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	<title>Cicloturismo &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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	<title>Cicloturismo &#8211; FIAB Ciclocittà Varese</title>
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		<title>SULLA FRANCIGENA, PADRE E FIGLIO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2023 16:11:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro]]></category>
		<category><![CDATA[CICLOTURISMO]]></category>
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		<category><![CDATA[Passo della Cisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno ho il piacere di condividere con voi una magnifica esperienza realizzata lo scorso luglio insieme a mio figlio Lorenzo di 13 anni. Abbiamo percorso in bicicletta la Via Francigena da Comerio a Roma. L&#8217;8 luglio da Comerio abbiamo raggiunto Pavia e iniziato &#8220;il cammino&#8221; verso Roma. Abbiamo attraversato decine di località e paesaggi stupendi, tra cui Piacenza, Fiorenzuola,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">Anche quest&#8217;anno ho il piacere di condividere con voi una magnifica esperienza realizzata lo scorso luglio insieme a mio figlio Lorenzo di 13 anni.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">Abbiamo percorso in bicicletta la Via Francigena da <strong>Comerio</strong> a <strong>Roma</strong>.<br />
L&#8217;8 luglio da Comerio abbiamo raggiunto Pavia e iniziato &#8220;il cammino&#8221; verso Roma.<br />
Abbiamo attraversato decine di località e paesaggi stupendi, tra cui <strong>Piacenza</strong>, <strong>Fiorenzuola</strong>, <strong>Berceto</strong>. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">Una volta superato il<strong> passo della Cisa</strong> siamo entrati in Toscana, da <strong>Pontremoli</strong> a <strong>Pietrasanta</strong>, da <strong>Lucca</strong> a <strong>Pisa</strong>, e poi  <strong>San Miniato</strong>, <strong>San Gimignano</strong>, <strong>Siena</strong> e <strong>Radicofan</strong>i. Entrati nel Lazio abbiamo raggiunto <strong>Viterbo</strong>, passando prima per il limpidissimo <strong>lago di Bolsena</strong>.<br />
Ed infine l&#8217;arrivo il 18 luglio a<strong> Roma</strong>, dove ad attenderci c&#8217;era la spettacolare  ed immensa Piazza San Pietro. </span></span></p>
<p>Ogni tappa un insieme di esperienze indimenticabili, a partire dalle persone in cammino come noi verso Roma, gente di ogni parte del mondo, con cui pedalare per qualche chilometro o semplicemente per scambiarsi un saluto o fare quattro chiacchiere e riposarsi.</p>
<p>I numerosi incontri fatti durante il viaggio hanno sicuramente alleggerito i quasi 1000 chilometri di strada percorsi (970 per l&#8217;esattezza) e &#8220;rinfrescato&#8221; le caldissime giornate di luglio.</p>
<p>Un grazie a tutte le strutture che ci hanno ospitato lungo il cammino, dagli ospitali organizzatissimi e sempre pronti ad accogliere anche l&#8217;ultimo dei pellegrini, ai punti di ristoro felici di scattare una foto ricordo insieme e sempre pronti a rinfrescare l&#8217;acqua delle borracce.</p>
<p>Un&#8217;esperienza di vita che non dimenticherò mai e che spero resterà nel cuore di mio figlio Lorenzo, che è stato esemplare nell&#8217;affrontare sempre le fatiche quotidiane con il sorriso, con l&#8217;entusiasmo, con gli occhi pieni di sorpresa e felicità per ogni tappa conclusa, per ogni luogo nuovo scoperto e per ogni persona nuova conosciuta.</p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro, e Lorenzo</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vacanza imperiale:  da valle Aurina alla Croazia</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2023/09/08/vacanza-imperiale-da-valle-aurina-alla-croazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 09:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[Austria]]></category>
		<category><![CDATA[CICLOTURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[Ciclovia Alpe Adria]]></category>
		<category><![CDATA[cicloviaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Croazia]]></category>
		<category><![CDATA[Istria]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa hai fatto questa estate? Un sacco di cose! Sono stato in un sacco di posti, fatto un sacco di salite e discese! Un&#8217;estate in bicicletta. Una estate piena. A cominciare dall&#8217;organizzazione delle vacanze. Ho dovuto rinunciare  al tratto Salisburgo-Grado per l’impossibilità di trovare da dormire intorno a Salisburgo a meno di non lasciare un rene. Bisogna prenotare mesi prima....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa hai fatto questa estate?<br />
Un sacco di cose! Sono stato in un sacco di posti, fatto un sacco di salite e discese!<br />
Un&#8217;estate in bicicletta. Una estate piena. A cominciare dall&#8217;organizzazione delle vacanze. Ho dovuto<br />
rinunciare  al tratto Salisburgo-Grado per l’impossibilità di trovare da dormire intorno a Salisburgo a meno di non lasciare un rene. Bisogna prenotare mesi prima. Ma non mi piace organizzare le cose con troppo anticipo, specie quando sono in giro da solo. E quindi spesso devo inventare “piani B”. Anche quest’anno la scelta è ricaduta sulla <strong>Valle Aurina in Alto Adige</strong>, una specie di “buen retiro” cui sono affezionato. L’organizzazione del bagaglio e l’allestimento della bicicletta sono stati divertenti perchè anche in questo caso ho dovuto limitare al minimo (e forse anche meno) gli oggetti trasportati. Quindi tutto pronto sulla tavola e poi <em>“questo si, questo no, questo sì, questo forse&#8230; “</em>  . Il bagaglio: una specie di tetris, un incastro fra quel che serve, quel che potrebbe servire e quello che si può portar via e quello che è meglio lasciare a casa.<br />
Partito da casa in bicicletta (in realtà mi son fatto accompagnare in macchina a Milano-Lambrate all’alba di un inizio di agosto) sono andato in treno a <strong>Brunico</strong> per passare una settimana in Valle Aurina “a valicar montagne”, su strade sterrate in mezzo al verde, con salite degne di questo nome, malghe e panorami che valgono la fatica per arrivarci. Una settimana intensa, nuvolosa e freddina (le quote contano) con qualche sprazzo di sole, fatta di quelle giornate che alla sera dopo cena al massimo c’è tempo e forza per riordinare le idee per il giorno dopo. Decine e decine di foto. Poche biciclette, tante E-bike. Talmente poche le biciclette che un giorno ne ho trovate 5 tutte insieme e ci siamo fotografati. Per chi ha passione della montagna la Valle offre un mix ricchissimo di salite in bicicletta e prosecuzioni a piedi. Quest’anno solo bici per me.<br />
Poi un viaggio di tre giorni da <strong>Brunico</strong> per il trasferimento lungo la valle del <strong>Gail in Austria</strong> parallelamente al confine con l’Italia, per incrociare poco prima di <strong>Villach</strong>, la <strong>Ciclovia Alpe Adria</strong> e giù fino a <strong>Grado</strong>. Un trasferimento con un percorso in parte sulla trafficatissima ciclovia verso <strong>Lienz</strong> ed in parte strade statali poco trafficate e percorse da gente che guida l’auto sapendo cosa vuol dire andare in bicicletta. Il fascino di un percorso senza alcuna prenotazione per la notte ma con il “piano B” (un altro) pronto. La fortuna mi ha dato una mano ed ho dormito sempre al coperto, una notte in un bel posto, la notte successiva&#8230; un po&#8217; meno bello. Ma siccome il mondo è piccolo in quell’affittacamere, nel paese di <strong>Pontebba</strong> ho trovato un altro cicloturista:</p>
<p><em> &#8211; Da dove vieni?</em></p>
<p>&#8211; da Jesi, vicino ad Ancona &#8230;</p>
<p><em> &#8211; si, so dov’è Jesi&#8230; conosci per caso questo signore qui ?</em></p>
<p>&#8211; Certo, l’ho visto anche la scorsa settimana !</p>
