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	<title>Bottega del Romeo &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<title>Bottega del Romeo &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>CICLOVIE DEL LAGO MAGGIORE:  TRA PROGETTI E REALTA&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2020 21:01:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo nel varesotto]]></category>
		<category><![CDATA[Bike Experience]]></category>
		<category><![CDATA[Bottega del Romeo]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Auditorium della Club House del JRC di Ispra strapieno all’incontro pubblico di venerdì 21 febbraio 2020 ed i molti amministratori locali presenti testimoniano il successo dell’iniziativa congiunta della sezione FIAB Lago Maggiore con Libereria e  Bottega del Romeo  per stimolare il territorio a discutere di un futuro più a misura di bicicletta. Due ciclovie in progetto nel Basso Verbano: l’una correrà parallelamente alla sponda...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>Auditorium della Club House del JRC di Ispra</strong> strapieno all’<strong>incontro pubblico </strong>di venerdì 21 febbraio 2020 ed<strong> </strong>i molti amministratori locali presenti testimoniano il successo dell’iniziativa congiunta della sezione <strong>FIAB Lago Maggiore</strong> con <strong>Libereria</strong> e  <span style="color: #800000;"><strong><a style="color: #800000;" href="http://www.bottegadelromeo.com/romeo/2020/02/ciclovie-dei-laghi-tra-presente-e-futuro/">Bottega del Romeo</a> </strong></span> per stimolare il territorio a discutere di un futuro più a misura di bicicletta.</p>
<p><strong>Due ciclovie</strong> in progetto nel Basso Verbano: l’una correrà parallelamente alla sponda del Lago Maggiore, da <strong>Sesto Calende a Laveno</strong>, prospettata  in particolare dal Sindaco di Monvalle. L’altra che collegherà <strong>Ispra al Lago di Varese,</strong> promossa da JRC.  Dalla Regione Lombardia e dall’Amministrazione Provinciale di Varese &#8211; tramite l’intervento del consigliere <strong>Marco Magrini &#8211;</strong> giungono buone notizie, con priorità per la prima ciclabile: sono in arrivo fondi per procedere alla progettazione della ciclovia del Lago Maggiore (100 mila euro) e c’è l’impegno al finanziamento del 50% circa della spesa stimata di realizzazione. Provincia, Comuni e altri soggetti sensibili alla tematica ora dovranno fare il resto, reperendo i fondi mancanti e, soprattutto, mettendo in atto scelte politiche concrete: la ciclabile tra Sesto Calende e Laveno Mombello e quella di congiunzione tra Lago Maggiore e Lago di Varese devono essere inserite in tutti i PGT dei comuni interessati e sul territorio la mobilità sostenibile deve diventare una priorità evidente.  Gli spazi urbani ed extraurbani attualmente sono troppo &#8220;sbilanciati&#8221; sull’automobile: occorre cambiare. Per il bene e la salute dei cittadini, per rilanciare il turismo e per recuperare la qualità della vita sociale e commerciale dei piccoli centri.</p>
<p>Oltre a Marco Magrini, hanno portato il loro contributo alla serata  condotta da <strong>Alessandra Doridoni</strong> e <strong>Lorenzo Franzetti:  </strong> <strong>Antonio Franzi</strong> in rappresentanza della <span style="color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="https://varesesportcommission.it">Camera di Commercio di Varese</a></span>,  <strong>Franco Oregioni</strong> sindaco di Monvalle,  <strong>Valerio Montieri</strong>  <span style="color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="http://montieri architetto fiab">Architetto</a> </span> e dirigente di FIAB,  <strong>Philip Costeloe</strong> di JRC Ispra, <strong>Luca Vinci</strong> di  <span style="color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="http://www.proveloticino.ch">Pro Velo Ticino</a></span>, <strong>Fabio Lamera</strong> di  <span style="color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="http://www.lagomaggiorebikehotels.it/lago-maggiore-bike-experience">Lago Maggiore Bike Experience</a></span> , <strong>Enrico Boca</strong> assessore di Sesto Calende.</p>
