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	<title>CALIMALI &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<title>CALIMALI &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>Meraviglie in Valle Olona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2022 17:50:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo nel varesotto]]></category>
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					<description><![CDATA[Egregio Direttore, il 27.12 scorso appariva su La Prealpina  la bella notizia del finanziamento da parte della  Fondazione Comunitaria del Varesotto del progetto dei Calimali di Fagnano Olona per la valorizzazione della Ciclovia della Valle Olona: la &#8220;ciclabile delle meraviglie&#8221;  che già da alcuni anni è infrastruttura di valorizzazione ambientale, culturale e sociale tra Castellanza e Castiglione Olona. Nelle medesime...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Direttore,</p>
<p>il 27.12 scorso appariva su La Prealpina  la bella notizia del finanziamento da parte della  Fondazione Comunitaria del Varesotto del <strong>progetto dei Calimali di Fagnano Olona per la valorizzazione della Ciclovia della Valle Olona</strong>: la &#8220;c<em>iclabile delle meraviglie&#8221;  </em>che già da alcuni anni è infrastruttura di valorizzazione ambientale, culturale e sociale tra Castellanza e Castiglione Olona.</p>
<p>Nelle medesime pagine veniva riproposta anche la suggestione del ripristino della linea ferroviaria che in un passato ormai lontano percorreva il medesimo corridoio; una “ferrovia delle meraviglie”, di rievocazione storica, che insieme alla ciclovia contribuisse alla rivitalizzazione e valorizzazione di questo territorio.</p>
<p>S<strong>ul sogno ferroviario però, dopo anni che se ne parla, è ora di fare chiarezza</strong> e di mettere sul tavolo numeri e studi concreti di fattibilità. A cominciare dallo studio della LIUC, richiamato nell’articolo, che va reso disponibile a tutti i soggetti portatori di interessi per valutarne l’attualità, i vantaggi e la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.</p>
<p>Alcune questioni in merito a tale ipotesi sono ineludibili, a cominciare dai seguenti tre punti.</p>
<p><strong>1)</strong> L&#8217;ipotesi di riattivazione del servizio ferroviario in Valle Olona è stata associata a <strong>progetti molto diversi</strong>: ferrovia storica-turistica, trasporto pubblico locale (tpl),  linea dedicata a servizio merci notturno. E’ evidente che alle diverse ipotesi corrispondono armamenti, materiale rotabile, servizi, impianti ed attrezzature molto diversi,  con differente impatto ambientale, economico e soprattutto con diverse possibilità di coesistenza con la ciclovia.</p>
<p>Infatti, se l&#8217;idea di una ferrovia storica evoca l&#8217;emozionante immagine del treno a vapore che per qualche anno ha percorso saltuariamente la tratta Mendrisio-Malnate, l&#8217;ipotesi del tpl potrebbe concretizzarsi in una soluzione leggera con tecnologie compatibili con la condivisione della sede con altri veicoli (biciclette), mentre quella del servizio merci probabilmente necessiterebbe oltre alla elettrificazione della linea, di opere  opere più pesanti ed invadenti, come rifacimento di massicciate, barriere antirumore, messa in sicurezza di attraversamenti stradali e sentieristici, ecc.</p>
<p>Alle diverse ipotesi corrisponderebbero anche diversi interessi e quindi risorse finanziarie mobilitabili per l&#8217;esecuzione delle opere e la gestione del servizio? <strong>Qual è dunque l&#8217;ipotesi in campo</strong>?</p>
<p><strong>2)</strong> Allo stato attuale la linea ferroviaria risulta interrotta dalla diga di laminazione di Mulini di Gurone e dall&#8217;intersezione con la nuova Pedemontana a Ponte di Vedano, che imporrebbero, in caso di riattivazione, variazioni planimetriche e altimetriche del piano dei binari. <strong>Sono già stati elaborati progetti di fattibilità tecnica della nuova ipotetica ferrovia</strong> ?</p>
<p><strong>3)</strong> Se il progetto ferroviario richiedesse, secondo il piano di fattibilità, lo <strong>spostamento del tracciato della pista ciclabile esistente</strong>,  per la quale la Provincia di Varese ha sostenuto in un quinquennio una spesa di circa 4 milioni di euro, a carico della nuova ferrovia dovrebbe essere posto anche l&#8217;onere della progettazione e realizzazione del nuovo percorso ciclabile. Con quale ipotesi di tracciato?</p>