<p>“Selfieee” e poi siamo andati a cena. Ultimo giorno tutto in discesa da <strong>Pontebba</strong> fino a <strong>Grado</strong> lungo la ciclovia, costruita sul vecchio sedime della ferrovia. Ingegneria ferroviaria di alto livello con ponti in ferro e muri in pietra ottimamente conservati. Vecchie stazioni riadattate a nuove funzioni. Il fascino di immaginare come fossero quei posti quando la ferrovia era ancora in esercizio, in mezzo a montagne severe e paesaggi innevati. Paesini bellissimi come <strong>Venzone</strong> con le sue mura fortificate e città grandi come <strong>Udine</strong> dove sono anche riuscito (ma non solo io) a perdere la traccia. A <strong>Grado</strong> dove sono arrivato solo per pedalare sulla striscia di terra che attraversa la laguna, &#8216;rendez-vous&#8217; coniugale con una  signora con la panda rossa che mi suona dalla statale, con un tempismo incredibile. Due foto, caricamento della bicicletta in macchina (la Panda è più grande di quel che sembra) e poi meritata sosta nella città di <strong>Palmanova</strong> che vale la visita anche solo per girare in una città dalla planimetria così particolare. Quote altimetriche in decisa diminuzione e temperature in leggero aumento.<br />
Il giorno dopo partenza per <strong>Cres</strong>, sull’isola omonima, in <strong>Croazia.</strong> Viaggio, traghetto e definitivo addio alle temperature “amichevoli” della settimana precedente. Due settimane di caldo torrido. E mentre mia moglie arrostiva sulla spiaggia, io andavo in giro in bicicletta. Il sole forte mi ha costretto a bere l’acqua delle borracce ad una temperatura da tisana. Ho alternato un giorno di fatica sui pedali ed un giorno di riposo, per non finire come un gambero sulla griglia. Non una goccia d’acqua dal cielo e spesso manco quella dalle fontane. Mi sono scelto i percorsi che per quanto fossero faticosi ed assolati avessero un senso rispetto alla fatica da fare. Paesi in pietra come <strong>Lubenjce</strong> (la Hibernicia dei romani), sentieri nel bosco a volte su sterrate ed altrettanto spesso su sentieri irti di pietre aguzzi e rovi. Ambiente severo, piegato e forgiato dal vento forte che tira durante l’anno. Muri a secco in pietra che fanno da confini, che spesso sono opere d’arte e riparano stentoree greggi di pecore . Finestre e balconate sul mare azzurro. Tutto quello che serve a non rimpiangere la spiaggia. Piste ciclabili in posti che non ti aspetteresti, di fianco ad una statale, neanche fossimo in Germania. A tratti una rete di ciclabili in mezzo al bosco ed alle colline brulle ben segnate. In più di venti anni di frequentazione di quei posti ho potuto testimoniare il cambiamento dell’offerta turistica. A mio parere in peggio, verso una omologazione che non mi appassiona. Rientro in Italia passando da <strong>Trieste</strong> e e sosta in una tipica &#8216;osmiza&#8217; per un pranzo con vista mare.<br />
Fra poco si ricomincia a sognare per l’anno prossimo.</p>
<p>Marco Fardelli</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>TUSCANY TRAIL (2): DA CICLOTURISMO</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2023/09/01/tuscany-trail-2-da-cicloturismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 16:07:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Castiglione della Pescaia]]></category>
		<category><![CDATA[CICLOTURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[Paganico]]></category>
		<category><![CDATA[San Vincenzo]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
		<category><![CDATA[TUSCANY TRAIL]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Tuscany Trail (TT) è uno di quegli eventi in cui i partecipanti &#8220;lievitano&#8221; da pochi della prima edizione a tantissimi, per vari motivi, alcuni comprensibili altri meno evidenti. Nell&#8217;edizione 2023 &#8211; quella del decennale &#8211; è stato proposto per la prima volta un percorso circolare, invece che lineare, per far coincidere partenza e arrivo; ma soprattutto ha accolto poco...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: large;">Il Tuscany Trail (TT) è uno di quegli eventi in cui i partecipanti &#8220;lievitano&#8221; da pochi della prima edizione a tantissimi, per vari motivi, alcuni comprensibili altri meno evidenti.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Nell&#8217;edizione 2023 &#8211; quella del decennale &#8211; è stato proposto per la prima volta un percorso circolare, invece che lineare, per far coincidere partenza e arrivo; ma soprattutto ha accolto poco meno di 5000 iscritti !<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Per noi &#8211; Gigio, Daniele, Leonardo e altri amici che poi non riusciranno per motivi diversi a partecipare &#8211; </span> <span style="font-size: large;">l&#8217;inizio di tutto è in inverno, con mesi di anticipo.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">L&#8217;inverno passa alla svelta, i messaggi dall&#8217;organizzazione si susseguono con regolarità e via via più precisi, ci incontriamo e confrontiamo. </span><span style="font-size: large;">Si formano anche dei sottogruppi per affinità di &#8220;stile di pedalata&#8221;, diciamo così. Io e Daniele, nella vasta libertà logistica della TT, scegliamo l&#8217;opzione &#8220;media&#8221;: tappe non troppo lunghe, soste per la notte non del tutto casuali. Confronti, ragionamenti, studio della traccia: Daniele con accorta previdenza prenota 3 alberghi lungo il percorso. </span><span style="font-size: large;">Gigio sceglie l&#8217;opzione &#8220;randonneur&#8221; </span><span style="font-size: large;">(leggi il suo <a href="https://fiabciclocittavarese.it/2023/07/01/tuscany-trail-1-da-randonneur/">racconto</a>).</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Arriva il 31 maggio: da Varese, io e Daniele viaggiamo in auto fino a Donoratico </span> <span style="font-size: large;">dove presso il campo base in una Pineta umida di pioggia</span> <span style="font-size: large;"> ritiriamo il pacco di benvenuto, la maglia con cappellino e la targhetta. Ma il meteo minaccia pioggia &#8230;<br />
</span></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;"><u><b>giovedì 1 giugno</b>:</u> </span><span style="font-size: large;">dopo il riposo notturno nel delizioso <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.miiohotel.com/hotel/">Hotel Miio</a></span></strong>  di S.Vincenzo, lasciamo in città l&#8217;auto per raggiungere in bici la partenza di Donoratico, ma ancor prima di arrivare alla Pineta succede un grave inconveniente che rischia di far fallire tutto: pedalando lungo la trafficatissima Aurelia-vecchia io perdo la pastiglia usurata del freno anteriore (malinteso con il meccanico di fiducia nella messa a punto della bici). Per una provvidenziale premonizione ne ho due di scorta e grazie soprattutto all&#8217;abilità tecnica di Daniele, risolviamo, ci aggreghiamo ai primi partenti del mattino e  finalmente iniziamo  a pedalare lungo la traccia: siamo un serpentone lunghissimo di ciclisti e cicliste di ogni età, forma fisica, tipo di abbigliamento ed equipaggiamento.  Essere in tanti e tante, come formiche in lunghe file, mette un buonumore contagioso, ma da subito gli assembramenti intorno ai bar e ogni genere di rivendite alimentari ci rendono paragonabili ad un&#8217;invasione di cavallette. Ci lasciamo alle spalle la pineta lungomare di Cecina, poi Bolgheri, i primi paesi sulle colline, poi si sale e scende da strade di bosco un po&#8217; umide, si guada il Cecina (o affluente &#8230;) e si comincia ad intuire le alture di Volterra e a vedere il cielo nero di pioggia all&#8217;interno: risuciremo ad evitarla ? No, arriviamo in cima alla salita di Volterra con le mantelline, con l&#8217;acqua che scorre sotto e contro le ruote e rende lucido l&#8217;asfalto, ognuno con il suo passo. Entrati in Volterra dalla Porta Ovest occupiamo la piazza del municipio e i bar nei dintorni, poi raggiungiamo <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://www.foresteriavolterra.com/">Hotel Foresteria</a></strong></span> , e la cena è in un <span style="color: #0000ff;"><strong> <a style="color: #0000ff;" href="https://www.chiostrodellemonache.com/">ex-convento</a></strong></span>  vicino, insieme ad Angelo e Belinda di Legnano (li ritroveremo all&#8217;arrivo, 4 giorni dopo).</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;"><u><b>venerdì 2 giugno</b> </u>si parte con il sole<u>,</u> lunga discesa e poi salita in tranquilla strada interpoderale.  Si pedala ancora in mezzo a tanti e tante e chiacchierando si apprendono storie interessanti. Per esempio, che una giovane coppia, e non è uno scherzo, è al Tuscany in viaggio di nozze !  Insomma qui c&#8217;è veramente  un&#8217;umanità variegata, come piace a me<u>.<br />
