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	<title>Bergamo &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>Val Camonica, tra incisioni e acquazzoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2022 20:47:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[CICLOTURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[VALCAMONICA]]></category>
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					<description><![CDATA[Le giornate spettacolari di Pasqua con clima primaverile ci facevano ben sperare per il ponte del 25 aprile per il quale avevamo già da tempo programmato una tre giorni in Val Camonica, ma il destino ha voluto che il lungo periodo di siccità dovesse finire proprio in quei giorni. La meteo prevedeva infatti piogge “insistenti e consistenti” sia per il...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span dir="ltr">Le giornate spettacolari di Pasqua con clima primaverile ci facevano ben sperare per il ponte del 25</span><br />
<span dir="ltr">aprile per il quale avevamo già da tempo programmato una tre giorni in <strong>Val Camonica</strong>, ma il</span><br />
<span dir="ltr">destino ha voluto che il lungo periodo di siccità dovesse finire proprio in quei giorni.</span></p>
<p><span dir="ltr"> La meteo </span><span dir="ltr">prevedeva infatti piogge “insistenti e consistenti” sia per il sabato che per la domenica con una</span><br />
<span dir="ltr">possibile schiarita per il lunedì. Ora si trattava di decidere: rinunciare e perdere le caparre</span><br />
<span dir="ltr">dell’albergo o rischiare la sorte? Dopo un rapido sondaggio con il gruppo abbiamo deciso di</span><br />
<span dir="ltr">affidarci alla citazione “</span><span dir="ltr">la fortuna premia gli audaci</span><span dir="ltr">” e partire attrezzati di tutto punto: cappello</span><br />
<span dir="ltr">impermeabile, mantellina, copri pantalone, copri scarpe, ombrellino.</span><br />
<strong><span dir="ltr">1° Giorno – da Rovato a Boario</span></strong><br />
<span dir="ltr">Sabato mattina ci troviamo, carichi di ottimismo, a <strong>Rovato</strong>, paese del bresciano scelto quale</span><br />
<span dir="ltr">comodo punto di partenza</span> <span dir="ltr">dell’itinerario. Dopo un’abbondante colazione in una pasticceria locale</span><br />
<span dir="ltr">saliamo in sella in direzione di <strong>Iseo</strong>, bel borgo medievale sulle sponde dell’omonimo lago che si</span><br />
<span dir="ltr">estende dai famosi vigneti della Franciacorta fino alle propaggini della Val Camonica.</span><br />
<span dir="ltr">Percorriamo il lungolago orientale e in particolare la vecchia strada chiusa al traffico per poi</span><br />
<span dir="ltr">proseguire sulla suggestiva ciclabile della Val Camonica da <strong>Pisogne</strong> a <strong>Boario</strong>.</span><br />
<span dir="ltr">Scrosci improvvisi non riescono però a farci godere appieno lo spettacolo lacustre di Pisogno e</span><br />
<span dir="ltr">dobbiamo anche rinunciare alla visita della Chiesa di Santa Maria della Neve che, con il suo</span><br />
<span dir="ltr">straordinario ciclo di affreschi sulla Passione di Cristo del</span> <span dir="ltr">Romanino</span> <span dir="ltr">è stata definita la “Cappella</span><br />
<span dir="ltr">Sistina dei poveri”.</span><br />
<span dir="ltr">Tuttavia la visita degli splendidi affreschi dell’Oratorio dei Disciplini a <strong>Montecchio</strong> riuscirà a</span><br />
<span dir="ltr">compensarci artisticamente.</span><br />
<span dir="ltr">Attraverso il scenografico ponte settecentesco di granito e pietra simona arriviamo a<strong> Boario</strong> e al</span><br />
<span dir="ltr">nostro albergo. Curiosità: la pietra Simona è una pietra ornamentale tipica della Val Camonica ed il</span><br />
<span dir="ltr">suo nome deriva dalla località <strong>Simoni di Gorzone</strong> da dove si estraeva.</span><br />
<span dir="ltr">Sbrigate le solite formalità alcuni del gruppo decidono di rilassarsi, mentre una decina risultano</span><br />
<span dir="ltr">interessati alla mia proposta di visitare il</span> <span dir="ltr">castello di <strong>Gorzone</strong></span><span dir="ltr">. Si tratta di un castello su uno sperone</span><br />
<span dir="ltr">di roccia, un po&#8217; fuori dai classici itinerari turistici, ma non privo di fascino seppur nella sua</span><br />
<span dir="ltr">austerità. La guida, molto preparata, ci accoglie all’ingresso mentre noi arriviamo a piedi dopo una</span><br />
<span dir="ltr">camminata di mezz’ora con i nostri ombrellini. La pioggia non accenna a smettere&#8230;.</span><br />
<span dir="ltr">Tra pizzoccheri e altre specialità del posto la serata scorre piacevole, tra un bicchiere di vino e una</span><br />
<span dir="ltr">partita a carte.</span><br />
