VARESE: 300 EURO PER UNA BIPA

E’ una buona notizia il  bando del Comune di Varese  he offre a 100 residenti, che hanno anche il posto di lavoro in città, un contributo di 300 euro per l’acquisto di Bici a Pedalata Assistita (Bipa.).
La Bipa (o  Ebike ) è una bicicletta che “spiana” le salite – considerate un ostacolo all’uso non sportivo della bicicletta nel nostro territorio – e consente perciò spostamenti rapidi ed ecologici.
Sarà quindi interessante monitorare gli effetti di questo incentivo pubblico, per vedere quanti si uniranno al novero dei ciclisti urbani; oppure di quanto aumenteranno i chilometri percorsi o la frequenza di utilizzo di chi già fa parte della categoria, ancora minoritaria ma certamente con grandi potenzialità di crescita. Tale monitoraggio servirà per replicare lo stesso tipo di bando, in caso di successo pieno, o magari una versione modificata, se emergerà qualche criticità.
E’ evidente, tuttavia, che non è sufficiente un incentivo all’acquisto per convincere potenziali ciclisti urbani a mettersi in sella. L’obiettivo va perseguito in un’ottica di sistema, considerando l’insieme di servizi e facilitazioni realizzabili, ai quali potrebbero contribuire i cittadini e i soggetti economici o istituzionali che generano traffico e che dalla facilità degli spostamenti traggono beneficio.
Ad esempio: supermercati, distretti commerciali, impianti sportivi, aziende, scuole, ospedali, potrebbero attrezzarsi con parcheggi per biciclette sicuri e predisporre colonnine di ricarica per BiPA (che, non dimentichiamolo, è un mezzo di trasporto il cui prezzo medio è circa 2.000 euro).
Anche il BikeToWork ha bisogno di azioni sistematiche cui dovrebbe presiedere un  Mobility Manager, aziendale o comunale o scolastico.
Quanti sono nel nostro territorio quei datori di lavoro che incoraggiano i dipendenti all’uso quotidiano della bici? Laddove manca tale incoraggiamento: è per carenza di motivazioni economiche o per arretratezza culturale?
Nel Regno Unito c’è da anni uno  schema incentivante all’acquisto della bicicletta che coinvolge dipendente, datore di lavoro, Stato. Infatti il dipendente può acquistare una bici di sua scelta e pagarla a rate con trattenuta sullo stipendio lordo a cura del datore di lavoro. Dipendente e datore risparmiano sull’onere fiscale sul reddito, lo Stato rinuncia ad entrate fiscali puntando su minori spese, in particolare per la sanità (persone che fanno movimento sono statisticamente più in salute).
Anche nella vicina Svizzera, nel comparto industriale di Stabio, per ridurre il traffico individuale motorizzato a favore di modalità più sostenibili si stanno svolgendo diverse iniziative. Tra queste la partecipazione svizzera al progetto di completamento della ciclovia della Valle Olona fino al confine di Gaggiolo, sul quale sta lavorando la Provincia con un finanziamento dell’Unione Europea. E anche questa è una buona notizia.

LS