</u></span></div>
<div><span style="font-size: large;">Capita purtroppo anche di vedere un &#8220;collega&#8221; steso a terra in attesa di ambulanza, uno dei rari incidenti (scopriremo a consuntivo) avvenuti in questi 5 giorni. Si arriva per boschi a S. Gimignano, anche qui da pacifici invasori e ci prendiamo con Daniele il tempo che serve per fare rifornimento e qualche foto.</span><span style="font-size: large;"> Poi un percorso difficile (fango e sassi) sino a Monteriggioni: attraversiamo la provinciale contendendo la strada, e noi ciclisti una volta tanto siamo più numerosi,  ad un gruppo di pittoreschi soggetti su moto Harley Davidson.  Si percorre la salita denominata &#8220;sferracavalli&#8221;, che ricordiamo per i trascorsi di gara in MtB. Io devo scendere, Daniele invece riesce, con pochi altri, ad arrivare in sella sin dentro la porta nord. La piazza di Monteriggioni è piccola, quasi non basta per tutti.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Le nuvole tornano ad essere gonfie di pioggia, pedaliamo direzione Siena e finalmente entriamo da Porta Camollia, e sostiamo per panico e bibita presso un bar amico del TT, </span> <span style="font-size: large;">nella via omonima </span> <span style="font-size: large;">. Poi lentamente, rigorosamente in bici condotta a mano, passiamo davanti alla sede del MPS sotto gli occhi attenti di una vigilessa (con rossetto ad alta visibilità) arriviamo in Piazza del Campo dove altri colleghi sostano per una foto, un gelato, una bibita. Siamo quasi arrivati , pernotteremo da mia madre a Monteroni, fuori traccia di poco, non prima di aver lavato le bici all&#8217;auto-lavaggio all&#8217;ingresso del paese e &#8230; incredibile,  anche qui c&#8217;è da fare un po&#8217; di coda, perchè non siamo stati i soli ad avere questa idea  !<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;"><b><u>sabato 3 giugno</u>:</b> pedaliamo lungo la francigena al fianco della ferrovia, sotto un velo di nebbia, che poi scompare, ma a Buonconvento siamo già in fila con tanti altri ! Le strade sono quelle </span> <span style="font-size: large;">molto fotografate</span>,  <span style="font-size: large;">bianche, dell&#8217;Eroica e della Val D&#8217;orcia, colline molto lavorate e poco abitate. Pienza arriva dopo una salita non banale e, inutile dirlo, per fare colazione bisogna aver pazienza. Dopo la strada, in discesa, è ancora più bella, si passa da S.Antimo che ha un forte magnetismo spirituale, pensi alla storia, al medioevo e sei in mezzo alla natura non contaminata.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;">La Maremma la percepisci a partire da S. Angelo Scalo, dove mi intrattengo un po&#8217; a parlare con una delle due ragazze di servizio al bar. Si lamenta che dal mattino presto non hanno avuto pausa, non sapevano dell&#8217;evento, dice anche che non tutti si sono comportati con educazione nei loro confronti, cioè con la pazienza resa necessaria dalle circostanze. Poi rivolta alla collega <em>&#8220;speriamo di non aver fatto casini con la cassa, sennò stasera Marika ci fa uno sciampo &#8230;&#8221;</em><br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"><i> </i></span></div>
<div><span style="font-size: large;">Si arriva a Paganico che è un bel pomeriggio non troppo tardo. Il paese è piccolo ma quasi in ogni vetrina dei negozi c&#8217;è il cartello &#8220;welcome&#8221; per il partecipanti al TT. Qui io e Daniele pensiamo di accamparci alla meno peggio ma la sorte ha per noi in serbo un colpo di fortuna (ci sta: oggi è la giornata mondiale della bicicletta e, anche, il mio compleanno). Prendendo una bibita al bar  vediamo la locandina della festa di  <span style="color: #0000ff;"><strong> <a style="color: #0000ff;" href="https://www.civitellapaganico.info/notizie/froggattak-ii">Froggattack</a></strong></span>  presso l&#8217;ex campo sportivo. Ci facciamo indicare il posto, e arrivati lì un uomo ci chiede se siamo noi i ciclisti che hanno preso accordi con il sindaco. Naturalmente non diciamo la verità:  <i>&#8220;sì certo, siamo noi&#8221;</i>. Così scopriamo che ci è concesso di dormire nell&#8217;ex-spogliatoio dell&#8217;ex campo sportivo dove si sta preparando la festa gastronomica con musica dal vivo. Siamo i primi ad accedere al locale, ci sono anche docce e servizi igienici. Bel colpo ci diciamo, (grazie sindaco) anche se c&#8217;è bisogno di una &#8211; pur sommaria &#8211; ripulita prima di mettere giù materassino e sacco a pelo.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Poco dopo arriva una coppia di giovani fidanzati di Bolzano, (Lei dopo una doccia spartana,  affermerà:  &#8220;E&#8217; la più bella doccia della mia vita&#8221;).  Poi anche Mauro di Cesena, al TT anche se la sua casa è finita sott&#8217;acqua per l&#8217;alluvione tremenda di poche settimane prima,  e via via altri ed altre &#8230;<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">A Paganico non mancano i locali per mangiare bei piatti maremmani e con Daniele conquistiamo un tavolo al ristorante vicino. Poi, certo, comincia la festa:  un&#8217;ora e mezza di concerto e alla fine c&#8217;è  il lancio spaziale del grande razzo in bella mostra accanto al palco. Fallito, tra molti fumogeni, ma era solo un pretesto per introdurre il disk-jokey in tuta spaziale che dà inizio alla disco music, in versione silent (cuffie). Intanto, dopo di noi, sono arrivati parecchi ciclisti e cicliste e in 12 riempiamo l&#8217;ex spogliatoio, ma molti altri piantano le tende poco fuori. Mentre i giovani di Paganico ballano noi ciclisti dormiamo. Però alle 2 mi ritrovo seduto sul marciapiede, insonne e un po&#8217; curioso di vedere chi ancora è in giro:  da ragazzi e ragazze </span> <span style="font-size: large;">molto ricercati gli angolini adatti per fare la pipì.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;"><u><b>domenica 4 giugno</b></u></span></div>
<div><span style="font-size: large;">La mattina sono incredibilmente in buone condizioni: la tappa in programma è comunque breve. Sono un po&#8217; in allerta per l&#8217;avviso che Gigio, già passato da lì, ci aveva messaggiato:  &#8220;occhio al sentiero troppo tecnico&#8221;. La traccia ci porta prima lungo sentieri di campi poco coltivati (olivi) e molte erbe spontanee e profumate, poi attraverso la Diaccia Botrona, zona paludare nei pressi di Castiglione che non ricordavo così grande. Si arriva all&#8217; <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://albergomirella.it/it/">Albergo Mirella</a></strong></span> e ci rimane tutto il tempo di: trovare un ottimo ristorante di pesce, visitare il castello e anche fare una passeggiata lungo la spiaggia ma con ombrello per ripararsi dalla pioggia leggera.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: large;"><b>lunedì 5 giugno</b></span></span></div>
<div><span style="font-size: large;">La pioggia è venuta anche di notte e l&#8217;ultima tappa non si presenta affatto facile. Infatti con Daniele decidiamo di rinunciare al percorso originale per evitare impantanamenti e situazioni pericolose. Dispiace, ma dobbiamo fare asfalto su Aurelia-vecchia. A Follonica salutiamo mia zia, che, visto il meteo, non sarebbe certo uscita di casa se non le avessi telefonato. La città è molto presente nei miei ricordi di bambino e ragazzo per le abituali vacanze estive.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Smette di piovere, ma i problemi non sono finiti. All&#8217;altezza di Piombino ci troviamo impantanati (proprio quello che volevamo evitare!) in una banale strada interpoderale. Komoot, o meglio, la mia poca scaltrezza nell&#8217;utilizzo, ci ha tradito. E&#8217; l&#8217;unico momento di vero sconforto, perchè il fango si attacca &#8220;a chili&#8221; a bici e scarpe e sembriamo in trappola.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Ne usciamo in qualche modo, Daniele anche alla grande perchè una signora che abita in un podere gli consente di usare il tubo dell&#8217;acqua per l&#8217;orto per lavare e lavarsi, mentre io poco distante dialogavo con un tipo per avere le ultime indicazioni per raggiungere S. Vincenzo.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Prima di arrivare solo asfalto e ai lati belle pinete. Poi non resta che riprendere la nostra auto, il pacco dei <i>finisher</i> <i>(pici, sugo e bottiglia di vino rosso)</i>, qualche foto con le nostre facce soddisfatte per la missione compiuta </span> <span style="font-size: large;">senza danni</span>,<span style="font-size: large;"> non importa se con qualche taglio necessario. Il fango nel tempo lo laveremo, resteranno solo i ricordi belli.</span></div>