<div>Molti tra i partecipanti hanno auspicato alla fine della serata altri momenti di confronto, perché oltre alle notizie e alle intenzioni espresse alcune questioni sono state solo toccate, ma non approfondite.</div>
<div>Ad esempio:</div>
<div>si può ragionare &#8211; dal punto di vista turistico &#8211; in termini di <strong>bacino del Lago Maggiore,</strong> invece che di singole aree, similmente a quanto avviene per il Garda ?</div>
<div>Si è consapevoli della <strong>varietà delle tipologie di ciclisti</strong> per cui la classica &#8220;ciclabile&#8221; è solo uno <em>(e non il più importante)</em> degli elementi di attrattività del territorio ?</div>
<div>Come si concilia <strong>viabilità ciclistica</strong> per turisti e quella per abitanti residenziali ?</div>
<div>Vale sempre il  principio  che è meglio <strong>fare</strong> in concreto un piccolo tratto di ciclabile piuttosto che <strong>progettare</strong> su carta una ciclovia ambiziosa per un lontano futuro ?</div>
<div>E  <em>(non manca mai</em>)  il padre di tutti i dilemmi:  conta di più una nuova <strong>cultura</strong> della mobilità oppure una nuova (e buona) <strong>infrastruttura</strong> ?</div>
<div></div>
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		<title>IL LIBRO: La bottega del Romeo e altri racconti</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2016/01/06/il-libro-la-bottega-del-romeo-e-altri-racconti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2016 20:18:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedalo&Penso]]></category>
		<category><![CDATA[Bottega del Romeo]]></category>
		<category><![CDATA[Franzetti]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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					<description><![CDATA[La Bottega del Romeo e altri racconti &#8211; di Lorenzo Franzetti &#8211; Bolis Edizioni 2015. Nel libro sono narrate cinque storie di uomini, donne e biciclette, ambientate nell&#8217;Italia degli anni difficili seguenti al periodo fascista, fine guerra e dopo, sulle sponde lombarde del Lago Maggiore ma non solo. Ad Ispra c&#8217;è la Bottega del Romeo, all&#8217;epoca &#8220;poche biciclette e tante...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Bottega del Romeo e altri racconti &#8211; di Lorenzo Franzetti &#8211; Bolis Edizioni 2015.</strong></p>
<p>Nel libro sono narrate cinque storie di uomini, donne e biciclette, ambientate nell&#8217;Italia degli anni difficili seguenti al periodo fascista, fine guerra e dopo, sulle sponde lombarde del Lago Maggiore ma non solo.</p>
<p>Ad Ispra c&#8217;è la Bottega del Romeo, all&#8217;epoca &#8220;<em>poche biciclette e tante speranze</em>&#8220;, che è negozio, officina e luogo di incontro e discussioni, frequentata o almeno conosciuta da quei personaggi dei racconti che hanno la passione per la bici.<br />
La bicicletta però non è mai la protagonista delle storie perché sono gli uomini e le donne, e i bambini, con le loro vivide gioie e delusioni, che conquistano l&#8217;attenzione del lettore. Le biciclette dei racconti sono semmai uno <em>specchio</em> dove si riflettono le emozioni dei personaggi.<br />
Qualcosa di meno del mirabile prodotto tecnologico dei nostri discorsi di oggi, ma anche qualcosa di più perché quelle biciclette sono della stessa sostanza dei sogni, del mito, del desiderio di libertà, della fatica esistenziale.<br />
Almeno a me così pare.</p>
<p>Nel primo racconto &#8220;<strong>La bottega del Romeo</strong>&#8221; una rivalità in amore porta ad una sfida impossibile tra un campione di ciclismo e un giovane fornaio che una bici da corsa non l&#8217;aveva mai avuta. Il finale però ci regala una morale semplice ma solida, ovvero quella &#8221; <em>che la fatica unisce. Semm tucc cumpagn. (&#8230;) le grandi idee hanno bisogno di gambe di ruote e di qualcosa da mettere nel piatto, insieme agli altri</em>&#8220;.</p>