<p>La questione è importante altrimenti l’ipotesi suggestiva di riattivazione della ferrovia rischia di mortificare lo sviluppo di sicuro successo della ciclovia già consolidata e in corso di completamento, come purtroppo già avvenuto.</p>
<p>Allo stato attuale, infatti, la mancata, formale, dismissione del tratto di ferrovia a nord della Folla di Malnate ha impedito la coesistenza, a livello progettuale, tra binari e ciclabile nel tratto di valico italo-elvetico, in località Santa Margherita, penalizzando di molto la fruibilità del (futuro) percorso ciclabile.</p>
<p>Il tracciato del progetto originario della pista ciclabile era adiacente ai binari, in piano, lungo il  torrente Lanza e senza interferenze con la viabilità ordinaria, e costituiva una valida proposta sia per il cicloturismo internazionale (connessione a Mendrisio con la rete ciclabile nazionale Svizzera) sia per la mobilità  casa-lavoro dei frontalieri che gravitano nella zona industriale di Stabio.</p>
<p>La soluzione di ripiego in corso di realizzazione, invece, prevede di deviare il percorso dal fondovalle (Mulino del Trotto) per risalire con pendenze impegnative a Ligurno di Cantello e ridiscendere all’attuale valico di Gaggiolo con pendenza altrettanto ripida. Al ciclista sarà anche inflitta, quindi, una sgradevole promiscuità con il traffico motorizzato di confine.</p>
<p>E’ del tutto evidente &#8211; a chi conosce i luoghi e le esigenze della pratica ciclistica &#8211; che si tratta di un ripiego fortemente peggiorativo, che depotenzia l&#8217;intera ciclovia rispetto alla possibilità di proporsi come offerta di eccellenza per la ciclabilità tra il Nord Milanese e la Svizzera, passando dal Varesotto.</p>
<p>Della vecchia ferrovia della Valmorea rimangono testimonianze (caselli, stazioni, opere d&#8217;ingegneria, tratti di armamento) <strong>che proprio la frequentazione a piedi e in bicicletta dell&#8217;ex percorso ferroviario ha consentito di far conoscere ai più.</strong> Questa si conferma, ad imitazione di quanto già realizzato in  altre situazioni simili in Italia e all&#8217;estero, la modalità più realistica per garantire la valorizzazione  del  patrimonio di archeologia industriale originale di questo territorio. L&#8217;iniziativa dei Calimali , con il loro approdo &#8220;Calipolis&#8221;, testimonia il successo e il generale gradimento di tale visione.</p>
<p>E’ necessario  che si faccia chiarezza e che  le Istituzioni competenti si attivino affinché analoghi intoppi non si presentino in sede di progettazione e realizzazione del tratto di ciclovia ancora mancante tra Castiglione Olona e Folla di Malnate.  Al contempo &#8211; sciolti i nodi tecnici e normativi, anche relativi alla formalizzazione del nuovo valico ciclopedonale – è importante sviluppare le condizioni per <strong>attuare nel futuro più prossimo anche il percorso ciclabile del progetto originario al confine di Santa Margherita</strong>.</p>
<p><em>Beppe Ferrari</em></p>
<p><em>per Fiab Varese Ciclocittà</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>NUOVO STATUTO PER CICLOCITTA&#8217;</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2019/05/30/nuovo-statuto-per-ciclocitta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2019 10:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclocittà]]></category>
		<category><![CDATA[ASSEMBLEA]]></category>
		<category><![CDATA[CALIMALI]]></category>
		<category><![CDATA[STATUTO]]></category>
		<category><![CDATA[TERZO SETTORE]]></category>
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					<description><![CDATA[Ciclocittà è una delle molte associazioni chiamate dalla riforma del Terzo Settore ad adeguare il proprio Statuto. Qui sotto riportiamo una spiegazione per sommi capi di questa riforma. Alleghiamo   QUI   la Bozza dello Statuto che i soci sono chiamati ad approvare nell&#8217;Assemblea Straordinaria convocata  presso Calipolis (Fagnano Olona, via C.Colombo 80) una interessante struttura ricreativa gestita dall&#8217;associazione culturale e ambientalista dei Calimali che...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Ciclocittà</strong> è una delle molte associazioni chiamate dalla riforma del <strong>Terzo Settore</strong> ad adeguare il proprio <strong>Statuto</strong>. Qui sotto riportiamo una spiegazione per sommi capi di questa riforma.</p>