<div></div>
<div>Leonardo</div>
<div></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>TUSCANY TRAIL (1): DA RANDONNEUR</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2023/09/01/tuscany-trail-1-da-randonneur/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 13:44:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[CASTIGLIONE PESCAIA]]></category>
		<category><![CDATA[CICLOTURISMO]]></category>
		<category><![CDATA[DONORATICO]]></category>
		<category><![CDATA[randonnee]]></category>
		<category><![CDATA[SIENA]]></category>
		<category><![CDATA[TUSCANY TRAIL]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8211; Gigio, che ne dici di fare il Tuscany Trail il prossimo anno ? &#8211; Leo, sai che non amo le manifestazioni troppo affollate, pedalare come se fossimo ad una gran fondo proprio non mi fa impazzire. Ma ormai il tarlo cominciava a lavorare… la data era perfetta (partenza 1 o 2 giugno), il percorso finalmente ad anello, InterCity comodo...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8211; Gigio, che ne dici di fare il Tuscany Trail il prossimo anno ?</em></p>
<p><em>&#8211; Leo, sai che non amo le manifestazioni troppo affollate, pedalare come se fossimo ad una gran fondo proprio non mi fa impazzire.</em></p>
<p>Ma ormai il tarlo cominciava a lavorare… la data era perfetta (partenza 1 o 2 giugno), il percorso finalmente ad anello, InterCity comodo anche per il trasporto bici e soprattutto la possibilità di un buon allenamento e testare il <em>bivy bag</em> ed il nuovo materiale da bikepacking.</p>
<p>Al click-day ero pronto per l’iscrizione così come altre migliaia di persone. Quest’anno gli iscritti saranno oltre 5000 &#8211; un record per un evento bikepacking unsupported &#8211; provenienti da tutto il mondo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">giovedì 1 giugno:</span><br />
alle 7 sono già in coda per sbrigare le formalità della partenza in mezzo a centinaia di bici di tutti i tipi ma MTB e gravel la facevano da padrone, alle 8 sono pronto per partire.</p>
<p>Complice la possibilità di partenze molto scaglionate, solo i primi chilometri sono stati affollati ma dopo un’oretta il “traffico” comincia a dissolversi e si entra in una dimensione più consona al mio modo di pedalare. I paesaggi toscani si rivelano un metodo infallibile per non sentire la stanchezza ed i primi 180 km passano veloci e, contrariamente alle mie intenzioni, mi concedo una notte in un comodo letto alle porte di Siena: il test del materiale da campeggio è rimandato a domani!</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">venerdì 2 giugno:</span><br />
Drrrriiiiiiiiin! Sveglia ore 5, in sella alle 5,30 ma le prime pedalate hanno lo scopo di trovare un locale aperto per la colazione. Dopo qualche chilometro vedo alcune bici in assetto da Tuscany parcheggiate all’esterno di un bar, ecco come iniziare bene la giornata!<br />
Dopo la colazione abbiamo deciso di proseguire insieme per un breve tratto, talmente breve che abbiamo<br />
pedalato per quasi 200 km e l’intenzione era di arrivare a Castiglione della Pescaia, dormire in spiaggia con la luna ed il suono delle onde a conciliare il sonno…non che ne avessimo bisogno perché la stanchezza era comunque tanta. Piccolo inconveniente, una foratura verso mezzanotte proprio quando mi ero attardato per godermi il buio e la solitudine della Riserva di Daccia Botrona, fortunatamente grazie all’aiuto di 4000 zanzare ho fatto un cambio gomme in tempo record!</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">sabato 3 giugno:</span><br />
Ben prima dell’alba siamo già svegli ad armeggiare sulle nostre bici e pronti per affrontare gli ultimi 60 km di questa avventura…con le ultime energie arrivo a Castagneto Carducci, foto di rito, mi lavo e cambio velocemente e sono in stazione per il treno di ritorno.<br />
Sicuramente i borghi toscani meritano una visita ben più approfondita, ma nonostante la modalità “race”<br />
adottata non posso dire di non essermi goduto a fondo questo TuscanyTrail2023…che cosa<br />
meravigliosa la bici!!   P.S. Grazie Leo!</p>
<p>Gigio</p>
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		<title>TRIESTE, MARE D&#8217;INVERNO</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2022/11/21/trieste-mare-dinverno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 08:52:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[CESARE]]></category>
		<category><![CDATA[CICLOVACANZA]]></category>
		<category><![CDATA[Inverno]]></category>
		<category><![CDATA[Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Slovenia]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[L’anno scorso &#8211; quando mi accorsi che questa gita non era in calendario perché mancava l’organizzatore &#8211; mi dissi che non si poteva lasciare nell’oblio la vacanza di chiusura dell’anno ciclistico, ideata dalla nostra cara Rossana e da Alberto che aveva avuto grande successo e raccoglieva ampia partecipazione tra i nostri soci. Mi dichiarai subito disponibile ad organizzarla ed ecco...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">L’anno scorso &#8211; quando mi accorsi che questa gita non era in calendario perché mancava l’organizzatore &#8211; mi dissi che non si poteva lasciare nell’oblio la vacanza di chiusura dell’anno ciclistico, ideata dalla nostra cara<strong> Rossana</strong> e da <strong>Alberto</strong> che aveva avuto grande successo e raccoglieva ampia partecipazione tra i nostri soci.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">Mi dichiarai subito disponibile ad organizzarla ed ecco fatta la scelta di visitare <strong>Trieste</strong> e una piccola parte d’<strong>Istria</strong> in Slovenia, durante la gita purtroppo a causa di una caduta si è fatto male un nostro socio cicloturista, per il resto la gita è andata bene con tempo straordinariamente caldo e soleggiato, siamo stati fortunati anche con gli alberghi sia come posizione che di trattamento. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">Abbiamo iniziato a pedalare da <strong>Trieste</strong> dove ci siamo incontrati con <strong>Mariangela</strong> che arrivava da <strong>Ravenna</strong>, abbiamo attraversato la città usando le piste ciclabili dove esistenti e raggiunto la Slovenia nei pressi di <strong>Capodistria</strong> percorrendo un tratto della famosa <strong>Parenzana</strong>, raggiunto e visitato il bel paesino di <strong>Isola</strong> poi in albergo dove abbiamo pernottato 2 notti. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">Domenica ci dirigemmo verso sud lungo la costa sempre seguendo la <strong>Parenzana</strong> con sosta al bellissimo <strong>Pirano</strong> ricco di architetture veneziane. Proseguendo ci siamo imbattuti in una strada chiusa dove abbiamo superato la difficoltà portando le bici a mano sugli scogli. Giunti a <strong>Umago</strong> abbiamo iniziato il ritorno in albergo, quando mancava circa 1 km <strong>Renzo</strong> Bertin, affrontando una curva, scivolava cadeva a terra facendosi male non riuscendo a camminare, con l’aiuto di tutti ma in particolare di<strong> Nando,</strong> <strong>Silvana</strong> e <strong>Renzo</strong> Fasolo siamo riusciti a trasportarlo in albergo e il giorno successivo portato a Trieste in auto. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">Il resto del gruppo il giorno successivo è rientrato in Italia visitando alcuni paesi sulla costa adriatica e Trieste, il mattino dell’ultimo giorno non poteva mancare la visita del castello di <strong>Miramare</strong> e nel primo pomeriggio rientrammo a Varese. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;">La gita, nonostante i vari problemi, è stata gradita anzi tutti hanno contribuito a superare le avversità in modo encomiabile, un particolare ringraziamento va a Renzo Fasolo e Nando per l’impegno dimostrato nell’aiutare Renzo Bertin.<br />
