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	<title>benessere &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>ALVENTO &#8211; il Benessere di leggere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2019 09:51:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclonotizie]]></category>
		<category><![CDATA[Alvento]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;alvento &#8211; italian cycling magazine&#8221;  è un bimestrale edito da Mulatero ed esce in edicola dal luglio 2018. E&#8217; molto curato nella grafica, nei testi e nelle foto. In copertina si  legge questa avvertenza:  &#8220;switch off your mobile before reading&#8220;. Il numero 4 in  edicola dal 15 aprile è dedicato alla Primavera e riporta all&#8217;interno &#8211; a pagina intera &#8211;...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>alvento &#8211; italian cycling magazine</strong>&#8221;  è un bimestrale edito da Mulatero ed esce in edicola dal luglio 2018. E&#8217; molto curato nella grafica, nei testi e nelle foto. In copertina si  legge questa avvertenza:  &#8220;<em>switch off your mobile before reading</em>&#8220;.</p>
<p>Il numero 4 in  edicola dal 15 aprile è dedicato alla Primavera e riporta all&#8217;interno &#8211; a pagina intera &#8211; questa frase di P. Neruda, in bianco su sfondo rosso: <em>&#8220;potranno recidere tutti i fiori, ma non potranno fermare la primavera&#8221;</em>.</p>
<p>C&#8217;è un bel servizio sulla <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/05/strade-bianche.pdf">Strade Bianche</a>  2019 (<em>&#8220;Etica e polvere&#8221;</em>), uno sulla Milano Sanremo, un racconto di viaggio in Patagonia e uno sul Tour of Guangxi, una presentazione della <em>chase the sun:</em> dall&#8217;Adriatico al Tirreno, e molto altro.</p>
<p>Ma si fanno notare anche l&#8217;editoriale di pag. 9 &#8220;Siamo sporchi&#8221; dove si stigmatizza duramente l&#8217;abitudine di certi ciclisti di buttare gli incarti dei gel vuoti a lato delle strade, e in particolare a pag. 144 (<em>l&#8217;ultima pagina</em>), la rubrica &#8220;ultimo chilometro&#8221; intitolata <strong>Benessere</strong>. Qui sotto copiamo il testo</p>
<p>LS</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>***</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Benessere</strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Ho un amico che lavora in Canyon a Coblenza, è una delle più grandi aziende del mondo che produce biciclette sportive. Hanno un modello di business rivoluzionario e le vendita delle loro biciclette avviene soltanto on-line. Ogni giorno il mio amico si fa 17 chilometri di ciclabile per andare a lavorare e altrettanti per ritornare a casa, tutti i giorni anche se piove o nevica, sempre. Non possiede un&#8217;automobile. Una volta gli ho chiesto se non era scomodo andare a lavorare tutti i santi giorni in bici e lui mi ha risposto che era una figata.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">&#8220;In fondo è un&#8217;ora di bicicletta tutti i giorni, c&#8217;è gente che se li deve fare in auto restando in coda&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">&#8220;E se un giorno per caso sei un po&#8217; malato ?&#8221;</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">&#8220;Ci vado con i mezzi pubblici&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">&#8220;Ma non è scomodo ?&#8221;</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">&#8220;Certo, infatti preferisco la bici&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Gli avevo fatto una domanda che un secondo dopo averla posta mi ero reso conto che era una domanda idiota: gli avevo chiesto se per caso la sua azienda o lo Stato o qualcuno (non avevo idea chi, esattamente) gli dava un incentivo per andare a lavorare in bicicletta invece che in auto. Lì lui mi aveva guardato veramente come un poveraccio. Come un idiota. Come uno che non capisce. Come un italiano, come gli stranieri pensano agli italiani, gente che si aspetta sempre che per fare una cosa serva un&#8217;Olimpiade o un incentivo della Comunità Europea o dello Stato o delle Regioni, o di chissà chi. &#8220;L&#8217;incentivo è che dove vivo ci sono delle ciclabili bellissime e vado in bicicletta tutti i giorni e intorno a me ci sono tante altre persone e famiglie che non usano l&#8217;auto e fanno come me. E si sta bene.