<p style="text-align: left;">Alleghiamo   <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/06/STATUTO-NUOVO-bozza-6-giugno.pdf">QUI </a>  la Bozza dello Statuto che i soci sono chiamati ad approvare nell&#8217;Assemblea Straordinaria <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/05/ASSEMBLEA-STRA-CONVOCAZIONE-08-06-2019.pdf">convocata</a>  presso <strong>Calipolis</strong> (Fagnano Olona, via C.Colombo 80) una interessante struttura ricreativa gestita dall&#8217;associazione culturale e ambientalista dei <a href="http://www.calimali.org">Calimali</a> che ringraziamo per l&#8217;ospitalità.  La convocazione (in seconda) è per <strong>sabato 8 giugno alle 10:45.  </strong></p>
<p style="text-align: left;">Il luogo prescelto ci permetterà un picnic, sperando nel meteo favorevole, ed un piacevole incontro tra vecchi e nuovi soci, formale soltanto per la parte assembleare. Inoltre dovrebbe agevolare la presenza dei sempre più numerosi soci del sud della provincia.  Da Varese un gruppo di soci partirà in bici alle 9:00 dalla sede di Via Rainoldi (<em>raggiunta Castiglione Olona, è tutta ciclabile lungo il fiume sino a Calipolis</em>).</p>
<p style="text-align: left;">Al momento<strong> FIAB</strong> ha due associazioni affiliate in <strong>Provincia di Varese</strong>: a Cardano al Campo e a Varese con le sue sezioni di Ispra, Saronno, Gallarate.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Riforma del terzo settore in due parole</strong></p>
<p>Scopo  della Riforma è quello di regolamentare tramite una unica normativa quelle realtà che fino ad oggi erano disciplinate da particolari leggi (ad es. la L. 266/1991 sulle Organizzazioni di Volontariato, la L. 381/1991 sulle cooperative sociali, la l. 383/2000 sulle associazioni di promozione sociale ecc.). Il D.lgs. 117/2017 ha definito anche l’inizio di un periodo transitorio in attesa della completa attuazione delle sue disposizioni e dell’istituzione del Registro unico nazionale del terzo settore (Runts), legato alla promulgazione di una serie di decreti ministeriali attuativi. Ci troviamo ancora sospesi tra la previgente disciplina e la completa attuazione della riforma, ma nel dicembre 2018 è stata emanata una circolare ministeriale contenente precisazioni utili a chiarire cosa dovranno contenere gli statuti degli ETS (più specificamente APS, ODV e ONLUS) e le modalità di approvazione delle relative modifiche, in ordine di adeguare la documentazione secondo le previsioni del nuovo Codice del Terzo Settore. La Regione Lombardia ha emanato di conseguenza una normativa secondaria e i C.S.V. (Centri Servizi per il Volontariato) si occupano di aiutare le associazioni sul territorio.</p>
<p>Con riferimento all’art. 5 del D.lgs. 117/2017, si definiscono ETS tutti quegli enti che esercitano in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Le attività di interesse generale sono da esplicitare nello e statuto, scegliendo tra le 25 categorie elencate dallo stesso art. 5),.La novità principale consiste nella possibilità per gli ETS di praticare anche attività diverse (come definite all’articolo 6) nonché di reperire i fondi (articolo 7) per lo svolgimento delle stesse, non in maniera occasionale bensì continuativa, ovvero attraverso la vendita di beni e servizi. In altre parole, la riforma ha previsto un’importante apertura per gli ETS anche, per esempio, alle attività commerciali, purché queste siano secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generale. Requisito unico per l’acquisizione della qualifica di ETS sarà l’iscrizione al Registro Unico del Terzo Settore (Runts).</p>
<p>É per questo motivo che le APS e ODV che intendono continuare ad avvalersi di questa denominazione, facendosi carico dei relativi oneri e onori, sono chiamate all’adeguamento di alcuni aspetti statutari.  Il termine per l’adeguamento è il 2 agosto 2019.</p>
<p>In linea generale i nuovi statuti delle ODV e APS dovranno contenere, tra gli altri, i seguenti elementi:</p>
<p>1) Attività di interesse generale: lo statuto di un Ets deve contenere obbligatoriamente l’elenco con specifico riferimento alla corrispondente lettera dell’articolo 5 comma 1. Per maggiore chiarezza, è utile riportare ulteriori dettagli sui contenuti delle attività stesse.</p>
<p>2) Attività diverse. Se un Ets vuole esercitare attività secondarie e strumentali rispetto a quelle generali (che saranno definite da un apposito decreto attuativo) lo deve obbligatoriamente indicare nell’atto costitutivo o nello statuto, senza necessariamente riportare l’elenco specifico.</p>
<p>3) Destinazione del patrimonio e devoluzione in caso di estinzione o scioglimento. Lo statuto deve indicare l’eventuale destinazione ad altri Ets e quale organo dell’ente può operare questa scelta.</p>