Arrivederci alla prossima gita !</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: large;"> Cesare</span></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>PATAGONIA UN POSTO TRANQUILLO</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2022/03/20/patagonia-un-posto-tranquillo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 22:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
		<category><![CDATA[Cortese]]></category>
		<category><![CDATA[Galasso]]></category>
		<category><![CDATA[Patagonia]]></category>
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					<description><![CDATA[di Ferdinando Cortese e Nando Galasso Ora che l’abbiamo percorsa in bicicletta, da Puerto Montt e Cochrane e da Puerto Natales a Punta Arenas, a distanza di due mesi dal ritorno, la Patagonia sembra più piccola e più vicina. Racchiusa nella memoria, nelle foto e negli spezzoni di video, il ricordo del viaggio si aggiunge ai periodi più emozionanti e...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica Neue, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><b>di Ferdinando Cortese e Nando Galasso</b></span></span></span></span></span></p>
<p><span class="sd-abs-pos"><span style="font-family: Helvetica Neue, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Ora che l’abbiamo percorsa in bicicletta, da Puerto Montt e Cochrane e da Puerto Natales a Punta Arenas, a distanza di due mesi dal ritorno, la <strong>Patagonia</strong> sembra più piccola e più vicina. Racchiusa nella memoria, nelle foto e negli spezzoni di video, il ricordo del viaggio si aggiunge ai periodi più emozionanti e spensierati della vita e diventa una nuova parte di noi. È stata la prima volta che si è andati tanto lontano, nell’emisfero australe, in America Latina, in <strong>Cile</strong>: un viaggio che era stato organizzato da tempo nell’incertezza delle disposizioni sanitarie quando ancora la libertà di movimento era limitata, e iniziato, per fortuna, nel cavo tra la terza e la quarta ondata della pandemia. Infine un viaggio attraverso un ambiente ancora particolare, in una terra bella e remota, poco popolata da gente forse, proprio per questo, gentile e ospitale malgrado la vita da quelle parti sia dura nell’arco di tutto l’anno. Quando parli con la gente della Patagonia e sei ospite nelle loro case e vedi come vivono, ti sembrano persone in grado di accontentarsi del minimo essenziale contenti di vivere <strong>in pace immersi nella grande bellezza naturale dei luoghi</strong>. Una pace intesa da tutti e prima di ogni cosa, come sicurezza personale. La paura per la propria incolumità va aggravandosi in modo drammatico su tutto il continente, soprattutto nelle città di media e alta popolosità a causa della diffusione di ogni tipo di<strong> criminalità</strong> e dell’uso di alcol e droghe. E non è un’invenzione o un’esagerazione ma uno dei fattori che induce a emigrare.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica Neue, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Ci siamo detti sin dall’inizio: non siamo esploratori di terre sconosciute in procinto di chissà quale impresa, siamo semmai, tanto per cominciare, due viaggiatori, spinti dalla <strong>caparbia volontà di prolungare l’illusione</strong> di essere ancora giovani e </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>valientes</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">. Perciò abbiamo deciso di fare in <strong>bicicletta il percorso lungo e solitario della Carretera Austral</strong>, più di<strong> mille chilometri di una strada ora di asfalto ora di sterrato sassoso.</strong> Abbiamo scelto la bicicletta per dare un carattere epico a un viaggio che, col passare degli anni, sta diventando sempre più convenzionale confacendosi ai gusti dominanti e in obbedienza alle leggi dell’offerta turistica che in Patagonia attrae sia chi va con i soldi contati sia chi non bada a spese. Viene alla mente <strong>Chatwin</strong> “</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Camminare è una virtù, fare il turista è un peccato mortale</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">”: un’affermazione forte e austera, impossibile da intendere alla lettera. Penso volesse dirci più semplicemente di riflettere sulla disposizione d’animo e le finalità con cui ci mettiamo in viaggio: se per crescere in qualche modo, cosa possibile anche da vecchi, o se per restare sé stessi mantenendoci impermeabili alle nuove esperienze vissute intendendo il viaggio come una parentesi vacanziera di puro piacere e riposo. Che l’<strong>industria del turismo</strong> finisca col ridurre di senso un viaggio del genere per soddisfare una domanda sempre più omologata è già un fatto mascherato ad arte da un’abbondante retorica pubblicitaria. Lo capisci quando vedi certe immagini su internet: coppie giovani belle e sorridenti a cavallo mentre guadano un fiume, mentre fanno il bagno nella piscina termale del lodge che li ospita o consumano una cena gourmet a lume di candela. L’alternativa è rappresentata da una foto che ritrae una tenda e due campeggiatori, che contemplano al tramonto da un rifugio in quota, il panorama delle torri del Paine.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica Neue, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Abbiamo messo in conto una serie di piccole e serie avversità che potrebbero rovinarci quella che infondo è pur sempre una vacanza più lunga del solito, abbiamo fatto un po’ di preparazione fisica, niente di eccezionale, per non fallire miseramente dopo i primi giorni consecutivi di pedalate e ci siamo attrezzati del necessario trasportabile per peso e volume, avvalendoci delle informazioni da chi aveva già avuto esperienze simili. E purtuttavia alla partenza dubbi e timori ci affollavano la mente. Poi, quando le biciclette sono state rimontate a <strong>Puerto Montt</strong>, i bagagli fissati bene dietro e avanti si è partiti e si è già pedalato per le prime cinque ore di fila, capiamo che abbiamo un vantaggio rispetto a chi arriva qui in visita ai santuari della </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>naturaleza</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> con l’aereo e ci supera a bordo di autobus o camper con su scritto “</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Adventure in Patagonia</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">”. Abbiamo la possibilità o l’illusione, che pure conta, di <strong>conquistare</strong> col proprio fisico, metro per metro, la bellezza che ci circonda, avere a disposizione un tempo dilatato per vedere la strada, ammirare boschi, monti, fiumi, ghiacciai, laghi. Soffermarci per cercare e prendere nota del nome di piante, alberi, fiori, frutti che non avevamo mai visto; mentre andiamo c’è tutto l’agio di pensare in benefica solitudine a quello che vorremo raccontare quando saremo tornati a casa attraverso foto, video e impressioni, quelle immediate e quelle successive dettate dal senno di poi. Ed è un racconto che facciamo già a noi stessi mentre siamo lì. Pedalando in Patagonia non c’è da preoccuparsi di controllare di continuo se si sta sbagliando strada. Serve solo sapere a che punto sei del percorso stabilito quel giorno e se il vento sarà sostenibile o proibitivo prima di arrivare a destinazione. Quando viaggi in bici è più facile accostarsi a lato della strada in uno slargo e fermarsi a parlare con la gente del posto o conoscere chi come te sta pedalando lungo la <strong>Carretera Austral.