&#8221;   Lì, io &#8211; che ho un&#8217;idea di me stesso di uno abbastanza moderno su certi temi &#8211; mi ero reso conto di quanto invece sono e siamo ancora indietro, di quanto anche quando ci crediamo progressisti e moderni siamo distanti anni luce dalla mentalità che serve per cambiare certe cose che in questo Paese ci tiriamo indietro da secoli. &#8220;Nella mia azienda, quando uno arriva al lavoro al mattino in bicicletta, ci sono degli spazi per sciacquare la bici, casomai si sia sporcata di fango pedalando sulla ciclabile. Poi ci sono degli spogliatoi dove se vuoi puoi lasciare la tua roba ad asciugare e le docce, se vuoi farti una doccia prima di andare in ufficio. Nella pausa pranzo puoi uscire ad allenarti. Gli incentivi sono il miglioramento della qualità della vita &#8211; mi aveva detto il mio amico &#8211; e bisogna darli alle aziende che lavorano in un certo modo, non ai privati cittadini&#8221;.     Lì ho capito che aveva ragione.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Se noi vogliamo che il mondo cambi intorno a noi non bisogna sperare genericamente che questo cambiamento  lo faccia lo Stato o la legge erogando dei contributi o degli incentivi ai privati; bisogna cambiare le aziende dove andiamo a lavorare. In fondo è lì che si produce la ricchezza e che spendiamo la maggior parte del nostro tempo.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">E poi il resto, cambierà di conseguenza.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>***</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"> <img decoding="async" class=" wp-image-2705 alignleft" src="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/03/bike2work1-300x300.jpg" alt="bike2work1" width="140" height="140" srcset="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/03/bike2work1-300x300.jpg 300w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/03/bike2work1-150x150.jpg 150w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/03/bike2work1-330x329.jpg 330w, https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/03/bike2work1.jpg 500w" sizes="(max-width: 140px) 100vw, 140px" /></p>
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		<title>BikeToWork: un&#8217;ottima idea &#8230;</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2019/03/29/biketowork-unottima-idea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2019 06:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione&abilità]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Bike To Work]]></category>
		<category><![CDATA[divertimento]]></category>
		<category><![CDATA[LAVORO]]></category>
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					<description><![CDATA[Il BikeToWork, ovvero la scelta di usare la bici per il trasferimento casa-lavoro, è un&#8217;ottima idea, anzi un&#8217;ottima pratica. Lo scorso 21 settembre 2018  se ne è parlato all&#8217;Università in un Workshop dedicato. La bici può essere usata da sola, ma anche in abbinamento ad altri mezzi (treno, auto) in caso di percorrenze più lunghe. Per iniziare ci si può limitare ad alcuni...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>BikeToWork</strong>, ovvero la scelta di usare la bici per il trasferimento casa-lavoro, è un&#8217;ottima idea, anzi un&#8217;ottima pratica. Lo scorso 21 settembre 2018  se ne è parlato all&#8217;Università in un <a href="https://fiabciclocittavarese.it/2018/09/17/bike-to-work/">Workshop</a> dedicato. La bici può essere usata da sola, ma anche in abbinamento ad altri mezzi (treno, auto) in caso di percorrenze più lunghe. Per iniziare ci si può limitare ad alcuni giorni della settimana, o alle stagioni con clima più favorevole.  Le parole chiave sono tre.</p>