<p>In &#8220;<strong>Pezzo di motore</strong>&#8221; il piccolo Guido afferma: &#8220;Lavorerò per pagarmela tutta da solo, la bicicletta, lavorerò dopo la scuola&#8221;. Tanta determinazione è ispirata da una gara di ciclismo vista con gli occhi di bambino, dalla povertà e dai conflitti politici (descritti in modo breve e vivido), dai racconti dell&#8217;amico stagnino, di nome Pino Magnan che appunto entrava nei paesi pedalando sul suo carretto al grido epico di &#8220;<em>sono un pezzo di motore!</em>&#8220;.</p>
<p>In &#8220;<strong>Linda e le altre, ovvero come cominciò la rivoluzione</strong>&#8221; troviamo descritto un mondo lontano ma con un conflitto anche attuale, quello tra il pregiudizio e l&#8217;anticonformismo.<br />
La storia ha un ampio scenario geografico: Mons in Belgio, il Giambelino ed il Vigorelli di Milano, Parma, Castelmella di Brescia dove si tenta l&#8217;organizzazione della prima gara nazionaledi bici tra donne.<br />
Questo fatto nuovo scatena psicodrammi in madri, padri, benpensanti, potenziali mariti.<br />
&#8220;<em>Noi siamo gente di campagna, dove vuoi andare ? Certe idee di progresso lasciale stare, sono robe da donnacce di città</em>&#8220;, così si sente dire dalla madre Maria, una ragazza che si allena per partecipare alla gara, spinta da un padre con l&#8217;insana passione sportiva.<br />
Ma la gara, tanto avversata, si fa e le partecipanti vincono tutte la sfida della libertà e della fiducia in sè.<br />
Linda di Parma, è così apostrofata dal suo datore di lavoro, il lunedì dopo la corsa:   &#8220;<em>A me queste baggianate non vanno. Comunisti, femministe e svergognate, alla larga</em>&#8220;.  Sulla Gazzetta dello Sport infatti il &#8220;padrone&#8221; ha letto il resoconto della gara e trovato il suo nome nella classifica finale. Ma la reazione di Linda è quella di una donna che ha già guadagnato libertà e indipendenza di pensiero, e questo le basta per andare incontro alla vita con le sue sole forze.</p>
<p><strong>&#8220;Surplace&#8221;</strong> è il racconto in prima persona di un carcerato, anarchico e ladro di banche ma galantuomo (&#8220;<em>delinquente è chi fonda le banche, non chi le rapina</em>&#8220;), che attraverso la radiolina, entrata in carcere dentro una torta fatta dalla sua donna, segue una sfida al velodromo di Varese e così si gode il pensiero di una libertà conosciuta e, per ora, perduta.<br />
La rapina in banca a Busto Arsizio, i ciclisti conosciuti al Vigorelli di Milano, il periodo passato ad Ispra per sparire una pò dalla circolazione, tutto si mescola nell&#8217;affabulazione del malavitoso milanese, che ripone le sue speranze di fuga nella sua donna e in una bicicletta.<br />
Anche nel breve &#8220;<strong>Aspettando Bartali</strong>&#8221; c&#8217;è un senso di prigionia, quello della vecchiaia passata in ospizio a vivere di ricordi. Ma in questo caso i ricordi sono di lontane ed epiche imprese sportive sulle montagne, e i nomi dei ciclisti (Bartali, Coppi, e gli altri) valgono come quelli degli eroi dell&#8217; Iliade. E nonno Augusto deve essere bravo in qualche modo a raccontare perché suscita nel nipotino Nino la voglia di andarci davvero sulle Dolomiti, a vedere le salite delle imprese ciclistiche.<br />
I racconti di <a href="http://www.varesenews.it/2016/01/da-giornalista-ad-artigiano-della-bicicletta/474706/">Lorenzo Franzetti</a>  raffigurano un tempo passato e lontano, ma le sue storie e i suoi personaggi di cose da dirci ne hanno parecchie.<br />
E&#8217; utile ascoltarle perché non si pedala mai su strade del tutto nuove e che non hanno nulla a che fare con quelle già percorse.</p>
<p>LS</p>
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