</strong> Ovunque tra ciclisti, in questo genere di viaggi, la s<strong>impatia scatta immediatamente</strong> e non c’è remora a scambiare qualche parola; non può essere altrettanto per motociclisti che spesso sfrecciano in gruppi precostituiti. A noi e ad altri è capitato in più occasioni di rivedersi lungo la stessa e unica strada e di stringere<strong> amicizie temporanee</strong> confermate poi dalla speranza di rivedersi ancora nelle tappe successive del viaggio. E si incontrano tipi originali come quando, dopo il bivio per <strong>Aysén</strong>, ci siamo fermati un pomeriggio a bordo strada a mangiare in compagnia di quel giovane cileno che si era da poco dimesso dalla compagnia aerea nazionale e, in attesa di un nuovo impiego, si ora viaggiava sulla carretera col suo cane appollaiato in un cesto fissato al portabagagli sulla ruota posteriore o quella coppia di inglesi in viaggio di nozze reduci da una vacanza in Nepal e col progetto di andare per un anno a vivere e lavorare in Australia. Giovani più liberi e fuori dalle convenzioni di quanto lo fummo noi, senza l’ossessione poco lungimirante e formativa di indulgere in “una perdita di tempo”. Ancora <strong>Chatwin</strong>: “</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">”. O forse questi pensieri sono solo dettati dalla nostalgia della giovinezza ? </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica Neue, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Gli incontri occasionali e amichevoli lungo la strada della Patagonia si manifestano come cose molto speciali forse perché siamo nella realtà concreta. Nel mondo virtuale della rete, sui social, è in genere un’altra cosa. Anche se gli stessi viaggiatori cileni, argentini o del resto del mondo si ritrovano per scambiarsi informazioni utili, impressioni e tante foto i messaggi sembrano tutti simili, un pò stereotipati, poco personali ispirati al nuovo galateo della rete.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica Neue, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Quando nel tardo pomeriggio o nella luminosa serata australe si raggiunge l’ultima tappa della giornata, dopo la fatica di alcune salite memorabili, la soddisfazione di avercela fatta è esaltante. Come quella all’arrivo sulla collina battuta dal vento sopra <strong>Coyahique</strong></span></span> <span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">o quell’altra a <strong>Villa Amengual</strong>, dopo aver percorso nella giornata novanta chilometri di cui cinque sui trentatré tornanti sassosi e fangosi per la recente pioggia sul Queulat. La Carretera per i cicloviaggiatori di tutte le età è anche sfida sportiva con sé stessi. L’idea di raccontare un viaggio del genere con immagini e parole nasce per alcuni prima ancora che che lo si compia. È un progetto che nasce e prende forma mesi o anni prima di partire leggendo e vedendo le foto dei viaggi degli altri; passando ore a interrogare le mappe su Google Earth, a scrutare virtualmente la strada, misurare le distanze e i dislivelli, soppesare le difficoltà, immaginando come sono fatte le città e i paesaggi pregustando l’emozione che proverai quando sarai sul posto. E quando ci sei stato capita di voler dare la propria versione delle stesse esperienze degli altri. </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica Neue, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Lungo la Carretera Australe le città, specie le più piccole, si assomigliano abbastanza perché progettate con lo stesso criterio nel secolo scorso. Una di queste, <strong>Chaitén</strong> fu coperta di cenere nel 2008 per l’eruzione del vicino vulcano, oggi a pochi Km di distanza c’è la <strong>nuova Chaitén</strong> e la vecchia è diventata una città fantasma in un luogo segregato alla vista quando si passa sulla Carretera. A <strong>Villa Santa Lucia,</strong> devastata nel dicembre del 2017 da una frana imponente per il disgelo sui monti vicini, le piogge e l’insolito aumento della temperatura nelle settimane precedenti, le case distrutte sono invece ancora lì alla vista di chi arriva da nord in bici sulla sinistra a testimoniare la catastrofe imprevista mentre nel villaggio nuovo, giusto accanto, la vita di un centinaio di abitanti dediti agli allevamenti, alla falegnameria e al piccolo commercio scorre tranquilla.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <span style="font-family: Helvetica Neue, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">A fine giornata, la ricerca dell’alloggio si può fare percorrendo le strade tutte tra loro ortogonali alla ricerca del passante giusto cui chiedere le informazioni necessarie. “</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>&#8230;Una, due o tre, quadras (isolati) avanti in una certa direzione poi all’esquina (angolo) volta a destra o a sinistra..</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">.” E al nostro ringraziamento seguirà invariabilmente “</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Que te vaya bien</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">” un modo di dire abituale, niente di personale, ma che a noi è apparso sempre come segno di premurosa ospitalità. Forse direbbero lo stesso anche ai cileni che in alta stagione in folti gruppi percorrono in bici la Carretera, ma il nostro tricolore che sventola sui bagagli posteriori è segno inequivocabile che, venendo da tanto lontano, la nostra presenza lì è un omaggio alla bellezza della loro terra e ne sono sempre compiaciuti. </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica Neue, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Passando davanti alle fattorie lungo la Carretera capita spesso che i cani pastori, sempre in servizio, escano in strada e comincino girarti intorno se vai troppo piano, altrimenti ti inseguono per un pò abbaiando e allora la cosa importante, specie se sei sullo sterrato, è non perdere la calma e stare attenti a non cadere. Nelle città invece i cani vagano liberi solitari o in piccoli gruppi, curandosi poco di passanti, ciclisti, del freddo e del vento. Non sono randagi pericolosi, sono </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>mascotas</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> a spasso, hanno le loro dimore presso le famiglie del paese che assicurano loro il pasto e non hanno impegni lavorativi come i pastori delle </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>estancias, </i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">perché, almeno per ora, non c’è bisogno di cani da guardia.</span></span></span></span></span></p>
<p><span class="sd-abs-pos"><span style="font-family: Helvetica Neue, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">I monumenti e i nomi stessi di alcune città e delle strade ricordano per lo più capi militari e uomini politici che hanno lottato per l’indipendenza dagli spagnoli e nella guerra del Pacifico (1879-84) contro Bolivia e Perù. A <strong>Cohiayque</strong>, su un’aiuola adiacente al viale d’ingresso alla città, c’è un piccolo e vecchio carro armato in funzione di monumento. Qual è l’ammonimento? Un richiamo minaccioso all’ordine pubblico dell’epoca della giunta militare? O, col senno di poi, un invito a riflettere quanto sia fragile la pace ?  Dipende da chi lo vede, non più da chi ce lo ha messo lì. Stona di certo con lo spirito del luogo. Merita comunque una foto.</span></span></span></span><br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica Neue, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Gli interni delle case </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>hostal</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> o </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>caba</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="es-ES-u-co-trad"><i>ñas</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> nei piccoli villaggi sono spesso alla buona ma ci si adatta senza difficoltà se non si hanno pretese e ci si ritiene fortunati di aver evitato il campeggio</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="es-ES-u-co-trad">. A <strong>Villa Tehuelche</strong></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><strong>,</strong> un villaggio nella<strong> Pampa</strong> tra <strong>Puerto Natales</strong> e <strong>Punta Arenas</strong> </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="es-ES-u-co-trad">ci siamo dovuti accontentare della sala d</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">’</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="es-ES-u-co-trad">attesa</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> degli autobus di linea per poter dormire la notte in un luogo coperto e chiuso. Cose del genere sono possibili perché le città e i villaggi della Patagonia sono posti tranquilli. A differenza delle città più grandi del resto del Cile, la Patagonia è, nel senso della sicurezza personale in rapporto alla criminalità di ogni tipo, un’isola felice. A <strong>Cochrane</strong>, per esempio, città di 2.867 abitanti nella regione di<strong> Aysén</strong> di cui è capoluogo, c’è un ospedale, un liceo, una banca, una biblioteca civica ben fornita e negozi di ogni genere. Non ci sono dimore lussuose, il traffico di auto è minimo e rispettoso delle regole, ci sono molte bici in giro e chi le lascia incustodite non ha bisogno di legarle. Gli abitanti, che siano residenti recenti o da più generazioni, questo lo sanno bene tant’è che una signora, vedendoci assicurare le bici a un cancello ci ha scherzosamente ammonito: “</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Aquí no se roban bicicletas</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">”. </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica Neue, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Quello della sicurezza personale, ascoltando molti cileni è un problema sentito in tutta l’<strong>America latina.