Dimenticate   (  <a href="http://www.ferroviedimenticate.it">GNFD</a> ) indetta da Co.Mo.Do. si estenderà all&#8217;intero mese di marzo 2016 e più propriamente si declinerà come giornata delle ferrovie NON dimenticate. Infatti sono molte ormai le iniziative che si sviluppano per restituire alla mobilità dolce infrastrutture ferroviarie dismesse o in via di abbandono.</p>
<p>In provincia di Varese FIAB Ciclocittà è vigile su diversi obbiettivi:</p>
<ol>
<li>realizzazione della greenway <strong>Saronno- Seregno</strong>, strutturata lungo un percorso ciclo- pedonale derivante dal sedime dismesso da Ferrovie Nord Milano;</li>
<li>completamento della Ciclovia Internazionaledella Valle Olona tra <strong>Castiglione Olona e il valico di S.ta Margherita (Stabio, CH)</strong> sulla direttrice della ex ferrovia della Valmorea:dopo l’iniziativa assunta nell’autunno 2014, su sollecitazione di FIAB-Ciclocittà, da molti comuni e da tutti i PLIS del varesotto interessati dal tracciato  non si è ancora vista alcuna concreta realizzazione, ma si è sviluppato un faticoso percorso di coordinamento istituzionale e di reperimento di risorse finanziarie e di partneship operative . Si auspica che il 2016 veda almeno:
<ul>
<li>&#8211;  l’avvio in comune di <strong>Lozza</strong> delle opere di compensazione di Pedemontana con la realiz- zazione della pista sul sedime ferroviario dismesso,</li>
<li>&#8211;  il cantieramento di due tratti di pista a nord di Mulini di <strong>Gurone</strong> e di Folla di <strong>Malnate,</strong></li>
<li>&#8211;   a <strong>Ponte di Vedano</strong>, la definizione della fattibilità tecnica ed economica della alternativa di tracciato in riva sinistra del fiume Olona.</li>
</ul>
</li>
<li>Lo sviluppo della ciclovia della <strong>Valganna</strong> promosso dalla Comunità Montana del Piambello sul tracciato della vecchia tramvia Varese-Ghirla, in particolare nel tratto più problematico delle Grotte di Valganna e nel collegamento con la città di Varese.</li>
<li>Infine la riattivazione del cantiere ferroviario <strong>Arcisate-Stabio</strong>:
<ul>
<li>&#8211;  ridà prospettiva alla realizzazione di un tratto di ciclabile urbano a Induno Olona sul se-dime della ferrovia preesistente,</li>
<li>&#8211;  riporta d’attualità la decisione sul destino della tratta Arcisate-Porto Ceresio. I criteriguida di FIAB: salvaguardia della destinazione pubblica del sedime ferroviario, riattivazione di una modalità di trasporto pubblico, ove tecnicamente ed economicamente fattibile, e destinazione comunque dell&#8217;infrastruttura alla mobiltà sostenibile, con particolare attenzione a quella ciclistica anche in funzione della valorizzazione turistica della Valceresio. GF</li>
</ul>
</li>
</ol>
</div>
</div>
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