<p>4) Denominazione sociale. La sigla Ets dovrà essere contenuta obbligatoriamente nello statuto. Nei casi di qualifiche specifiche, prevale l’utilizzo di quest’ultime (quindi in caso di ODV e APS, l’utilizzo dei relativi acronimi è prioritario rispetto a quello di ETS).</p>
<p>5) Diritto di esaminare i libri sociali. Deve essere previsto il diritto degli associati e degli aderenti di esaminare i libri sociali, prevedendo in concreto le modalità con cui tale diritto può essere esercitato.</p>
<p>6) Volontariato. Le disposizioni relative all’articolo 17 del codice del terzo settore, sono tutte già efficaci. Gli enti che si avvalgono della presenza di volontari, devono adeguare eventuali incongruenze nei propri statuti.</p>
<p>7) Organo di amministrazione. Lo statuto deve contenere obbligatoriamente funzioni, composizione, funzionamento (se collegiale): queste modifiche, quindi, si possono adottare con procedura semplificata.</p>
<p>Quelle appena elencate sono le principali elementi che dovranno contenere i nuovi statuti di quelle organizzazioni che vorranno fregiarsi del titolo di ETS, godendo così delle relative prerogative.</p>
<p>ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE</p>
<p>La disciplina delle APS è negli articoli 35 e 36. Per ciò che concerne la composizione anche le APS devono essere costituite da associazioni, riconosciute o non riconosciute, formate da almeno 7 soci persone fisiche o 3 APS. Anche nel caso delle APS le attività di carattere generale (art. 5) e diverse (art. 6) possono essere rivolte ai propri associati, familiari o terzi: in questo caso, a differenza delle ODV, possono essere svolte senza alcun limite di prevalenza nei confronti dei soggetti terzi. Ciò significa che potrebbero essere svolte solo e unicamente nei confronti dei propri soci.</p>
<p>Sul piano della retribuzione dei lavoratori (dipendenti, autonomi o di altra natura) la normativa segna continuità con quanto previsto per le ODV. A differenza di queste, tuttavia, è prevista la possibilità di retribuire anche i soci. Rimane comunque il limite della prevalenza del lavoro volontario: per le APS il numero di lavoratori non può essere superiore al 50% del numero di volontari (quindi non più di 5 persone retribuite ogni 10 volontari) o al 5% del numero dei soci (quindi non più di 5 persone retribuite ogni 100 soci).</p>
<p>Sempre presente l’obbligo di utilizzare la denominazione &#8220;associazione di promozione sociale&#8221; o &#8220;APS&#8221; per rendere riconoscibile la propria natura speciale (con previsione di sanzioni per chi abusa della denominazione).</p>
<p>Infine, anche per le APS è prevista la possibilità di svolgere attività &#8220;commerciale diversa&#8221; avvalendosi di un regime fiscale forfettario definito dagli artt. 85 e 86 del Codice.</p>
<p>l’adeguamento alla disciplina della riforma comporta due aspetti: da una parte l’assoggettamento a una disciplina fiscale di favore, dall’altra   l’obbligo di attenersi a obblighi di rendicontazione più stringenti, come ad esempio il deposito dei rendiconti e dei bilanci entro 30 giorni dall’approvazione, nonchè la tenuta dei rendiconti finanziari, dei bilanci e dei libri sociali.</p>
<p>D&#8217;altronde, in attuazione dei principi cardine che regolano l’organizzazione della Pubblica Amministrazione, la riforma prevede un coinvolgimento sempre maggiore degli ETS &#8220;attraverso forme di co-programmazione e co-progettazione e accreditamento&#8221; (art. 54) &#8220;finalizzata all’individuazione, da parte della pubblica amministrazione procedente, dei bisogni da soddisfare, degli interventi a tal fine necessari, delle modalità di realizzazione degli stessi e delle risorse disponibili&#8221;. A fine di realizzare quanto proposto, le amministrazioni pubbliche &#8220;possono sottoscrivere con le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale, iscritte da almeno sei mesi nel Registro unico nazionale del Terzo settore, convenzioni finalizzate allo svolgimento in favore di terzi di attività o servizi sociali di interesse generale, se più favorevoli rispetto al ricorso al mercato&#8221; (art. 56).</p>
<p>Detto in altre parole, il grande vantaggio della qualifica di ETS consiste nella possibilità di collaborare con le pubbliche amministrazioni, nonché di partecipare a bandi pubblici, in virtù delle garanzie di trasparenza che il RUNTS aspira a garantire.</p>
<p>&nbsp;</p>
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