</strong> Tutti sono consapevoli che le grandi e medie città del continente stanno diventando invivibili per la criminalità organizzata e comune. Vorremmo credere che la <strong>Patagonia</strong> sia un’eccezione solo per le virtù civili della popolazione locale e che si “salva dal male” che affligge il resto del mondo. Che sia una prova dell’intuizione di </span></span><strong><span style="font-size: medium;"><span lang="nl-NL">Dostoevskij</span></span></strong><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> quando scriveva che “</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>la bellezza salverà il mondo</i></span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">”, almeno il mondo di questa regione del continente, ma temiamo che sia solo questione di grandi distanze, di assenza di concentrazione di ricchezze e di una bassissima densità di popolazione (2,21 abitanti/km</span></span><sup><span style="font-size: xx-small;"><span lang="it-IT">2</span></span></sup><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">)</span></span><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">.</span></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <span style="font-family: Helvetica Neue, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Il turismo, con buona pace di <strong>Chatwin,</strong> contribuisce a migliorare il reddito degli abitanti ed è destinato ad aumentare l’offerta con inevitabile impatto ambientale specie nelle sue forme meglio organizzate e costose. La natura sembra difendersi da sola con il gelo delle acque e il vento che rende spesso difficile stare all’aperto. Fiordi, laghi, fiumi, boschi, ghiacciai e rocce montuose incantano la vista sotto un cielo che partecipa sempre alla bellezza di questi scenari con le sue nuvole continuamente riordinate in forme fantasiose dai venti in quota. Quando contempli quelle distese continue di boschi sulle rive di laghi che sconfinano a perdita d’occhio dalla Patagonia cilena e quella argentina, come da una collina sul lago <strong>Cochrane</strong> e non vedi, come ci è capitato, una casa, uno chalet, un albergo, e per ore né un motoscafo, né uno yacht né un battello per turisti, ti ritieni fortunato di essere arrivato al tempo giusto a stare in quei posti che ti sembrano di tutti e di nessuno. Anche sul lago General Carrera, </span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="nl-NL">Chelenko</span></span><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> per i nativi precolombiani, lo scenario naturale è stupefacente. Il lago, circondato dalle cime montuose sempre innevate è famoso per posti unici al mondo come le grotte e cattedrali di marmo levigate dal vento e dalle acque cristalline. </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica Neue, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">T utto questo patrimonio naturale non si conserverà a lungo come lo vediamo oggi se non sarà strenuamente protetto. Malgrado quella vasta area sia Parco naturale, la regione del secondo lago dell’America del sud è minacciata nella zona di<strong> Chile Chico</strong> da un’autentica febbre dell’oro e argento da parte di compagnie minerarie locali e multinazionali. È difficile, da parte della popolazione povera, resistere alle promesse di ricchezza e alle pressioni stesse di alcuni politici e sindacalisti locali perché siano concesse le attività minerarie. Il rischio che grava sulla Patagonia cilena e argentina è che la sua ricchezza di minerali preziosi e utili per le moderne tecnologie, porti a catena allo sconvolgimento dei fragili equilibri ecologici e sociali esistenti da millenni. Con la promessa di lavoro si sacrificano le comunità locali in termini di salute, equilibri ambientali e qualità della vita</span></span> <span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">come è già successo e succede Paesi più a nord dell’America Latina. </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica Neue, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Sì, vale la pena andare in Patagonia, fare la Carretera Austral, spingersi oltre nella pampa cilena sulla </span></span><strong><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><i>Carretera de la Fin del Mundo</i></span></span></strong><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"><strong> da Puerto Natales a Punta Arenas,</strong> vedere l’isola dei pinguini, lo stretto di Magellano, e tanti altri luoghi, attraversarli possibilmente in bicicletta, attrezzati e disposti, se necessario a piantare una tenda per la notte possibilmente al riparo di una qualche tettoia. È un modo per non dimenticare quella terra bella e remota che è anche nostra e che finora, con la sua asprezza, si è saputa difendere dalla invadenza dell’uomo moderno. Ed è certo il modo migliore per avere tante occasioni per parlare con altri viaggiatori e con la gente del luogo, vedere e sapere come vivono e arricchirsi di una nuova esperienza.</span></span></span></span></span></p>
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		<title>Carretera Austral, Cile: racconto di viaggio</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2022/02/19/carretera-austral-cile-racconto-di-viaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Feb 2022 09:49:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
		<category><![CDATA[Cortese]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Se ce l&#8217;abbiamo fatta noi, tutti possono farlo&#8221;.   Si presentano con modestia Fernando Galasso e Ferdinando Cortese, dopo il viaggio nel continente americano lungo il Cile seguendo la Carretera Austral dal 3 novembre  al 20 dicembre 2021. Eppure ci è voluto lo spirito giusto, quello dei veri viaggiatori desiderosi di nuovi mondi,  per sognare il viaggio, prepararlo, decidere di partire...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Se ce l&#8217;abbiamo fatta noi, tutti possono farlo&#8221;</em>.   Si presentano con modestia <strong>Fernando Galasso</strong> e <strong>Ferdinando Cortese</strong>, dopo il viaggio nel continente americano lungo il <strong>Cile</strong> seguendo la <strong>Carretera Austral</strong> dal 3 novembre  al 20 dicembre 2021.</p>
<p>Eppure ci è voluto lo spirito giusto, quello dei veri viaggiatori desiderosi di nuovi mondi,  per sognare il viaggio, prepararlo, decidere di partire in tempi di pandemia non ancora definitivamente conclusa, prendersi il tempo necessario per esplorare con lentezza territori di grande bellezza naturalistica  non totalmente disabitati. E dicono di aver imparato non poche cose, e ci crediamo, sia dal punto di vista tecnico, sia naturalistico, sia riguardo le persone incontrate e da loro descritte. Non solo il proverbio<em> &#8220;In Patagonia chi ha fretta rischia di perdere tempo&#8221;</em> perchè c&#8217;è un contesto storico, politico, economico che non riesci ad ignorare anche se la contemplazione di montagne, oceani, foreste ha un potetente effetto benefico per l&#8217;anima.</p>
