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	<title>BOX &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>PARCHEGGI PER BICI: MA FATTI BENE !</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2021 19:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alla fine dell&#8217;estate 2021 non serve elencare i (numerosi) motivi per i quali promuovere la mobilità ciclistica conviene alla collettività: abbiamo ormai il Ministero della Transizione Ecologica  e da qualche mese abbiamo anche  le &#8220;Linee guida per la redazione e l&#8217;implementazione dei Piani degli Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL)&#8221;, (Decreto Interministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 maggio).Ma forse non è a...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine dell&#8217;estate 2021 non serve elencare i (numerosi) motivi per i quali promuovere la mobilità ciclistica conviene alla collettività: abbiamo ormai il Ministero della Transizione Ecologica  e da qualche mese abbiamo anche  le <b>&#8220;Linee guida per la redazione e l&#8217;implementazione dei Piani degli Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL)&#8221;</b>, (Decreto Interministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 maggio).Ma forse non è a tutti ancora evidente che tra le azioni necessarie per  favorire l&#8217;uso della bici in città ce n&#8217;è una poco costosa, di facile realizzazione, alla portata di qualsiasi volenterosa amministrazione comunale e/o datore di lavoro: l<b>a creazione di parcheggi bici  &#8220;fatti bene&#8221;.</b></p>
<p><b>COME</b></p>
<p>Cosa significa &#8220;fatti bene&#8221; ? Non le &#8220;rastrelliere&#8221; , perchè si deve poter legare il telaio e salvare i raggi delle ruote (e/o i dischi dei freni). Non posti bici <i>&#8220;negli angoli-dove&#8211;non-danno-<wbr />fastidio&#8221;</i>, perchè devono essere collocati in prossimità di luoghi frequentati e in spazi ora occupati da automobili. Non posti bici che non tengono conto di come sono fatte (e di quanto costano) le moderne bici a pedalata assistita. Parliamo di strutture semplici ma che hanno bisogno di un minimo di progettualità per essere <b>funzionali e correttamente dimensionate</b>. Possibilmente coperte per soste lunghe. Esempi positivi non mancano: a Varese l&#8217;adozione recente del modello “Verona”, le due Velostazioni delle Nord e i posti bici in prossimità della Biblioteca Comunale.&#8221;</p>
<p><b>DOVE </b></p>
<p>Un ciclista si aspetta di poter lasciare la bici a massimo 20/30 metri dalla sua meta: parcheggerebbe oltre questa distanza solo in cambio di maggiore sicurezza e per soste lunghe. Da dove si dovrebbe cominciare a creare buoni parcheggi per bici ? Dalle scuole, senza alcun dubbio. Le <b>scuole sono luoghi dove non possono mancare parcheggi sicuri per bici tradizionali e per E-bike</b>, (ma anche per monopattini, e pure moto e ciclomotori se parliamo di superiori). Ma il &#8220;dove&#8221;  riguarda tutti i luoghi vissuti e frequentati, tutti quelli che l&#8217;abitudine induce a raggiungere con l&#8217;automobile: supermercati, cinema, uffici, luoghi di cura. Nel centro della città, invece, servono <b>stalli di poche unità (4 o 5) ma ben distribuiti e diffusi</b>,  posizionati in particolare agli ingressi delle zone pedonali. Anche i parcheggi coperti per auto (i multipiano chiamati anche &#8220;silos&#8221;) dovrebbero avere stalli e box chiusi, per l&#8217;intermodalità e per chi è disposto a pagare per una maggiore sicurezza.</p>
<p><b>QUANTI </b></p>
<p>Chi usa la bici tutti i giorni è una minoranza, ma che merita attenzione a un aiuto a crescere numericamente. Noi crediamo molto nel nostro motto: <i>&#8220;la bicicletta migliora il traffico, l&#8217;ambiente, la salute e l&#8217;umore, fa bene alla città e a chi la usa&#8221;</i>. Per gli stalli presso le scuole si può calcolare <b> il 5%</b>, della popolazione studentesca. La stessa percentuale per gli spazi nei  parcheggi auto compresi i parcheggi coperti: siccome in uno spazio per auto ci stanno almeno 5 bici non si chiede molto, solo di<b> sostituire 1 parcheggio auto ogni 100 con uno stallo da 5 posti bici</b>. Però con moduli aggiuntivi già programmati ed implementabili in caso di aumento della quota di spostamenti fatti con la bici (aumento che si può dare per certo con il <b>Mobility Manager</b> che fa il suo lavoro, da maggio 2021 obbligatorio per tutti i datori di lavoro pubblici e privati con almeno 100 dipendenti).</p>
<p><b>CHI PAGA ?</b></p>
<p>Le risorse per la mobilità sostenibile, dato il momento storico, non sono introvabili, ma si può fare un&#8217;ulteriore ipotesi, cioè che gli <b>stalli per bici siano anche uno spazio pubblicitario</b>. Non solo come &#8220;pubblicità progresso&#8221; per la promozione delle due ruote, ma anche a disposizione di<b> aziende e marchi  locali che volessero legare il proprio nome </b>alla &#8220;causa&#8221; in cambio di un contributo alla realizzazione della struttura.</p>
<p><b>In conclusione</b></p>
<p>In poche parole pensiamo sia utile anche<b> a  Varese</b> guardare la città con occhiali &#8220;speciali&#8221;, quelli che permettono di vedere il futuro. Qui come altrove la<b> presenza di automobili è eccessiva</b> ma non si vede, perchè l&#8217;occhio è abituato alla loro presenza invasiva, e le abitudini consolidate non considerano le alternative possibili. Risolvere il problema del traffico con altri parcheggi per auto o altre strade è come risolvere il problema del sovrappeso (o dell&#8217;obesità) aggiungendo &#8220;un buco in più nella cintura dei pantaloni&#8221;, e solo incrementando modalità di spostamento alternative all&#8217;auto privata si può avvicinare la vera sostenibilità.</p>
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