<strong><span dir="ltr">2° Giorno – da Boario a Capo di Ponte</span></strong><br />
<span dir="ltr">Domenica il tempo sembra essere ancora instabile. Dopo una breve visita alla fiera del bestiame,</span><br />
<span dir="ltr">partiamo per</span> <strong><span dir="ltr">Capo di Ponte</span></strong><span dir="ltr">: due del gruppo in bicicletta, mentre tutti gli altri optano per il treno</span><br />
<span dir="ltr">che comodo e rapido ci porta in meno di mezz’ora al</span> <span dir="ltr">Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di</span><br />
<strong><span dir="ltr">Naquane</span></strong><span dir="ltr">. Scopriamo che le incisioni sono più visibili se bagnate e questo ci edulcora un po&#8217; l’aver</span><br />
<span dir="ltr">dovuto rinunciare alle nostre biciclette. Sorridiamo vedendo girare un visitatore con un fucile ad</span><br />
<span dir="ltr">acqua intento a spruzzare le rocce, pratica tuttavia proibita dal regolamento del parco! L’arte</span><br />
<span dir="ltr">rupestre si sviluppò in Val Camonica tra la fine del Paleolitico Superiore e l’età del Ferro. Le</span><br />
<span dir="ltr">incisioni rappresentano animali, figure umane, abitazioni, oggetti, scene di caccia, offrendoci uno</span><br />
<span dir="ltr">spaccato della vita dei nostri antenati camuni. Dopodichè non poteva mancare una visita al</span> <strong><span dir="ltr">Museo</span></strong><br />
<strong><span dir="ltr">Nazionale della Preistoria</span> </strong><span dir="ltr"><strong>della Val Camonica</strong>, poco distante dal parco che si sviluppa su tre piani</span><br />
<span dir="ltr">ricchi di interessanti reperti ed informazioni.</span><br />
<span dir="ltr">Capo di Ponte offre però anche delle splendide chiese romaniche. Noi siamo andati a visitare la</span><br />
<span dir="ltr">bellissima</span> <strong><span dir="ltr">Pieve di San Siro</span></strong> <span dir="ltr">che si erge su una roccia a strapiombo sull’Oglio dominando il centro storico del paese.</span></p>
<p><span dir="ltr">Ma il tempo volge al bello e la voglia di rimontare in sella è tanta! Rientrati in albergo partiamo alla</span></p>
<p><span dir="ltr">volta di una fiera dei fiori a <strong>Piamborno</strong>, altri invece vanno a visitare l’affascinante castello di <strong>Breno</strong>.</span><br />
<span dir="ltr">Anche questa sera la cucina casereccia dell’albergo non ci delude, così come la piacevole vivacità</span><br />
<span dir="ltr">del gruppo e il simpatico “Nutella”, il mitico cane dell’albergo ormai divenuto la nostra mascotte.</span><br />
<strong><span dir="ltr">3° giorno – da Boario a Bergamo</span></strong><br />
<span dir="ltr">Finalmente il sole splende allietando l’ultimo giorno di gita. Pedaliamo sul versante opposto della</span><br />
<span dir="ltr">valle fino a <strong>Lovere</strong>, che si staglia davanti a noi con scorci paesaggistici incantevoli. Percorriamo poi</span><br />
<span dir="ltr">la strettissima statale lungolago fino a <strong>Riva di Solto</strong>, passando per l’orrido di <strong>Castro</strong>. Gli scenari</span><br />
<span dir="ltr">sono davvero mozzafiato. Iniziamo a salire e salire fino al borgo di <strong>Solto Collina</strong>. Raggiungiamo</span><br />
<span dir="ltr">poi il lago d’<strong>Endine</strong> e percorriamo la ciclabile della <strong>Val Cavallina</strong>.</span><br />
<span dir="ltr">A</span> <strong><span dir="ltr">Trescore Balneario</span></strong> <span dir="ltr">ci fermiamo per un altro capolavoro artistico, la</span> <strong><span dir="ltr">cappella Suardi</span></strong> <span dir="ltr">dipinta da</span><br />
<strong><span dir="ltr">Lorenzo Lotto</span></strong> <span dir="ltr">che si trova all’interno della villa di proprietà dei conti Suardi. Gli affreschi sono</span><br />
<span dir="ltr">veramente notevoli e la guida ce li ha resi molto interessanti.</span><br />
<span dir="ltr">Infine raggiungiano Bergamo per prendere il nostro treno per il ritorno.</span><br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong><span dir="ltr">Cosa abbiamo imparato</span><span dir="ltr">:</span></strong></span><br />
<span dir="ltr">&#8211; che non bisogna lasciarci condizionare troppo dalla meteo e che, con un po&#8217; di iniziativa, si</span><br />
<span dir="ltr">trovano sempre delle soluzioni alternative</span><br />
<span dir="ltr">&#8211; che l’energia del gruppo è il vero volano della riuscita della gita</span><br />
<span dir="ltr">&#8211; che buona cucina e buon vino mettono tutti d’accordo e di buon umore</span><br />
<span dir="ltr">&#8211; che perfino le salite più ardite con calma possono essere affrontate anche da chi non avrebbe mai</span><br />
<span dir="ltr">pensato di farcela!</span><br />
<span dir="ltr">Alessandra L</span></p>
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