<p>Percò vi consigliamo la lettura del diario di Ferdinando che trovate in PdF al link qui sotto, che è una riflessione durante il viaggio <em>(tramite Facebook gli amici lontani potevano seguire le avventure dei due amici, &#8220;i due Nandi&#8221; come li chiamava qualcuno)</em> rivista con calma nel dopo. E&#8217; una testimonianza in parole e foto che affianca il video girato da Fernando che sarà occasione di incontri pubblici, perchè il viaggio, soprattutto nella versione lenta, non può fare a meno del racconto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2022/02/Patagonia-Note-di-viaggio.pdf">Patagonia, note di Viaggio di Ferdinando Cortese</a></p>
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		<title>CICLOVIE: esperienze in Italia e UK</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2021/03/29/ciclovie-esperienze-in-italia-e-uk/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 08:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclonotizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[AIDA]]></category>
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					<description><![CDATA[Notevole pubblicazione promossa da Regione Liguria in collaborazione con Département des Alpes-Maritimes (progetto Interreg): LA GESTIONE DELLE CICLOVIE, &#8220;esperienze e competenze in Italia ed in Europa&#8221;. Nelle 55 pagine si trovano 12 contributi molto qualificati, dettagliati, diversificati non solo sul progetto al confine tra Liguria e Francia, ma su specifiche realizzazioni e problematiche di Provincia di Trento, Sardegna, Toscana, Lombardia...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Notevole pubblicazione promossa da <strong>Regione Liguria</strong> in collaborazione con <strong>Département des Alpes-Maritimes</strong> (progetto Interreg):</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong><a style="color: #000080;" href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2021/03/EDUMOB_Gestione_delle_Ciclovie_ITA.pdf">LA GESTIONE DELLE CICLOVIE</a></strong></span>, &#8220;esperienze e competenze in Italia ed in Europa&#8221;.</p>
<p>Nelle 55 pagine si trovano 12 contributi molto qualificati, dettagliati, diversificati non solo sul progetto al confine tra Liguria e Francia, ma su specifiche realizzazioni e problematiche di Provincia di <strong>Trento</strong>, <strong>Sardegna</strong>, <strong>Toscana</strong>, <strong>Lombardia</strong> (ciclabile del Villoresi), <strong>Val di Susa</strong> (percorsi per MtB), <strong>Campania </strong>(Cilento), <strong>Veneto</strong>, il progetto <span style="color: #000080;"><strong><a style="color: #000080;" href="https://www.aidainbici.it/">AIDA</a></strong></span></p>
<p>Le parole chiave degli interventi sono: ciclabili, ciclovie, manutenzione (ordinaria e straordinaria), turismo, pendolarismo, fondi pubblici, cogestione pubblico-privati.</p>
<p>L&#8217;esperienza inglese di SUSTRANS &#8211; che inizia negli anni &#8217;70 ed è specifica nella progettazione di ciclovie &#8211; è descritta nella parte finale ed è di notevole interesse culturale, giuridico, tecnico.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ferrovie pedalabili</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2020/12/22/ferrovie-pedalabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2020 03:37:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclocittà]]></category>
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		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche in Italia, dopo altre esperienze europee come le   vias verdes   spagnole, si stanno recuperando le ferrovie dismesse: vedi i progetti, realizzati o non,  QUI. Ne spiega molto bene il senso Antonio Dalla Venezia, storico dirigente di FIAB Italia, in   QUESTO VIDEO   della TV Svizzera. Ma non sono tutte rose e fiori: una eccezionale opera di riqualificazione di...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche in Italia, dopo altre esperienze europee come le   <a href="http://www.viasverdes.com/">vias verdes </a>  spagnole, si stanno recuperando le ferrovie dismesse: vedi i progetti, realizzati o non,  <a href="http://www.bicitalia.org/it/reti-ciclabili-tematiche/ciclovie-lungo-ex-ferrovie">QUI.</a></p>
<p>Ne spiega molto bene il senso Antonio Dalla Venezia, storico dirigente di FIAB Italia, in   <a href="https://www.rsi.ch/play/tv/rsi-news/video/le-ciclovie-sulle-ex-ferrovie?urn=urn:rsi:video:13679485&amp;startTime=1&amp;fbclid=IwAR1lJCdsZRNU083pVAd_UOLNjtxzfv299z3NzV8x-7vuolJMrJDmkueQXXs">QUESTO VIDEO</a>   della TV Svizzera.</p>
<p>Ma non sono tutte rose e fiori: una eccezionale opera di riqualificazione di viabilità lenta lungo la costa abruzzese ( <a href="http://bicistaffetta.it/b/bicistaffetta-2016/termoli-san-vito-chietino-sognando-la-via-verde-dei-trabocchi">QUI</a> il racconto di una Termoli &#8211; S.Vito Chietino di Fiab)   rischia l&#8217;attacco dei soliti noti, gli speculatori ai quali nulla interessa di ambiente, storia, paesaggio:   leggi  <a href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/12/VASTO-PRIVATIZZAZIONE-COSTA-13-12-20.pdf">QUI .</a></p>
<p>LS</p>
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		<title>Ciclisti per la Natura</title>
		<link>https://fiabciclocittavarese.it/2020/12/01/ciclisti-per-la-natura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 11:07:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclonotizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Le 26 pagine di Ciclabilità nelle Aree Protette che proponiamo QUI  sono un  notevole report sul tema &#8220;Bici &#38; Natura&#8221;, da leggere sia come semplici ciclisti curiosi sia come operatori del turismo. Sono 7 le regioni italiane e 380 i siti interessati da 6.000 (!)  km di percorsi. Il quadro di riferimento è normativo: si parte dalla &#8220;pietra miliare&#8221; che è...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le 26 pagine di <strong>Ciclabilità nelle Aree Protette</strong> che proponiamo <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://fiabciclocittavarese.it/wp-content/uploads/2020/12/PARCHI-E-BICI.pdf">QUI</a></span>  sono un  notevole report sul tema <strong>&#8220;Bici &amp; Natura&#8221;</strong>, da leggere sia come semplici ciclisti curiosi sia come operatori del turismo. Sono 7 le regioni italiane e 380 i siti interessati da 6.000 (!)  km di percorsi.</p>
<p>Il quadro di riferimento è normativo: si parte dalla &#8220;pietra miliare&#8221; che è la Legge 194 del 1991 sulle <strong>Aree Protette</strong>, si considera la Legge 2 del 2018 dove &#8211; a beneficio di progettisti e amministratori  &#8211;   si rimodula il concetto da &#8220;Piste Ciclabili&#8221; a &#8220;<strong>Ciclovie</strong>&#8220;,  passaggio sia tecnico che culturale, si riconosce il ruolo di regolamenti europei e di codici di autoregolamentazione come le <strong>Tavole della Montagna</strong> del CAI del 2014.</p>
<p><strong>&#8220;Biodiversità&#8221;</strong> e  &#8220;<strong>Rete Ecologica&#8221;</strong> sono le idee fondanti allo stato scientifico attuale, superando il concetto di area protetta come &#8220;isola&#8221;: in questo senso i ciclisti possono far parte, sia con limiti sia con opportunità, del contesto naturale protetto.</p>
<p>Nel report si descrive la crescita di fatto delle areee protette e regolamentate, con i casi concreti di Provincia di Trento, Veneto, Valcamonica e altri. Si definiscono i  <strong>vari tipi di ciclisti</strong>, da pag. 9 a pag.11, ormai di &#8220;genere&#8221; e &#8220;specie&#8221; diversamente evolute da una unica &#8220;famiglia&#8221; <em>(stradisti, bikers, turisti occasionali, etc.)</em>. Si può convivere in armonia con altre persone e altre forme di vita, ma i conflitti ci sono e bisogna accettare <strong>regolamenti</strong> che aiutino il buon senso.</p>
<p>Per una valorizzazione turistica delle aree protette servono <em>&#8220;inventiva e gestione&#8221;</em> dicono nelle conclusioni gli autori, tra i quali per FIAB l&#8217;architetto Valerio Montieri.</p>
<p><em>LS</em></p>
<p><strong>PS</strong>: se vi va di leggere  un complicato, ma molto stimolante, ragionamento scientifico: <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://www.ilpost.it/antoniopascale/2020/09/17/cose-veramente-la-sostenibilita/">QUI</a> </strong></span> un&#8217;intervista di A.Pascale all&#8217;Agronomo Sergio Saia intitolata <strong>&#8220;Cos&#8217;è veramente la sostenibilità&#8221;, </strong>pubblicato su ilPost.<strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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