<p><strong>Benessere</strong>: viene dal movimento fisico, dall&#8217;ebrezza dell&#8217;equilibrio e del vento in faccia , dallo stare  <a href="https://fiabciclocittavarese.it/2016/01/20/la-google-car-e-il-sol-dellavvenire/">connessi</a> con l&#8217;ambiente circostante. Si bruciano grassi, il carburante è il (buon) cibo. Con la bici &#8211; non sempre ma spesso &#8211; si possono percorrere strade o sentieri lontani dallo smog e scopriamo un mondo di particolari che dall&#8217;auto, causa velocità e concentrazione, non riusciamo a cogliere. Leggi questo <a href="https://www.bikeitalia.it/2019/03/15/bike-to-work-e-qualita-della-vita/">articolo</a> su Bikeitalia per approfondire.</p>
<p><strong>Risparmio</strong>: non c&#8217;è partita se si parla di costi nel confronto con l&#8217;auto, soprattutto se l&#8217;uso costante della bici ti permette di avere un&#8217;auto in meno in famiglia: in questo caso ti puoi anche permettere un mezzo un po&#8217; più costoso come l&#8217;E-Bike. Distributori di benzina e  <a href="https://fiabciclocittavarese.it/2016/08/16/se-un-euro-vi-pare-tanto/">parcheggi a pagamento</a> non fanno più parte del tuo paesaggio, sostituiti da pasticcerie e da tutte le ZTL che vuoi.</p>
<p><strong>Divertimento</strong>: è la libertà di attraversare la città in poco tempo, di essere puntuale perché non rimani fermo in coda, di deviare per ciclabili o percorsi rilassanti e inaccessibili per il pendolare automobilista. E le condizioni meteo più difficili evidenziano l&#8217;agilità del mezzo: ad esempio in caso di neve vai lo stesso e rischi pure di riscoprire il bambino che c&#8217;è in te  <a href="https://www.rivistabc.com/bike-to-work-perche-si-in-quattro-video/">(video)</a>.</p>
<p>Insomma l&#8217;andare in bici a lavoro si ripaga da sé, non è per tutti ma per molti sì, soprattutto quelli che hanno pochi chilometri da fare o possono &#8220;mixare&#8221; con il treno. Dal 2015 c&#8217;è anche la tutela piena per un malaugurato <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/03/ASSI-FISAC-ITINERE-INFORTUNIO.pdf">infortunio</a> in itinere. L&#8217;ostacolo maggiore a questa pratica è l<strong>&#8216;abitudine alla presunta comodità dell&#8217;auto</strong> e il posto che questa ha nell&#8217;immaginario collettivo: c&#8217;è &#8211; e si sente &#8211;  la distinzione tra &#8220;normale&#8221; e &#8220;anomalo&#8221; che nel comune sentire distingue il pendolare in auto da quello in bici. Ma i <strong>positivi risvolti sociali</strong> &#8211; facilmente calcolabili- hanno indotto alcuni soggetti, privati e pubblici, ad offrire incentivi, anche monetari. E Legambiente, in <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2019/03/LEGAMBIENTE-BTW.pdf">questo recente articolo</a>, quantifica in circa 900.000 i pendolari in bici in Italia.</p>
<p>Al datore di lavoro si richiedono, per cominciare, solo due semplici &#8211; ma indispensabili &#8211; agevolazioni : un <strong>parcheggio sicuro</strong> e un <strong>armadietto</strong> per abiti e accessori. Il datore di lavoro eccellente (<em>Top Employer &#8230; così pare si dica</em>) poi offrirà anche spogliatoio con doccia, asse da stiro e asciugatrice: non è utopico, lo si è visto nella trasmissione <strong>PresaDiretta</strong> di Riccardo Iacona del 08.01.18 (<a href="http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-66ee458b-bc8c-4661-a228-866c2a22def3.html">La Bicicletta ci salverà</a>) a proposito della sede di una banca a Copenhagen.</p>
<p>Avere per le strade più pendolari in bici è possibile, anzi auspicabile: si comincia per gioco, poi non si riesce più a smettere &#8230;.perchè l&#8217;unica catena che rende liberi è quella della bicicletta.</p>
<p><em>L.Savelli e D.Provvedi</em></p>
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